25 gennaio 2011

TV INTELLIGENTE. Lo sterminio dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo. Raccontato da MARCO PAOLINI.

Domani mercoledì 26 /01/'11 su LA 7,
vigilia della Giornata della Memoria,
dall'ex ospedale psichiatrico Palo Pini di Milano
Marco Paolini, racconterà la storia dello sterminio
dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo.
Dopo il racconto, Gad Lerner svilupperà temi e suggestioni
collegate a questa inquitante vicenda che va conosciuta e non taciuta.

La Redazione di Teorema invita i lettori a diffondere l'informazione.
Grazie.


Il Video che presenta il lavoro.



Assemblea Regionale PD. Interviste a Bindi, Martina,e Ponti.

Donne Lega Nord: Dal "Waka Waka" al "Pota Pota". By Virus.


Così protestano le donne della lega.

Divertente parodia del Waka-Waka che per l'occasione diventa Pota-Pota.
Complimenti!
Che dire...
al modello di donna, tipo "Ruby berlusconiana",
preferisco di gran lunga, questa semlice, divertente
e appassionata, "pota" Lombarda ops,.. Padana.
Pardon!!!


by Virus

Nota del mattino del 25/01/'11

1. SU BERLUSCONI LA CHIESA E’ INTERVENUTA. GLI INDUSTRIALI HANNO PARLATO. ORA TOCCA ALLA POLITICA. LA RACCOLTA DI FIRME DEL PD.
La Conferenza episcopale italiana, riunita ieri ad Ancona, ha criticato lo stile di vita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, pur senza nominarlo; i vescovi hanno detto che le vicende che lo riguardano devono essere chiarite presso le sedi opportune, hanno ribadito che gli uomini che rappresentano le istituzioni devono farlo con onore e dignità, ma hanno anche parlato dei magistrati, degli ingenti mezzi investigativi attivati. Il cambiamento dell’atteggiamento della Chiesa è importante, anche se non significa che le gerarchie ecclesiastiche non considerino più il centrodestra come un interlocutore positivo. La Chiesa ha parlato. Gli industriali pure: Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria,
non ha potuto più tacere sull’inattività del governo, e oggi altri industriali sosterranno questa posizione nelle riunioni di vertice dell’organizzazione. Ora tocca alla politica. Come ha sottolineato la presidente Rosy Bindi nell’intervista pubblicata oggi sull’Unità, nella quale ha ricordato anche la sfida lanciata dal Partito democratico di raccogliere un milione di firme in tutte le piazze italiane per le dimissioni di Berlusconi. “La Chiesa ha fatto il suo compito perché, rispettosa della distinzione delle due comunità, quella ecclesiale e quella civile, ha usato parole molto chiare, che non si prestano a interpretazioni»...«La Chiesa ieri ha svolto in maniera ineccepibile il suo ruolo: richiamare ai valori, al rispetto delle istituzioni, di un popolo e delle esigenze educative per i Giovani». «Non solo ha richiamato la Costituzione, ma ha anche definito "offeso" il comune senso morale del Paese». «Il cardinal Bagnasco con le sue parole ha segnato un punto di resistenza culturale e valoriale nei cittadini e questo è il ruolo della Chiesa. Non spetta certo alla Chiesa chiedere le dimissioni di Berlusconi». ..«Non credo che Berlusconi sia disposto a fare un passo indietro.Le parole della Chiesa però mi rendono serena perché servono a orientare le coscienze. Spetta a noi, adesso, non abbassare il livello di guardia, la situazione è drammatica e il limite è
stato passato. Non c`entrano più neanche le questioni giudiziarie, dal momento che l`attacco alle istituzioni è senza precedenti. Spetta a noi,attraverso la società, con la raccolta delle firme, e attraverso le istituzioni, tenere un comportamento degno della gravità del momento. Non si può passare ad un altro punto dell`ordine del giorno»…« Dobbiamo uscire da questa vergogna, questa è la priorità. Noi dell`opposizione non dobbiamo dare tregua nel Paese e in Parlamento a Berlusconi fino a quando non si dimette. Se ci saranno le condizioni per fare un governo di transizione noi del Pd ci siamo, altrimenti si vada al voto. Di sicuro non
appoggeremo mai un governo con la stessa maggioranza e un premier diverso».

