13 novembre 2013

Non valorizziamo i nostri beni, li vendiamo.

Impresentabile la proposta di vendere le spiagge. Offende la dignità del Paese

"Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi". Vigni: "Il Pdl ci aveva già provato in passato, senza riuscirci. E' un'idea sbagliata e inaccettabile che va respinta"

Spiaggia di San Vito Lo Capo
"La proposta di vendere le nostre spiagge è impresentabile e offende la dignità del Paese. Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi". Lo ha detto Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la proposta di modifica alla manovra avanzata del Pdl, che punta alla "sdemanializzazione" delle aree dove insistono gli stabilimenti balneari, con una vendita delle infrastrutture cedibili ed un allungamento delle concessioni sulle spiagge vere e proprie".

"A volte ritornano. Non è la prima volta che dalle file del Pdl arriva la proposta di vendere le spiagge. Ci avevano già provato in passato, senza riuscirci. E' un'idea sbagliata e inaccettabile che va respinta – afferma Fabrizio Vigni, presidente degli Ecologisti Democratici – perché significherebbe svendere un bene pubblico importante, con gravi rischi per il nostro patrimonio ambientale”.

Anche per i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi e Federico Gelli "é impossibile pensare ad accordi che portino alla svendita delle spiagge, il Pdl vede intese che non esistono. La svendita del patrimonio paesaggistico - hanno spiegato i deputati - non può certamente avere l'appoggio del Partito democratico. Tra l'altro il Pdl al Senato è arrivato a proporre misure che non stanno nè in cielo nè in terra: utilizzare il ricavato dell'eventuale vendita per finanziare un fondo per l'erogazione di mutui a favore degli stessi titolari di stabilimenti balneari che intendono procedere alla ristrutturazione dei propri immobili.

In pratica lo Stato vende le spiagge e i soldi che incassa li rende disponibili per gli imprenditori balneari che intendono investire nella ristrutturazione dei beni. Si tratta di proposte impossibili e inaccettabili".

Contro l'emendamento alla legge di stabilità che prevede la vendita di spiagge, anche il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, ha definito "inaccettabili e tecnicamente sbagliate le norme che paiono emergere dal confronto parlamentare e che propongono la sdemanializzazione di porzioni di litorale e spiagge sono politicamente .

"Un conto - ha avvertito il ministro - è interrogarsi su come evitare che la normativa europea impatti in modo eccessivamente negativo su imprese che producono servizi e occupazione, un altro è pensare di aggirare la normativa stessa svendendo un pezzo del patrimonio ambientale e paesaggistico del Paese".

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