Visualizzazione post con etichetta approfondimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta approfondimenti. Mostra tutti i post

16 marzo 2020

Coronavirus - Perché Agire Ora

Politici, Leader della Comunità e Imprenditori: Cosa Fare e Quando?
di Tomas Pueyo - Medium

Con tutto quello che sta accadendo sul Coronavirus, potrebbe essere molto difficile prendere una decisione su cosa fare. Dovresti aspettare maggiori informazioni? Fare qualcosa oggi? Che cosa?
Ecco cosa tratterò in questo articolo, con grafici, dati e modelli con molti riferimenti:
  • Quanti casi di coronavirus ci saranno nella tua zona? 
  • Cosa succederà quando questi casi si manifesteranno? 
  • Cosa dovresti fare 
  • Quando?
Quando avrai finito di leggere l’articolo, questo è ciò di cui avrai conoscenza:

Il coronavirus sta arrivando da te.
Sta arrivando a una velocità esponenziale: gradualmente e poi all’improvviso.
È questione di giorni. Forse una settimana o due.
Quando lo farà, il tuo sistema sanitario sarà sovraccarico di lavoro.
I tuoi concittadini saranno curati nei corridoi.
Gli operatori sanitari saranno esausti. Alcuni moriranno.
Dovranno decidere quale paziente dovrà l’ossigeno e quale morirà.
L’unico modo per impedire questo scenario è l’isolamento sociale oggi.

Non domani.

Oggi.

Significa far rimanere quante più persone possibile a casa, a partire da ora. Come politico, leader della comunità o leader aziendale, hai il potere e la responsabilità di impedirlo.

Potresti avere paura oggi: cosa succede se reagisco in modo eccessivo? La gente riderà di me? Saranno arrabbiati con me? Sarò stupido? Non sarà meglio aspettare prima che gli altri facciano i passi? Farò troppo male all’economia?

Ma in 2–4 settimane, quando il mondo intero sarà bloccato, quando i pochi giorni preziosi di isolamento sociale che avrai praticato ti avranno salvato la vita, le persone non ti criticheranno più: ti ringrazieranno per aver preso la decisione giusta.

Iniziamo. Continua a leggere...»

14 marzo 2019

Inquinamento: il 50% è prodotto dai riscaldamenti e allevamenti intensivi

tratto da www.corriere.it

Quando in una città i livelli di polveri sottili salgono oltre le soglie di pericolo, i sindaci intervengono con il blocco del traffico. Una misura che servirà a poco, stando all’ultima analisi dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Secondo lo studio, infatti, le voci più «pesanti» dell’inquinamento da particolato PM 2,5 sono il riscaldamento e gli allevamenti intensivi di animali, rispettivamente con il 38% e il 15,1%. I veicoli sono al quarto posto con il 9%, precedute dall’industria con l’11,1%.

Perché l’Ispra ha studiato il PM 2,5?
Il particolato, PM dall’inglese Particulate Matter, è l’insieme delle sostanze sospese nell’aria che hanno una dimensione fino a 100 micrometri (un micrometro è la millesima parte di un millimetro), considerate gli inquinanti di maggior impatto nelle aree urbane. Si tratta di fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi e solidi che finiscono in atmosfera per cause naturali o per le attività dell’uomo. Le fonti naturali (terra, sale marino, pollini, eruzioni vulcaniche) ci sono sempre state, quelle dovute all’uomo (traffico, riscaldamento, processi industriali, inceneritori) sono aumentate negli ultimi decenni con la sovrappopolazione e i processi di industrializzazione, sommandosi alle prime. Le polveri più pericolose sono quelle con diametro inferiore a 10 micrometri, il cosiddetto PM10, il cui 60% è composto da particelle con dimensioni inferiori a 2,5 micrometri. Il PM 2,5 è la frazione più leggera, quella che rimane più a lungo nell’atmosfera prima di cadere al suolo e che noi respiriamo maggiormente. Sono proprio queste particelle a entrare più in profondità nei nostri polmoni, aumentando il rischio di patologie gravi: asma, bronchiti, enfisema, allergie, tumori, problemi cardio-circolatori.

Continua a leggere...»


12 dicembre 2014

Patrizia Toia sulle imprese degli immigrati

Immigrati imprenditori, linfa vitale alla nostra economia

Patrizia Toia - Europa


Hanno maggiori difficoltà a ottenere un prestito, ma nonostante la crisi aprono più imprese di quante ne chiudano. Offrono servizi, salvano mestieri in via di estinzione e contribuiscono positivamente a mandare avanti l’economia. Sono gli immigrati imprenditori, fotografati dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2014 realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos.

Lo studio, basato sui dati del 2013, fa piazza pulita dei luoghi comuni della retorica xenofoba tanto diffusa in Europa che vede gli immigrati solo come un peso per il welfare dei paesi in cui vivono.

La realtà è molto diversa. L’Italia, il paese delle piccole e medie imprese, è anche lo Stato membro dell’Ue con la maggiore presenza di imprenditori immigrati, un sesto dei 30,5 milioni censiti da un’indagine Eurostat. A fine 2013 nella Penisola si contavano 497.080 imprese condotte da cittadini immigrati. L’8,2% del totale.

