23 gennaio 2012

La nota del mattino del 23/01/2012

1. SETTE GIORNI DI FUOCO PER LA BATTAGLIA DELL’EURO. OGGI RIUNIONE DEI MINISTRI FINANZIARI DELL’EUROGRUPPO. MERCOLEDI’ MOZIONE UNITARIA NEL PARLAMENTO ITALIANO. LUNEDI’ PROSSIMO CONSIGLIO D’EUROPA SUGLI ACCORDI FISCALI.
Volata finale, con rischi ed opportunità, per gli accordi sulle regole della finanza pubblica in Europa. Questa mattina il presidente francese Sarkozy e la cancelliera Merkel si incontrano per definire una richiesta di ammorbidimento delle regole indicate dall’Eba, l’autorità di vigilanza sul sistema bancario, che ha dettato linee di intervento troppo dure per la stabilità del credito (imponendo aumenti di capitale monstre) e che è stata contestata anche dagli italiani. Nel pomeriggio si riuniscono i ministri finanziari dell’Eurogruppo (i paesi che hanno adottato l’euro). Tutto questo lavoro è finalizzato ad arrivare ad un accordo potabile sui bilanci degli Stati per la riunione del Consiglio d’Europa (capi di Stato e di governo) già fissata per lunedì 30 gennaio. La qualità dell’accordo e soprattutto il rispetto delle date a questo punto sono decisivi: i mercati giudicheranno da questi particolari la capacità di tenuta dell’Europa di fronte alla tempesta finanziaria che l’ha attraversata finora.
Mercoledì 25 il presidente Monti riferirà in Parlamento e verrà votata una mozione comune per sostenere le iniziative del governo italiano nel contesto europeo.

2. GRECIA AGLI SGOCCIOLI, SE FA L’ACCORDO CON I CREDITORI E SI SALVA DAL FALLIMENTO, PER L’EURO SI APRE UN ALTRO FILM. MERCOLEDI’ A DAVOS WORLD ECONOMIC FORUM: TUTTO IL MONDO A CONSULTO SULLA CRISI DEL CAPITALISMO.
Ancora un nulla di fatto tra la Grecia e i suoi creditori privati. E l’eventuale accordo sarebbe già fuori tempo (era previsto per sabato). Se la Grecia si salva (i creditori perderanno almeno il 70 per cento del capitale investito) per l’euro viene meno una minaccia potenziale enorme.
Questa settimana altri eventi potrebbero avere effetti molto importanti sul futuro del mondo. Mercoledì si riunisce a Davos il World Economic Forum, il forum annuale dei principali operatori politici ed economici del mondo (quest’anno sono previsti più di duemila ospiti, tra i quali 40 capi di Stato e oltre 30 governatori di banche centrali). Ad aprire i lavori sarà la cancelliera Angela Merkel. Al centro del dibattito, al di là dei temi ufficiali, l’argomento che The Economist e altri prestigiosi periodici economici stanno ponendo da settimane: la crisi del capitalismo.
Sempre a metà settimana, le banche centrali statunitense, inglese e giapponese daranno indicazione sulle proprie mosse future in termini di tassi di interesse e di politica di sostegno all’economia.

