Visualizzazione post con etichetta Lavoro e Imprese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lavoro e Imprese. Mostra tutti i post

24 novembre 2021

Dialoghi su Sostenibilità & Impresa #2 startup e ambiente

Venerdì 26 novembre alle 21.00, alla Biblioteca Civica di Vimercate, Piazza Unità d'Italia 2 si terrà il secondo appuntamento del Forum Economia del PD di Monza e Brianza.

Si discuterà di startup e ambiente, per capire quali sono le opportunità che il mondo digitale offre per il lavoro e la sostenibilità.

Con Andrea Grieco, Head of Impact & SDGs Specialist dell'app di AWorld, scelta dalle Nazioni Unite per promuovere le azioni individuali nel contrasto della crisi climatica e sostenere Agenda2030.

1 maggio 2021

Primo maggio 2021, festa dei lavoratori e delle lavoratrici

Primo maggio 2021, festa dei lavoratori e delle lavoratrici

Sabato primo maggio ricorre l'annuale Festa dei Lavoratori, giornata internazionale in ricordo di tutte le lotte per ottenere condizioni di lavoro migliori. 

In Italia, l'appuntamento rappresenta come sempre un importante momento di riflessione e solidarietà, e nonostante il Covid-19 impedisca ancora celebrazioni in grande stile, quest'anno si può ad esempio sorridere per il ritorno live del tradizionale "concertone" a Roma, che si terrà presso la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Ma qual è l'origine storica della Festa dei Lavoratori e perché è stata scelta proprio questa data? 

Gli scioperi in Illinois
L'episodio da cui prende spunto la Festa dei Lavoratori risale ad oltre un secolo fa. Il primo maggio 1886, negli Stati Uniti, la Federation of Organized Trades and Labour Unions proclamò uno sciopero generale per chiedere condizioni di lavoro più eque nelle fabbriche. La data aveva un forte valore simbolico: il primo maggio 1867, in Illinois era entrata in vigore la prima storica legge che riduceva la giornata lavorativa a 8 ore, una conquista che a distanza di vent'anni veniva rivendicata da tutti gli operai statunitensi.

18 febbraio 2021

LAVORO - Intervista al prof. Pietro Ichino: «Blocco dei licenziamenti? Ha nascosto la polvere sotto il tappeto»

di Lorenzo Maria Alvaro - Vita

Al 31 marzo, con la fine del il divieto di recesso in vigore ormai da un anno, si stima che ai 444mila occupati in meno del 2020 se ne aggiungeranno altri 400mila. «Una disoccupazione che noi fingiamo di non vedere, ma che è già esplosa. L’urgenza non è continuare a nasconderla, ma affrontare il problema seriamente, magari aumentando la durata e l’entità del trattamento di disoccupazione assicurando l’80 per cento a tutti, senza tetto o con un tetto nettamente più alto rispetto all'attuale di circa 1.200 euro al mese», spiega il giuslavorista. 

Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione registrate dall'Istat tra marzo e giugno 2020, unite a quella di dicembre, hanno portato l’occupazione a un livello più basso di quello registrato nel dicembre 2019 (-1,9%, pari a -444mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-235mila) e autonomi (-209mila). Uno scenario ancora più drammatico se si considera che fino al 31 marzo sono bloccati i licenziamenti. «Si stima che si siano congelati circa 400mila disoccupati », sottolinea il giuslavorista Pietro Ichino che sottolinea come sulle due fasce più colpite, donne e giovani, «è necessario per provare a ripartire innanzitutto investire nei servizi alla famiglia, che facilitano la scelta delle madri di continuare o riprendere a lavorare e costruire un servizio di orientamento scolastico e professionale efficace, che raggiunga capillarmente ogni adolescente all’uscita di ogni ciclo scolastico». L'intervista

Professor Ichino, il quadro provvisorio sui dati del lavoro del 2020 parla per ora di una perdita di occupati di oltre 650mila unità. Una flessione attesa che però rischia di non rappresentare ancora un dato reale. L'Italia è l'unico Paese europeo che infatti ha bloccato i licenziamenti. Quale sarà presumibilmente il quadro che ci dobbiamo aspettare?
Si stima che il divieto di recesso per motivo economico in vigore ormai da un anno abbia, per così dire, “congelato” fra i 300 e i 400mila licenziamenti: tutte persone che dovrebbero già oggi considerarsi sostanzialmente disoccupate, anche se formalmente il loro contratto di lavoro è ancora in vita. Per queste persone quel divieto è molto dannoso, perché ritarda il momento in cui esse incominceranno ad attivarsi per trovare una nuova occupazione e riduce, ogni mese che passa, la loro occupabilità.

