21 settembre 2011
Ieri il Governo sotto 5 volte. L'intervento di Franceschini.
La polizia carica gli immigrati a Lampedusa. Ma non era tutto risolto?
Le immagini degli agenti che caricano gli immigrati durante gli scontri che questa mattina hanno trasformato l'isola in un inferno.
Il Sindaco Bernardino De Rubeis è barricato nel suo ufficio: "Ho anche un bastone, devo difendermi. Qui non arrivano rifugiati ma delinquenti tunisini. Alcuni cittadini pensano sia stato troppo morbido col governo e mi contestano. Gli accordi Roma-Tunisi sono una truffa.
Il Viminale deve liberare l'isola entro 48 ore"

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Oggi diretta web ore 17,00 con il Gruppo PD Regionale.
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Referendum contro il "Porcellum": ultimo sforzo.
chieste con un buon margine di garanzia.Al modulo disponibile a Sulbiate presso gli uffici del nostro comune già nell'ultimo fine settimana per essere completo mancavano solo due firme.
I bachetti allestiti presso le feste democratiche in tutta Italia sono stati determinanti per raggiungere questo positivo risultato ormai prossimo all'obiettivo.
Per il prossimo fine settimana sembra sia già stata decisa la Notte per la Democrazia. A Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna sarà possibile firmare fino a notte fonda.
Confindustria perde la pazienza e boccia Berlusconi. Dichiarazioni di Marcegaglia.

Marcegaglia si è stancata di assistere passivamente allo spettacolo offerto in questi giorni dal Governo e dal suo primo ministro. Ieri, senza indugi ha così dichiarato:"Siamo in una situazione difficilissima, abbiamo poche ore o pochi giorni: o il governo è in grado di fare quelle riforme profonde che servono al paese che danno discontinuità e che ci fanno tornare a crescere oppure non può stare"..."Siamo stufi di essere considerati lo zimbello internazionale. Non vogliamo vedere all'estero i sorrisi dei nostri interlocutori, l'Italia non lo merita"..."La vera preoccupazione è la crescita: il governo dovrebbe smettere di diffondere i suoi spot rassicuranti, e dare un vero aiuto ai lavoratori alle imprese, perchè è l'unico modo per uscire dalle crisi. Abbiamo bisogno di una terapia d'emergenza". Per Marcegaglia servono risposte immediate in non più di dieci giorni altro che piano decennale.
La Confindustria è tornata a richiedere una grande vendita del patrimonio pubblico; una riforma fiscale che abbatta le tasse ad imprese e lavoratori, con la disponibilità all'introduzione di una mini patrimoniale; massimo rigore da realizzare con un pacchetto di interventi su pensioni, Ici e stretta all'evasione fiscale. Per rialnciare la crescita, stimoli a ricerca e innovazione.
Emma Marcegaglia non è tesserata al Partito Democratico, è il presidente della Confindustria.
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Bossi è fuori dalla realtà. Parola di Giorgio Napolitano.
porsi fuori dalla storia e dalla realtà"
Presidente Giorgio Napolitano.

Napolitano ha duramente criticato il Ministro della Repubblica Umberto Bossi per le recenti affermazioni, pronunciate durante un raduno leghista, in cui aveva ventilato la possibilità di un referendum sulla seccessione.
post correlato: Bossi incita la secessione.
Bersani un anno fa. Il Governo era stato avvertito.
La situazione un anno fa per il PD era già sufficientemente chiara...
20 settembre 2011
Standard & Poor's declassa l'Italia.
Le prospettive per l'agenzia di rating sono decisamente negative.
In questo contesto gli obiettivi fissati dalla manovra difficilmente saranno raggiunti.

Il Governo per difendersi e giustificarsi ha così dichiarato: "Le valutazioni di Standard and Poor's sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche".
Insomma siamo alle solite: se la colpa non è di ordine psicologico, non è dei soliti inguaribili pessimisti, non è dei magistrati, certamente è dei giornalisti e dei media nemici, che complottano contro di loro!".
Anna Finocchiaro:"Ritrovare dignità".

