L'Editoriale Pieni poteri
Li invocava a livello nazionale, ma ha avuto solo l’effetto di perdere quelli che aveva. Pieni poteri, però, Matteo Salvini li ha mantenuti e rafforzati sui governatori del Nord che gli obbediscono a bacchetta. Ne è testimonianza la fretta con cui in tutta l’ormai ex Padania, da Trieste e Genova, la Lega si è precipitata a presentare la proposta di referendum per cancellare la quota proporzionale della legge elettorale nazionale. Pur di approvarla entro il 30 settembre, data in cui si chiude la finestra annuale per chiedere i referendum abrogativi, la Lega ha messo in atto forzature regolamentari poco degne di chi dovrebbe servire, e non usare, le istituzioni. Gli alleati obbediscono servili, pur manifestando molti dubbi sul contenuto della proposta. E’ tutta propaganda, finalizzata ad avere argomenti per condurre le prossime campagne elettorali nelle regioni, visto che il quesito proposto non ha alcuna possibilità di passare indenne il vaglio della Corte Costituzionale. Non possiamo tacere il disagio per l’annuncio della costituzione di nuovi gruppi parlamentari composti, in grande maggioranza, da eletti nelle liste del Partito Democratico. Nessuno di noi consiglieri regionali lombardi aderirà a “Italia Viva”, ma lo sconcerto che serpeggia tra molti nostri sostenitori è evidente e più che comprensibile. Il modo migliore per uscire da questo imbarazzo è dimostrare che il Governo è solido e capace di provvedimenti utili all’Italia. Anche dalla Lombardia, lavoreremo per questo.
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