3. DOPO SALVA ITALIA E LIBERALIZZAZIONI, SI APRE OGGI IL CAPITOLO LAVORO. VENERDI’ IL GOVERNO DECIDE SULLE SEMPLIFICAZIONI.
Con l’incontro con le parti sociali si apre oggi il capitolo sul mercato del lavoro. La stampa continua a puntare tutto sullo scontro relativo all’articolo 18. Ma quello sarà l’ultimo dei problemi. Non che il governo sia contrario ad affrontare questo tema. Solo
che prima si parlerà di occupazione, precarietà, ammortizzatori sociali e molto altro. Molti degli estremisti dell’articolo 18 rischiano di restare delusi.
Per venerdì è stato già convocato il Consiglio dei ministri per parlare di semplificazioni.
Sulle liberalizzazioni si cominciano a preparare gli emendamenti. No a stravolgimenti, sì al potenziamento, almeno per quanto riguarda gli emendamenti che preparerà il Pd. A cominciare dalla libera vendita dei farmaci di fascia C, da più interventi su banche e assicurazioni e dall’estensione della liberalizzazione per le pompe di benzina.
Da L’Unità. “L`argomento è di quelli che stanno particolarmente a cuore al leader Pd, che con la sua lenzuolata del 2006 è stato il primo (e per qualcuno, anzi, l`unico) promotore di liberalizzazioni nella recente storia economica italiana. Non stupisce, dunque, che Pierluigi Bersani annunci l`impegno dei democratici per «difendere, rafforzare e accelerare le misure approvate dal governo», finalmente «soddisfatto che con Monti si torni a lavorare dopo anni su questo». E non stupisce che gli emendamenti che il partito democratico si appresta a proporre al decreto varato dall`esecutivo la scorsa settimana, nella giungla di correttivi e modifiche restrittive attese dalle altre forze in parlamento, puntino invece ad estenderne la portata. In tal senso, spiega il responsabile economia Stefano Fassina, va anche l`abolizione della possibilità di deroga ai contratti nazionali di lavoro ferroviari, che il governo ha introdotto per agevolare l`ingresso di nuovi operatori nel settore dei trasporti su rotaia: «La concorrenza, quella che porta reali benefici per gli utenti, non si fa sulla pelle dei lavoratori, ma sui modelli organizzativi, sull`efficienza e sulla qualità del servizio. Di Marchionne ne abbiamo già uno in Italia, basta ed avanza». Il primo emendamento presentato a firma Pd - probabilmente già nei primi giorni di febbraio, dopo la messa a punto dalla prossima settimana delle modifiche in commissione - sarà dunque l`abolizione della deregulation sui contratti di lavoro nel comparto ferroviario. Immediatamente seguito da uno riguardante le farmacie, che da un lato proporrà di ridurre il numero di nuovi negozi da aprire ma, dall`altro, chiederà di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C (quelli con ricetta a totale carico del consumatore) anche nelle parafarmacie: «La quantità di farmacie aggiuntive che dovranno essere aperte in seguito a un unico concorso straordinario è probabilmente eccessiva, e rischia di soffocare il secondo canale di vendita attualmente rappresentato dalle parafarmacie» continua Fassina, «alle quali dovrebbe essere garantita la possibilità di vendere anche i prodotti di fascia C». Questa, del resto, era l`intenzione originale della liberalizzazione proposta da Bersani nel 2006, che potrebbe comportare consistenti riduzioni di prezzo dei farmaci suddetti a vantaggio dei consumatori finali. Certo, la categoria dei farmacisti ha già annunciato proteste e, probabilmente, riuscirà a farsi sentire anche nell`aula di Montecitorio. Ma il Partito democratico si aspetta in parlamento «una discussione approfondita nel merito del decreto liberalizzazioni ed anche la possibilità di apportare modifiche». Del resto, sottolinea il responsabile economia, a differenza del decreto salva Italia, in questo caso «si tratta di provvedimenti d`organizzazione del mercato e non esistono vincoli di finanza pubblica da rispettare né coperture da trovare». Altri ambiti dell`intervento Pd saranno quelli relativi a banche ed assicurazioni, che molti analisti ritengono usciti praticamente illesi dal decreto del governo. «A chi acquista un mutuo, deve essere data la possibilità di procurarsi una polizza d`assicurazione all`esterno della banca stessa. E l`introduzione della scatola nera non porterà alla riduzione dell`Rc auto se, contestualmente, non verrà modificato anche il meccanismo del bonus malus», concludeFassina. Ed infine, il Pd proporrà di estendere la liberalizzazione nella
distribuzione dei carburanti che, limitata com`è ora ai gestori proprietari delle stazioni di rifornimento, ha una «portata assolutamente marginale»: l`esclusiva di rifornimento deve essere eliminata per raggiungere l`obiettivo di abbassare i prezzi dei carburanti”.

4. UN FINE SETTIMANA DI PRIMARIE CON GRANDE PARTECIPAZIONE E VITTORIA DEL PD.
Fine settimana di primarie in diverse città capoluogo di provincia e in diversi grandi centri italiani, in vista delle elezioni amministrative. Le primarie si sono svolte a Lecce, Asti, Monza, Rieti, e tra gli altri centri a Sesto San Giovanni, Giuliasco, Reggello e Cittadella. Tranne che a Rieti, in tutte queste città ha vinto il candidato del Pd. Ottima la partecipazione. Tutto si è svolto in modo regolare, composto, convinto, con larghissima affluenza. A conferma che il Partito Democratico viene sempre più considerato come il pilastro necessario per tentare di far uscire l’Italia dalla crisi e per avviare la ricostruzione civile, economica e democratica del paese, proprio a partire dalle città.

5. UNA LEGA IN SOFFERENZA ALZA LA VOCE E METTE ALL’ANGOLO IL PDL.
Una Lega Nord spaccata e alla ricerca della propria identità sta cercando di ritrovarsi nell’attacco: al governo, ma anche nel tentativo di mettere alle corde il Pdl (o lascia Monti o salta Formigoni). La verità è che Formigoni è già in difficoltà per altri motivi.

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