5 maggio 2011

La nota del mattino del 05 maggio 2011.


1. OGGI BERLUSCONI INCONTRA HILLARY CLINTON E DIRA’ SI’ A TUTTE LE RICHIESTE USA. LA MISSIONE IN LIBIA CONTINUA COME PRIMA: LA LEGA HA FATTO SOLO BACCANO.
Oggi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il ministro degli Esteri, Franco Frattini, incontrano il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Come al solito, Berlusconi dirà di sì a tutte le richieste, come ha già fatto incurante di doverne avvertire alleati e Parlamento quando Kerry, inviato di Obama, gli ha chiesto di partecipare ai raid aerei in Libia.
La missione in Libia intanto prosegue esattamente come prima. La mozione Pdl-Lega, che Bossi vanta per dimostrare che la Lega è ancora tosta (le parole usate dal leader leghista sono di altro tipo, ovviamente) in realtà non ha cambiato di una virgola la realtà dei fatti. Due soli sono i risultati conseguiti da Bossi: ha soffiato fumo negli occhi dei propri elettori, che avevano il mal di pancia per le decisioni di Berlusconi, e ha chiesto in cambio del ricatto sul governo qualche posto in più. Oggi vedremo, per esempio, se nel rimpasto di governo ci sarà spazio per Matteo Brigandì, il leghista nominato al Csm, ma rimasto senza poltrona perché decaduto per incompatibilità.
Nel frattempo, l’Italia ha perso la faccia di fronte al mondo.

2. OGGI IL GOVERNO DECIDE IL RIMPASTO, VARA LE SOLITE PROMESSE (PIANO CASA), METTE UN LIMITE AI CONTROLLI SULLE IMPRESE E PREPARA UNA STANGATA DA OTTO MILIARDI PER I CITTADINI NORMALI.
La riunione del Consiglio dei ministri oggi ha un ordine del giorno davvero pieno. L’obiettivo è di fare un po’ di campagna elettorale con un decreto per lo sviluppo che ha al primo posto l’allentamento dei controlli sulle imprese, di ricompensare i cosiddetti responsabili che hanno cambiato casacca per salvare la maggioranza con posti di sottosegretario e di mettere a posto i conti avviando una sonora stangata per i cittadini comuni con la scusa delle missioni all’estero, di cui si è tanto parlato in questi giorni.
A parte le nomination per il rimpasto di governo, il decreto sviluppo contiene le solite promesse e qualche altro intervento: dal piano casa (ma quante volte è stato approvato?) al fisco leggero per famiglie e commercianti (di fatto non si dovrà mandare tutti gli anni la dichiarazione sui familiari a carico), fino al provvedimento che Il Sole 24 Ore ha sparato oggi a tutta pagina: diventa illecito l’eccesso di controlli. Oggi si capirà meglio di che cosa si tratta.
“Ma quante frustate sono state approvate e date all’economia?” ha chiesto ieri ironicamente il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo in aula alla Camera e prevedendo la gran cassa dei Tg di oggi e dei quotidiani di domani dopo il Consiglio dei ministri. “L’economia però non se ne proprio accorta” ha concluso il segretario del Partito Democratico, denunciando l’inconsistenza delle misure via via annunciate e la natura meramente mediatica di queste operazioni.
Con la scusa del dibattito sulle missioni all’estero e anche del dibattito in corso sui precari della scuola, il governo oggi avvierà la discussione anche su una stangata da 7 o 8 miliardi sulle spalle degli italiani. “Non è una manovra di aggiustamento dei conti” hanno detto ieri al Tesoro, ma un provvedimento che servirà soltanto a coprire costi nuovi. Una scusa clamorosa utilizzata per coprire l’indiscutibile maquillage dei conti pubblici allo scopo di non parlare di manovre e stangate prima delle elezioni. Come ha scritto oggi il Corriere della Sera, solitamente ben informato sulle questioni tecniche
che riguardano le misure in preparazione da parte del ministro Tremonti, per la protezione civile e i costi di assistenza agli immigrati serviranno circa 600 milioni e altri 700 ne serviranno per le missioni all’estero. Il piano triennale per la scuola non richiederà invece un euro in più: sistemerà un numero di precari inferiore ai pensionamenti, quindi si concluderà con una riduzione degli organici della scuola. Non solo: sistemerà precari che sono già pagati a stipendio pieno perché occupano posti vaganti. Dunque, non richiederà finanziamenti aggiuntivi. Il governo, insomma, parla di costi aggiuntivi per circa un miliardo di euro, ma si appresta a dare una stangata da 7 o 8 miliardi, sulle spalle dei cittadini. La verità, ovviamente, si saprà solo dopo il voto alle amministrative e ai referendum.

