Visualizzazione post con etichetta Nicola Zingaretti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nicola Zingaretti. Mostra tutti i post

13 marzo 2021

Abbiamo salvato e rimesso il PD in campo. Ora si può continuare

Il Governo Draghi ha iniziato il suo cammino. L'Italia è in buone mani. Dopo l'irresponsabile crisi, che ha portato alla caduta del Governo Conte, sono soddisfatto si sia giunti a un'ottima conclusione.

Negli ultimi due anni il Partito Democratico, dopo la drammatica sconfitta del 2018, è tornato politicamente centrale, è salvo e più forte, ha governato l'Italia con risultati positivi e, grazie a donne e uomini straordinari, è tornato a vincere in molti Comuni e Regioni. Un Pd autonomo e forte in coalizioni competitive. Questa è stata ed è la strategia da perseguire. La vocazione maggioritaria che dobbiamo coltivare, non significa isolamento o settarismo.

Ciò che si è realizzato in questi anni costituisce un patrimonio di tutti.

Eppure puntuali, quando le cose stavano migliorando, sono tuttavia tornati i soliti rumori di sottofondo e permanenti. Nessuna reale proposta politica alternativa, ma un lungo e strisciante lavorio distruttivo che stava allontanando il PD dalla realtà. Non c'entra niente il pluralismo o la collegialità, che rappresentano condizioni essenziali di un partito e che anzi in questi due anni hanno avuto nel PD una nuova cittadinanza: quello che si è affermato è stato il rifiuto di sviluppare il confronto nelle sedi proprie per poi promuovere continue polemiche pubbliche. Mentre gli altri partiti rilanciavano il loro progetto, noi rischiavamo di implodere.

Non si poteva andare avanti così.

5 marzo 2021

Il PD non può rimanere fermo

Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c'è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni.

Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l'ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull'Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere.

Non è bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni.

Ma il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il Pd.

Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l'ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L'Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili.

Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie.

Ciao a tutte e tutti, a presto.

3 marzo 2021

Per un partito di donne e uomini

Quattordici dei 24 mesi di questa segreteria sono trascorsi sotto la pandemia e malgrado questo e la sua esigua forza parlamentare, il PD è tornato protagonista e centrale nella vicenda politica italiana.

Ma non c'è dubbio che ora è opportuno comprendere bene le caratteristiche di ciò che è accaduto in questi anni e trovare insieme temi, contenuti e visioni di un nostro ruolo. La nostra idea dell'Italia e dell'Europa.

Dovremo cioè scommettere sul PD, un partito di donne e di uomini, suscitare orgoglio rilanciando il suo ruolo nella democrazia italiana, ripensare e radicare la nostra forza nei territori, ripensare una strategia e una proposta adeguata per battere le destre, e governare.

Questo sarà l'obiettivo dell'assemblea del 13 e 14 marzo ma la discussione di oggi, sul ruolo e la funzione delle donne ne è parte integrante.

Come dovrà essere parte integrante dell'impegno che dovremo mettere nel sostenere il governo Draghi.

Ora l'Italia è in buone mani. Il PD sostiene con lealtà e spirito di collaborazione totale questo tentativo di cambiare l'Italia che vede Draghi protagonista.

11 febbraio 2021

Responsabilità, visione, inclusione. Il programma di governo che il Pd ha consegnato a Draghi

tratto da Immagina

“Il Partito Democratico sceglie di mettere al primo posto gli interessi del Paese”. Comincia così il documento che il Partito democratico ha consegnato a Mario Draghi. Nel “contributo” dem, dal titolo ‘Responsabilità, visione, inclusione‘ tra le altre cose si premette che “le sfide enormi che abbiamo davanti – la lotta alla pandemia, la gestione della campagna vaccinale, la necessità di un rilancio su basi nuove dell’economia, il rafforzamento della centralità dell’Europa e delle sue istituzioni ci chiedono di rispondere positivamente all’appello del Presidente della Repubblica, assumendo la responsabilità che questo tempo richiede”.