14 dicembre 2020

Istat, tra giugno e ottobre fatturato in calo per due terzi delle imprese

I dati dell'istituto sulla fase di emergenza sanitaria. 

Il 37,5% ha chiesto il sostegno pubblico per la liquidità e il credito. Circa 17 mila imprese prevedono di non riaprire.

MILANO - Oltre due imprese due tre tra giugno e ottobre hanno visto calare il proprio fatturato tra giugno e ottobre, mentre il 37,5% ha dovuto chiedere il sostegno pubblico per la liquidità e il credito. Sono alcuni dei numeri messi in evidenza dall'Istat nel Report sulle imprese di fronte ll'emergenza sanitaria da Covid 19. In particolare, nel periodo giugno ottobre il 68,4% delle imprese italiane ha avuto riduzioni di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019 mentre il 32,4% (con il 21,1% di occupati) ha segnalato rischi operativi e di sostenibilità della propria attività. Per le imprese che hanno segnalato un calo degli incassi il 45,6% ha avuto riduzioni tra il 10% e il 50%,il  13,6% oltre il 50% e il 9,2% di meno del 10%.

8 dicembre 2020

Editoriale di Brando Benifei, plenaria 23-26 Novembre 2020

3 dicembre 2020

In questi mesi complicati, procede con caparbietà a Bruxelles il lavoro per reagire alla crisi, e per trovare un accordo finale su NextGeneration EU e sul bilancio, assicurando risorse adeguate alle politiche dell’Unione per i prossimi sette anni.

Mentre Orban e Kaczyński si rifiutano di accettare le regole sullo stato di diritto, mettendo in opera un ricatto sul bilancio e minacciando di bloccare programmi utili a tutti i cittadini europei (compresi i loro), il Parlamento Europeo è impegnato in una serie di importanti triloghi, cioè le negoziazioni con Commissione e Consiglio, per chiudere accordi fondamentali per i programmi UE.

In questa fase così delicata, rinforzare la dimensione sociale dell’Europa in ogni ambito è la chiave per uscire dalla crisi e governare i cambiamenti in atto. Io stesso, in queste settimane, sto partecipando ad esempio a quello sul Single Market Programme, dove stiamo riuscendo a confermare una serie di misure per legare la crescita del mercato interno agli obiettivi di sviluppo sostenibile, alla protezione dei consumatori, oltre che al controllo del mercato a tutela di imprese e cittadini (si pensi alla contraffazione).

9 ottobre 2020

Inchiesta sulla più silenziosa delle stragi. Perché in Italia, ogni giorno, tre lavoratori perdono la vita nell'indifferenza di tutti

di CARLO BONINI (coordinamento editoriale e testo), SARAH MARTINENGHI (Torino), MARCO PATUCCHI (Roma).

L’Italia celebra l’11 ottobre la sua settantesima giornata nazionale per le vittime del lavoro. E mai come quest’anno nella ricorrenza, nei numeri di una strage silenziosa che non conosce contrazioni, sono le stimmate della cattiva coscienza del nostro Paese, della sua distratta e cinica classe dirigente. Da gennaio ad agosto di quest’anno, 830 donne e uomini hanno perso la vita uccisi dal lavoro. Uno ogni 8 ore. Dal lunedì alla domenica.

1 maggio 2019

La Festa del lavoro giusto

Alla festa del Primo Maggio, e a tutte le persone che ogni giorno lottano per difendere o sono alla ricerca di un lavoro, non serve la propaganda. C’è bisogno di serietà e di un nuovo governo che riporti al centro il lavoro
Paola De Micheli - Democratica

L’eclissi del lavoro. Non è uno slogan facile da sventolare nella festa del Primo Maggio: purtroppo è il principale risultato dell’azione del governo Salvini-Di Maio.