3. DOMANI SCIOPERO GENERALE CGIL, SABATO ASSEMBLEA GENERALE CONFINDUSTRIA: LAVORO E DIRITTI, CRESCITA DELL’ECONOMIA. LAVORATORI E IMPRESE METTONO SOTTO ACCUSA IL GOVERNO.
Lavoro, occupazione diritti: domani sciopero generale della Cgil, che chiama i lavoratori a protestare contro la politica economica del governo. Dopodomani assemblea generale della Confindustria a Bergamo. E anche la Confindustria critica la politica del governo. Da Il Corriere della Sera: “La Marcegaglia è tornata a ribadire lo scenario di estrema debolezza dell`economia con un nuovo allarme per un «Paese che cresce poco». …Non mancano segnali positivi, ma «siamo in una fase di crescita lenta, di recupero basso di occupazione, ed anche produzione industriale e export dopo primi mesi buoni stanno rallentando». Una fase «ancora difficile e rallentata». Se non si può «sforare sui conti pubblici», ha spiegato, «occorre investire su poche cose fondamentali e su questo ci siamo sempre battuti». I punti chiave, come più volte sostenuto in questi ultimi tempi e negli ultimi rapporti del centro studi, sono le liberalizzazioni e il fisco «concentrandoci sulle riforme a costo zero».E qui il governo non si è certo distinto anzi, ha continuato Marcegaglia, «ha fatto dei passi indietro».
Memento: chi ha fatto le liberalizzazioni? Il governo di centrosinistra. E chi propone oggi le liberalizzazioni, con ipotesi concrete di intervento di legge già depositate e altre in via di ultimazione? Il Partito Democratico.

4. PIANO INCENTIVI PER LE RINNOVABILI, UN’ALTRA OCCASIONE PERSA.
Dopo mesi di fermo, di danni provocati dalle mosse del governo, di litigi tra i ministri, oggi forse il Consiglio dei ministri varerà il decreto sugli incentivi per le fonti di energia rinnovabile. Dalle bozze che si conoscono le misure del governo rischiano di essere sbagliate. Se ne potrà parlare con maggiore precisione quando si conosceranno i testi ufficialmente approvati. Ma una cosa è certa: se il governo sbagliasse ancora in uno dei pochi settore che ha dato crescita e occupazione anche durante la crisi, non sarebbe solo un errore in più, sarebbe un peccato mortale.