2. PIU’ TASSE PUR DI AVERE IL FEDERASLISMO. LA LEGA LE PENSA TUTTE. MA IL GOVERNO RISCHIA: 64 EMENDAMENTI DA PD E TERZO POLO.
Il quarto decreto legislativo per l’attuazione del federalismo è bloccato in Parlamento. Il voto è stato rinviato al 2 febbraio. E nel frattempo il ministro leghista Roberto Calderoli sta tentando di apportare qualche modifica capace di cambiare l’atteggiamento negativo dei comuni e delle opposizioni. Ieri ha annunciato un altro nuovo testo. Si sa già che proporrà di togliere il blocco alle addizionali Irpef dei comuni per dare alle amministrazioni cittadine la possibilità di riprendersi almeno una parte dei soldi che la legge finanziaria firmata da Giulio Tremonti ha drasticamente tagliato. Tradotto nella realtà questo passaggio significherebbe una sola cosa: un aumento sicuro delle tasse per i cittadini.
La Lega Nord, pur di ottenere il federalismo, a questo punto farebbe qualsiasi cosa. Ma è difficile che riesca ad ottenere il via libera dei comuni e delle opposizioni. Ieri il relatore di minoranza nella commissione bicamerale sul federalismo, il pd Barbolini, è stato chiaro: “Così è solo un pasticcio”. Gli emendamenti presentati sono stati 64 e molti sono comuni a Pd, Udc, Fli e Api.
Se la Lega Nord non riuscirà ad ottenere il via libera è possibile che stacchi la spina al governo, anche se ha confermato finora la propria lealtà verso Silvio Berlusconi. Ieri ne hanno parlato i più importanti dirigenti in una lunga riunione del vertice leghista.

3. SFIDUCIA A BONDI, BRACCIO DI FERRO PER UN RINVIO.
L’Udc ha chiesto un rinvio del voto sulle mozioni di sfiducia nei confronti del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, presentate dal Pd e dalle altre forze politiche dell’opposizione. Giovedì, giorno del voto, si discute infatti in sede europea della posizione da prendere in difesa dei cristiani. Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha respinto in un primo momento la richiesta dell’Udc pensando di ottenere, con l’assenza di alcuni parlamentari del Terzo polo,
una vittoria parlamentare. Ma dato che anche alcuni deputati della maggioranza saranno assenti giovedì, è possibile che oggi nella riunione dei capigruppo fissata per stabilire il calendario dei lavori parlamentari sia spostata la data del voto su Bondi, che è un altro banco di prova per la sopravvivenza del governo al pari della sfida sul federalismo.

4. PRIMARIE. ORA BISOGNA VINCERE LE ELEZIONI. I RICORSI A NAPOLI.
Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha telefonato ieri ai segretari regionali ed ai segretari provinciali interessati alle primarie svoltesi a Bologna ed a Napoli. Bersani ha sottolineato il buon risultato sia dal punto di vista della partecipazione dei cittadini alla scelta dei candidati per le prossime elezioni amministrative, sia l’affermazione dei rappresenti del Pd.
Ma ha anche spronato i dirigenti locali del partito a fare di tutto ora per trovare un percorso unitario tra le varie forze politiche e sociali per vincere la vera sfida, che sarà quella contro i candidati del centrodestra.
A Napoli sono stati annunciati ricorsi contro il voto e denunciati alcuni episodi di broglio. Gli organismi locali preposti a valutare e far rispettare la regolarità delle votazioni si pronunceranno, come è giusto che sia, su queste denunce.

5. I SINDACATI FRENANO FEDERMECCANICA. LEGA, CONFCOOPERATIVE E AGCI PREPARANO L’UNIONE.
Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl, cioè i sindacati firmatari degli accordi di Pomigliano e di Mirafiori, hanno incontrato i rappresentanti della Federmeccanica per avviare il negoziato sul contratto di comparto dell’auto, ma hanno subito chiarito: un contro è il contratto a parte per l’auto, un altro il superamento del contratto nazionale, come vorrebbe proporre l’associazione degli industriali metalmeccanici.
Appuntamento di rilievo questa settimana anche per il mondo della cooperazione: le tre centrali cooperative si apprestano da giovedì a rafforzare il percorso unitario che hanno deciso da tempo di intraprendere. La specificità del modo di produrre cooperativo e dei rapporti tra i soci, il legame con il territorio, la solidarietà come base di partenza hanno dimostrato proprio in questi anni di crisi che il modello cooperativo ha la capacità di produrre valore, di mantenere l’occupazione e di reggere la concorrenza in molti casi meglio del modello tradizionale di fare impresa (tutte le ultime ricerche, a cominciare da quella della Fondazione Nord Est, dimostrano questo dato di fatto), anche se non se ne parla molto.

