Di Luigi Bettazzi Vescovo emerito di Ivrea.
LE ERMENEUTICHE DEL CONCILIO E LA LORO VITALITA’
Ratzinger sta chiarendo via via il suo futuro ruolo post-dimissioni. Non solo si appresta a "condizionare" la scelta del successore, ma indica la "linea" principale da seguire. Così infatti si è espresso: occorre valorizzare il Concilio Vaticano Secondo, ma nella suo "vero" significato, non nelle cose che ci sono state "raccontate" dai media... Per questo pensiamo di fare cosa utile pubblicando un articolo di qualche anno fa di Luigi Bettazzi per il Sinodo della CEI, che oggi ci pare interessante segnalare.
... E’ certo che v’è sempre stata la sollecitazione alla realizzazione del Concilio, in particolare da parte dei Papi, che al Concilio hanno partecipato (anche Papa Benedetto vi prese parte, come teologo del Card. Frings di Colonia, autore fra l’altro di un notevole intervento sulla collegialità episcopale). Ma confesso ad esempio che la scelta di un Sinodo episcopale sulla Parola di Dio poteva essere interpretata come il rilancio di un’intuizione del Concilio non sufficientemente valorizzata: in realtà la Bibbia è più letta e più conosciuta di un tempo, ma forse non è così coinvolgente come, ad esempio, un Progetto Culturale. Ed in realtà questo Sinodo ha avuto – almeno così mi è sembrato – un’eco ed un impatto minore di quelli che ebbe, a suo tempo, la Costituzione Dei Verbum. Così come la concessione della liturgia in latino a chi è molto immerso in questa lingua non è stata l’occasione per il rilancio di una partecipazione più attiva per chi usa solo la propria lingua (a cominciare dalle Messe in televisione, così poco esemplari per la partecipazione attiva, a cominciare dai canti!).