5. BERLUSCONI FA FINTA DI CANDIDARE TREMONTI. COSI’ BRUCIA IL MINISTRO E OCCUPA ANCHE IL VIDEO, OSCURANDO CIO’ CHE NON VUOLE ABBIA SPAZIO SUI MEDIA: COME L’INCONTRO TRA PD E MARONI SULLE INFILTRAZIONI DI CAMORRA NELLE LISTE DEL PDL A NAPOLI.
Ieri sera ennesimo spot elettorale gratis della Rai a Berlusconi. Intervistato da Porta a Porta (con rimbalzo su tutti i tg, come se fosse una dichiarazione a reti unificate), Berlusconi ha incidentalmente lanciato la candidatura alla propria successione di Giulio Tremonti. Dopo aver bruciato la candidatura di Angelino Alfano, ha così bruciato anche
quella di Tremonti. E nello stesso ha lanciato un amo per accalappiare l’attenzione dei media e sviarla dai problemi del paese e delle città che andranno al voto.
Tra i fatti che Berlusconi ha teso a oscurare vi è l’incontro avvenuto ieri tra una delegazione di parlamentari del Partito democratico e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Il tema al centro della riunione sono state le infiltrazioni dei camorristi nelle file del Pdl a Napoli. L’incontro si è concluso con l’impegno del ministro a vigilare perché le elezioni a Napoli siano libere da pressioni e trasparenti nei risultati.
Anche a Milano si è parlato ieri di criminalità. Di intercettazioni che gettano una luce sinistra sulla moralità di alcuni candidati. Senza contare le esternazioni di Lassini, l’autore dei vituperati manifesti sui magistrati paragonati alle Br: “Se sarò eletto non mi dimetterò”, ha chiarito ieri. Con buona pace della Moratti che aveva detto: o lui o io.

6. OGGI I PARTITI DELL’OPPOSIZIONE TUTTI INSIEME VARANO UN OSSERVATORIO SULLA PAR CONDICIO IN TV, PRESENTANO UN ESPOSTO E METTONO IN MORA L’AUTORITA’ CHE DEVE VIGILARE SULLA TV.
Oggi tutti i rappresentanti dei partiti di opposizione fanno una conferenza stampa comune per denunciare all’autorità per le comunicazioni lo straripare della presenza televisiva di Berlusconi nonostante la par condicio. Verrà costituito un osservatorio. E si chiede anche che l’autorità intervenga con tempestività, non dopo la fine delle elezioni.

7. NAPOLITANO RICORDA GIOLITTI E I COMPITI DELLA SINISTRA.
Da l’Unità: “Il pensiero di Antonio Giolitti analizzato in una giornata di dibattito nella sede dell`Enciclopedia italiana cui, in conclusione ha partecipato anche il presidente della Repubblica sollecitato da Eugenio Scalfari e Giuliano Amato. Un confronto tra chi ha condiviso una lunga stagione politica, per poter annotare, alla fine che «chi fa politica a sinistra ed è a quanto pare oggi all`opposizione, dovrebbe leggere la definizione di cosa sia l`alternativa» data da Antonio Giolitti che sosteneva dover essere «credibile, affidabile e praticabile». Poi Napolitano ha aggiunto: «Sono passati 15 anni dal libro in cui Antonio scriveva questa riflessione e lui oggi non c`è più, ma resta vero che o l`alternativa la si immagina così o si resta all`opposizione». Ma è evidente che una notazione di questo tipo deve andare oltre la contingenza e può valere per ogni altro soggetto, anche per chi oggi siede nella maggioranza. Il presidente ha anche letto dei passaggi per spiegare cosa intendesse Giolitti nel suo scritto: essere credibili vuol dire «mostrarsi capaci di esercitare l`azione di governo», essere affidabili significa «togliersi di dosso il sospetto divolersi insediare al potere come alternativa senza alternativa», e praticabile vuol dire «rendere realistici e per ciò convincenti» gli obiettivi da raggiungere, gli ostacoli da superare e la gradualità per superarli. Un bell`impegno. Nel confronto c`è stato spazio per indicare le conseguenze che ancora oggi si pagano della sottovalutazione della socialdemocrazia in Italia figlia della «non conoscenza di quello che era quell`esperienza in Europa» ma anche del dover fare i conti con un partito socialista guidato da Craxi che per certi versi si rivelò «un intoppo». E anche del «divorzio tra politica e cultura e viceversa», un rapporto che «negli ultimi dieci, vent`anni si è rotto da entrambi i lati». In cui ha trovato spazio il giornale-partito la cui origine Scalfari ha ricondotto al concetto di casa-editrice partito che Giolitti impersonò con Einaudi”.

