Cari Circoli,
questa settimana si è conclusa all’insegna della vicenda Expo 2015. Lucio Stanca, infatti, si è dimesso da Amministratore Delegato dell’evento dopo 14 mesi di polemiche sul suo doppio incarico (è anche Deputato) e sul relativo doppio stipendio. Molte volte è stato chiesto a Stanca di optare per l’impegnativo compito di preparare l’appuntamento del 2015, eppure le dimissioni sono state da Expo: quindi prima Stanca ha condiviso tutte le decisioni del Cda, senza mai contestare alcunché, e poi si è dimesso davanti alle forti perplessità su di un “business plan” tutto da rivedere in tempi di crisi. L’Expo pare quindi più terra di conquista che ambito di lavoro amministrativo e politico.
L’ormai ex Amministratore Delegato restituirà i 14 mesi di stipendio presi senza aver prodotto il benché minimo risultato, come ha chiesto Filippo Penati? Si assumerà la responsabilità del fallimento del centrodestra davanti alle questioni della proprietà delle aree o delle metropolitane 4 e 5 che non saranno pronte per il 2015? Temiamo che non farà né l’una né l’altra cosa. Questa vicenda rappresenta simbolicamente, ci pare, il “modo” con cui Pdl e Lega governano a Roma, un modo di cui altro esempio eclatante è la nomina di un ulteriore ministro con deleghe al Federalismo, il quale compie il proprio primo atto istituzionale avvalendosi del legittimo impedimento per il processo che lo coinvolge.
Intanto in Regione Lombardia Pdl e Lega pensano che il vero problema del nord siano i venditori ambulanti. La maggioranza ha infatti votato la mozione illustrata da Renzo Bossi per aumentare la burocrazia a carico di un settore che proprio in tempi di crisi sta cercando di rimanere a galla, composto per la stragrande maggioranza da società unipersonali che mantengono questo status per tutto il tempo della loro attività. Eppure si tratta di una categoria fatta dei tanti commercianti che troviamo nei nostri mercati nei rioni, nei piccoli paesi, nelle piazze, e forse occorre dire che non è questa la risposta che si aspettano i cittadini davanti alla crisi, alle sempre più vuote promesse di autonomia e federalismo, a una Finanziaria che pesa e peserà sulle spalle dei soliti.
E’ anche per questo che il Pd ha partecipato con convinzione, oggi, alla manifestazione organizzata dalla Cgil a Milano cui è stato presente, con un gesto che segna la forte attenzione del Pd verso la questione settentrionale, il segretario Bersani: la crisi c’è, è pesante, è stata negata dalla destra fin che ha potuto salvo poi preparare una Manovra che non tocca un centesimo nelle tasche dei ricchi mentre scarica tutto addosso ai lavoratori, alle famiglie, ai pensionati, ai Comuni, alle Regioni. Ci sembra che sia necessario dirlo con forza ed è per questo che siamo scesi in piazza a fianco di chi lavora ed è stanco di promesse non mantenute.
Certo occorre proporre, dire cosa si vuole fare: il Pd lo sta dicendo, come vi abbiamo scritto nelle scorse settimane. Le nostre proposte sono pubblicate nei nostri siti, sono concrete e alternative a quelle che il Governo ha messo in campo. Adesso è necessario che tutti noi, in ogni Circolo, lo si dica a voce alta. Perché la misura, francamente, è colma.
Con amicizia,
Maurizio Martina
Segretario regionale Partito Democratico lombardo
Roberto Rampi
Responsabile Organizzazione PD Lombardo
26 giugno 2010
24 giugno 2010
PEDEMONTANA SMASCHERATA
Ancora una volta ci hanno preso per il naso!
Il cambio del progetto della pedemontana, che ha visto sparire il tratto in galleria in prossimità del paese, era stato giustificato come una imposizione tecnica delle ferrovie.
ORA SCOPRIAMO CHE E' UNA BALLA!
Infatti all'ultimo incontro con i rappresentanti del territorio con tema la Pedemontana era finalmnete presente anche un tecnico delle ferrovie.
Il rappresentante delle ferrovie ha ufficialmente smentito l'imposizione dei livelli al progetto della pedemontana.
Cade tutto il castello di menzogne con cui era giustificato il progetto della pedemontana.
Perciò, se la motivazione del cambiamento del progetto non è tecnica, ragionevolmente non può essere che politico-economica.
SIAMO STUFI
Cittadini, è il momento buono di far sentire ancora più forte la vostra voce, facendo pressione ai personaggi al potere in provincia, in regione al governo.
Tutti i partiti facciano la loro parte, anche quelli che dichiarano di avere un progetto per il territorio, anche quelli che sbandierano un federalismo parolaio.
Facendo un po' tremare qualche cadreghino i politici diventeranno sensibili anche alle nostre giuste richieste.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
Il cambio del progetto della pedemontana, che ha visto sparire il tratto in galleria in prossimità del paese, era stato giustificato come una imposizione tecnica delle ferrovie.
ORA SCOPRIAMO CHE E' UNA BALLA!
Infatti all'ultimo incontro con i rappresentanti del territorio con tema la Pedemontana era finalmnete presente anche un tecnico delle ferrovie.
Il rappresentante delle ferrovie ha ufficialmente smentito l'imposizione dei livelli al progetto della pedemontana.
Cade tutto il castello di menzogne con cui era giustificato il progetto della pedemontana.
Perciò, se la motivazione del cambiamento del progetto non è tecnica, ragionevolmente non può essere che politico-economica.
SIAMO STUFI
Cittadini, è il momento buono di far sentire ancora più forte la vostra voce, facendo pressione ai personaggi al potere in provincia, in regione al governo.
Tutti i partiti facciano la loro parte, anche quelli che dichiarano di avere un progetto per il territorio, anche quelli che sbandierano un federalismo parolaio.
Facendo un po' tremare qualche cadreghino i politici diventeranno sensibili anche alle nostre giuste richieste.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
23 giugno 2010
Facciamolo sapere in giro!
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato
l'emendamento 1707, quello che introduceva il termine di "Violenza
sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione
dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei
confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania)
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania)
Per la cronaca:
- il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per
chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi
palpeggia una bambina);
- il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al
sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...);
- il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti";
- mentre il sen. Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato
l'emendamento 1707, quello che introduceva il termine di "Violenza
sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione
dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei
confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania)
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania)
Per la cronaca:
- il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per
chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi
palpeggia una bambina);
- il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al
sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...);
- il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti";
- mentre il sen. Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
PDL DI SULBIATE: SUPERFICIALI, DISTRATTI, O PIU’ SEMPLICEMENTE FRUSTRATI?
