In questi giorni il partito della Lega Nord è presente su ogni giornale. Presente con alcuni suoi cavalli di battaglia, come le contestazioni al ministro Kyenge, e presente per le questioni della regione Piemonte e del governatore Cota.

Personalmente ci sembra che brindare sulla caduta di un governatore di regione dopo 4 anni dalle elezioni e brindare perchè sono avvenuti dei fatti illegali sia un po' fuori luogo ma ognuno la pensa come vuole.
Sicuramente però, per la Lega Nord, è un colpo non indifferente. Una sua lista alleata ha commesso azioni illegali raccogliendo firme false. Caro Cota, scegli bene i compagni di viaggio!!! Sono seguite poi fiaccolate di solidarietà a Cota e altre manifstazioni dove i "big" del carroccio hanno sostenuto il loro governatore e hanno affermato che dovrà mantenere la poltrona legittima perchè il numero di voti presi è quello che conta. Il fatto che una lista sia, in qualche modo, illegittima è ovviamente trascurabile.
Comprendiamo però che perdere il Piemonte non sia cosa da poco conto.
Salta la "MacroRegioneDelNord", salta l'autonomia della Padania, salta il controllo su una delle regioni più grosse del paese.
Allo stesso tempo ricordiamo che lo stesso Cota è sotto la lente d'ingradimento per dei rimborsi non proprio trasparenti...come l'acquisto di boxer verdi a carico della regione (per di più comprati all'estero! viva la tutela del made in Italy o del "fatto in Padania", nuovo marchio che proponiamo alla Lega).
Casualmente, ma proprio casualmente, quando sulla lega e sui suoi rappresentati piovono tutti questi avvenimenti che vanno a riempire telegiornali e quotidiani ecco che... le sempre pronte manifestazioni contro il ministro Kyenge si fanno più colorite e più frequenti.
Il neosegretario del Carroccio, Matteo Salvini, molto allegro e vivace, nei toni e nei modi, attacca la Kyenge di non tutelare gli italiani a favore solo degli stranieri (ricordiamo che anche un canadese è straniero ma che, non essendo nero e arrivando da un paese non del terzo mondo, non fa problemi). Del resto è cosa nota, Cécile Kyenge è una nota e abile donna di complotti anti Italia.
Sono infatti di pochi giorni fa le contestazioni di Brescia dove la ministra è stata assediata e non solo contestata. Sono infatti dovute intervenire anche le forze dell'ordine per la tutela della ministra. Nessuno mette in dubbio il diritto di manifestare il proprio dissenso, ci mancherebbe. Mettiamo, almeno noi, fortemente in discussione i modi e i toni alquanto accesi e violenti. Vien quasi da chiedersi che fine avrebbe fatto la ministra se non ci fossero state le forze dell'ordine. Alla manifestazione erano pure presenti due assessori lombardi della giunta Maroni, gli assessori Bordonali e Beccalossi. La loro presenza ad una manifestazione di quel tipo era alquanto fuori luogo visto che rappresentano tutti i lombardi!
Non solo. Negli stessi giorni su "LaPadania", quotidiano leghista, sono state pure pubblicate tutte le date dei prossimi incontri della Kyenge invitando a mettere in atto manifestazioni di contestazione. Noi ci chiediamo quanto manifestazioni di contestazione, che probabilmente nascono da diverse opinioni su alcuni temi, poi non sfocino e non portino a manifestare persone che sono presenti non per l'idea ma solo perchè il colore della pelle del ministro è il nero. Il segretario Salvini non solo non si scusa ma sottolinea l'importanza delle loro iniziative e rivendica che andranno avanti su questa linea.
Secondo noi manifestazioni di questo tipo non sono mai la strada giusta.
La ministra Kyenge infatti, è costantemente vittima di insulti e attacchi via web, e non solo, da parte di estremisti, fanatici e xenofobi. I manifestanti della lega magari non rientrano in queste categorie però è certo che non fanno altro che alimentare il clima di odio e di tensione verso la ministra. Del resto si sa, è più facile indirizzare le persone verso false paure. Dare la colpa dei problemi di uno stato ad una categoria di persone, senza andare a cercare il vero motivo e fare una corretta autocritica è molto più semplice. La Lega ha sempre fatto e fa ancora così. Prima i meridionali, poi gli immigrati, poi l'Europa. La colpa dei nostri mali è sempre fuori casa, mai interna, sempre di qualcun altro. Troppo semplice, troppo comodo, troppo facile. Questo rende le persone poco capaci di analizzare i problemi e la realtà perchè tanto tutte le responsabilità sono sempre e solo fuori.
Ci viene anche da pensare che tutto questo rumore intorno alla Kyenge proprio in questi giorni sia anche una mossa studiata a tavolino per riempire i giornali e coprire o nascondere la questione della regione Piemonte e del governatore Cota.
La Redazione di Teorema
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