Partendo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (“è una priorità assoluta” ed “è essenziale che la sua definitiva approvazione”) il documento del Pd spiega: “Mettiamo a disposizione le nostre proposte per un governo forte e di lunga durata, utili alla formazione di un esecutivo di legislatura che assuma alcune priorità per noi irrinunciabili”. Le priorità dem sono: collocare saldamente il nostro Paese nella strategia europea; combattere insieme la pandemia e proseguire nella campagna vaccinale; attuare il PNRR attraverso un percorso di coinvolgimento del Paese, per una nuova stagione di sviluppo sostenibile ed inclusiva; mettere in sicurezza e rilanciare il sistema della sanità pubblica e del welfare; attuare il piano per l’occupazione femminile; rafforzare le infrastrutture sociali; investire in scuola, università, ricerca.

20 novembre 2020

La scuola, prima di tutto

La scuola rappresenta la più grande ed importante infrastruttura sociale su cui investire per lo sviluppo del Paese e il principale strumento di lotta alle diseguaglianze.

Tutte e tutti noi siamo chiamati a fare ogni sforzo possibile per garantire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi il diritto allo studio e scongiurare che paghino un duro prezzo per la loro formazione a causa della pandemia.

Per questo, abbiamo avviato un percorso di ascolto e di confronto con il Paese e tutti i protagonisti del mondo della formazione e dell'istruzione. Una sorta di Stati Generali che costituiranno un'importante occasione di dibattito ma soprattutto di proposte.

Nella prima parte, che prenderà il via il 21 novembre con il segretario Nicola Zingaretti e lo psicanalista Massimo Recalcati, incontreremo il mondo della cultura: intellettuali, scrittori, cantanti, docenti universitari e accademici ci racconteranno la loro visione dalle più diverse prospettive.

Nella seconda parte, che ci vedrà il 12 dicembre assieme in una grande assemblea plenaria, ascolteremo il punto di vista di tutti coloro che vivono la scuola ogni giorno e ne conoscono le potenzialità, le criticità ma soprattutto i bisogni: studentesse e studenti, docenti, dirigenti, personale amministrativo, genitori, amministratori locali e regionali, organizzazioni sindacali, esperti, associazioni e fondazioni.

Tutti gli incontri saranno trasmessi in streaming sulla pagina facebook del Partito Democratico.

Ci ascolteremo, ci confronteremo e lanceremo le nostre proposte.

Un punto di partenza, e non di arrivo, per sostenere un settore fondamentale per il futuro del nostro Paese.

Perché la Scuola, per noi, prima di tutto.

17 settembre 2020

È un caso il voto della Lega sulla Bielorussia: il partito si astiene sulla condanna di Lukashenko.

Zingaretti protesta: "Non condannano un dittatore". Il capodelegazione dem a Strasburgo: "Salvini non vuole scontentare Putin"

17 settembre 2020 - la Repubblica

Un voto quasi unanime: 574 sì, 37 no e 82 astensioni sulle sanzioni per le autorità bielorusse. Il Parlamento europeo è stato compatto nella sua richiesta alle altre istituzioni dell'Unione. Ma con una defezione importante sul piano politico italiano: l'astensione della Lega.

A Bruxelles i deputati hanno deciso di non riconoscere Lukashenko come presidente della Bielorussia, riconoscendo che le elezioni hanno violato "tutti gli standard riconosciuti a livello internazionale". Dunque sì alle sanzioni per le autorità responsabili delle violenze su chi ha protestato in queste settimane: per renderle effettive, tuttavia, serve il via libera del consiglio (e quindi degli stati membri dell'unione).

Sull'astensione delle Lega, arriva subito la condanna del Pd: "A Bruxelles la Lega si è astenuta sulla condanna di un dittatore, che schifo", twitta il segretario dem Zingaretti.

30 giugno 2020

Il governo non può più tergiversare sul Mes, sul tavolo risorse mai viste per la sanità

Zingaretti, segretario del Pd: no alla danza immobile delle parole, 10 ragioni per dire sì ai soldi europei senza condizionalità da spendere per il sistema sanitario italiano
di Nicola Zingaretti - Corriere.it

Questi mesi ci hanno mostrato quanto sia fondamentale investire nei sistemi sanitari e nelle scienze della vita per poter garantire il diritto a cure di qualità. Per garantire a tutte e a tutti protezione e sicurezza. È evidente la necessità di promuovere il potenziamento e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario: rafforzare gli ospedali, puntare sulle tecnologie digitali, aumentare la presenza sui territori, l’assistenza domiciliare, la prevenzione, sostenere la ricerca e costruire un nuovo sistema di presa in carico delle persone, a cominciare dagli anziani. Il sistema sanitario ha risposto ed è stato capace di uno sforzo immane: grazie agli operatori che ci hanno messo cuore e competenza, e grazie anche a una capacità di innovazione che forse neanche sospettavamo di avere.