PDL DI SULBIATE:
SUPERFICIALI, DISTRATTI, O PIU’ PIU’ SEMPLICEMENTE FRUSTRATI?
LA RISPOSTA al documento del PDL : “A SULBIATE METODI STALINIANI”
Cari Sulbiatesi gli amici del il PDL, accusano il PD di intolleranza verso il pensiero altrui, se espresso in forma anonima, e di incoerenza di alcune nostre dichiarazioni.
Sono accuse false, e indimostrabili dettate probabilmente da un comprensibile senso di frustrazione di chi ha perso molti voti nelle ultime amministrative e siede tra i banchi della minoranza, in un territorio come quello della Brianza, purtroppo prevalentemente amministrato dalla destra.
La prima accusa (intolleranza verso l’anonimato) è già stata ben spiegata dal nostro documento appeso più di una settima fa in bacheca. Forse per distrazione o per mancanza di tempo il PDL non lo conosce. Non abbiamo da aggiungere altro. Criticare la scelta dell’anonimato non significa essere intolleranti. Perché i contributi che favorisco ed arricchiscono il confronto ed il dibattito politico, anche se anonimi, ci interessano. Dispiace solo non potersi confrontare, da persona a persona, con gli autori di questi pensieri.
Per quanto riguarda l’accusa di incoerenza, invece, il ragionamento è semplice anche se un po’ più articolato, e chiediamo gentilmente al PDL maggior attenzione e minor superficialità nell’esprimere giudizi affrettati. Confidiamo di chiarire una volta per tutte la questione.
La Lista civica Si Sulbiate Insieme è Lista civica di programma. Nel suo Logo non vi sono simboli di partito. La nostra lista Civica non è una lista di centrosinistra. E’ lista civica senza altri aggettivi. Forse grazie a noi semplicemente più orientata al centro sinistra ma niente di più.
Il Partito Democratico, ha contribuito alla scrittura e condiviso con il Sindaco Stucchi il programma vincente alle ultime elezioni. Programma che ha convinto, a quanto pare, analizzando i risultati delle ultime amministrative, anche molti “infedeli” elettori di PDL e LEGA.
So che la cosa non può fare piacere a chi immagina di poter vincere le elezioni esclusivamente con la forza di un simbolo o solo esibendo nello stesso a caratteri cubitali il nome del “padrone”.
E’ andata così; che se ne facciano una ragione!
Le elezioni non si vincono a tavolino, ma con idee, progetti, programma, e persone credibili capaci di realizzarli. A Sulbiate gli elettori gli elettori del PDL lo hanno ben compreso, e con maturità politica superiore alla media di quella di buona parte della Brianza non li hanno votati. Hanno preferito noi, o meglio, la lista Civica che anche il Pd ha deciso pubblicamente di sostenere!
Una lista Civica che correttamente è fatta di persone non di partiti.
Solo cinque di queste persone, tre consiglieri e due assessori, sono nostra diretta espressione politica. Sono state scelte e proposte da noi, per competenza, capacità, passione.
La nostra presenza in questa lista quindi non è d’apparenza ma di sostanza. Il nostro impegno insieme al sindaco Stucchi ed alle altre persone che fanno parte della squadra, è di sostenere, difendere, e contribuire a realizzare il Programma condiviso per il quale ci siamo impegnati. Essendo Lista Civica è necessariamente plurale. Sono presenti nel suo interno sensibilità politiche profondamente diverse. Assicuriamo che, se la cosa può far piacere al PDL , alcune, anche con ruoli importanti, sono certamente molto vicine al centrodestra. Per il bene di Sulbiate siamo talmente tolleranti da riuscire a collaborare anche con loro.
E’ per questa lapalissiana ragione che i comunicati, gli articoli, firmati Lista Si non possono sempre esprimere e rappresentare il pensiero politico del Partito Democratico.
Spesso sono frutto di confronto, mediazione, sintesi dei diversi contributi.
Se necessario immaginiamo siano approvati democraticamente a maggioranza.
Vi informiamo che le cinque persone proposte dal Pd non sono la maggioranza della Lista Si.
Onorati di sapere il PDL così interessato alla conoscenza delle idee e del pensiero del PD di Sulbiate, lo esortiamo a consultare più spesso la nostra bacheca politica e lo invitiamo a visitare il sito “indirizzo del sito” dove peraltro accogliamo anche post a libero commento dei vari contenuti, sempre che non siano offensivi e rispettosi delle idee e della onorabilità altri.
Solo in questi spazi pubblici si trovano i nostri doc ufficiali. Solo qui è possibile conoscere, consultare, misurarsi, e confrontarsi con le nostre idee. E’ gradita la partecipazione di tutti. Anche della minoranza.
Possiamo solo prendere atto di questo inutile sforzo polemico, tendente a dividere le nostre persone dal Sindaco Stucchi, nel tentativo di far emergere possibili contraddizioni, attriti, e difficoltà : per il futuro informiamo che provocazioni immotivate ed inconsistenti non saranno da noi colte se non per denunciarne la loro falsità.
Chiediamo al PDL, piuttosto, di essere una seria, preparata, informata e competente opposizione, utile a Sulbiate ed alla crescita della Democrazia nel nostro Comune. E’ chiedere troppo?
Grazie.
CIRCOLO PD SULBIATE
Attendiamo invece di sapere cosa sta facendo concretamente il PDL , presso i livelli superiori (Provincia, Regione, Governo) per sostenere il lavoro svolto dall’Osservatorio Ambientale Pedemontana a tutela del territorio di Sulbiate.
SUPERFICIALI, DISTRATTI, O PIU’ PIU’ SEMPLICEMENTE FRUSTRATI?
LA RISPOSTA al documento del PDL : “A SULBIATE METODI STALINIANI”
Cari Sulbiatesi gli amici del il PDL, accusano il PD di intolleranza verso il pensiero altrui, se espresso in forma anonima, e di incoerenza di alcune nostre dichiarazioni.
Sono accuse false, e indimostrabili dettate probabilmente da un comprensibile senso di frustrazione di chi ha perso molti voti nelle ultime amministrative e siede tra i banchi della minoranza, in un territorio come quello della Brianza, purtroppo prevalentemente amministrato dalla destra.