4 maggio 2011

Dichiarazione di Bersani su mozione Libia.

Duro attacco del leader del Partito Democratico verso il governo e la maggioranza che per sistemare i loro dissidi interni usano la vicenda della guerra in Libia e contribuiscono a fare continui passi indietro dal punto di vista del prestigio internazionale.

Mezzago: bentornato asparago rosa. Sagra 2011.




Con la primavera come ogni anno torna il famoso asparago rosa di Mezzago. La tradizionale sagra sarà unita al "maggio mezzaghese", la manifestazione che riprende ed amplia la tradizionale Sagra degli Asparagi, e che quest'anno si svolge dal 1 maggio al 29 maggio 2011 . Il tutto gestito ed organizzato dalla Pro Loco di Mezzago in collaborazione con Amministrazione Comunale e Associazione Volontari.


Appuntamento gastronomico del nostro territorio da non perdere. Nel Ristorante, situato in Palazzo Archinti, oltre al tradizionale asparago rosa di Mezzago si potranno degustare altri piatti tipici della cucina brianzola.

Date e Orari di Apertura del ristorante della Sagra degli asparagi – dall'1 al 29 maggio 2011

Orari :

Venerdì dalle 19.30 alle 21.00
esclusivamente su prenotazione riservato preferibilmente a gruppi numerosi
Sabato dalle 19.30 alle 21.30
non si accettano prenotazioni
Domenica dalle 12.30 alle 14.00
e dalle 19.30 alle 21.00
(su prenotazione solo per la seconda sala)
Prenotazioni entro il martedì precedente dalle ore 10.00 alle ore 19.00
al seguente numero: 348 9213154

Pagliacciata internazionale. Italia: Bossi impone a Berlusconi la "Guerra a scadenza".

Oggi sarà approvato il provvedimento che sancirà secondo il Governo Berlusconi-Bossi- Scilipoti: "la guerra a termine".
Non è ancora stata votata ma è già stata qualificata da autorevoli fonti Nato a Bruxelles:"una pagliacciata".
Fissare un limite temporale alle operazioni militari italiane in Libia per ottemperare agli impegni assunti a livello internazionale è imposibile.

Ammiraglio Rinaldo Vieri, responsabile delle attività marittime Unified Protector:"La missione durerà il tempo che sarà necessario".

Di seguito l'articolo pubblicato da l'Unità, intervista al Generale Franco Angioini.




SI all'acqua pubblica, NO alla privatizzazione voluta dal Governo.

Giovanardi crociato contro gli omosessuali.


Dopo aver recentemente attaccato lo spot Ikea che considera famiglie anche quelle omosessuali Giovanardi ha dichiarato : «Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze». Ha poi aggiunto:«Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca fastidio immenso».

La replica dell' Agedo (Associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali) di Lecce alla dichiarazione rilasciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi:«Un ennesimo intervento inopportuno, non solo in virtù del ruolo ricoperto da Giovanardi, che parla a titolo personale ma come ogni personalità pubblica non può prescindere, nel momento in cui dichiara qualcosa, dal ruolo istituzionale che ricopre, ma anche perchè legittima con le sue parole un sentimento di ostilità nei confronti delle persone omosessuali». «Dobbiamo smontare queste trappole che sono molto di più che questioni di stile, contengono il pericoloso messaggio che tra le persone omosessuali non possa esserci affetto e relazione vera, relegando le relazioni omosessuali alla mera pratica genitale.
I cittadini omosessuali sono cittadini a tutto tondo, con i loro diritti e le loro responsabilità civili!».

Bersani ieri a Rai news 24. Il PD si oppone allo scippo dei REFERENDUM.

