I DUE CANDIDATI
Sono due gli “sfidanti” alla segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia nelle primarie di domenica 16 febbraio.
Diana De Marchi: Mai più lontani #conDiana
Nata a Milano nel 1959, è docente di tedesco e italiano per
stranieri e dal 2005 insegna presso la scuola media statale sperimentale
Rinascita – A. Livi di Milano e tiene corsi di italiano per donne
straniere. Nel 2006 è eletta consigliera in Zona 7 a Milano occupandosi
di scuola, cultura, integrazione, questione di genere, oltre che di una
riqualificazione del territorio che passi attraverso processi non solo
urbanistici, ma anche sociali.
Ha partecipato attivamente alla nascita del Partito Democratico, venendo
eletta nella prima Assemblea nazionale del partito. Dal 2008 è
coordinatrice del circolo PD Pio La Torre – San Siro e fa parte della
Direzione del PD Metropolitano milanese.
Dal 2010 è sempre Consigliera provinciale a Milano, dove continua a
occuparsi di servizi pubblici, sicurezza, cultura, integrazione e
questioni di genere. In Consiglio provinciale si è battuta per:
- Diritto allo studio e un’edilizia scolastica efficiente e sicura,
anche a fianco degli studenti con disabilità; il progetto “Scuole
aperte” per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio.
- Interventi sulle politiche sociali e azioni per persone private della libertà.
- Sostenere il finanziamento dei centri anti violenza le donne maltrattate.
- I lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro.
- Trasparenza nei cda e presenza di donne nei cda delle partecipate.
- Frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi, ripensando all’organizzazione agricola dei territori urbanizzati.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
E’ passato solamente un anno dalle elezioni regionali lombarde. Un anno
che sembra un ventennio, dato che il modello lombardo è rimasto
esattamente lo stesso. Modello formigoniano e maroniano, a prima vista
differenti, eppure del tutto simili nella sostanza delle scelte. Modello
al quale non siamo stati capaci di contrapporre la nostra idea di
Lombardia, appiattendoci su una responsabilità istituzionale che ci ha
fatto perdere incisività nell’azione politica. Siamo rimasti troppo a
lungo nel Palazzo, mentre il nostro elettorato chiedeva cambiamenti
radicali nelle politiche del lavoro e della formazione, sulle questioni
ambientali, sull’estensione dei diritti a tutti, con formula piena.
Abbiamo bisogno di recuperare questa distanza, abbiamo bisogno di un
Partito Democratico aperto, capace di relazionarsi con tutte le realtà
istituzionali ma soprattutto capace di parlare a tutte le province della
nostra Regione, che si faccia promotore di grandi campagne di
mobilitazione, per disegnare il cambiamento possibile.
- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni:
Mai più lontani #conDiana
- Biografia e candidatura:
la sintesi
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- Per scriverle:
dianaademarchi@gmail.com
Alessandro Alfieri: #Lombardia2018
Nato a Varese nel 1972, si è laureato in Economia alla Bocconi e, dopo
aver vinto il concorso in Diplomazia, ha lavorato al Ministero degli
Affari Esteri, a Roma e nel mondo (Medio Oriente, Balcani e Corno
d’Africa). Nel 2002 è stato candidato Sindaco a Varese e per quattro
anni ha coordinato l’Ulivo della città. Per la provincia di Milano è
stato Responsabile per le Relazioni internazionali, seguendo la
promozione all’estero della candidatura di Milano all’Expo del 2015. Con
la nascita del Partito Democratico è diventato vicesegretario in
Lombardia e nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale. Nel 2013 ha
assunto l’incarico di Capogruppo al Pirellone e nel giugno dello stesso
anno la Direzione regionale del partito gli ha affidato l’incarico di
coordinatore politico.
Vive a Varese con la moglie Raffaella e la loro bambina Asia.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
Il Partito Democratico lombardo si pone l’obiettivo ambizioso di vincere
le prossime elezioni regionali. E per poterlo fare dobbiamo prendere
atto anche degli errori commessi in passato. Nello scorso febbraio
abbiamo perso una grande occasione.