11 marzo 2014

Le start-up italiane all'estero

“Noi, start-up d’Italia a Wall Street”

A New York “ItaliaCamp”: protagonista un gruppo di giovani imprenditori. Tre storie emblematiche. - Di Francesco Semprini - La Stampa

start-up «Lascia che la tua idea prenda il volo». E’ questo il senso della missione realizzata dall’associazione ItaliaCamp a Manhattan. Un’iniziativa per sostenere l’innovazione e la creatività: al New York Stock Exchange sono arrivate 14 start-up italiane per un incontro con la comunità degli investitori americani. Obiettivo: colmare il gap tra inventiva, realizzazione e business.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di società ed istituzioni e di oltre 70 università italiane e straniere. In scena il made in Italy dei giovani, che ha conquistato l’interesse di Wall Street, all’esordio nella piazza finanziaria più importante del mondo. I progetti d’impresa, ad alto potenziale di sviluppo - legati principalmente ai settori telecomunicazioni, Internet, «life science» e «green» - si sono così presentati agli investitori e ai «venture capitalist» internazionali per attrarre finanziamenti e coinvolgere partner commerciali.

La parte principale si è svolta nella «dining room» di Wall Street attraverso una sessione plenaria che ha dato la possibilità ad ogni start-up di valorizzarsi con una breve presentazione, alternandosi agli interventi di autorevoli commentatori su innovazione, finanza e internazionalizzazione.

«Il mercato italiano continua a rappresentare per gli investitori americani un riferimento primario in Europa, principalmente su tutte le opportunità che si definiscono di “made and brain in Italy”», ha spiegato James Pallotta, presidente e managing director del Raptor Group. Come altri investitori a stelle e strisce ha sottolineato l’interesse crescente per nuove occasioni di business. Tra i settori più promettenti, i social media, l’«entertainment» e il turismo. È su questi che - tutti concordano - l’Italia ha ancora ampi margini di crescita, come dimostrano le tre storie che raccontiamo in questa pagina.




Da Instagram all'e-book per i salutisti

anderson

Anna-Victoria Anderson, ventenne californiana, è studentessa del master Mba alla Luisss a Roma e imprenditrice di social network. Durante gli studi in Cina ha sentito la necessità di iniziare a mangiare sano e fare attività fisica.

Per auto-motivarsi ha creato un account Instagram, condividendo foto sul fitness e la nutrizione e ha accumulato talmente tanti «followers» da essere contattata da inserzionisti pubblicitari che volevano essere presenti nella sua pagina.

Un’iniziativa di successo che ha raccolto 633 mila «followers», per una media di 80 mila ogni mese, che l’ha portata a scrivere un eBook, «Four weeks to fit» di cui ha venduto 13 mila copie in 9 settimane, tramite lo stesso social network. Ora punta a far tradurre il libro in 4 lingue (cinese, spagnolo, italiano e tedesco) e per il prossimo anno stima un profitto di 700 mila dollari.


Il servizio espresso per baby sitter

gazzelloni

«Le Cicogne» è una startup che collega genitori in cerca di babysitter per i figli a ragazzi e ragazze disponibili ad un lavoro saltuario. Un progetto ideato da Giulia Gazzelloni, laureata Luiss, insieme con altre due giovani imprenditrici, fresche di studi.

Ora il team de «Le Cicogne» è composto da una decina di ragazzi, tra programmatori, grafici ed esperti di marketing. «L’obiettivo - dice Giulia - è quello di crescere a livello nazionale e internazionale, creando nuove sedi e reti di contatti in diverse città d’Italia e non solo».

I servizi che i giovani iscritti al portale offrono sono baby sitting e baby&teen taxi (l’accompagnamento del bambino a scuola), fino alle varie attività extra-scolastiche. E ancora baby&been tutoring, un servizio di aiuto per i compiti per i più piccoli oppure ripetizioni, oltre a iniziative di animazione e organizzazione di feste per bambini.



L’app che fa risparmiare sulle telefonate

putignano
Giacomo Putignano, laureato in General Management alla Luiss, ha creato l’app WalletSaver, che confronta i piani tariffari telefonici attraverso un’analisi dei dati di consumo, la durata delle chiamate, l’operatore dei numeri, i messaggi e il consumo di Internet. Il tutto estrapolato dallo smartphone.

Inoltre sta per essere messa a punto una nuova funzione che permette di analizzare la qualità della copertura del segnale ad ogni chiamata in modo da suggerire la migliore tariffa, ma anche l’operatore che offre la migliore copertura.

La start-up ha già convinto il suo primo investitore appena due mesi dopo la nascita. «Abbiamo un target di 20 mila download e puntiamo anche al settore dell’energia elettrica. La nostra filosofia, che si riflette nel nome WalletSaver, è diventare uno strumento di comparazione delle spese quotidiane». Prossimo obiettivo? Russia e Cina.

2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  2. leggete anche questo: oltre a New York c'è anche la Brianza e Sulbiate

    http://www.vorrei.org/culture/9252-4-anni-di-distretto-culturale-evoluto.html

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