6. IL DIARIO ITALIANO DEL PD.
E’ partito ieri da Marsala il viaggio del camper del Pd organizzato dai parlamentari europei del partito per ripercorrere l’Italia in occasione dell’anniversario dell’unità di Italia. Su l’Unità David Sassoli, capogruppo Pd al Parlamento europeo, tiene un diario giornaliero di questo straordinario viaggio.

7. TENSIONI E ESPLOSIONI: CIRCONDATI DA UN MONDO IN FIBRILLAZIONE.
Ieri il sanguinoso attentato all’aeroporto di Mosca ha riportato in primo piano il problema ceceno e le tensioni del mondo islamico in Russia (si sospetta dell’emiro jihadista Umarov). Ma è solo uno degli episodi, seppure gravissimo, che in queste settimane destano preoccupazione. Molti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono in fibrillazione politica e sociale: nel Nord Africa la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, a causa del costo della vita e della mancanza di speranza delle giovani generazioni; in Medio Oriente il Libano, dove l’ex premier sunnita e filoccidentale Saad Hariri accusa gli Hezbollah sciiti e filoiraniani di volere il golpe (senza
contare l’onnipresente conflitto tra Israele ed il popolo palestinese); nei Balcani l’Albania, dove il premier Sali Berisha accusa l’opposizione di volere il golpe e afferma di avere l’appoggio dell’Italia e dell’Unione europea.
L’Italia e l’Europa non possono restare inerti di fronte al crescere delle tensioni alle porte di casa. Su Il Messaggero articolo di Massimo D’Alema e Hans-Gert Pottering, ex presidente del Parlamento europeo ed oggi della Fondazione Adenauer, sull’intervento europeo nei confronti del caso Israele-Palestina.

Federalismo: Governo incartato.


Stefano Fassina PD: “La Lega ha tradito il federalismo. A forza di fare propaganda si sono incartati. Siamo ormai al terzo decreto sul fisco municipale senza che emerga una seria proposta”.


BERLUSCONI DIMETTITI.

Questo è il testo dell'Appello con il quale il PD chiede al Presidente Berlusconi di farsi da parte.
Nei Prossimi giorni in tutta Italia i Circoli del Partito Democratico saranno mobilitati per raccogliere le adesioni.
Le motivazioni non sono solo di carattere etico morale. Berlusconi se ne deva andare perchè inadeguato al ruolo, incapace di governare, e di risolvere i problemi del nostro Paese.
Lo dimostra incontestabilmente la storia di tutti questi anni: promesse mai mantenute ed ingannevoli sogni mai realizzati.

Qui il modulo per la raccolta delle firme.
Post correlato: BERLUSCONI A CASA 10 MILIONI DI VOLTE!!!


Per ingrandire l'immagine cliccare sulla locandina.

27 GENNAIO IL GIORNO DELLA MEMORIA.


Così definisce la legge italiana all'articolo 1 il Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».



Giovedì 27 Gennaio a Sulbiate presso l' Auditorium delle scuole, inizio ore 21:00.

" Il viaggio di Roberto".

24 gennaio 2011

LA STRADA DELL'IRA. Il Giorno di Monza Brianza del 22/01/'11.

Per chi li avesse persi, pubblichiamo gli articoli de Il GIORNO MONZA BRIANZA
di sabato 22/01 di M. Dozio.

Per ingrandire e leggere gli articoli fare clic sulle immagini.



Domani a Seregno Armando Spataro, procuratore aggiunto del tribunale di Milano.



Il Circolo PD di Seregno Seregno ha organizzato nella serata di martedì 25 gennaio un incontro con il procuratore aggiunto del tribunale di Milano Armando Spataro, che presenterà il suo libro "Ne valeva la pena -storie di terrorismi e mafia, di segreti di stato e di giustizia offesa"-.
Tema della serata saranno anche le vicende di mafia che stanno interessando la Brianza.
Il dibattito sarà moderato dal giornalista Paolo Colzani ed introdotto da Marco Imperato, sostituto procuratore.

L'incontro si terrà martedì 25 gennaio alle 21.15 presso la sala civica Mons. Gandini, in via XXIV Maggio a Seregno.

Nota del mattino del 24/01/'11

A cura dell'Ufficio Circoli Nazionale PD.

