Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post

23 dicembre 2021

Lettera ai Circoli

Care Democratiche, cari Democratici,

Questi ultimi mesi hanno visto l’intera comunità del Partito Democratico abbracciare con entusiasmo il progetto delle Agorà Democratiche.

In soli 4 mesi, abbiamo organizzato circa 300 Agorà in tutta Italia, da cui sono già emerse oltre 450 proposte concrete. Nessun’altra forza politica è oggi in grado di sostenere una mobilitazione di così lungo periodo e di organizzare una presenza così forte sul territorio. Sono elementi che non possono non renderci orgogliosi di far parte di una grande comunità. Grazie di cuore a tutte e tutti voi per il lavoro straordinario di questi mesi e per le energie messe a disposizione.

Le Agorà Democratiche si stanno quindi dimostrando l’esperimento di successo che avevamo disegnato insieme. Non solo il dibattito pubblico ha imparato a riconoscerle come lo strumento di costruzione del campo largo del centrosinistra. Ma soprattutto tutte e tutti noi abbiamo iniziato ad apprezzare e fare nostro il loro metodo innovativo, basato su orizzontalità, interventi brevi e centralità delle proposte concrete.

14 aprile 2021

Letta: «Servono nuovi partiti con al centro l’idea di un’Italia europeista»

Intervista di Monica Guerzoni a Enrico Letta, 

Corriere della Sera

«Non ho intenzione di candidarmi alle Europee».
È appena tornato e già si tira fuori dalla mischia? «No, al momento sto facendo politica in altro modo – guarda avanti l’ex premier Enrico Letta – Ho creato una scuola di politiche che è già al quarto anno. Tra i 400 ragazzi che si sono formati io vedo la nuova classe dirigente potenziale».
Ma il centrosinistra, come ha detto Prodi, ha bisogno di un leader e di un progetto subito. Davvero lei non ci pensa? «Io oggi non sono dentro una dinamica di questo genere, sto dando il mio contributo in modo diverso. Ho appena scritto un libro, che è anche un instabook, Ho imparato, in cui evito la trappola di dire subito qual è la soluzione. Il centrosinistra è un campo di Agramante, terra bruciata. Bisogna ricostruire, senza ritorni all’indietro. Non si sono ancora fatti i conti con la sconfitta e, se si pensa che sia colpa degli elettori che non ci hanno capito, non si ricostruirà nulla di vincente».
Da dove ripartire, allora? «Conosco decine di persone che hanno votato M5S senza essere populisti o antieuropeisti. Bisogna ripartire da lì e rendere profonda questa autocritica. Davvero pensiamo che il referendum del 4 dicembre 2016 e le Politiche del 4 marzo siano stati due momenti di stupidità collettiva? Pensiamo che ora gli elettori rinsaviranno e ci richiameranno? Non accadrà. Servono schemi nuovi, facce nuove».
L’ex ministro Calenda ha raccolto 120 mila adesioni al suo Fronte Repubblicano. Perché lei lo critica? «Il protagonismo di Calenda è utile e positivo, c’è voglia di unità in giro. Però il vero guaio del nostro Paese è stata la saldatura tra M5S e Lega e una narrazione élite contro il popolo, antipopulisti contro i populisti, rischia di rafforzarli. Io ho voluto mettere in guardia Calenda da questo rischio forte».

14 marzo 2021

Enrico Letta: “Un nuovo Pd per vincere insieme”

L’intervento di Enrico Letta candidato a Segretario Nazionale del Partito Democratico durante l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico

13 marzo 2021

Abbiamo salvato e rimesso il PD in campo. Ora si può continuare

Il Governo Draghi ha iniziato il suo cammino. L'Italia è in buone mani. Dopo l'irresponsabile crisi, che ha portato alla caduta del Governo Conte, sono soddisfatto si sia giunti a un'ottima conclusione.

Negli ultimi due anni il Partito Democratico, dopo la drammatica sconfitta del 2018, è tornato politicamente centrale, è salvo e più forte, ha governato l'Italia con risultati positivi e, grazie a donne e uomini straordinari, è tornato a vincere in molti Comuni e Regioni. Un Pd autonomo e forte in coalizioni competitive. Questa è stata ed è la strategia da perseguire. La vocazione maggioritaria che dobbiamo coltivare, non significa isolamento o settarismo.

Ciò che si è realizzato in questi anni costituisce un patrimonio di tutti.

Eppure puntuali, quando le cose stavano migliorando, sono tuttavia tornati i soliti rumori di sottofondo e permanenti. Nessuna reale proposta politica alternativa, ma un lungo e strisciante lavorio distruttivo che stava allontanando il PD dalla realtà. Non c'entra niente il pluralismo o la collegialità, che rappresentano condizioni essenziali di un partito e che anzi in questi due anni hanno avuto nel PD una nuova cittadinanza: quello che si è affermato è stato il rifiuto di sviluppare il confronto nelle sedi proprie per poi promuovere continue polemiche pubbliche. Mentre gli altri partiti rilanciavano il loro progetto, noi rischiavamo di implodere.

Non si poteva andare avanti così.