5 gennaio 2011

FEDERALISMO. Chi paga?

La riforma federalista, così com' è stata pensata dal Governo, può costare ai comuni oltre due miliardi di euro. I comuni hanno già contribuito positivamente negli ultimi due anni per oltre 2 miliardi di euro, mentre le amministrazioni centrali lo hanno peggiorato di 35. Più sotto pubblichiamo l'articolo del Sole 24 Ore basato su uno studio elaborato da Ifel (fondazione scientifica Anci- Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia).

Non si deve solo tagliare ma occorre favorire e rilanciare gli investimenti locali, rivedere in modo intelligente il patto di stabilità.
Sarebbe sufficiente escludere dal vincolo le risorse destinate agli adeguamenti per l'efficenza energetica e le normative ambientali, per infrastrutture, viabilità, scuole, al fine di far circolare oltre 22 miliardi, di questi tempi essenziali per il rilancio dell'economia e la salute di molte imprese.

Quando Comuni, Provincie, Regioni, potranno contare su un sistema di regole certe, e di finanziamenti proporzionali alle loro capacità di fornire servizi, potremmo avere un sistema efficente ed un federalismo non a "geometria variabile" (secondo quanto immaginato da Tremonti/Lega) ma inclusivo, equo e solidale.
E' questo il federalismo in cui crede e che propone il PD.

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