Lo dicono i numeri degli occupati in Italia, diminuiti di 35mila unità dal maggio scorso, di cui 19mila in meno a tempo indeterminato, nonostante lo scostamento in positivo di alcuni decimali secondo l’ultima rilevazione Istat. Dopo la Grecia e la Spagna siamo il paese europeo con la disoccupazione più elevata. Il Pil cresce di appena lo 0,1% in termini tendenziali contro una media UE dell’1,5%. Nel 2017 con il governo Gentiloni il Pil cresceva dell’1,7%.

La cassa integrazione è cresciuta del 6,1 % nei primi tre mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Ma c’è un altro dato che forse desta ancora più preoccupazione in chiave futura, il costante calo del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. Ad aprile abbiamo registrato il terzo mese consecutivo di contrazione.

Non ci siamo mai rallegrati di questi numeri. Che risentono naturalmente di fattori esogeni e del rallentamento dell’economia globale.

Ma proprio perché la congiuntura è difficile e il Paese oscilla tra recessione e stagnazione, è ancora più grave e colpevole la totale latitanza del governo Conte.

Oggi al timone dell’Italia ci sono le due forze politiche che più hanno fatto per promuovere un “declassamento” – anche culturale – del lavoro.

4 febbraio 2018

Giovani e lavoro: nascono 300 imprese al giorno, boom in agricoltura

Un terzo delle nuove imprese iscritte nel 2017 è di under 35. L'Italia primeggia in Europa per aziende agricole condotte da giovani

Repubblica - 01 febbraio 2018

Chi l'ha detto che i giovani vogliono soltanto fuggire verso altri lidi? C'è una buona fetta di loro che ancora si mette in gioco, in Italia. Senza nulla togliere al problema della 'fuga dei cervelli', che anzi è quanto mai urgente affrontare con riforme radicali che vanno dall'Università al mercato del lavoro, i dati della Camera di Commercio di Milano, MonzaBrianza e Lodi sono un inno all'imprenditoria che nasce e cresce in casa: nello scorso anno in Italia sono nate circa 300 imprese giovanili al giorno lungo tutta la penisola (circa 110mila), pari al 30,5% di tutte le imprese iscritte nel 2017.

25 gennaio 2016

Taddei: “Il vero nemico dell’Europa è la mancanza di lavoro”


Image licensed by Ingram Image 


«Eviterei una discussione sui toni quando il problema sono il merito delle politiche. L`Italia ha deciso, in autonomia e per convinzione, di investire sulle riforme strutturali. Ha fatto, tra le altre cose, una riforma del mercato del lavoro ad una velocità sorprendente. L`abbiamo fatto perché la velocità di quella riforma era necessaria all`Italia e all`Europa. Non è forse lecito aspettarsi
che anche l`Europa adotti la medesima velocità nel completare le scelte politiche a cui essa stessa si è vincolata?».
«La Commissione Juncker doveva essere una innovazione rispetto a quella che l`aveva preceduta – spiega Taddei -. Si era data la missione di rilanciare gli investimenti, il piano Juncker. È troppo chiedergli di realizzare i propri progetti? È compiere un`operazione di sponda al populismo anti-euro? Forse è vero il contrario. Guardiamo alle elezioni francesi: il populismo prende più voti dove più alta è la disoccupazione, non l`immigrazione. La mancanza di lavoro e investimenti sono il vero nemico dell`Europa».
E rispondendo alle critiche dell’ex premier Monti, per Taddei «le riforme figlie dell`emergenza lasciano sempre il dubbio che i cittadini, passata l`emergenza, le ritirino. Le nostre riforme, partendo da quella del lavoro, sono figlie della politica, si reggono sulla convinzione. La loro forza è completamente diversa».

