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21 dicembre 2021
Roberto Rampi - Notizie dal Parlamento
25 marzo 2021
Roberto Rampi - Notizie dal Parlamento
Il Partito Democratico con Enrico Letta
Ho sostenuto con convinzione e con speranza la candidatura di Enrico Letta. La mia adesione è figlia del confronto e dell’ascolto del mio territorio. In questi giorni ho riscontrato grande convinzione e supporto da parte di un partito, quello di Monza e Brianza, vitale e radicato. Che conosce bene Letta e che gli riconosce qualità politiche. Lo stesso ho raccolto nei mondi della cultura che conosco meglio e di cui mi occupo da più tempo. Ma da ogni parte ci viene anche un messaggio molto preciso. Non basterà una figura così autorevole e un gesto gesto così generoso a risolvere i tanti problemi del Pd e del Paese. Per questo è urgente una revisione delle regole e della rappresentanza e degli elementi di fondo della lettura del mondo e del modello di sviluppo. A partire dalla Democrazia e dalla Sostenibilità, sociale ed ambientale. Attrezzare il Pd ad essere una comunità democratica moderna, solida, visionaria, utile all’Italia e all’Europa. Buon lavoro a tutti noi.
A proposito di questo ho scritto un articolo per IMMAGINA.
Il nuovo Governo
Ho espresso il mio voto favorevole in Senato sulla fiducia al nuovo Governo. Programma, progetto, riferimenti valoriali, priorità sono coerenti con il nostro percorso politico e con la visione del Paese e del mondo che condividiamo. Particolare attenzione alla funzione della scuola, delle università e della ricerca, al tema del lavoro e dello sviluppo, alla transizione ecologica, al rafforzamento dell’integrazione europea, allo sviluppo dei diritti nelle relazioni internazionali. Questi sono i pilastri su cui poggia questa esperienza che dovremo sostenere con lealtà e con intelligenza, portando idee, contributi, punti di vista, portando la forza del radicamento, la voce del territorio, la peculiarità dei mondi che conosciamo meglio, portando rappresentanza. Non un principio di affidamento, non la funzione salvifica di uno o di qualcuno, ma un processo politico tutto da sviluppare. E in questa ottica non mi spaventa il confronto con chi è diverso e ha proposte e soluzioni diverse, perché la Politica è capacità di sintesi e la sintesi la fai con il diverso, con l’altro da te. Buon lavoro a tutti noi, mettendoci il meglio di quel che possiamo.
11 febbraio 2021
Responsabilità, visione, inclusione. Il programma di governo che il Pd ha consegnato a Draghi
tratto da Immagina
“Il Partito Democratico sceglie di mettere al primo posto gli interessi del Paese”. Comincia così il documento che il Partito democratico ha consegnato a Mario Draghi. Nel “contributo” dem, dal titolo ‘Responsabilità, visione, inclusione‘ tra le altre cose si premette che “le sfide enormi che abbiamo davanti – la lotta alla pandemia, la gestione della campagna vaccinale, la necessità di un rilancio su basi nuove dell’economia, il rafforzamento della centralità dell’Europa e delle sue istituzioni ci chiedono di rispondere positivamente all’appello del Presidente della Repubblica, assumendo la responsabilità che questo tempo richiede”.
Partendo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (“è una priorità assoluta” ed “è essenziale che la sua definitiva approvazione”) il documento del Pd spiega: “Mettiamo a disposizione le nostre proposte per un governo forte e di lunga durata, utili alla formazione di un esecutivo di legislatura che assuma alcune priorità per noi irrinunciabili”. Le priorità dem sono: collocare saldamente il nostro Paese nella strategia europea; combattere insieme la pandemia e proseguire nella campagna vaccinale; attuare il PNRR attraverso un percorso di coinvolgimento del Paese, per una nuova stagione di sviluppo sostenibile ed inclusiva; mettere in sicurezza e rilanciare il sistema della sanità pubblica e del welfare; attuare il piano per l’occupazione femminile; rafforzare le infrastrutture sociali; investire in scuola, università, ricerca.
22 marzo 2020
Roberto Rampi - Notizie dal Parlamento
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9 ottobre 2019
Via libera al taglio dei parlamentari: tutto quello che c'è da sapere sulla riforma
di MONICA RUBINO (Repubblica) 08 ottobre 2019
La legge costituzionale sul taglio dei parlamentari è sbarcata in aula alla Camera è ha ottenuto il via libera definitivo con 553 Sì. Il provvedimento, cavallo di battaglia del M5s, punta a ridurre il numero dei deputati a 400 dagli attuali 630 e dei senatori a 200 dagli attuali 315: in tutto si tratta di 345 seggi eliminati di netto. Questo taglio decorrerà dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della riforma. Trattandosi di una proposta di legge di modifica della Costituzione, l'esame ha previsto quattro letture parlamentari (una doppia lettura conforme di Camera e Senato). Oggi per l'appunto c'è stato l'ultimo e definitivo passaggio del provvedimento.
A seguito della riforma, il numero degli abitanti per deputato aumenta da 96.006 a 151.210. Il numero di abitanti per ciascun senatore cresce da 188.424 a 302.420. Questo comporterà la necessità di ridisegnare i collegi con un'altra legge.