La prima accusa (intolleranza verso l’anonimato) è già stata ben spiegata dal nostro documento appeso più di una settima fa in bacheca. Forse per distrazione o per mancanza di tempo il PDL non lo conosce. Non abbiamo da aggiungere altro. Criticare la scelta dell’anonimato non significa essere intolleranti. Perché i contributi che favorisco ed arricchiscono il confronto ed il dibattito politico, anche se anonimi, ci interessano. Dispiace solo non potersi confrontare, da persona a persona, con gli autori di questi pensieri.
Per quanto riguarda l’accusa di incoerenza, invece, il ragionamento è semplice anche se un po’ più articolato, e chiediamo gentilmente al PDL maggior attenzione e minor superficialità nell’esprimere giudizi affrettati. Confidiamo di chiarire una volta per tutte la questione.
La Lista civica Si Sulbiate Insieme è Lista civica di programma. Nel suo Logo non vi sono simboli di partito. La nostra lista Civica non è una lista di centrosinistra. E’ lista civica senza altri aggettivi. Forse grazie a noi semplicemente più orientata al centro sinistra ma niente di più.
Il Partito Democratico, ha contribuito alla scrittura e condiviso con il Sindaco Stucchi il programma vincente alle ultime elezioni. Programma che ha convinto, a quanto pare, analizzando i risultati delle ultime amministrative, anche molti “infedeli” elettori di PDL e LEGA.
So che la cosa non può fare piacere a chi immagina di poter vincere le elezioni esclusivamente con la forza di un simbolo o solo esibendo nello stesso a caratteri cubitali il nome del “padrone”.
E’ andata così; che se ne facciano una ragione!
Le elezioni non si vincono a tavolino, ma con idee, progetti, programma, e persone credibili capaci di realizzarli. A Sulbiate gli elettori gli elettori del PDL lo hanno ben compreso, e con maturità politica superiore alla media di quella di buona parte della Brianza non li hanno votati. Hanno preferito noi, o meglio, la lista Civica che anche il Pd ha deciso pubblicamente di sostenere!
Una lista Civica che correttamente è fatta di persone non di partiti.
Solo cinque di queste persone, tre consiglieri e due assessori, sono nostra diretta espressione politica. Sono state scelte e proposte da noi, per competenza, capacità, passione.
La nostra presenza in questa lista quindi non è d’apparenza ma di sostanza. Il nostro impegno insieme al sindaco Stucchi ed alle altre persone che fanno parte della squadra, è di sostenere, difendere, e contribuire a realizzare il Programma condiviso per il quale ci siamo impegnati. Essendo Lista Civica è necessariamente plurale. Sono presenti nel suo interno sensibilità politiche profondamente diverse. Assicuriamo che, se la cosa può far piacere al PDL , alcune, anche con ruoli importanti, sono certamente molto vicine al centrodestra. Per il bene di Sulbiate siamo talmente tolleranti da riuscire a collaborare anche con loro.
E’ per questa lapalissiana ragione che i comunicati, gli articoli, firmati Lista Si non possono sempre esprimere e rappresentare il pensiero politico del Partito Democratico.
Spesso sono frutto di confronto, mediazione, sintesi dei diversi contributi.
Se necessario immaginiamo siano approvati democraticamente a maggioranza.
Vi informiamo che le cinque persone proposte dal Pd non sono la maggioranza della Lista Si.
Onorati di sapere il PDL così interessato alla conoscenza delle idee e del pensiero del PD di Sulbiate, lo esortiamo a consultare più spesso la nostra bacheca politica e lo invitiamo a visitare il sito “indirizzo del sito” dove peraltro accogliamo anche post a libero commento dei vari contenuti, sempre che non siano offensivi e rispettosi delle idee e della onorabilità altri.
Solo in questi spazi pubblici si trovano i nostri doc ufficiali. Solo qui è possibile conoscere, consultare, misurarsi, e confrontarsi con le nostre idee. E’ gradita la partecipazione di tutti. Anche della minoranza.
Possiamo solo prendere atto di questo inutile sforzo polemico, tendente a dividere le nostre persone dal Sindaco Stucchi, nel tentativo di far emergere possibili contraddizioni, attriti, e difficoltà : per il futuro informiamo che provocazioni immotivate ed inconsistenti non saranno da noi colte se non per denunciarne la loro falsità.
Chiediamo al PDL, piuttosto, di essere una seria, preparata, informata e competente opposizione, utile a Sulbiate ed alla crescita della Democrazia nel nostro Comune. E’ chiedere troppo?
Grazie.
CIRCOLO PD SULBIATE
Attendiamo invece di sapere cosa sta facendo concretamente il PDL , presso i livelli superiori (Provincia, Regione, Governo) per sostenere il lavoro svolto dall’Osservatorio Ambientale Pedemontana a tutela del territorio di Sulbiate.
Cara Lega...
Lega… dove sei ??
per anni avete fatto credere che stavate lavorando per il
FEDERALISMO,
che la soluzione di molti problemi italiani poteva essere più semplice perseguendo questo obiettivo.
Ed ora ?
La manovra dei 25 miliardi di euro, impostata dal governo Berlusconi,
cancella di fatto i presupposti per un reale federalismo
perchè impoverisce le regioni e
annichilisce i bilanci comunali,
impedendo così una gestione locale.
Tra il 2004 e il 2009 la spesa complessiva al netto degli interessi
è aumentata del 10,7% nei comuni,
del 6,8% nelle province e
del 29,9% nelle amministrazioni centrali (ministeri)
Perché la manovra congela i bilanci solo dei comuni e
non riduce i costi dei ministeri ?
Nel 2012 nei comuni sarà paralisi !!!
La manovra è in aperta contraddizione con il federalismo fiscale:
dov’è finita la concertazione preventiva con gli enti locali
degli obiettivi di finanza pubblica?
Perché è stata cancellata la premialità per gli enti virtuosi?
Quanto è sostenibile il permanere del blocco totale dell’autonomia impositiva?
Una presidenza in Regione o una poltrona di Ministro valgono tanto ?
Giù la maschera !!!
per anni avete fatto credere che stavate lavorando per il
FEDERALISMO,
che la soluzione di molti problemi italiani poteva essere più semplice perseguendo questo obiettivo.
Ed ora ?
La manovra dei 25 miliardi di euro, impostata dal governo Berlusconi,
cancella di fatto i presupposti per un reale federalismo
perchè impoverisce le regioni e
annichilisce i bilanci comunali,
impedendo così una gestione locale.