6 novembre 2014

Cesare Damiano sul Jobs Act e il lavoro

Damiano: "Il Jobs Act può essere migliorato rispettando i tempi delega entro l'anno"

Intervista a Cesare Damiano di Annalisa Cuzzocrea - La Repubblica

Fa il pontiere, Cesare Damiano. Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera - che a giorni comincerà l`esame del Jobs Act - assicura che i tempi per chiudere la partita entro dicembre ci sono, terza lettura al Senato compresa. E però: «Consiglierei di abbandonare la via dello scontro e dei muscoli e di seguire la via del dialogo. La legge delega va cambiata, alcune delle contraddizioni al suo interno deve sanarle il Parlamento». 

Lei viene dal sindacato ed è un esponente della minoranza Pd. Crede sia un problema? 

«Tutte le discussioni relative all`uso della delega per far cadere Renzi, o per una fantomatica resa dei conti, sono fantasie. Non mi interessano. Quando il presidente del Consiglio dice che qualcuno complotta per dividere il mondo del lavoro parla anche di Bankitalia e delle critiche del suo governatore al tfr inbusta paga? Oppure è lecito esprimere le proprie opinioni?». 

Me lo dica lei. 

«Io mi auguro si faccia quello che definirei un normale lavoro parlamentare, così com`è stato fatto al Senato e in occasione del decreto Poletti. Niente di più e niente di meno». 

Cosa bisogna cambiare? 

«Il carattere della delega è talmente ampio che il grosso andrà fatto nei decreti attuativi, ma ad esempio c`è chi pensa che non citare né di dritto né di rovescio l`articolo 18 possa avere carattere di incostituzionalità. I miglioramenti cui dobbiamo puntare dipendono anche da quel che ci sarà nella legge di stabilità. L`estensione degli ammortizzatori sociali ai precari si potrà fare solo in presenza di risorse aggiuntive. Che vanno trovate». 

24 ottobre 2014

Epifani sulla manifestazione della Cgil

Epifani: "Certo che ci sarò, anche a difesa del sindacato"

Parla l'ex segretario PD: “Contro Renzi? È dal 1975 che non manco a una manifestazione della Cgil” - Intervista a Guglielmo Epifani di Giovanna Casadio – la Repubblica


epifani  epifani
«Andare in piazza un attacco a Renzi? Io non ho mai mancato a una manifestazione della Cgil in vita mia dal 1975 da quando ho cominciato nel sindacato con ruoli secondari...».
Guglielmo Epifani chiede cambiamenti sul Jobs Act e dice di non avere pensato affatto di disertare la manifestazione di sabato, lui che fino al 2010 della Cgil è stato segretario generale, ex segretario Pd, ora presidente della commissione attività produttive di Montecitorio.

Epifani, va in piazza quindi?
«Certo che vado alla manifestazione».

Però non ha firmato la lettera-appello degli ex segretari Cgil. Perché?
«Perché ho oggi una funzione diversa, e ho sottoscritto un documento che abbiamo voluto come corrente dem di "Area riformista". La considerazione che abbiamo di quella manifestazione l'abbiamo messa nero su bianco in quella nota».

Anche se il documento si smarca dalla piattaforma della Camusso, non c'è un conflitto tra votare la fiducia al governo e poi manifestargli contro?
«Spesso ci sono e ci sono state polemiche su questo. Ma la piazza è un luogo dove ci sono giovani, studenti, operai pensionati, quella piazza è una parte del paese e del nostro elettorato. Questo è il punto da tenere presente».

7 ottobre 2014

Serracchiani sul Jobs Act

Serracchiani: "La direzione del partito ha raggiunto un punto di equilibrio che adesso va rispettato"

"Sul Jobs Act siamo arrivati al dunque, alla fine del processo. Sui temi del lavoro abbiamo discusso a lungo, e la direzione del partito ha raggiunto un punto di equilibrio. Che adesso va rispettato". L'intervista al vicesegratrio PD Debora Serracchiani di Umberto Rosso, la Repubblica

  

«Sul Jobs Act siamo arrivati al dunque, alla fine del processo. Sui temi del lavoro abbiamo discusso a lungo, e la direzione del partito ha raggiunto un punto di equilibrio. Che adesso va rispettato». 

Presidente Serracchiani, in aula i parlamentari della minoranza del partito dovranno adeguarsi alla mozione della direzione? 