«Il punto è la perdita di dignità, il fatto che in tutto il mondo ormai siamo oggetto di scherno. E la principale causa è il nostro presidente del Consiglio». Per Anna Finocchiaro non c’è più tempo da perdere: «Questo governo non esiste più, ormai è una accozzaglia politica che sta in piedi solo con i voti di fiducia in Parlamento. C’è un urgente bisogno di un nuovo governo e un nuovo premier per portare l’Italia fuori da questa immonda palude».
Alfano fa sapere che “Berlusconi non ha alcuna voglia di dimettersi” e che il Pdl non vuole “larghe intese”.
«Ha perso una buona occasione per fare qualcos’altro che il portavoce del presidente del Consiglio. Peccato. Da un giovane segretario di partito ci si sarebbe aspettati più lungimiranza».
Ma ha senso continuare a invocare un nuovo governo, se questa è la controparte?
«E allora cosa, vogliamo tenerci uno che fa “il premier a tempo perso” e svergogna il nostro Paese agli occhi dell’opinione pubblica? Un ministro della Repubblica che dimostra di essere incompatibile col suo ruolo, che invoca la secessione del Nord per paura di perdere i propri elettori e per ricattare il suo alleato? C’è un’enorme discrepanza tra il Paese, i suoi problemi, le difficoltà degli italiani, e questa pantomima del tutto incompatibile con l’interesse dell’Italia. È necessario che Berlusconi, che ormai vive ossessionato dai suoi processi e dalle sue “bambine”, lasci con urgenza il governo. Se non lo capisce da solo glielo faccia capire chi in questi anni gli è stato attorno, ha governato, ha legiferato».
Una spinta ulteriore potrebbe venire anche dalla classe dirigente diffusa, da chi ha ruolo di direzione o di orientamento nella società?
«Segnali importanti cominciano ad arrivare. La stessa posizione di Confindustria ha registrato dei toni e una determinazione che non avremmo sospettato in altri momenti. Ma adesso bisogna capire se la classe dirigente del centrodestra si può definire tale, se qualcuno dimostra cioè di pensare all’Italia, che in questo momento di grave crisi deve anche sopportare il macigno ulteriore della perdita di credibilità e di prestigio in sede internazionale».
Nel caso in cui Berlusconi si decidesse a fare un passo indietro, per il Pd la via maestra sarebbe il voto o un governo di transizione?
«Si farà ciò che è più utile al Paese e che sarà possibili nelle condizioni politiche che si dovessero creare. Ma ciò che è evidente è che l’Italia non può sopportare più questo governo. Noi siamo il primo partito e mai il centrodestra è stato così debole, quindi siamo i meno preoccupati dall’ipotesi del voto anticipato. Ma ogni decisione andrà presa pensando non al bene del partito ma al bene dell’Italia».
Dai sondaggi emerge che il Pd sta pagando la vicenda-Penati.
«Noi pagheremo tutto, è ovvio. Ma abbiamo una sola strada e l’abbiamo già percorsa, dimostrando un comportamento trasparente e coerente. Abbiamo deciso di sospendere dal partito chi è indagato per fatti gravissimi, non abbiamo mai attaccato la magistratura e non abbiamo mai fatto nulla per sottrarre qualcuno ai processi con leggi e leggine. E stiamo lavorando per rendere ancora più rigoroso il nostro codice etico e più penetranti i poteri della commissione di garanzia».
Come giudica l’atteggiamento dell’Udc verso il Nuovo Ulivo?
«L’Udc sta giocando una partita più da spettatore che da attaccante. Ha deciso di fare del terzismo la sua chiave. In un momento di grave difficoltà per il Paese i cittadini chiedono a ciascuna forza politica di assumersi delle responsabilità, e l’Udc non lo sta facendo. Ma ora deve essere chiaro a tutti che non ci sono alibi per nessuno. O da una parte o dall’altra. Terzismi possono essere utili in altre fasi, non in questa».
Però anche nel Pd c’è chi esprime perplessità sull’accelerazione impressa alla festa dell’Idv sull’alleanza a tre. «Ma Bersani lo ha detto chiaramente, prima si definisce il programma, poi vengono le alleanze e infine si sceglie il candidato premier».
E l’Udc va coinvolto in questo percorso fin dal primo passo? «Noi abbiamo tentato e tenteremo ancora di coinvolgere nella definizione del programma tutte le forze politiche di opposizione. Ma non tutto è nelle nostre mani. Spero però ora si rendano tutti conto che di fronte alla gravità della situazione certi atteggiamenti rischiano di diventare stucchevoli».
Il Pd ha depositato al Senato una proposta di legge elettorale, mentre sembra certo che saranno raccolte le firme necessarie per un referendum che farebbe tornare il Mattarellum. «Lavoriamo perché si avvii il processo in Parlamento. La nostra proposta garantisce la possibilità di formare governi più stabili di quanto non fossero quelli nati dal Mattarellum, che non prevedendo il doppio turno spinge verso alleanze non omogenee. Dopodiché, se non si riuscisse, ben venga il referendum perché tutto è meglio del Porcellum».
19 settembre 2011
Crespi accetta la proposta del Sindaco. Torna ad essere Assessore.

Dopo un lungo periodo di personale riflessione Mariagrazia Crespi, che si è dimessa dal ruolo di Assessore ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione con la lettera dell’ 8 luglio 2001 e relative motivazioni che potete leggere cliccando qui, con l’intenzione di voler rinunciare successivamente anche al ruolo di consigliere, la sera del 16 settembre 2011, durante un breve incontro, ha comunicato ai colleghi consiglieri comunali del Partito Democratico di Sulbiate, di non voler più procedere a rendere esecutiva quest’ultima determinazione, perché ora interessata ad accettare la proposta avanzata dal Sindaco di ritornare ad essere parte della sua Giunta in qualità di Assessore.
Mariagrazia Crespi per accogliere la proposta del Sindaco non può dimettersi dal ruolo di consigliere comunale, infatti, il comma 2 del seguente articolo dello nostro Statuto Comunale le precluderebbe questa possibilità:
Art. 17 – Nomina della Giunta
2. Il Sindaco ha facoltà di nominare uno o più assessori tra i cittadini non consiglieri, purchè eleggibili, in possesso di requisiti di prestigio, professionalità e competenza relativi alla delega e non si siano candidati alle ultime elezioni comunali.
Il Gruppo Consiliare del Pd di Sulbiate sostenuto da tutto il Circolo, in coerenza con il Programma elettorale del 2009, continuerà a impegnarsi, in questo difficile momento di politica locale, per tutelare il territorio della nostra comunità e la qualità della vita dei suoi cittadini, e, con maggior volontà e determinazione, in difesa dei più elementari principi e valori civici di democrazia, trasparenza e partecipazione, che dovrebbero caratterizzare qualsiasi Pubblica Amministrazione e che, invece, a Sulbiate, purtroppo, sono miseramente messi in pericolo.
Pubblichiamo solo oggi questa comunicazione perchè, come riferito dal Capogruppo Pd Fassina Luigi questa sera 19/09/2011, il Primo cittadino ne ha dato comunicazione ufficiale durante la Commissione Affari Istituzionali.
Prima di procedere alla diffusione della notizia è stata informata anche la diretta interessata.