Tra il 2004 e il 2009 la spesa complessiva al netto degli interessi
è aumentata del 10,7% nei comuni,
del 6,8% nelle province e
del 29,9% nelle amministrazioni centrali (ministeri)
Perché la manovra congela i bilanci solo dei comuni e
non riduce i costi dei ministeri ?
Nel 2012 nei comuni sarà paralisi !!!
La manovra è in aperta contraddizione con il federalismo fiscale:
dov’è finita la concertazione preventiva con gli enti locali
degli obiettivi di finanza pubblica?
Perché è stata cancellata la premialità per gli enti virtuosi?
Quanto è sostenibile il permanere del blocco totale dell’autonomia impositiva?
Una presidenza in Regione o una poltrona di Ministro valgono tanto ?
Giù la maschera !!!
18 giugno 2010
Manovra disabili
Manovra disabili, Baio (PD): Il Governo ammette di aver sbagliato
"È stata definita iniqua, ignobile, penalizzante, scandalosa, discriminatoria e disumana. Di fatto è sbagliata". Lo dichiara la senatrice del PD Emanuela Baio.
"Stiamo parlando dell'articolo 10 della manovra, che per colpire i fasi invalidi, toglie diritti ai veri invalidi. Parliamo di 2 milioni e 700 mila persone.
Oggi in commissione finanze Il Governo ha ammesso di aver sbagliato. Finalmente! Il sottosegretario Giorgetti ha infatti dichiarato che serve modificare questo articolo.
È una incivile norma manifesto, perché di fatto non consente di raccogliere ingenti risorse. Si parla di 10 milioni nel 2011, 30 milioni nel 2012 e 40 milioni nel 2013. Sarebbe sufficiente individuare e scoprire il 2% dei falsi invalidi per far recuperare allo Stato gli stessi soldi che il Governo vuole tagliare ai veri invalidi. Non sono questi dati a bloccare la competitività e neppure a impoverire il bilancio dello Stato. Obiettivo di civiltà è rintracciare i falsi invalidi e i falsi attestatori.
Esistono proposte concrete che possono far bene alle casse dello Stato e anche ai disabili, quali per esempio: ridurre il numero delle commissioni attestatrici e dei medici presenti nelle stesse, così da ottenere un doppio risparmio, i costi diretti per i gettoni di presenza, ma anche quelli indiretti per pagare i sostituti dei medici presenti in commissione.
Ma non solo. Le associazioni dei veri invalidi hanno ricordato che c'è una norma che farebbe contenere molto i costi, reintrodurre il ricorso amministrativo da presentare direttamente all'INPS. Ci sono 350 mila cause sull'invalidità civile con un giro d'affari di oltre 2 miliardi. È così che lo Stato soccombe perdendo soldi e il bandolo della matassa.
Speriamo che il ministro Tremonti corregga realmente l'articolo 10 non dimenticando la massima del padre dell'economia moderna Adam Smith: 'La società non può sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro'".
"È stata definita iniqua, ignobile, penalizzante, scandalosa, discriminatoria e disumana. Di fatto è sbagliata". Lo dichiara la senatrice del PD Emanuela Baio.
"Stiamo parlando dell'articolo 10 della manovra, che per colpire i fasi invalidi, toglie diritti ai veri invalidi. Parliamo di 2 milioni e 700 mila persone.
Oggi in commissione finanze Il Governo ha ammesso di aver sbagliato. Finalmente! Il sottosegretario Giorgetti ha infatti dichiarato che serve modificare questo articolo.
È una incivile norma manifesto, perché di fatto non consente di raccogliere ingenti risorse. Si parla di 10 milioni nel 2011, 30 milioni nel 2012 e 40 milioni nel 2013. Sarebbe sufficiente individuare e scoprire il 2% dei falsi invalidi per far recuperare allo Stato gli stessi soldi che il Governo vuole tagliare ai veri invalidi. Non sono questi dati a bloccare la competitività e neppure a impoverire il bilancio dello Stato. Obiettivo di civiltà è rintracciare i falsi invalidi e i falsi attestatori.
Esistono proposte concrete che possono far bene alle casse dello Stato e anche ai disabili, quali per esempio: ridurre il numero delle commissioni attestatrici e dei medici presenti nelle stesse, così da ottenere un doppio risparmio, i costi diretti per i gettoni di presenza, ma anche quelli indiretti per pagare i sostituti dei medici presenti in commissione.
Ma non solo. Le associazioni dei veri invalidi hanno ricordato che c'è una norma che farebbe contenere molto i costi, reintrodurre il ricorso amministrativo da presentare direttamente all'INPS. Ci sono 350 mila cause sull'invalidità civile con un giro d'affari di oltre 2 miliardi. È così che lo Stato soccombe perdendo soldi e il bandolo della matassa.
Speriamo che il ministro Tremonti corregga realmente l'articolo 10 non dimenticando la massima del padre dell'economia moderna Adam Smith: 'La società non può sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro'".
Presentazione delle firme contro la Pedemontana al ns. Sindaco (testo della lettera)
Rappresentanti dell'Osservartorio Ambientale hanno consegnato recentemente le firme raccolte al Sindaco Stucchi. Pubblichiamo il testo della lettera che ha accompaganto il momento formale della consegna delle firme.
gruppo comunicazione PD.
Abbiamo consegnato le quasi 1700 firme raccolte al nostro sindaco.
In seguito è riportato il documento che abbiamo preparato e letto con lui; il documento contiene alcune considerazioni ricavate dalla discussioni avute con voi ai banchetti della raccolta di firme per il “NO_A_QUESTA PEDEMONTANA!”.
Il sindaco si è confrontato con noi, ci ha confermato il lavoro dell’amministrazione e soprattutto suo personale affinché venga evitata una così profonda devastazione del territorio.
Anzi ha dichiarato che è un suo impegno oltre che politico anche personale il fatto che il territorio del nostro comune sia salvaguardato.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
Egregio Sig. Sindaco
Il Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana ha raccolto le firme che le presentiamo, oltre che per sensibilizzare i cittadini alle conseguenze dell’opera, anche per sostenere tutte le azioni che andassero nella direzione di rendere l’autostrada Pedemontana la meno invasiva possibile. I cittadini lo chiedono! E’ un loro diritto.
Infatti, il progetto definitivo approvato dal CIPE non va in questa direzione e tradisce fortemente gli accordi presi con le amministrazioni del paese. Accordi, che a nostro giudizio, già sono poco garanti della qualità della vita futura in Sulbiate.
