Visualizzazione post con etichetta Clima. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Clima. Mostra tutti i post

9 ottobre 2020

‘Climate elections’, finalmente i cambiamenti climatici sono protagonisti del dibattito politico

di Sarah Brizzolara - Immagina

Le elezioni presidenziali di quest’anno sono da molte persone definite come “climate elections”.

Il primo dibattito televisivo tra Donald Trump e Joe Biden che si è svolto il 29 settembre scorso, è stato anche il primo dibattito presidenziale del Ventunesimo secolo in cui sono state presenti domande relative alla crisi climatica.

Trump dall’inizio del suo primo mandato nel 2016 ha da sempre definito la crisi climatica come “una bufala inventata dai cinesi per minare la competitività dell’industria americana” e “an expensive hoax”, ovvero una bufala costosa (fonte: https://www.bbc.com/news/world-us-canada-51213003 ). Arrivando a notificare l’uscita dagli Accordi di Parigi.

Uscita che avverrà il 4 novembre 2020, il giorno successivo alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, creando un precedente per altri Paesi.

La presenza di un negazionista climatico alla Casa Bianca e l’assenza degli USA non invaliderebbero comunque l’Agreement, ma renderebbe ancora più difficile rimanere sotto l’aumento di temperatura media di 2 gradi che gli scienziati dell’IPCC segnano come soglia da non superare per evitare effetti incontrollabili legati alla crisi climatica, tra cui la scarsità di risorse idriche e alimentari, migrazioni e guerre civili.

Joe Biden, invece, si è collocato sul versante opposto, annunciando un piano che porterebbe gli USA a diventare leader globale nella mitigazione della crisi climatica, con investimenti di 1750 miliardi di euro per riuscire a raggiungere le zero emissioni nel 2050 e cessare la dipendenza dalla fonti fossili già nel 2035.

25 giugno 2019

Speciale Clima. Tardi, ma non tardissimo

Scritto da Francesca Dell'Aquila – Redazione PD Monza
Continua a firma di Francesca Dell'Aquila una "rubrica clima*" 
che intende mettere in luce la complessità e la per certi versi l'unicità dei tempi che viviamo in relazione all'ambiente che ci circonda. Buona lettura.

L’ultimo Rapporto dell’IPCC è il 5° Rapporto del 2013. Il testo delinea, in particolare, quattro “scenari di emissione”: ne menzioniamo qui due. Il primo è di contenimento dell’innalzamento globale della temperatura a +2 gradi entro il 2100, situazione che si verificherebbe applicando quanto, poi, verrà definito dall’Accordo di Parigi; il secondo è di c.d. “business as usual”, che si realizzerebbe continuando a procedere agli attuali trends di emissione. Un’ipotesi, quest’ultima, che comporterebbe un aumento a +5 gradi entro il 2100, il che significa impossibilità di vita sulla Terra per gli esseri umani e per la quasi totalità delle specie viventi, e grandi sconvolgimenti che si verificherebbero nei decenni di avvicinamento a quella data.