Pubblichiamo l'articolo di Alberto Pilotto Segretario PD di Monza
Ecco la Campagna di Tesseramento PD
Dopo la sconfitta del PD alle recenti elezioni occorre agire subito per avviare un processo di trasformazione della politica del Partito Democratico.
Tale trasformazione dovrà porre le basi per costruire un futuro di successo per il PD nell’interesse di tutti i cittadini e nel continuo ascolto delle loro esigenze, paure, aspirazioni per poterle interpretare e dare risposte concrete ai loro bisogni e alle loro speranze.
La Direzione Nazionale del Partito di lunedì ha confermato che tutto il PD vuole avviare questo percorso di ascolto ed elaborazione.
Occorrerà tempo e uno sforzo di tutti per un confronto vero aperto e senza pregiudizi.
18 marzo 2018
17 marzo 2018
Ora bisogna ripartire.
ora bisogna ripartire. Il risultato è stato netto, in parte atteso, probabilmente peggiore di quello che temevamo. Soprattutto sul livello regionale, dove abbiamo messo in campo una candidatura competitiva, un campo molto ampio di forze politiche, una campagna elettorale lunga e impegnativa che ci ha portato a raggiungere posti in cui in altre volte siamo stati meno. Abbiamo perso, ma queste cose restano. Queste cose sono quelle da cui possiamo ricostruire: le persone che abbiamo coinvolto, le relazioni che abbiamo costruito o rafforzato, ma soprattutto le idee, le proposte e i valori che abbiamo sostenuto in questa campagna.
Ora occorre riflettere su questi anni di governo, su questa campagna elettorale, sui prossimi anni e su di noi. Sui limiti che abbiamo avuto, su come innovare le nostre modalità di lavoro, su come rendere i nostri valori, oggi minoranza, maggioritari nel paese. Abbiamo perso, non si parte da noi; ad altri il compito di verificare se riescono a costruire una maggioranza di governo, che oggi non è il nostro posto. Di tutto questo parleremo nella nostra Assemblea provinciale di giovedì prossimo.
Oggi desidero tutti ringraziarvi per l'impegno e la passione che avete messo in questa campagna elettorale, per gli attacchinaggi, i banchetti, gli incasellanti; per le iniziative che abbiamo organizzato, per lo sforzo organizzativo, comunicativo e politico che in queste settimane abbiamo fatto. Non siamo un comitato elettorale, vogliamo essere un Partito, e quindi i nostri valori e i nostri obiettivi non vivono il tempo di una campagna elettorale ma sono i punti da cui ripartire, dal basso, per fare la nostra parte, sempre.
E desidero ringraziare e complimentarmi con i nostri candidati, e fare gli auguri di buon lavoro, insieme, ai nostri eletti (Roberto Rampi al Senato e Gigi Ponti in Regione).
Pietro Virtuani
16 marzo 2018
15 marzo 2018
Direzione Partito Democratico. La guida a Maurizio Martina
Scritto da Redazione del Circolo di Monza
Lunedì 12 marzo si è svolta la direzione del Partito Democratico. Come noto, non c'era il segretario dimissionario Matteo Renzi, che in una lettera ha esplicitato le proprie dimissioni. Relazione introduttiva affidata al vicesegretario Maurizio Martina, che ha analizzato la sconfitta “netta e inequivocabile” alle recenti elezioni politiche.
“La segreteria si presenta dimissionaria a questo appuntamento. Ma io credo sia importante che continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall’Assemblea. Con il vostro contributo cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato.
Lunedì 12 marzo si è svolta la direzione del Partito Democratico. Come noto, non c'era il segretario dimissionario Matteo Renzi, che in una lettera ha esplicitato le proprie dimissioni. Relazione introduttiva affidata al vicesegretario Maurizio Martina, che ha analizzato la sconfitta “netta e inequivocabile” alle recenti elezioni politiche.
“La segreteria si presenta dimissionaria a questo appuntamento. Ma io credo sia importante che continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall’Assemblea. Con il vostro contributo cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato.
11 marzo 2018
Politiche 2018. Matteo Renzi spiega le sue dimissioni
Scritto da Redazione PD Monza
Le politiche 2018 hanno emesso il loro verdetto. Matteo Renzi scrive agli elettori democratici.
Ecco la sua missiva.
Le elezioni sono finite, il PD ha perso, occorre voltare pagina. Per questo lascio la guida del partito. E non capisco le polemiche interne di queste ore.
Ancora litigare? Ancora attaccare me?
Nei prossimi anni il PD dovrà stare all'opposizione degli estremisti. Cinque Stelle e Destre ci hanno insultato per anni e rappresentano l'opposto dei nostri valori. Sono anti europeisti, anti politici, hanno usato un linguaggio di odio. Ci hanno detto che siamo corrotti, mafiosi, collusi e che abbiamo le mani sporche di sangue per l'immigrazione: non credo che abbiano cambiato idea all'improvviso. Facciano loro il governo se ci riescono, noi stiamo fuori.
Per me il PD deve stare dove l'hanno messo i cittadini: all'opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedì prossimo o nei gruppi parlamentari.