Pier Luigi Bersani parla con il direttore di Rai News Corradino Mineo della situazione politica, dalla Libia alla morte di Bin Laden, dalle amministrative al referendum, dal dibattito interno al Pd alle contraddizioni della maggioranza e del governo.

La vignetta di Maramotti.

Federalismo: bugie e verità - Questa sera 04/05 a Vimercate.

Una serata di informazione a Vimercate (Villa Gussi) per conoscere le norme sul federalismo e saperle spiegare.

Oggi - Mercoledì 4 maggio ore 21

Cosa cambia per i cittadini, per i comuni, per i nostri servizi e per le nostre tasche?
Tabelle, dati, numeri per svelare le tante bugie e mettere in luce le cose come stanno
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Partecipano: Enrico Brambilla - consigliere regionale PD, Paolo Brambilla - Sindaco di Vimercate.

Intervento video di Vasco Errani - Presidente della Regione Emilia Romagna




Nota del mattino del 04 maggio 2011.


1. LIBIA. LA MISSIONE NON CAMBIA. GLI ELETTORI DELLA LEGA RESTANO GABBATI. BOSSI INCASSA POSTI E PREBENDE A ROMA. BERLUSCONI SOPRAVVIVE. L’ITALIA FA L’ENNESIMA BRUTTA FIGURA.
La mozione Pdl-Lega oggi al voto della Camera è un manifesto di facciata. Prevede un termine per le operazioni, ma la Nato ha già detto non ci sarà. Prevede un blocco navale contro l’immigrazione che non ci sarà. Prevede che non ci siano nuove imposte per la missione, ma questo non significa che non ci siano nuove tasse, a cominciare dagli incassi crescenti che il governo sta introitando grazie ai rincari della benzina (che il centrosinistra ha sempre sterilizzato). Insomma, la missione in Libia dell’Italia continuerà esattamente come prima, secondo la mozione votata inizialmente dal Parlamento, con buona pace degli elettori leghisti che Bossi, Calderoli e Maroni hanno ingannato prima con le grida e poi con gli accordi sottobanco con Silvio Berlusconi.
Ciò che è cambiato non riguarda affatto la missione italiana in Libia. Con il ricatto Bossi ha ottenuto posti e prebende per i vertice del Carroccio. Cedendo al ricatto sui posti Berlusconi ha ottenuto la sopravvivenza del governo e il rinnovato sostegno di Bossi per le leggi ad personam, per gli affari, per le proprie iniziative.
Il Partito Democratico, in coerenza con quanto detto, fatto e votato fin dall’inizio ha confermato: la disponibilità alla missione in Libia nel ristretto limite fissato dalla risoluzione dell’Onu e cioè con l’obiettivo di difendere i civili libici dai bombardamenti di Gheddafi e l’invito ad una immediata e forte iniziativa diplomatica. “L’Italia dovrebbe stare alla testa di una iniziativa diplomatica internazionale” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una intervista in diretta su Rainews. “Ma non è in grado di farlo. Questa mozione e questo atteggiamento della maggioranza hanno umiliato ancora una volta l’Italia di fronte al mondo, senza peraltro risolvere o affrontare alcun problema”.
Ieri l’Udc ha annunciato che voterà la mozione del Pd.