Ora però è il tempo di un salto nel futuro e di costruire un nuovo modello. L’attuale sistema di cura e presa in carico fondato su tre politiche distinte che spesso non comunicano — sanità, sociale e terzo settore — ha mostrato tutti i suoi limiti, non va più bene, è inadeguato. Rinascita è anche questo: avere una visione nuova, fondata su un modello di integrazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie da realizzare con idee e investimenti. Si tratta di una parte fondamentale di quel nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale di cui spesso abbiamo parlato già prima del coronavirus. Ora sappiamo che è indispensabile e improcrastinabile. Oggi possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell’assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica.

29 agosto 2019

Relazione di Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale PD del 21 agosto 2019

Carissimi
come sapete ieri è caduto il 65esimo Governo dell’Italia. Uno dei peggiori della storia della Repubblica.

Il progetto della maggioranza giallo/verde che doveva produrre un cambiamento, una rivoluzione, dopo 14 mesi di lavoro è fallito.

Sono stati per l’Italia mesi drammatici. Segnati da una perenne litigiosità delle forze di maggioranza e dall’incapacità di indicare al Paese una via, un orizzonte, una strada da seguire.

Il dibattito di ieri al Senato non è stato da meno. Il Governo ha terminato il suo percorso tra insulti e urla e con un tardivo racconto da parte del Presidente Conte dell’irresponsabilità istituzionale del principale protagonista del suo Esecutivo.

Per mesi noi, nelle sedi parlamentari e nel Paese, facendo opposizione e nel paese abbiamo lavorato insieme per denunciare molte delle cose che ieri sono riecheggiate nell’aula del Senato dalle parole dei leaders del Governo che si sono rinfacciati a vicenda le responsabilità.

In questo tempo hanno fatto più notizia i conflitti o i sorrisi tra gli esponenti della maggioranza che non la crudeltà contro gli esseri umani. E tutto questo mentre i problemi del Paese scivolavano sullo sfondo. La verità ora è emersa, denunciata come è giusto dagli esponenti delle opposizioni, anche ieri, e anche incredibilmente dalle accuse reciproche all’interno della maggioranza.

Per il Paese l’eredità di questo governo è drammatica.

Per i cittadini è drammatica.

8 aprile 2019

Basta col teatrino, Salvini e Di Maio si dimettano

Ci risparmino inutili sceneggiate mentre i cittadini e le imprese stanno continuando a pagare il dilettantismo e l’incapacità di questo governo
Di Nicola Zingaretti
 

Oggi per la prima volta, come noi denunciamo da tempo, il governo ha ammesso che dovranno tagliare importanti servizi ai cittadini e alle imprese per due miliardi di euro a causa della drammatica situazione in cui hanno portato i conti pubblici. Nel prossimo autunno tra clausole di salvaguardia IVA e sforamento dei conti derivanti dalla bassa crescita economica rischiamo una manovra correttiva da oltre 30 miliardi di euro. Ora basta. Così non possiamo andare avanti. Sono mesi che stiamo denunciando la gravità della situazione in cui questo governo ci ha portato e il pericolo di pesanti tagli ai servizi per i cittadini. Purtroppo il governo non sta facendo nulla per cambiare questo stato di cose. Il "decreto crescita" appare del tutto inadeguato a fronteggiare la gravità della recessione in cui è caduta l'economia italiana. Da quando sono in carica è crollata l'occupazione: 116 mila occupati in meno, di cui 88mila in meno a tempo indeterminato. L'Italia è andata in recessione e per il 2019 si prevede una contrazione dell'economia dello 0,2%, è crollata la fiducia delle imprese del 5% e quella dei consumatori è ai minimi degli ultimi 20 mesi, è diminuito dello 0,5% il reddito disponibile reale delle famiglie.