Nei successivi tre mesi, come recita l'articolo 138 della Costituzione, dal momento che la legge ha ottenuto la maggioranza assoluta dei due terzi alla seconda votazione soltanto alla Camera (e non al Senato), il testo può essere sottoposto a referendum confermativo. Il referendum può essere richiesto da un quinto dei membri di una Camera, da 500 mila elettori o da cinque consigli regionali. Se questo dovesse avvenire, si voterebbe a maggio-giugno 2020 e da lì, nel caso in cui il testo venisse confermato, scatterebbero i 60 giorni concessi al governo per ridisegnare i collegi.
Le forze di maggioranza hanno inoltre messo nero su bianco il documento sulle riforme che faranno da contrappeso al taglio degli eletti, con tanto di impegni concreti e precisi sui singoli interventi e scandito da un timing concordato, che si svilupperà attraverso tre step:
1- entro il mese di ottobre, gli emendamenti da presentare al ddl costituzionale sul voto ai 18enni per l'elezione del Senato, all'esame di palazzo Madama.
2- entro dicembre, la riforma costituzionale per modificare la platea che elegge il presidente della Repubblica, con la riduzione dei delegati regionali, e la modifica dell'elezione del Senato non più a base regionale.
3- sempre entro l'anno, l'avvio della riforma elettorale. La maggioranza, cioè M5S, Pd, Italia Viva e Leu, si è impegnata a bilanciare il taglio dei parlamentari con una nuova legge elettorale da presentare entro dicembre. Si va verso un sistema elettorale proporzionale corretto, con premio di maggioranza per garantire la governabilità. Mentre Matteo Salvini ha depositato in Cassazione il quesito per un referendum per introdurre un maggioritario spinto.
23 dicembre 2018
Giù il cappello davanti all’opposizione del Pd
Nella notte del Parlamento è brillata la lucina dell’opposizione. La maggioranza ha umiliato il Senato: va detto e ridetto. Alla fine, ovviamente, la legge di bilancio è passata al termine di una giornata allucinante. Non è la prima volta che passa con la fiducia, è la prima volta che la fiducia viene concessa su un testo sconosciuto.
Ha ragione Matteo Renzi, intervenuto a tarda ora: “Voi siete stati trattati come il pubblico dei talk show, capaci di applaudire, non di dire alcunché”. Già, il Parlamento come “Buona domenica”.
Ma questo vuol essere solo un breve articolo sull’opposizione. La quale esiste, alla faccia dei dotti commentatori e dei columnist con la pancia piena. I senatori del Pd ieri – non è retorica – parevano i vecchi socialisti e liberali nel 1924, solo che invece di ritirarsi sull’Aventino hanno dato l’anima, in aula e in commissione, per contrastare il disegno eversivo dei gialloverdi. Tutti, sottolineo tutti, i senatori, di qualunque componente.
Siamo – come ha titolato due giorni fa Democratica – alle prove tecniche di regime. C’è il Pd – non da solo ma quasi – a fare da argine.
Cari colleghi, d’ora in poi cambiate i titoli dei giornali. L’opposizione c’è, e si vede.
tratto da Democratica
7 giugno 2018
Roberto Rampi | Notizie dal Parlamento
È un NO alle politiche contenute nel cosiddetto contratto di Governo che abbiamo studiato con attenzione, alla visione securitaria, antieuropea, iniqua che ha saldato le nuove destre italiane nel solco di quelle europee e occidentali.
E un’intervista sul tema al Giornale di Vimercate.
24 marzo 2018
Nuovi Presidenti di Camera e Senato
Parlamento, accordo M5s-Centrodestra: Fico eletto presidente della Camera, al Senato c'è Casellati
Si ribalta lo scenario dopo il vertice di Palazzo Grazioli. Via libera a Montecitorio per i grillini, ma tramonta candidato Fraccaro scelto nella notte da Di Maio. E a Palazzo Madama si chiude sulla berlusconiana ex sottosegretaria. "Ma non è un patto per il governo"
3 marzo 2016
14 ottobre 2015
28 giugno 2015
La newsletter di Lucrezia Ricchiuti

Commissione 6^ Finanze e Tesoro
Commissione parlamentare d'inchiesta sulle mafie
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8 maggio 2015
Pippo Civati lascia il gruppo PD, ecco i motivi!!!
Giuseppe Civati ha annunciato la sua uscita dal Partito Democratico, ecco cosa ha scritto ai suoi sostenitori:
Il mio è un messaggio per gli elettori del Pd e del centrosinistra: mi dispiace, per me, per voi. Mi dispiace deludere alcuni di voi e condividere la delusione di chi deluso è già da molto tempo.
Come molti, non mi sento rappresentato da questa situazione. Lo ripeto da qualche giorno: non ho più fiducia in questo governo, nelle sue scelte, nei modi che ha scelto, negli obiettivi che si è dato.