2. LE MANI DELLA CAMORRA SULLA POLITICA IN CAMPANIA. IERI L’ARRESTO DI DUE CANDIDATI PDL. OGGI L’INCONTRO TRA ORLANDO, FIANO E MARONI PER GARANTIRE LE ELEZIONI A NAPOLI.
Due candidati del Pdl sono arrestati ieri con l’accusa di far parte di una organizzazione criminale. Andrea Orlando, commissario del Pd a Napoli e responsabile Giustizia del Pd, e Andrea Fiano, responsabile sicurezza del Pd, hanno chiesto e ottenuto (si svolge questa mattina) un incontro urgente con il ministro dell’Interno Maroni perché siano garantite libertà e trasparenza del voto a Napoli. Su questo argomento ieri Andrea Orlando ha rilasciato una chiara e durissima dichiarazione: “L'arresto a Quarto, comune flegreo, di Salvatore Camerlingo e di Armando Chiaro, entrambi candidati del centrodestra e il secondo coordinatore cittadino del Pdl, è l'ulteriore conferma della pervasività della camorra nella politica napoletana e, in particolare, nell'area del centrodestra. A nulla sono valsi i nostri appelli a vigilare sulla composizione delle liste e, del resto, è ormai evidente che non ci si trova più di fronte a semplici disattenzioni. L'emergere di numerose candidature legate alla camorra nei comuni chiamati al voto indica che c'è un chiaro disegno politico promosso dal gruppo dirigente del centrodestra, finalizzato a sfruttare elettoralmente la mobilitazione di settori direttamente legati alle organizzazioni criminali. E' un disegno che rischia di mettere in discussione la stessa trasparenza del voto e pone una grave ipoteca sul confronto democratico. Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che si oppongono a questo
disegno di unirsi e mobilitarsi per vigilare sulla regolarità e sulla libertà del voto, anche segnalando ogni episodio che turbi l'andamento della campagna elettorale. Con il responsabile nazionale della Sicurezza Emanuele Fiano, ho chiesto al ministro dell'Interno Maroni di essere ricevuto al più presto affinché sia garantita la massima attenzione degli organi di pubblica sicurezza sul proseguo della competizione elettorale. Tale incontro sarà anche l'occasione per esprimere il nostro apprezzamento per il lavoro di contrasto alla camorra che ha condotto agli arresti di oggi".

3. LA MAFIA TORNA A PARLARE DEGLI ATTENTATI DEL 1993. LA COMMISSIONE ANTIMAFIA DEVE PRENDERE L’INIZIATIVA.
Nuove dichiarazioni di Salvatore Brusca sugli attentati e sulle bombe del 1993. Brusca ha tirato in ballo da un lato Dell’Utri e Berlusconi, dall’altro l’ex ministro dell’Interno Mancino. Walter Veltroni ha chiesto che la commissione antimafia prenda l’iniziativa su questi temi per fare chiarezza: non è possibile lasciare senza risposte storie di questa gravità.

4. ARIECCO IL PIANO CASA E LE PROMESSE SUI MUTUI. IL GOVERNO REPLICA IL SOLITO SCHEMA PER ANTICIPARE LO SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL E DELLE ASSISE GENERALI DELLA CONFINDUSTRIA.
Venerdì 6 maggio sciopero generale della Cgil per l’occupazione, per la difesa dei diritti e contro la politica del governo. Sabato 7, a Bergamo, riunione delle assise generali della Confindustria, ormai assai critica sulla capacità del governo di affrontare la crisi e di rilanciare la crescita, come suggeriscono tutti gli economisti, tutti i centri di ricerca e tutti gli organismi internazionali (questa mattina Emma Marcegaglia è tornata alla carica sulla crescita).
Per tentare di anticipare questi avvenimenti e presentarsi con qualcosa in mano, il governo sta preparando il testo di un “decreto sviluppo” che contiene le solite cose: dal piano casa, rilanciato non si sa più quante volte, alla moratoria dei mutui sotto i 150 mila euro per i contribuenti con meno di 30 mila euro lordi l’anno, agli sgravi per le assunzioni al Sud. Con l’occasione dello sviluppo nel decreto figura, secondo le indiscrezioni, anche il venir meno dell’obbligo per i comuni di fare le gare per gli appalti di valore sotto al milione di euro: si potranno fare a trattativa privata. Con le riforme necessarie a dare una prospettiva di crescita al paese queste ricette non hanno nulla a che fare. Ma il provvedimento consentirà a Berlusconi di fare una conferenza stampa in cui illustrerà i mirabolanti effetti delle misure del governo. Il ministro Renato Brunetta, impaziente di fare la sua parte, ha già dichiarato che i risparmi che si potranno ottenere con le misure in discussione ammonteranno a 10-12 miliardi. Silenzio totale invece su ciò che i documenti presentati dal governo prevedono per i conti pubblici: Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, aspetta la fine delle elezioni per raccontare che cosa contengono davvero le carte presentate a Bruxelles: un taglio dai 40 ai 60 miliardi di euro delle spese pubbliche, cioè una cura che stroncherà lo stato sociale come lo conosciamo oggi, se non si faranno le riforme vere per rilanciare la ripresa, come quelle previste nel Pnr alternativo presentato dal Pd: dalle liberalizzazioni alla riforma fiscale per dare respiro alle famiglie, dalla lotta vera all’evasione fiscale agli investimenti in ricerca e cultura, dal varo di una politica industriale degna di questo nome alla lotta contro la precarietà del lavoro.