Senza astio, senza insulti, senza polemiche: chi vuole portare il PD a sostenere le destre o il Cinque Stelle lo dica. Personalmente penso che sarebbe un clamoroso e tragico errore. Ma quei dirigenti che chiedono collegialità hanno i luoghi e gli spazi per discutere democraticamente di tutto.
Quanto a me: leggo di tutto, ancora una volta.
Qualcuno dice che le dimissioni sarebbero una finta, qualcuno che starei per andare in settimana bianca. Le dimissioni sono vere, la notizia falsa.
Mi stupisce che certe cose diventino l'apertura dei siti, emozionino le redazioni, intrighino i giornali. Parlare di me - ancora - è inspiegabile. Sono altri, adesso, a guidare il Paese: occupatevi di loro, amici dell'informazione. Io ho già detto cosa farò: il parlamentare semplice, cercando di rappresentare al meglio quei cittadini che mi hanno onorato della loro fiducia e tenendomi in contatto con le tante esperienze belle che vivono nella nostra società. Lo farò con il sorriso e lo farò con la consapevolezza di dover dire solo grazie per questi anni bellissimi: nessuno ci porterà via i risultati straordinari raggiunti. E cercherò di fare del mio meglio per il mio Paese anche dall'opposizione.
Basta polemiche, viva l'Italia.
Le politiche 2018 hanno emesso il loro verdetto. Matteo Renzi scrive agli elettori democratici.
Ecco la sua missiva.
Le elezioni sono finite, il PD ha perso, occorre voltare pagina. Per questo lascio la guida del partito. E non capisco le polemiche interne di queste ore.
Ancora litigare? Ancora attaccare me?
Nei prossimi anni il PD dovrà stare all'opposizione degli estremisti. Cinque Stelle e Destre ci hanno insultato per anni e rappresentano l'opposto dei nostri valori. Sono anti europeisti, anti politici, hanno usato un linguaggio di odio. Ci hanno detto che siamo corrotti, mafiosi, collusi e che abbiamo le mani sporche di sangue per l'immigrazione: non credo che abbiano cambiato idea all'improvviso. Facciano loro il governo se ci riescono, noi stiamo fuori.
Per me il PD deve stare dove l'hanno messo i cittadini: all'opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedì prossimo o nei gruppi parlamentari.
Senza astio, senza insulti, senza polemiche: chi vuole portare il PD a sostenere le destre o il Cinque Stelle lo dica. Personalmente penso che sarebbe un clamoroso e tragico errore. Ma quei dirigenti che chiedono collegialità hanno i luoghi e gli spazi per discutere democraticamente di tutto.
Quanto a me: leggo di tutto, ancora una volta.
Qualcuno dice che le dimissioni sarebbero una finta, qualcuno che starei per andare in settimana bianca. Le dimissioni sono vere, la notizia falsa.
Mi stupisce che certe cose diventino l'apertura dei siti, emozionino le redazioni, intrighino i giornali. Parlare di me - ancora - è inspiegabile. Sono altri, adesso, a guidare il Paese: occupatevi di loro, amici dell'informazione. Io ho già detto cosa farò: il parlamentare semplice, cercando di rappresentare al meglio quei cittadini che mi hanno onorato della loro fiducia e tenendomi in contatto con le tante esperienze belle che vivono nella nostra società. Lo farò con il sorriso e lo farò con la consapevolezza di dover dire solo grazie per questi anni bellissimi: nessuno ci porterà via i risultati straordinari raggiunti. E cercherò di fare del mio meglio per il mio Paese anche dall'opposizione.
Basta polemiche, viva l'Italia.
6 marzo 2018
2 marzo 2018
4 marzo. Indecisi?
Prima parte
Seconda parte
E ricordiamo che votare è semplice: basta mettere la croce sul simbolo del PD
e il voto andrà direttamente ai candidati, sia nel collegio che nel proporzionale.
La croce sul simbolo del Partito Democratico, basta questo per dare una mano all'Italia.
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA
In rimonta
Cari amici,
Il 4 marzo si avvicina, portando con sé, insieme al fondamentale derby della Madunina, anche la fine di questa campagna elettorale, che si è caratterizzata per toni esagerati, proposte spesso inapplicabili e una generale e pericolosa crescita di movimenti estremisti o apertamente neofascisti.
Io, nel mio piccolo, ho fatto diversamente. Alle dichiarazioni roboanti e agli attacchi gratuiti ho preferito una campagna all’antica, strada per strada, mercato per mercato, per tutto il collegio che mi è stato assegnato. Una zona bellissima dalla Brianza alla Martesana, lungo il fiume Adda: terre che già conoscevo, e che nonostante ciò hanno saputo stupirmi, e dalle quali ho imparato molto. Dalle splendide vedute di Vaprio d’Adda al castello di Truccazzano, da Ronco Briantino e Bernareggio attraversate sotto il gelo di Burian fino al Comune che dà il nome al collegio, Gorgonzola, ideale centro di queste terre: ovunque ho trovato tante persone interessate alla politica e vogliose di darsi da fare per il bene comune.
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