La raccolta delle firme è stata una formidabile occasione di discussione per verificare lo stato d’animo delle persone che si avvicinavano ai banchetti, sappia che la sensibilità sull’argomento è elevatissima! Il comitato nel contatto con la gente ha privilegiato la consapevolezza e la presa di coscienza per gli argomenti alla firma, piuttosto che la raccolta acritica di un elevatissimo numero di adesioni. Nonostante ciò il risultato di tre settimane è stato molto molto positivo.
L’amministrazione comunale di Sulbiate, e alcuni comuni vicini, hanno promosso dei ricorsi al TAR su questioni analoghe; il comitato, come ha sempre dichiarato, vuole collaborare con le amministrazioni offrendo a supporto alla loro azione il peso politico-mediatico delle firme raccolte.
Sig. Sindaco, sappia che non sarà da solo in tutto quello che lei, con i suoi collaboratori, farà nella direzione indicata dalla petizione o dal ricorso al TAR, molte persone, con il loro assenso alla petizione, la incitano a proseguire affinché in nostro territorio non sia devastato dall’opera.
In particolare, come obbiettivi minimi chiediamo che:
Si torni al progetto iniziale che prevede il passaggio in galleria dell’autostrada in prossimità del centro abitato.
In coordinamento con Bellusco si evitino opere assolutamente ininfluenti alla viabilità come la costruzione di hotel, ristoranti e aree di servizio/manutenzione per trasporti pesanti. Esse trovano la loro giustificazione solo in una logica di profitto a vantaggio di esterni. Il consumo previsto del nostro territorio è intollerabile.
Si eviti che attorno all’autostrada venga ulteriormente deteriorato l’ambiente con insediamenti industriali, magazzini e soprattutto centri commerciali dei quali Sulbiate non ha alcuna necessità. Magari si fa un po’ cassa ma ad un prezzo ingiustificabile nei confronti dei nostri figli. Potrebbe essere un segnale positivo vincolare le aree interessate dalla strada come facente parte del parco sovra-comunale del Rio Vallone.
Si vigili, noi certamente lo faremo! In modo che le opere di compensazione siano realmente eseguite. In particolare ci si impegni, senza se e senza ma, a condizionare e impedire l’inizio dei lavori in mancanza dello stanziamento certo delle risorse finanziarie per tali opere. La fiducia alle promesse della società Pedemontana è ormai veramente molto misera.
Ci si coordini strettamente con i sindaci dei paesi vicini trascurando particolarismi deleteri all’obbiettivo ultimo.
Promettiamo che l’azione da noi intrapresa è solo un inizio. Essa proseguirà con il trasmettere le firme raccolte alle autorità locali, provinciali e regionali e a tutti i nostri rappresentanti politici. Continuerà, ahinoi purtroppo per diversi anni, con l’osservazione attenta che gli impegni presi da chiunque sulla questione non siano disattesi. Sarà nostro impegno dare massima pubblicità a tutte le informazioni inerenti la questione.
Noi crediamo che un forte legame tra amministratori e cittadini sia la condizione perché questa battaglia possa essere vinta.
Sig. Sindaco:
Rappresenti, come è giusto che sia, le istanze dei suoi concittadini nelle pubbliche riunioni; da parte nostra avrà suggerimenti e sostegno affinché la sua azione possa essere proficua e positiva.
Si impegni a confrontarsi puntualmente con noi e con tutti i cittadini per definire insieme gli obbiettivi; potremo agire sinergicamente su due piani di lavoro distinti ma complementari alla causa comune.
Noi del comitato non smetteremo di vigilare e soprattutto di informare puntualmente chi ci ha concesso la propria fiducia con la firma alla petizione. La tensione sulla questione non deve cadere nell’interesse di una Sulbiate ancora vivibile.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
gruppo comunicazione PD.
Abbiamo consegnato le quasi 1700 firme raccolte al nostro sindaco.
In seguito è riportato il documento che abbiamo preparato e letto con lui; il documento contiene alcune considerazioni ricavate dalla discussioni avute con voi ai banchetti della raccolta di firme per il “NO_A_QUESTA PEDEMONTANA!”.
Il sindaco si è confrontato con noi, ci ha confermato il lavoro dell’amministrazione e soprattutto suo personale affinché venga evitata una così profonda devastazione del territorio.
Anzi ha dichiarato che è un suo impegno oltre che politico anche personale il fatto che il territorio del nostro comune sia salvaguardato.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
Egregio Sig. Sindaco
Il Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana ha raccolto le firme che le presentiamo, oltre che per sensibilizzare i cittadini alle conseguenze dell’opera, anche per sostenere tutte le azioni che andassero nella direzione di rendere l’autostrada Pedemontana la meno invasiva possibile. I cittadini lo chiedono! E’ un loro diritto.
Infatti, il progetto definitivo approvato dal CIPE non va in questa direzione e tradisce fortemente gli accordi presi con le amministrazioni del paese. Accordi, che a nostro giudizio, già sono poco garanti della qualità della vita futura in Sulbiate.
La raccolta delle firme è stata una formidabile occasione di discussione per verificare lo stato d’animo delle persone che si avvicinavano ai banchetti, sappia che la sensibilità sull’argomento è elevatissima! Il comitato nel contatto con la gente ha privilegiato la consapevolezza e la presa di coscienza per gli argomenti alla firma, piuttosto che la raccolta acritica di un elevatissimo numero di adesioni. Nonostante ciò il risultato di tre settimane è stato molto molto positivo.
L’amministrazione comunale di Sulbiate, e alcuni comuni vicini, hanno promosso dei ricorsi al TAR su questioni analoghe; il comitato, come ha sempre dichiarato, vuole collaborare con le amministrazioni offrendo a supporto alla loro azione il peso politico-mediatico delle firme raccolte.
Sig. Sindaco, sappia che non sarà da solo in tutto quello che lei, con i suoi collaboratori, farà nella direzione indicata dalla petizione o dal ricorso al TAR, molte persone, con il loro assenso alla petizione, la incitano a proseguire affinché in nostro territorio non sia devastato dall’opera.
In particolare, come obbiettivi minimi chiediamo che:
Si torni al progetto iniziale che prevede il passaggio in galleria dell’autostrada in prossimità del centro abitato.
In coordinamento con Bellusco si evitino opere assolutamente ininfluenti alla viabilità come la costruzione di hotel, ristoranti e aree di servizio/manutenzione per trasporti pesanti. Esse trovano la loro giustificazione solo in una logica di profitto a vantaggio di esterni. Il consumo previsto del nostro territorio è intollerabile.