5. EX BERTONE. LA BASE FIOM VOTA AL 90 PER CENTO PER GLI INVESTIMENTI FIAT. ORA TOCCA A MARCHIONNE FARE UN PASSO.
Il referendum tra i lavoratori degli stabilimenti ex Bertone sulle proposte della Fiat su contratto e investimenti si è concluso con i sì che sfiorano il 90 per cento dei voti. Ora la parola passa alla Fiat. Il quotidiano La Stampa pubblica oggi diverse pagine di dibattito su questo tema.

6. REFERENDUM, ANCORA UN RINVIO PER IL REGOLAMENTO RAI. BERSANI: TENTANO DI SCIPPARE IL VOTO. E INTANTO COMINCIA L’ERA DEL NUOVO DIRETTORE GENERALE, LORENZA LEI.
Ancora un rinvio alla commissione di vigilanza sulla Rai per il regolamento relativo ai referendum. La verità è che la maggioranza e il governo stanno mettendo i bastoni tra le ruote dei referendum. Proteste e sit in di fronte alla commissione. “Stanno lavorando per scippare i referendum” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Che invece vanno svolti e votati. In ogni caso, ha aggiunto il segretario del Pd, “ se uno vuole essere sicuro di non avere il nucleare un sistema ce l'ha già in queste elezioni amministrative: vota per mandare a casa Berlusconi”.
Ieri il Consiglio di amministrazione della Rai ha indicato il nome del successore di Mauro Masi alla direzione generale della Rai: è una donna, già con compiti direzionali in Rai, Lorenza Lei.

7. L’UNIONE EUROPEA VARA GLI AIUTI AL PORTOGALLO.
Raggiunto un accordo tra l’Unione europea e il Portogallo: il governo di Lisbona riceverà 78 miliardi di euro in tre anni per sostenere i propri conti pubblici. Condizioni meno pesanti di quelle previste per la Grecia.
Mai come in queste settimane gli indici sulla fiducia dei cittadini sono risultati diversi da un lato in Germania e negli altri paesi forti dell’Europa, dall’altro nei paesi in difficoltà economica.

8. DOPO BIN LADEN? IL MONDO ATTENDE UNA VENDETTA DEI TERRORISTI. MA INTANTO OBAMA HA RICONQUISTATO UNA POSIZIONE FORTE NEGLI USA. I REPUBBLICANI FARANNO PIU’ FATICA A CONTRASTARLO.
Dopo il blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden tutto il mondo occidentale teme e aspetta una ritorsione dei terroristi. Massima allerta in Usa, Gran Bretagna e anche in Italia. Il blitz ha intanto riportato Barack Obama al vertice del successo in Usa. Ora i repubblicani, che avevano preso slancio e coraggio nel contrastarlo, soprattutto sul tema dei tagli al bilancio, dovranno muoversi con maggiore prudenza. E per Obama sarà ancora difficile, ma non più impossibile, salvare le spese per lo Stato sociale.