4 maggio 2011

Nota del mattino del 04 maggio 2011.


1. LIBIA. LA MISSIONE NON CAMBIA. GLI ELETTORI DELLA LEGA RESTANO GABBATI. BOSSI INCASSA POSTI E PREBENDE A ROMA. BERLUSCONI SOPRAVVIVE. L’ITALIA FA L’ENNESIMA BRUTTA FIGURA.
La mozione Pdl-Lega oggi al voto della Camera è un manifesto di facciata. Prevede un termine per le operazioni, ma la Nato ha già detto non ci sarà. Prevede un blocco navale contro l’immigrazione che non ci sarà. Prevede che non ci siano nuove imposte per la missione, ma questo non significa che non ci siano nuove tasse, a cominciare dagli incassi crescenti che il governo sta introitando grazie ai rincari della benzina (che il centrosinistra ha sempre sterilizzato). Insomma, la missione in Libia dell’Italia continuerà esattamente come prima, secondo la mozione votata inizialmente dal Parlamento, con buona pace degli elettori leghisti che Bossi, Calderoli e Maroni hanno ingannato prima con le grida e poi con gli accordi sottobanco con Silvio Berlusconi.
Ciò che è cambiato non riguarda affatto la missione italiana in Libia. Con il ricatto Bossi ha ottenuto posti e prebende per i vertice del Carroccio. Cedendo al ricatto sui posti Berlusconi ha ottenuto la sopravvivenza del governo e il rinnovato sostegno di Bossi per le leggi ad personam, per gli affari, per le proprie iniziative.
Il Partito Democratico, in coerenza con quanto detto, fatto e votato fin dall’inizio ha confermato: la disponibilità alla missione in Libia nel ristretto limite fissato dalla risoluzione dell’Onu e cioè con l’obiettivo di difendere i civili libici dai bombardamenti di Gheddafi e l’invito ad una immediata e forte iniziativa diplomatica. “L’Italia dovrebbe stare alla testa di una iniziativa diplomatica internazionale” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una intervista in diretta su Rainews. “Ma non è in grado di farlo. Questa mozione e questo atteggiamento della maggioranza hanno umiliato ancora una volta l’Italia di fronte al mondo, senza peraltro risolvere o affrontare alcun problema”.
Ieri l’Udc ha annunciato che voterà la mozione del Pd.

2. LE MANI DELLA CAMORRA SULLA POLITICA IN CAMPANIA. IERI L’ARRESTO DI DUE CANDIDATI PDL. OGGI L’INCONTRO TRA ORLANDO, FIANO E MARONI PER GARANTIRE LE ELEZIONI A NAPOLI.
Due candidati del Pdl sono arrestati ieri con l’accusa di far parte di una organizzazione criminale. Andrea Orlando, commissario del Pd a Napoli e responsabile Giustizia del Pd, e Andrea Fiano, responsabile sicurezza del Pd, hanno chiesto e ottenuto (si svolge questa mattina) un incontro urgente con il ministro dell’Interno Maroni perché siano garantite libertà e trasparenza del voto a Napoli. Su questo argomento ieri Andrea Orlando ha rilasciato una chiara e durissima dichiarazione: “L'arresto a Quarto, comune flegreo, di Salvatore Camerlingo e di Armando Chiaro, entrambi candidati del centrodestra e il secondo coordinatore cittadino del Pdl, è l'ulteriore conferma della pervasività della camorra nella politica napoletana e, in particolare, nell'area del centrodestra. A nulla sono valsi i nostri appelli a vigilare sulla composizione delle liste e, del resto, è ormai evidente che non ci si trova più di fronte a semplici disattenzioni. L'emergere di numerose candidature legate alla camorra nei comuni chiamati al voto indica che c'è un chiaro disegno politico promosso dal gruppo dirigente del centrodestra, finalizzato a sfruttare elettoralmente la mobilitazione di settori direttamente legati alle organizzazioni criminali. E' un disegno che rischia di mettere in discussione la stessa trasparenza del voto e pone una grave ipoteca sul confronto democratico. Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che si oppongono a questo
disegno di unirsi e mobilitarsi per vigilare sulla regolarità e sulla libertà del voto, anche segnalando ogni episodio che turbi l'andamento della campagna elettorale. Con il responsabile nazionale della Sicurezza Emanuele Fiano, ho chiesto al ministro dell'Interno Maroni di essere ricevuto al più presto affinché sia garantita la massima attenzione degli organi di pubblica sicurezza sul proseguo della competizione elettorale. Tale incontro sarà anche l'occasione per esprimere il nostro apprezzamento per il lavoro di contrasto alla camorra che ha condotto agli arresti di oggi".

3. LA MAFIA TORNA A PARLARE DEGLI ATTENTATI DEL 1993. LA COMMISSIONE ANTIMAFIA DEVE PRENDERE L’INIZIATIVA.
Nuove dichiarazioni di Salvatore Brusca sugli attentati e sulle bombe del 1993. Brusca ha tirato in ballo da un lato Dell’Utri e Berlusconi, dall’altro l’ex ministro dell’Interno Mancino. Walter Veltroni ha chiesto che la commissione antimafia prenda l’iniziativa su questi temi per fare chiarezza: non è possibile lasciare senza risposte storie di questa gravità.