1. BERLUSCONI OSSESSIONATO DA FINI. INDUSTRIA E CHIESA LO ABBANDONANO. CASINI CI RIPROVA: GOVERNO SENZA DI LUI.
“Finalmente arrivano le carte da Santa Lucia sulla casa di Montecarlo”. Silvio Berlusconi viene ormai descritto (Ugo Magri su La Stampa) come un premier ossessionato dal suo avversario personale, Gianfranco Fini: sogna una campagna di stampa sulla casa di Montecarlo per distruggere il presidente della Camera. L’Italia e i suoi problemi non esistono più. Ma è anche questo che lo sta portando al disastro.
Ieri sera Emma Marcegaglia, presidente degli industriali italiani, è stata chiara nel corso della trasmissione di Fabio Fazio: “Da sei mesi il governo è fermo, mentre avremmo bisogno di fare le riforme necessarie per il rilancio dell’Italia”. E dunque: o il governo è in grado di procedere liberando i ministri dall’obbligo di passare il proprio tempo a difendere il premier dalle accuse o si cambi.
Oggi si riuniscono invece i 30 membri del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. Il Cardinal Bagnasco tornerà a indicare la via della moderazione, della morigeratezza del buon esempio per i politici, condannando così il comportamento del presidente del Consiglio.

2. BONDI, FEDERALISMO E CONTRATTI, LE TRE PROVE DELLA SETTIMANA.
Oggi il ministro Roberto Calderoli incontra di nuovo i rappresentanti dell’Anci (i comuni italiani) per verificare se sarà possibile superare critiche e problemi relativi al quarto decreto legislativo per l’attuazione del federalismo. Il voto nella commissione bicamerale sul testo è slittato al 2 febbraio. Ma tutto indica che sarà difficile in così pochi giorni trovare un accordo. Il Pd considera il testo peggiore perfino di quello presentato all’inizio dal governo: “ tradisce la stessa ispirazione del federalismo”. E non voterà a favore, a meno che Calderoli non apporti cambiamenti profondi secondo le indicazioni del Pd. La stessa posizione hanno Udc e Fli. Oggi e domani i tecnici del Pd e del Terzo polo si sentiranno per concordare, se possibile, una posizione comune sul federalismo, anche perché le pseudo aperture contenute in un articolo di Roberto Maroni su Il Corriere della Sera Mercoledì sono state considerate da tutti non ricevibili: «Se l`Italia oggi è bloccata e non governata la colpa ricade sul governo. E di questa grave situazione la Lega porta una responsabilità enorme», ha detto il coordinatore della segreteria Pd Maurizio Migliavacca. «E’ evidente l`imbarazzo dei leghisti, ma l`unica soluzione credibile che Bossi e i suoi hanno ora davanti è ammettere il fallimento dell`esperienza berlusconiana e lasciare al proprio destino l`attuale governo». Alla Camera si voterà mercoledì sulla mozione di sfiducia
presentata dal Pd contro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi (fu presentata dopo i tagli alla cultura e dopo i crolli a Pompei). Mozione alla quale si è aggiunta la mozione di Udc e Fli.
Al di là dei lavori parlamentari, questa settimana vi saranno anche altri temi sui quali si gioca il futuro e la qualità della vita degli italiani. Da domani, per esempio, il direttivo e la giunta della Confindustria discuteranno di modello contrattuale, rilanciando l’idea di un accordo sulla rappresentanza sindacale e quella di un contratto nazionale di lavoro meno incombente e di una forte rivalutazione dei contratti aziendali. E’ l’avvio concreto del dopo Mirafiori.

3. PRIMARIE A BOLOGNA E NAPOLI.
Grande affluenza alle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra a Napoli e a Bologna. A Bologna ha vinto Virginio Merola, candidato del Pd. Lo hanno scelto 16.407 persone pari al 58,35% dei votanti. La candidata Amelia Frascaroli, sostenuta da Sel e anche da Flavia Prodi, ha invece raccolto il 35,99% delle preferenze e l'outsider Benedetto Zacchiroli il 5,5%. L'affluenza alle urne: un vero record con 28.390 votanti.
"L'inverno del nostro scontento è finito, è arrivata la primavera di Bologna. Noi tre ci abbiamo messo molto valore e l'abbiamo trasmesso" ha detto Merola al termine dello spoglio. "Mi aspettavo un 25mila più uno, non così tanto". E ancora: "Abbiamo smentito tutti i tafazzi. I politologi sono più indietro dei bolognesi". Poi, rivolgendosi ai suoi sfidanti, ha aggiunto: "Si ricomincia da tre".
A Napoli il vincitore è stato Andrea Cozzolino, secondo Umberto Ranieri, terzo Andrea Mancuso, sponsorizzato da Sel. Oltre quarantamila i votanti.

