22 aprile 2019

Passare

Pasqua è voce del verbo ebraico “pèsah” che significa “passare”. Non è festa per residenti ma per coloro che sono migratori che si affrettano al viaggio.
Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste. Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi. Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo “passaggio”. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credere.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l’uscita d’Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme. Sono due scatti verso l’ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un’altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale risurrezione. Pasqua è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me. Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri ad ogni costo, atleti della parola pace.

Erri de Luca

21 aprile 2019

Buona Pasqua !!!

dal MESSAGGIO della GIORNATA della PACE 2019
di Papa Francesco

Beatitudini del politico 
(del card. Van Thuan vietnamita morto nel 2002)

Beato il politico che ha un'alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
Beato il politico che realizza l'unità.
Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
Beato il politico che sa ascoltare.
Beato il politico che non ha paura.


e prosegue il Papa... 
Accanto alle virtù, purtroppo, anche nella politica non mancano i vizi, dovuti sia ad inettitudine personale sia a storture nell'ambiente e nelle istituzioni. E' chiaro a tutti che i vizi della vita politica tolgono credibilità ai sistemi entro i quali essa si svolge, così come l'autorevolezza, alle decisioni e all'azione delle persone che vi si dedicano. Questi vizi, che indeboliscono l'ideale di un'autentica democrazia, sono la vergogna della vita pubblica e mettono in pericolo la pace sociale: la corruzione -nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone-, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l'arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della "ragion di stato", la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all'esilio.

20 aprile 2019

Migranti, così Roma comanda la Libia. La verità sui respingimenti

Alcune registrazioni nelle comunicazioni interne tra Italia e Tripoli svelano anomalie e irregolarità che rischiano di trascinare le autorità italiane davanti alle corti internazionali
Nello Scavo - Avvenire.it

La nave Mare Jonio aveva soccorso 49 persone a 40 miglia dalle coste libiche il 18 marzo, poi aveva fatto rotta su Lampedusa a causa di condizioni meteomarine avverse. La nave aveva ricevuto il divieto (mai formalizzato) di avvicinarsi alle coste italiane, ma il capitano Pietro Marrone si era rifiutato: «Abbiamo persone da mettere in sicurezza, non fermiamo i motori». Poi alle 19.30 del 19 marzo i migranti erano stati fatti sbarcare a Lampedusa.

«Ma in questi casi non c’è una procedura?», domanda sbigottito un ufficiale italiano a un collega delle Capitanerie di porto. «No - risponde l’altro - è una decisione politica del ministro, stiamo ancora aspettando le direttive». Intanto, però, senza ordini formali la nave Mare Jonio subisce un tentativo di blocco. Poche ore prima, sulle linee telefoniche Roma-Tripoli, si era consumato l’ennesimo riservatissimo scaricabarile a danno dei migranti.

L’inchiesta giornalistica che viene pubblicata oggi in contemporanea da un pool di testate internazionali e per l'Italia Avvenire e Repubblica svela anomalie e irregolarità. Tra questi alcune registrazioni audio (disponibili sul canale Youtube di Avvenire) ottenute nel corso di indagini difensive, che rischiano di trascinare le autorità della penisola davanti alle corti internazionali che stanno investigando sui respingimenti e i morti in mare.

L’ascolto di tutte le registrazioni audio e l’esame della documentazione lasciano sul campo molte domande. A cominciare da quelle sulla reale capacità della Guardia costiera libica di intervenire, ma che segretamente ottiene la supplenza di militari italiani. Abbiamo ricostruito i momenti ad alta tensione con vite alla deriva, mentre tra Roma e Tripoli passano minuti e ore prima che qualcuno provi a darsi davvero una mossa. L’unica certezza è che bisognava fare il possibile perché non intervenissero i soccorritori della missione civile italiana.

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La scrittrice Michela Murgia risponde alle offese di Matteo Salvini con il gioco della "sinossi dei curriculum"

L'autrice di "Accabadora" ricorda quando era studente lavoratrice, poi insegnante precaria, operaia in una centrale termoelettrica e ancora cameriera d'albergo e infine operatrice di un call center prima di arrivare ai successi editoriali. "Lei invece, signor ministro?"
Repubblica.it

Michela Murgia risponde per le rime all'ennesimo tweet offensivo di Matteo Salvini che ha definito la scrittrice, autrice del bestseller "Accabadora" e vincitrice dei premi Campiello, Dessì e SuperMondello, una "intellettuale radical chic e snob". Murgia replica al ministro dell'Interno con un lungo post su Facebook proponendogli un gioco, la "sinossi dei curriculum".