Si eviti che attorno all’autostrada venga ulteriormente deteriorato l’ambiente con insediamenti industriali, magazzini e soprattutto centri commerciali dei quali Sulbiate non ha alcuna necessità. Magari si fa un po’ cassa ma ad un prezzo ingiustificabile nei confronti dei nostri figli. Potrebbe essere un segnale positivo vincolare le aree interessate dalla strada come facente parte del parco sovra-comunale del Rio Vallone.
Si vigili, noi certamente lo faremo! In modo che le opere di compensazione siano realmente eseguite. In particolare ci si impegni, senza se e senza ma, a condizionare e impedire l’inizio dei lavori in mancanza dello stanziamento certo delle risorse finanziarie per tali opere. La fiducia alle promesse della società Pedemontana è ormai veramente molto misera.
Ci si coordini strettamente con i sindaci dei paesi vicini trascurando particolarismi deleteri all’obbiettivo ultimo.
Promettiamo che l’azione da noi intrapresa è solo un inizio. Essa proseguirà con il trasmettere le firme raccolte alle autorità locali, provinciali e regionali e a tutti i nostri rappresentanti politici. Continuerà, ahinoi purtroppo per diversi anni, con l’osservazione attenta che gli impegni presi da chiunque sulla questione non siano disattesi. Sarà nostro impegno dare massima pubblicità a tutte le informazioni inerenti la questione.
Noi crediamo che un forte legame tra amministratori e cittadini sia la condizione perché questa battaglia possa essere vinta.
Sig. Sindaco:
Rappresenti, come è giusto che sia, le istanze dei suoi concittadini nelle pubbliche riunioni; da parte nostra avrà suggerimenti e sostegno affinché la sua azione possa essere proficua e positiva.
Si impegni a confrontarsi puntualmente con noi e con tutti i cittadini per definire insieme gli obbiettivi; potremo agire sinergicamente su due piani di lavoro distinti ma complementari alla causa comune.
Noi del comitato non smetteremo di vigilare e soprattutto di informare puntualmente chi ci ha concesso la propria fiducia con la firma alla petizione. La tensione sulla questione non deve cadere nell’interesse di una Sulbiate ancora vivibile.
Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana
17 giugno 2010
Lettera di un cittadino
Riceviamo la lettera del sig. Bianco, elettore simpatizzante del PD di Sulbiate, che dopo la lettura dell'ultimo giornalino comunale "ViviSulbiate" intende condividere con noi le sue riflessioni.
Pubblichiamo il contenuto del documento nel nostro blog perchè ci sembra un utile contributo al dibattito sulla questione del verde, dell'ambiente e del territorio, ultimamente oggetto di grande attenzione e di un interessante dibattito e confronto politico nella nostra comunità.
Egregi rappresentanti del circolo PD Sulbiate,
si legge una volta ancora su “ViviSulbiate” l’ennesima risposta del nostro sindaco, troppo “politica” e poco concreta se non evasiva, ai dubbi dei cittadini.
Temo sia inutile sottoporre ragioni diverse a chi non risponde nel merito - nonostante io non sia tra gli anonimi amici dei grilli - dunque provo a dare a voi l'input per una discussione o dibattito costruttivo.
Mi permetto di dire che i progetti che l’amministrazione elenca come prove di sana gestione e orientamento a temi nobili come il verde pubblico e l’ambiente sono davvero encomiabili ed ogni Sulbiatese ne può essere felice, del resto qualche anno fa si stava "peggio" in questo senso, ma elencare ogni volta quanto di buono fatto non è una risposta efficace, inoltre sono convinto che in questo momento una buona amministrazione debba in ogni modo preservare verde e spazi pubblici e lottare contro ogni proposta di cementificazione.
Il sindaco saprà certo che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, quindi è ben conscio di dover essere il bersaglio delle critiche, soprattutto di dover fornire una risposta per ogni domanda degli elettori: a chi si chiede che fastidio dessero i tigli di via De Amicis, non sarebbe meglio e più onesto rispondere che sono stati eliminati per far spazio a nuova costruzione ed incamerare oneri, magari necessari per mandare avanti altre opere, piuttosto che inventarsi improbabili malattie degli alberi o avanzata età degli stessi? Fosse anche vero, è davvero troppo difficile credere che proprio mentre le ruspe stavano lì i tigli si sono ammalati per lo spavento o hanno deciso di accorciare la loro età media da centinaia a decine di anni.
Un famoso architetto ha scritto “cosa sarebbe Place des Vosges senza i suoi tigli”. Anche senza scomodare paragoni Parigini io mi chiedo cosa sarebbe Sulbiate senza i suoi tigli...
Evviva lo sviluppo, evviva la buona amministrazione comunale ma non prendiamoci in giro: manca quasi del tutto una mentalità ed una progettualità orientata al cittadino, al pedone, alla persona.
I grandi progetti, come la scuola (che non è certo ad elevata efficienza energetica) sono eclatanti ma l’amministrazione deve fare i conti con le piccole cose che fanno parlare, bene o male, la gente.
Alberi tagliati invece che affiancati da nuove piante e parchi (quanti alberi delle centinaia che dicono di aver piantato, si salveranno dopo l'arrivo della pedemontana e centro commerciale?), lampioni orientati a favore delle auto invece che a favore dei pedoni, ciclabili costruite come se fossero marciapiedi con continue interruzioni e cambi di corsia per non sfavorire la viabilità automobilistica, piazze inaugurate come “fruibili” e poi sede permanente di parcheggi per auto anziché di spazi socialmente fruibili, parcheggi costruiti a fianco di altri parcheggi quasi sempre vuoti, fantomatiche lampadine a risparmio energetico che vengono pubblicizzate ad ogni occasione ma aspettiamo - al buio in alcune vie- da oltre tre anni... sono tante le piccole cose di cui parlare e sommandole si rischia di andare oltre quanto di buono fatto e da farsi.
Non dimentichiamo i segnali positivi di questa e delle passate amministrazioni, ma ricordiamo perfettamente e con maggior efficacia gli scricchiolii ed i passi falsi.
Marco Bianco,
Sulbiate 15/06/2010
Pubblichiamo il contenuto del documento nel nostro blog perchè ci sembra un utile contributo al dibattito sulla questione del verde, dell'ambiente e del territorio, ultimamente oggetto di grande attenzione e di un interessante dibattito e confronto politico nella nostra comunità.