4. ARIECCO IL PIANO CASA E LE PROMESSE SUI MUTUI. IL GOVERNO REPLICA IL SOLITO SCHEMA PER ANTICIPARE LO SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL E DELLE ASSISE GENERALI DELLA CONFINDUSTRIA.
Venerdì 6 maggio sciopero generale della Cgil per l’occupazione, per la difesa dei diritti e contro la politica del governo. Sabato 7, a Bergamo, riunione delle assise generali della Confindustria, ormai assai critica sulla capacità del governo di affrontare la crisi e di rilanciare la crescita, come suggeriscono tutti gli economisti, tutti i centri di ricerca e tutti gli organismi internazionali (questa mattina Emma Marcegaglia è tornata alla carica sulla crescita).
Per tentare di anticipare questi avvenimenti e presentarsi con qualcosa in mano, il governo sta preparando il testo di un “decreto sviluppo” che contiene le solite cose: dal piano casa, rilanciato non si sa più quante volte, alla moratoria dei mutui sotto i 150 mila euro per i contribuenti con meno di 30 mila euro lordi l’anno, agli sgravi per le assunzioni al Sud. Con l’occasione dello sviluppo nel decreto figura, secondo le indiscrezioni, anche il venir meno dell’obbligo per i comuni di fare le gare per gli appalti di valore sotto al milione di euro: si potranno fare a trattativa privata. Con le riforme necessarie a dare una prospettiva di crescita al paese queste ricette non hanno nulla a che fare. Ma il provvedimento consentirà a Berlusconi di fare una conferenza stampa in cui illustrerà i mirabolanti effetti delle misure del governo. Il ministro Renato Brunetta, impaziente di fare la sua parte, ha già dichiarato che i risparmi che si potranno ottenere con le misure in discussione ammonteranno a 10-12 miliardi. Silenzio totale invece su ciò che i documenti presentati dal governo prevedono per i conti pubblici: Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, aspetta la fine delle elezioni per raccontare che cosa contengono davvero le carte presentate a Bruxelles: un taglio dai 40 ai 60 miliardi di euro delle spese pubbliche, cioè una cura che stroncherà lo stato sociale come lo conosciamo oggi, se non si faranno le riforme vere per rilanciare la ripresa, come quelle previste nel Pnr alternativo presentato dal Pd: dalle liberalizzazioni alla riforma fiscale per dare respiro alle famiglie, dalla lotta vera all’evasione fiscale agli investimenti in ricerca e cultura, dal varo di una politica industriale degna di questo nome alla lotta contro la precarietà del lavoro.

5. EX BERTONE. LA BASE FIOM VOTA AL 90 PER CENTO PER GLI INVESTIMENTI FIAT. ORA TOCCA A MARCHIONNE FARE UN PASSO.
Il referendum tra i lavoratori degli stabilimenti ex Bertone sulle proposte della Fiat su contratto e investimenti si è concluso con i sì che sfiorano il 90 per cento dei voti. Ora la parola passa alla Fiat. Il quotidiano La Stampa pubblica oggi diverse pagine di dibattito su questo tema.

6. REFERENDUM, ANCORA UN RINVIO PER IL REGOLAMENTO RAI. BERSANI: TENTANO DI SCIPPARE IL VOTO. E INTANTO COMINCIA L’ERA DEL NUOVO DIRETTORE GENERALE, LORENZA LEI.
Ancora un rinvio alla commissione di vigilanza sulla Rai per il regolamento relativo ai referendum. La verità è che la maggioranza e il governo stanno mettendo i bastoni tra le ruote dei referendum. Proteste e sit in di fronte alla commissione. “Stanno lavorando per scippare i referendum” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Che invece vanno svolti e votati. In ogni caso, ha aggiunto il segretario del Pd, “ se uno vuole essere sicuro di non avere il nucleare un sistema ce l'ha già in queste elezioni amministrative: vota per mandare a casa Berlusconi”.
Ieri il Consiglio di amministrazione della Rai ha indicato il nome del successore di Mauro Masi alla direzione generale della Rai: è una donna, già con compiti direzionali in Rai, Lorenza Lei.

7. L’UNIONE EUROPEA VARA GLI AIUTI AL PORTOGALLO.
Raggiunto un accordo tra l’Unione europea e il Portogallo: il governo di Lisbona riceverà 78 miliardi di euro in tre anni per sostenere i propri conti pubblici. Condizioni meno pesanti di quelle previste per la Grecia.
Mai come in queste settimane gli indici sulla fiducia dei cittadini sono risultati diversi da un lato in Germania e negli altri paesi forti dell’Europa, dall’altro nei paesi in difficoltà economica.

8. DOPO BIN LADEN? IL MONDO ATTENDE UNA VENDETTA DEI TERRORISTI. MA INTANTO OBAMA HA RICONQUISTATO UNA POSIZIONE FORTE NEGLI USA. I REPUBBLICANI FARANNO PIU’ FATICA A CONTRASTARLO.
Dopo il blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden tutto il mondo occidentale teme e aspetta una ritorsione dei terroristi. Massima allerta in Usa, Gran Bretagna e anche in Italia. Il blitz ha intanto riportato Barack Obama al vertice del successo in Usa. Ora i repubblicani, che avevano preso slancio e coraggio nel contrastarlo, soprattutto sul tema dei tagli al bilancio, dovranno muoversi con maggiore prudenza. E per Obama sarà ancora difficile, ma non più impossibile, salvare le spese per lo Stato sociale.

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