«È passata con l`80 per cento dei voti. Continueremo a confrontarci fino all'ultimo minuto utile, il ministro Poletti sta lavorando a definire nei dettagli la tipologia dei licenziamenti disciplinari da tutelare nell'articolo 18. Ma alla fine bisogna votare in base alla volontà della stragrande maggioranza del Pd». 

11 marzo 2014

Le start-up italiane all'estero

“Noi, start-up d’Italia a Wall Street”

A New York “ItaliaCamp”: protagonista un gruppo di giovani imprenditori. Tre storie emblematiche. - Di Francesco Semprini - La Stampa

start-up «Lascia che la tua idea prenda il volo». E’ questo il senso della missione realizzata dall’associazione ItaliaCamp a Manhattan. Un’iniziativa per sostenere l’innovazione e la creatività: al New York Stock Exchange sono arrivate 14 start-up italiane per un incontro con la comunità degli investitori americani. Obiettivo: colmare il gap tra inventiva, realizzazione e business.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di società ed istituzioni e di oltre 70 università italiane e straniere. In scena il made in Italy dei giovani, che ha conquistato l’interesse di Wall Street, all’esordio nella piazza finanziaria più importante del mondo. I progetti d’impresa, ad alto potenziale di sviluppo - legati principalmente ai settori telecomunicazioni, Internet, «life science» e «green» - si sono così presentati agli investitori e ai «venture capitalist» internazionali per attrarre finanziamenti e coinvolgere partner commerciali.

La parte principale si è svolta nella «dining room» di Wall Street attraverso una sessione plenaria che ha dato la possibilità ad ogni start-up di valorizzarsi con una breve presentazione, alternandosi agli interventi di autorevoli commentatori su innovazione, finanza e internazionalizzazione.

10 marzo 2014

L'intervista di Renzi a "che tempo che fa"

Renzi: "Mercoledì al via riduzione delle tasse, giù di 10 miliardi"

Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa': "Un governo deve partire dalle cose più importanti. Abbiamo preso impegni concreti con i sindaci sull'edilizia scolastica"

renzi  renzi-che-tempo-che-fa
"Per la prima volta si abbassano le tasse - ha dichiarato Matteo Renzi ospite di Fabio Fazi a 'Che Tempo Che Fa' - mercoledì ce ne occuperemo in Cdm. Noi stiamo mettendo le date, una cosa che è un rischio pazzesco, ma è una cosa fondamentale. Mercoledì diamo ufficialmente inizio a un percorso: c'è l'impegno ad abbassare di 10 miliardi di euro le tasse".

"Non vogliamo sia un derby tra tra Irpef e Irap, tra sindacati e Confindustria", ha detto Renzi rispondendo a Fazio.
"Ascoltiamo tutti ma poi decidiamo noi". E se Cgil e Confindustria non sono d'accordo "che hanno fatto negli ultimi 20 anni?"

7 marzo 2014

Ci vuole più cooperazione!



Taddei: “Costruiremo un Paese inclusivo, che non offra solidarietà ma cooperazione”

lavoro - job (da locandina cgil)  lavoro - job (da locandina cgil)
In tempi di crisi, si sa, a farne principalmente le spese sono innanzitutto i soggetti già in precedenza in difficoltà. Ce lo dicono ad esempio i numeri drammatici della disoccupazione giovanile. E il panorama del rapporto tra donne e lavoro in tempo di crisi non solo non fa eccezione, ma conferma quello che è ormai un teorema in negativo.

Dal 1922, anno dal quale in Italia si celebra l’8 marzo la giornata della donna, certamente molto è cambiato, sia in termini culturali che di emancipazione femminile. Eppure alcuni numeri sembrano essere più duri di altri a crescere o a cambiare.
Nella giornata che il sito del Pd ha dedicato al racconto delle donne nel mondo del lavoro, ne parliamo con un uomo, il responsabile economico del Partito democratico, Filippo Taddei.

Un tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa (47,1% contro una media del 58,6%), ancora lontano dalla strategia di Lisbona, che aveva fissato un tasso di occupazione femminile almeno al 60% nel 2010, e un tasso di disoccupazione che per le giovani donne del Mezzogiorno arriva al 53,7%. E’ una situazione imputabile solo alla crisi?