Gruppo Comunicazione
Circolo PD Sulbiate
Circolo PD Sulbiate
Egregi rappresentanti del circolo PD Sulbiate,
si legge una volta ancora su “ViviSulbiate” l’ennesima risposta del nostro sindaco, troppo “politica” e poco concreta se non evasiva, ai dubbi dei cittadini.
Temo sia inutile sottoporre ragioni diverse a chi non risponde nel merito - nonostante io non sia tra gli anonimi amici dei grilli - dunque provo a dare a voi l'input per una discussione o dibattito costruttivo.
Mi permetto di dire che i progetti che l’amministrazione elenca come prove di sana gestione e orientamento a temi nobili come il verde pubblico e l’ambiente sono davvero encomiabili ed ogni Sulbiatese ne può essere felice, del resto qualche anno fa si stava "peggio" in questo senso, ma elencare ogni volta quanto di buono fatto non è una risposta efficace, inoltre sono convinto che in questo momento una buona amministrazione debba in ogni modo preservare verde e spazi pubblici e lottare contro ogni proposta di cementificazione.
Il sindaco saprà certo che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, quindi è ben conscio di dover essere il bersaglio delle critiche, soprattutto di dover fornire una risposta per ogni domanda degli elettori: a chi si chiede che fastidio dessero i tigli di via De Amicis, non sarebbe meglio e più onesto rispondere che sono stati eliminati per far spazio a nuova costruzione ed incamerare oneri, magari necessari per mandare avanti altre opere, piuttosto che inventarsi improbabili malattie degli alberi o avanzata età degli stessi? Fosse anche vero, è davvero troppo difficile credere che proprio mentre le ruspe stavano lì i tigli si sono ammalati per lo spavento o hanno deciso di accorciare la loro età media da centinaia a decine di anni.
Un famoso architetto ha scritto “cosa sarebbe Place des Vosges senza i suoi tigli”. Anche senza scomodare paragoni Parigini io mi chiedo cosa sarebbe Sulbiate senza i suoi tigli...
Evviva lo sviluppo, evviva la buona amministrazione comunale ma non prendiamoci in giro: manca quasi del tutto una mentalità ed una progettualità orientata al cittadino, al pedone, alla persona.
I grandi progetti, come la scuola (che non è certo ad elevata efficienza energetica) sono eclatanti ma l’amministrazione deve fare i conti con le piccole cose che fanno parlare, bene o male, la gente.
Alberi tagliati invece che affiancati da nuove piante e parchi (quanti alberi delle centinaia che dicono di aver piantato, si salveranno dopo l'arrivo della pedemontana e centro commerciale?), lampioni orientati a favore delle auto invece che a favore dei pedoni, ciclabili costruite come se fossero marciapiedi con continue interruzioni e cambi di corsia per non sfavorire la viabilità automobilistica, piazze inaugurate come “fruibili” e poi sede permanente di parcheggi per auto anziché di spazi socialmente fruibili, parcheggi costruiti a fianco di altri parcheggi quasi sempre vuoti, fantomatiche lampadine a risparmio energetico che vengono pubblicizzate ad ogni occasione ma aspettiamo - al buio in alcune vie- da oltre tre anni... sono tante le piccole cose di cui parlare e sommandole si rischia di andare oltre quanto di buono fatto e da farsi.
Non dimentichiamo i segnali positivi di questa e delle passate amministrazioni, ma ricordiamo perfettamente e con maggior efficacia gli scricchiolii ed i passi falsi.
Marco Bianco,
Sulbiate 15/06/2010
16 giugno 2010
ACQUA BENE COMUNE! (così deve rimanere)
Il popolo della libertà in giugno espone nella sua bacheca due comunicati: uno ci rassicura che la privatizzazione dell’acqua in fondo è un’invenzione, l’altro invece ci argomenta che è una cosa positiva.
Ecco alcuni nostri spunti di riflessione al riguardo, purtroppo noi non abbiamo verità semplici e certe:
Che l’acqua sia difficilmente privatizzabile è noto a tutti, se Giove Pluvio non facesse precipitare non ci sarebbe nulla da privatizzare. E’ il servizio idrico che inizia ad essere per legge fortemente privatizzato grazie alla fiducia posta dal governo sul decreto Ronchi! Questa è un’assoluta verità. Evitiamo le balle! Il PDL non giochi con i termini, con “privatizzazione dell’acqua” tutti intendono la privatizzazione del servizio idrico.
Che la privatizzazione sarà positiva per gli utenti, come asserisce il PDL, è da dimostrare. Nessuno, per quel che ne sappiamo, ha la sfera di cristallo. Se ci riferiamo all’esperienza di alcune recenti privatizzazioni italiane dovremmo ritenere il contrario. Le ferrovie quando si chiamavano FFSS fornivano ai pendolari un servizio nettamente migliore rispetto a quando hanno cambiato nome in TRENITALIA. Meglio non sollevare il vespaio degli scandali TIM/Tronchetti Provera che sono una vergogna per l’Italia. Vogliamo allora parlare delle cliniche private che letteralmente aprivano inutilmente i pazienti per qualche euro di rimborso pubblico. La scuola privata invece vive per gli stanziamenti pubblici e per il boicottaggio del nostro ministro nei confronti della pubblica istruzione e dei suoi lavoratori. Perché con il servizio idrico le cose dovrebbero andare diversamente?
Parigi è un’importante capitale di uno stato dell’Europa occidentale, spesso amministrata dalla destra. Parigi ha privatizzato il servizio idrico, se ne è poi pentita a causa dell’inefficienza e della scarsa trasparenza del gestore. L’amministrazione ha poi deciso di ripubblicizzare l’acqua (pardon! Il servizio idrico).
Già in alcune città italiane la privatizzazione ha avuto effetti devastanti: ricordiamo per esempio i casi di Aprilia e Arezzo. Il cittadino da persona che ha il diritto all’acqua diventa utente dell’acqua.
Al PDL ricordiamo che in Francia non ci sono così tante cosche mafiose come in Italia piene di soldi e desiderose di riciclare denaro in qualche bussines dei servizi! Da noi solo questo fenomeno giustificherebbe di evitare la messa in vendita dei servizi.
Che gli acquedotti di parte d’Italia siano un colabrodo è un fatto. Come pure è un fatto che i nostri acquedotti lombardi invece abbiano un grado di perdita del tutto paragonabile con i migliori d’Europa; e allora perché privatizzare obbligatoriamente ovunque?