"Nel '91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale - esordisce la scrittrice - mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6,30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi".

19 aprile 2019

Via Crucis. Suor Bonetti: Mediterraneo tomba d'acqua mentre i governi discutono

Le meditazioni della Passione scritte dalla religiosa che da anni salva dal marciapiede le ragazze costrette a prostituirsi. «Nelle vittime di tratta Gesù crocifisso di nuovo sulla strada»
Luca Liverani - Avvenire.it

«Porterò nella Via Crucis al Colosseo la sofferenza e la Passione di tante donne. Tante minorenni senza volto e senza speranze, donne usa e getta». Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, da vent'anni lotta per liberare tante donne dalla schiavitù dello sfruttamento sessuale. Ed è a lei che il Papa, tramite il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, ha chiesto di scrivere le meditazioni della Via Crucis che viene guidata come ogni anno dal Papa davanti al Colosseo. «Cristo muore ancora sulle nostre strade, ma per fortuna ci sono anche tante Veroniche che ne asciugano le lacrime, tante Marie che le sostengono nelle loro sofferenze», ha detto la religiosa, incontrando gli operatori dei media nella Sala Stampa della santa Sede.

Suor Eugenia racconta sorridendo di quando il cardinale Ravasi all'inizio di marzo le ha chiesto di scrivere le meditazioni: «Mi ha lasciato di stucco, non avevo idea di cosa scrivere. Mi ha detto: «Le do tempo per dirmi di sì, ma non mi dica di no». Dopo 24 anni in Kenya, suor Eugenia viene mandata a Torino in un centro di ascolto per stranieri. Ed è un incarico in cui inizialmente si trova a disagio.

16 aprile 2019

Parigi: silenzio!

“Noi siamo stati devastati dal fuoco e ogni volta siamo rinati. Accadrà anche a voi, non abbiate paura, amici!”.
Queste le parole che ci ricordano la solidarietà del Teatro la Fenice di Venezia, andato a fuoco due volte.
Quel che succede, non permette di dimenticarci del passato.



15 aprile 2019

SettegiorniPD in Regione Lombardia

     La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Il coraggio e la paura

La paura genera mostri. Lo conferma l’ordinanza del sindaco di Calolziocorte che evoca inquietanti scenari che pensavamo sepolti dalla storia. Stabilire zone off limits per i rifugiati sa molto di apartheid e motivare la decisione richiamando quanto previsto per il gioco d’azzardo non fa che peggiorare la situazione, aprendo la strada all’idea che lo straniero sia assimilabile a una forma di patologia. La scelta del sindaco leghista è dettata dalla volontà di cavalcare la paura, alimentata ad arte ed amplificata da false campagne nazionali.
Il coraggio apre il futuro. Lo dimostrano le tante aziende lombarde protagoniste del Salone del mobile. E’ il coraggio di tanti artigiani e imprenditori che non si sono accontentati del loro straordinario saper fare, ma hanno rischiato del proprio per arrivare e rimanere sul mercato mondiale. E’ la Lombardia che vince e che viene guardata con rispetto e ammirazione dal mondo intero.
Il coraggio e la paura: due modi diversi di intendere la realtà che si confronteranno anche nelle prossime elezioni amministrative ed europee. A proposito di queste ultime, abbiamo da ieri le liste del PD: tanti bei nomi, tante storie importanti che ci consentiranno di raccontare la nostra idea di Europa con il coraggio di chi vuole costruire il futuro e non cavalcare una paura che genera mostri con cui il nostro continente ha già dovuto fare i conti nel secolo breve.

14 aprile 2019

Indennità europea di disoccupazione. La proposta di Zingaretti

Scritto da Redazione di Monza
Ecco la proposta del segretario Nicola Zingaretti dopo gli incontri con i sindacati e con gli esponenti del mondo produttivo. Incontri segnati dagli ultimi e scoraggianti dati sul nostro paese. “l’Italia sta andando peggio e serve un cambiamento radicale delle politiche economiche”.
Una discussione propositiva e condivisa soprattutto sulle misure che saranno utili a contrastare la recessione in atto. L’allarme è alto, la recessione una realtà con cui fare i conti e le stime di crescita ridotte ormai riconosciute dallo stesso governo pentastellato-leghista preoccupanti per tutte le parti in causa.