8 giugno 2018

Dichiarazioni...

Salvini, Ministro degli Interni, dichiarazione: "L'Italia è il paese che accoglie più rifugiati di tutti"
Sotto:rifugiati accolti ogni 1000 abitanti, fonte ONU



Che poi spiace per il Ministro ma il lavoro sporco l'ha già fatto il suo predecessore



7 giugno 2018

Si chiamava Piersanti! Si chiamava Piersanti!

In memoria di Pier Santi Mattarella
l'Assemblea Regionale Siciliana

Roberto Rampi | Notizie dal Parlamento

Dopo tre mesi dalle elezioni del 4 Marzo l’Italia ha un Governo.
Sono stato eletto Senatore del partito Democratico e sono uno dei 4 più giovani in Italia.
Ho scelto di non votare la fiducia al Governo di Giuseppe Conte.
Il mio non è un NO pregiudiziale.
È un NO alle politiche contenute nel cosiddetto contratto di Governo che abbiamo studiato con attenzione, alla visione securitaria, antieuropea, iniqua che ha saldato le nuove destre italiane nel solco di quelle europee e occidentali.
La mia sarà un’opposizione costruttiva, rigorosa, di merito, del tutto diversa da quella che ho visto in questi anni dalle forze ora al governo.
Valuteremo seriamente ogni provvedimento, riconosceremo quel che di positivo verrà proposto, proporremo soluzioni ai problemi dei cittadini e dei territori, non faremo alcuno sconto nel denunciare ciò che riterremo negativo dal nostro punto di vista.
Mi permetto di consigliare vivamente l’intervento in Aula di Liliana Segre, a tutti, anche a chi è più positivamente propenso verso il nuovo Governo.
Qui l’intervista ad Agcult. E due miei interventi su Tasse e Pensioni.

5 giugno 2018

I giovani del Partito Democratico

Uno sguardo sul futuro. Intervista a Elena Pepe (del PD di Monza)

…Perché hai deciso di  impegnarti in politica?
Ho deciso di impegnarmi attivamente in politica, perché credo che occuparsi della propria comunità, del proprio territorio e, più in generale, della cosa pubblica sia un diritto, ma soprattutto, un dovere. Al giorno d’oggi, purtroppo, si respira un clima di sfiducia generale nei confronti del mondo politico e delle istituzioni, dettato dai numerosi scandali verificatisi nel corso di questi ultimi anni. Adulti e giovani vedono prevalentemente il marcio della politica, ma sono convinta che non ci si debba mai dimenticare della buona politica, volta a mettersi completamente al servizio dei cittadini. Per queste ragioni, nonostante la mia giovane età, ho deciso di impegnarmi in prima persona, perché credo che la politica abbia bisogno di ragazzi e ragazze, che non abbiano voglia di essere semplici spettatori nella società, bensì veri attori.

30 maggio 2018

Perché il risparmio degli italiani ha fatto saltare il governo Lega-M5s

Giovanni Pons – la Repubblica 29-5-2018
L’articolo 47 della Costituzione recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina coordina e controlla l’esercizio del credito”. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in qualità di garante della Costituzione, ha ricordato proprio la sua responsabilità nella tutela dei risparmi degli italiani quando ha spiegato i motivi che lo hanno condotto a opporsi alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia. E’ con lo scudo di questo principio costituzionale che Mattarella ha potuto esercitare il suo potere di veto, sempre previsto dalla Costituzione, sui nomi dei ministri, che devono essere nominati dal Capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio.

25 maggio 2018

Enews. La newsletter di Matteo Renzi

E alla fine, dopo 80 giorni, ci siamo. Nel tempo necessario a fare un celebre giro del mondo letterario, l'alleanza tra Lega e Beppe Grillo ha più modestamente scritto un contratto e partorito il governo delle larghe intese populiste.

Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio incaricato: gli ho fatto un grande in bocca al lupo attraverso questo post su Facebook. Opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l'establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare. Ne saranno capaci? Auguri e in bocca al lupo a tutti noi.
Sarebbe estremamente facile per noi giocare sulle incoerenze che caratterizzano la nuova maggioranza. Ci hanno spesso rinfacciato le mie contraddizioni, a cominciare dal non aver abbandonato la politica dopo il referendum. Tutte cose alle quali ho risposto nel merito ma che i nostri avversari liquidavano con "Noi siamo coerenti, voi no".

Da oggi non se lo possono più permettere. Perché devono governare l'Italia, non strillare su Facebook. E se cercate l'incoerenza, da oggi, la troverete davvero.
Cito solo, come esempio, i tre principali portavoce del pensiero grillino:

  1. Alessandro Di Battista aveva garantito che in caso di accordo con la Lega lui avrebbe lasciato il Movimento Cinque Stelle: non risulta sia accaduto. E dire che Di Battista sosteneva in questo video di essere in grado di distruggere (come sempre pacato e misurato, l'ex deputato) Salvini in Cinque Minuti. Quando vedo poi messaggi come quello che la famiglia Di Battista ha rivolto ieri al Presidente della Repubblica mi domando come si possa anche solo aver pensato a un accordo tra PD e Cinque Stelle: noi siamo ontologicamente diversi da chi minaccia persino il Capo dello Stato, da chi evoca la ghigliottina.
  2. Luigi di Maio aveva pubblicato nel 2014 questo meraviglioso post che trascrivo: "La staffetta Letta-Renzi è irrilevante. Il discorso non è che un Presidente del consiglio debba essere eletto. Nel nostro ordinamento non esiste il voto per il "Candidato Premier". Il vero tradimento degli elettori sta nel fatto che i partiti di Monti, Bersani, Alfano in campagna elettorale non hanno mai detto di essere disposti a fare un governo insieme. Lo hanno detto solo dopo le elezioni, dopo aver "fregato" il voto agli italiani. Altrimenti col cavolo che prendevano il 29%" L'onestà intellettuale porterà sicuramente il Ministro del Lavoro in pectore a riconoscere che è esattamente la stessa identica situazione che si è verificata adesso. I Cinque Stelle non hanno mai detto che avrebbero fatto l'accordo con la Lega, altrimenti "col cavolo" che prendevano il 32%. Lo hanno detto dopo aver "fregato" gli italiani. I virgolettati, ovviamente, non sono miei.
  3. Marco Travaglio aveva detto due mesi fa che se Di Maio avesse fatto l'accordo con la Lega lo avrebbero linciato in piazza. Linciare verbalmente, s'intende: è quella l'attività che Travaglio ben conosce. Noi non linciamo nessuno. La nostra idea di politica è diversa dall'aggressione. Se Di Maio e Salvini hanno fatto un Governo insieme e hanno i numeri in Parlamento nessuno deve linciarli: vediamo che cosa sapranno fare e li giudicheremo. Quando in questi giorni sentite un fastidioso suono sottofondo quando ascoltate Travaglio, ospite fisso de La7 non stupitevi, non preoccupatevi: le unghie sul vetro di chi si arrampica sugli specchi per giustificarsi fanno quel rumore lì.

23 maggio 2018

23 Maggio 2018 Giornata della Legalità in memoria dei giudici Falcone e Borsellino


Centinaia di palermitani, subito dopo l’attentato mafioso in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montanaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, si ritrovarono davanti all’abitazione del magistrato, in via Notarbartolo.


Una Palermo sotto choc dopo l’esplosione di Capaci, spontaneamente, volle manifestare la propria rabbia e il proprio dolore e scelse quel luogo simbolico per dire no alla violenza mafiosa.