4. VENERDI’ E SABATO ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD A NAPOLI PER CONCLUDERE LA PREPARAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO.
Appuntamento decisivo per tutto il Partito Democratico venerdì e sabato a Napoli. L’assemblea nazionale del partito (mille partecipanti eletti direttamente con le primarie del 2009 si riuniscono per la terza volta, dopo gli incontri di Roma e di Varese) concluderà il lungo processo di predisposizione e di decisione sul programma del partito. Sarà l’appuntamento finale di questo percorso. Subito dopo il gruppo dirigente del Pd farà una sintesi delle scelte indicate e predisporrà così il progetto di governo e di riforma repubblicana e di patto per la crescita e il lavoro sulla base del quale il segretario Pier Luigi Bersani aprirà il confronto con le altre forze politiche dell’opposizione e con le forze sociali per preparare l’alternativa al governo della destra.
Alcuni contributi a questa riflessione sono venuti sabato anche dall’assemblea torinese di Modem, la corrente guidata da Walter Veltroni. «Ora il Pd deve essere
unito». Ha detto il vicesegretario Enrico Letta. E in vista dell’appuntamento di Napoli, «L`aver costruito tutti insieme un clima più unitario aiuterà il lancio da parte di Bersani del progetto per l`Italia».
Anche la presidente del Pd, Rosy Bindi, ha sottolineato che è l`appuntamento di Napoli quello a cui guardare: «Ci sono le condizioni perché nelle sedi di partito maturi attorno al segretario un`unità più forte».
E’ la via della concretezza e delle scelte collettive sui contenuti, contro quella del personalismo e dell’affidamento di ogni scelta al leader carismatico. E’ la scelta della democrazia contro quella delle scelte compiute da pochi prescelti e poi presentate al popolo come soluzione miracolosa.

5. A DAVOS DA MERCOLEDI’ IL MONDO DISCUTE DI PREZZI ALIMENTARI E DI FAME NEL MONDO CON IL CLIMA CHE CAMBIA.
A Davos, da mercoledì, l’annuale incontro del World Economic Forum, dove si incontrano i potenti del mondo, si discuterà dell’attuale fortissimo incremento dei prezzi dei prodotti alimentari e della probabile insicurezza alimentare che negli anni a venire potrebbe essere provocata dalla crescita della popolazione, dall’evoluzione degli stili di vita nei paesi in via di sviluppo, dai cambiamenti climatici.
Mentre gli italiani sono impegnati a parlare di ragazze e feste notturne del premier, in altre sedi si guarda al futuro e ci si prepara a eventuali cambiamenti straordinari.

6. TUNISIA, ALGERIA, ALBANIA. LA FIBRILLAZIONE INTORNO ALL’ITALIA.
Povertà, disoccupazione, disuguaglianza: ecco la miscela esplosiva che sta spingendo alla mobilitazione le popolazioni di diversi paesi ai confini dell’Italia: dal Nord Africa (Tunisia, Algeria, lo stesso Egitto dove i contrasti interreligiosi nascondo anche problemi sociali) ai Balcani, in particolare l’Albania.
L’Italia è direttamente interessata da questi sommovimenti, per diverse ragioni: i rapporti strettissimi dal punto di vista storico-politico; la vicinanza; il fatto che anche da noi le disuguaglianze e le tensioni sociali provocate dalle difficoltà economiche stanno crescendo; infine, non va sottovalutato che il processo di delocalizzazione delle imprese ha trasformato questi paesi in veri e propri distretti dell’industria italiana. Un pezzo non irrilevante dell’economia reale italiana potrebbe risultare colpita da questi sommovimenti.
Non è un caso, comunque, se mentre a Tunisi cresce e si impone la rivolta del pane, a Davos banchieri, politici e grandi industriali discutano tra loro di come governare i prossimi problemi alimentari nel mondo. L’acqua, il grano, il riso, il sale…sono queste le materie prime strategiche del futuro. Così come l’agricoltura tornerà inevitabilmente ad essere settore strategico per il futuro.