17 febbraio 2015
Primi segnali di ripresa
Renzi: "Primi segnali di ripresa. L'Italia sta ripartendo, finalmente"
Il presidente del Consiglio nella enews: " Ho sempre detto che voglio fare accordi con tutti e che non ci facciamo ricattare da nessuno. Perché i numeri ci sono anche senza di loro. Spero che dentro Forza Italia prevalgano il buon senso e la ragionevolezza"
1. Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica. Un galantuomo, una persona che conosce le istituzioni (parlamentare, ministro, giudice costituzionale), un punto di riferimento per tutti. Non era facile gestire il dopo-Napolitano e lo sappiamo bene, visto quello che accadde nel 2013. Invece, grazie al senso di responsabilità di tutti, l'Italia ha un nuovo Presidente che - ne sono certo - saprà guidarci in questi sette anni con saggezza. E tutto ciò è particolarmente importante in un tempo di grandi cambiamenti in Italia e in Europa. Sono molto felice anche come segretario del PD e voglio dire grazie a tutti quelli che hanno dato una mano. Ho avvertito il desiderio di riscatto dopo ciò che accadde con i 101: il metodo che abbiamo scelto e praticato ha consentito di portare una larghissima maggioranza a condividere la nostra proposta.
13 febbraio 2015
Roberto Rampi | Notizie dal Parlamento | 7
Il Presidente, le riforme, le difficoltà e le speranze dei cittadini
20 novembre 2014
La newsletter n. 3 di Lucrezia Ricchiuti - 19 novembre 2014

Commissione 6^ Finanze e Tesoro
Commissione parlamentare d'inchiesta sulle mafie
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C’è poi il taglio dell’Irap e c’è un piccolo credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione. E poi c’era l’obiettivo di spendere fino a indebitarsi per il 2,9 del PIL. Su quest’ultimo punto siamo stati richiamati dalla Commissione europea e abbiamo dovuto indietreggiare fino al 2,6 (parlo di circa 4 miliardi di euro, non briciole). Però, su tutto, la legge di stabilità non è ambiziosa: non toglie soldi agli F35, non attacca le rendite, non scardina gli oligopoli (come quelli delle autostrade, cui il decreto Sblocca-Italia regala – o quasi – il rinnovo delle concessioni senza gara).
2 maggio 2014
Roberto Rampi | Notizie dal Parlamento
Il Governo ha deciso di suddividere i primi interventi sul mercato del lavoro in due tranches: subito un decreto legge, successivamente una legge-delega. Il primo, subito entrato in vigore, è stato approvato la scorsa settimana alla Camera per la conversione in legge; la seconda è stata da poco incardinata al Senato.
16 aprile 2014
DDL sul voto di scambio ora diventato LEGGE!
Il ddl sul voto di scambio è legge
Oggi si dà ai giudici lo strumento per punire il politico che si vende in cambio di voti. La norma è applicabile già dalle elezioni del 25 maggio. PD: “Chi fa campagna elettorale sulla mafia le fa solo un regalo”
IL DDL SUL VOTO DI SCAMBIO IN PILLOLE
Il disegno di legge riguarda un punto cruciale e delicato: l'opera di contrasto delle forme di rapporto tra settori della politica e poteri criminali.
Ecco le novità introdotte dalla nuova legge:
1. Accentua la distinzione tra il delitto di scambio elettorale politico mafioso e la fattispecie di associazione mafiosa di cui all'art. 416-bis, attraverso una differenziazione dell'entità della pena: quella per scambio elettorale politico-mafioso prevede la reclusione da 4 a 10 anni;
2. Punisce chi promette di procurare voti e chi accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro;
3. Oltre all’erogazione di denaro punisce anche la promessa di erogazione di denaro;
4. Prevede infine che, oltre all’erogazione di denaro, sia punita anche la promessa di altra utilità. In tal modo l'oggetto dello scambio potrà superare la semplice dotazione di denaro in cambio dei voti e conferire maggior concretezza alla disposizione in questione.
13 gennaio 2014
Governo e gioco d'azzardo
Il governo dia subito risposte ai cittadini sulla tassazione dei giochi d'azzardo
I deputati Pd, Anzaldi e Bobba: "l'annuncio del ministro Graziano Delrio diventi subito realtà: il governo istituisca un tavolo interministeriale sulla tassazione dei giochi d'azzardo legali e dia finalmente risposte ai cittadini"
5 gennaio 2014
Il viceministo dell'economia si dimette
Fassina: “Lascio il mio incarico, grazie al presidente Letta per la fiducia”
Così Stefano Fassina ha spiegato le dimissioni da viceministro dell’Economia.
"E' responsabilità di Renzi, che ha ricevuto un così largo mandato – ha aggiunto - proporre uomini e donne sulla sua linea".
Di conseguenza "restituisco irrevocabilmente il mio incarico al presidente Letta. Ringrazio il presidente Letta per la fiducia che mi ha concesso. Ringrazio anche il ministro Saccomanni per l'opportunità' che mi ha dato per lavorare con lui. Ringrazio i colleghi, il viceministro Casero e i sottosegretari Giorgetti e Baretta per l'ottima intesa che abbiamo avuto. Continuerò – ha concluso - a dare il mio contributo al governo Letta dai banchi della Camera".