Perché un privato, che per sua natura cerca profitto, debba investire in reti efficienti e in depuratori? Tanto non paga la materia prima che si disperderebbe: l’acqua appunto. Quale sarebbe il suo vantaggio nel far funzionare i depuratori, che per lui sarebbero solo un costo?
In realtà sono le più importanti multinazionali dell’acqua che impongono anche all’Italia, per mezzo di alcuni organismi internazionali (WTO), la privatizzazione del servizio, perché dovremmo sdraiarci davanti alle loro richieste? Che posizione ha la Lega, difensore dell’autonomia del popolo padano? Si indigna! Abbaia! E poi vota la fiducia con la coda tra le gambe!
L’acqua potabile sta diventando per il nostro pianeta sempre più rara a causa di inquinamento, eccessivo utilizzo agricolo, cambiamento del clima. La rarità la rende preziosa! Evitiamo le speculazioni delle multinazionali che si gettano come avvoltoi sulle cose più indispensabili! Sappiamo che le guerre per l’acqua sono già in corso: Israele/Palestina, Kurdistan/Turchia/Siria, Africa.
Perché allora un privato dovrebbe incentivare il risparmio di questa risorsa se il suo guadagno sta nel venderne la maggiore quantità possibile?
Quale sarebbe il tornaconto di un privato nel fornire acqua di ottima qualità? Guadagnerebbe allo stesso modo vendendo anche acqua non così buona, in ogni caso si può acquistare acqua in bottiglia da qualche suo compare ad un prezzo maggiore della benzina (come negli autogrill) .
Sulbiatesi, quasi un milione di italiani hanno riflettuto su questo! Hanno quindi deciso di firmare per i tre referendum abrogativi. Il circolo PD di Sulbiate ha favorito la nascita del comitato per la raccolta delle firme, e vi invita ad aderire alla raccolta nei banchetti organizzati in paese.
Circolo PD di Sulbiate
Ecco alcuni nostri spunti di riflessione al riguardo, purtroppo noi non abbiamo verità semplici e certe:
Che l’acqua sia difficilmente privatizzabile è noto a tutti, se Giove Pluvio non facesse precipitare non ci sarebbe nulla da privatizzare. E’ il servizio idrico che inizia ad essere per legge fortemente privatizzato grazie alla fiducia posta dal governo sul decreto Ronchi! Questa è un’assoluta verità. Evitiamo le balle! Il PDL non giochi con i termini, con “privatizzazione dell’acqua” tutti intendono la privatizzazione del servizio idrico.
Che la privatizzazione sarà positiva per gli utenti, come asserisce il PDL, è da dimostrare. Nessuno, per quel che ne sappiamo, ha la sfera di cristallo. Se ci riferiamo all’esperienza di alcune recenti privatizzazioni italiane dovremmo ritenere il contrario. Le ferrovie quando si chiamavano FFSS fornivano ai pendolari un servizio nettamente migliore rispetto a quando hanno cambiato nome in TRENITALIA. Meglio non sollevare il vespaio degli scandali TIM/Tronchetti Provera che sono una vergogna per l’Italia. Vogliamo allora parlare delle cliniche private che letteralmente aprivano inutilmente i pazienti per qualche euro di rimborso pubblico. La scuola privata invece vive per gli stanziamenti pubblici e per il boicottaggio del nostro ministro nei confronti della pubblica istruzione e dei suoi lavoratori. Perché con il servizio idrico le cose dovrebbero andare diversamente?
Parigi è un’importante capitale di uno stato dell’Europa occidentale, spesso amministrata dalla destra. Parigi ha privatizzato il servizio idrico, se ne è poi pentita a causa dell’inefficienza e della scarsa trasparenza del gestore. L’amministrazione ha poi deciso di ripubblicizzare l’acqua (pardon! Il servizio idrico).
Già in alcune città italiane la privatizzazione ha avuto effetti devastanti: ricordiamo per esempio i casi di Aprilia e Arezzo. Il cittadino da persona che ha il diritto all’acqua diventa utente dell’acqua.
Al PDL ricordiamo che in Francia non ci sono così tante cosche mafiose come in Italia piene di soldi e desiderose di riciclare denaro in qualche bussines dei servizi! Da noi solo questo fenomeno giustificherebbe di evitare la messa in vendita dei servizi.
Che gli acquedotti di parte d’Italia siano un colabrodo è un fatto. Come pure è un fatto che i nostri acquedotti lombardi invece abbiano un grado di perdita del tutto paragonabile con i migliori d’Europa; e allora perché privatizzare obbligatoriamente ovunque?
Perché un privato, che per sua natura cerca profitto, debba investire in reti efficienti e in depuratori? Tanto non paga la materia prima che si disperderebbe: l’acqua appunto. Quale sarebbe il suo vantaggio nel far funzionare i depuratori, che per lui sarebbero solo un costo?
In realtà sono le più importanti multinazionali dell’acqua che impongono anche all’Italia, per mezzo di alcuni organismi internazionali (WTO), la privatizzazione del servizio, perché dovremmo sdraiarci davanti alle loro richieste? Che posizione ha la Lega, difensore dell’autonomia del popolo padano? Si indigna! Abbaia! E poi vota la fiducia con la coda tra le gambe!
L’acqua potabile sta diventando per il nostro pianeta sempre più rara a causa di inquinamento, eccessivo utilizzo agricolo, cambiamento del clima. La rarità la rende preziosa! Evitiamo le speculazioni delle multinazionali che si gettano come avvoltoi sulle cose più indispensabili! Sappiamo che le guerre per l’acqua sono già in corso: Israele/Palestina, Kurdistan/Turchia/Siria, Africa.
Perché allora un privato dovrebbe incentivare il risparmio di questa risorsa se il suo guadagno sta nel venderne la maggiore quantità possibile?
Quale sarebbe il tornaconto di un privato nel fornire acqua di ottima qualità? Guadagnerebbe allo stesso modo vendendo anche acqua non così buona, in ogni caso si può acquistare acqua in bottiglia da qualche suo compare ad un prezzo maggiore della benzina (come negli autogrill) .
Sulbiatesi, quasi un milione di italiani hanno riflettuto su questo! Hanno quindi deciso di firmare per i tre referendum abrogativi. Il circolo PD di Sulbiate ha favorito la nascita del comitato per la raccolta delle firme, e vi invita ad aderire alla raccolta nei banchetti organizzati in paese.
Circolo PD di Sulbiate
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