E mentre gli imprenditori italiani continuano ad essere falcidiati dalla crisi quelli immigrati aumentano, apportando linfa vitale al tessuto economico. Tra la fine del 2011 e la fine del 2013 le imprese guidate da italiani sono diminuite dell’1,6%. Quelle facenti capo a persone nate in un altro paese invece sono aumentate del 9,5%. «Un tale andamento – si legge nel rapporto – induce a confidare nella possibilità (oltre che nell’opportunità) di un loro ulteriore supporto al sistema economico-produttivo italiano (e dei paesi d’origine)».

1 dicembre 2014

World AIDS Day

Non lasciamoci vincere dalla paura

1 dicembre giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS

World-AIDS-Day-2014-6  World-AIDS-Day-2014-6
"Entro il 2030 l'Aids si può debellare". E' questo l'obiettivo e la prospettiva che emerge dalla giornata mondiale contro l'Aids. Il direttore Relazioni Esterne del Global Fund e la portavoce dell'Osservatorio Aids hanno fatto il punto della situazione sulla lotta all'Aids. In occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids alcuni tra i principali attori impegnati nella lotta alle pandemie illustrano gli ottimi progressi raggiunti, le criticità e gli obiettivi futuri.

Christoph Benn, direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tbc e malaria, ha spiegato che "da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all'Aids. Attualmente, il Fondo Globale sostiene 6,3 milioni di persone in trattamento antiretrovirale. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto. HIV e Aids sono ancora la prima causa di mortalità nell'Africa subsahariana tra gli adulti". Secondo recenti dati resi noti da Unaids, programma delle Nazioni Unite sull'Aids, hanno perso la vita a causa del virus 1.5 milioni di persone nel 2013 ed oltre due milioni di individui sono stati contagiati. Occorre considerare che nell'ultimo decennio sono stati fatti enormi progressi, "Circa dodici anni fa il tasso di copertura della terapia antiretrovirale salvavita era del 2%, oggi siamo arrivati quasi al 60%", ha sottolineato precisare Benn. Ci sono fattori da cui il progresso della lotta all'Aids non puo' prescindere.

5 novembre 2014

L'editoriale di Giovanni Bianchi



La contrapposizione fra la piazza della CGIL a Roma (fossero o meno un milione di persone) e il gruppo dei renziani della prima e di tutte le ore non regge.
La grande manifestazione della CGIL può essere un momento importante di svolta per il rapporto fra sindacato e politica. Certo, così tante persone in piazza, anche se in base ad una piattaforma e a parole d’ordine errate e lacunose, sono un fatto politico in sé. Ma il dato importante è che, finalmente, si prenda atto da una parte e dall’altra che il rapporto fra soggettività sindacale e soggettività politico – istituzionale è un rapporto fra distinti, cosa che si è affermata in tutta Europa a partire dalla Gran Bretagna dove addirittura era stato il sindacato a fondare il partito laburista.
La CGIL , che non è “il” sindacato ma “un” sindacato (cosa che quando verrà ben interiorizzata da alcuni amici e compagni dentro al PD non sarà mai abbastanza presto), con la manifestazione di ieri ha voluto affermare la sua autonomia e il suo dissenso rispetto al Partito Democratico e a chi legittimamente lo guida. Tale autonomia dovrà ora essere conseguente, per evitare di vedere spettacoli come quello cui assistemmo all’ ultimo Congresso della Federazione milanese del PD, quando la larga parte del vertice dirigenziale della Camera del lavoro di Milano si schierò con una corrente e con la sua candidata alla Segreteria (oltretutto perdendo nettamente).

29 ottobre 2014

Una nuova generazione di alunni

Nata in Italia la maggior parte degli alunni stranieri

È avvenuto il sorpasso: gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia hanno superato gli studenti nati all'estero e poi arrivati in Italia. Il dato, che segna il primato delle seconde generazioni, emerge dal report statistico diffuso dal ministero dell'Istruzione e relativo all'anno scolastico 2013/2014

bambini-extracomunitari-a-scuola_502189  bambini-extracomunitari-a-scuola_502189
È avvenuto il sorpasso: gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia hanno superato gli studenti nati all'estero e poi arrivati in Italia. Il dato, che segna il primato delle seconde generazioni, emerge dal report statistico diffuso dal ministero dell'Istruzione e relativo all'anno scolastico 2013/2014.

I dati complessivi
Gli alunni nati in Italia da genitori stranieri sono in costante crescita: nel 2013/2014 sono aumentati dell'11,8% rispetto all'anno precedente (oltre 802mila in totale), facendo cos registrare il sorpasso: rappresentano ormai il 51,7% del totale degli alunni figli di migranti.
In totale, nelle scuole italiane il 9% degli studenti straniero: il 90% di questi frequenta una scuola statale (contro l'87% degli italiani). I dati dimostrano che esiste ancora un sensibile divario per quanto riguarda i risultati scolastici: a partire dalle scuole medie, solo il 90,6% degli studenti stranieri viene promosso, mentre la percentuale sale al 96,8% per gli italiani.

20 ottobre 2014

Il PD per tutto il Paese

Guerini: "Il nuovo PD parla a tutto il Paese non solo a un pezzo"

"Un partito degli elettori non solo degli iscritti".
L'intervista al vicesegretario del PD di Carlo Bertini, La Stampa

guerini  guerini
"Il PD renziano è un partito che esce dal suo tradizionale recinto per consolidare quella vocazione maggioritaria già testimoniata dal voto alle europee e considerata velleitaria da chi ci ha preceduto». Evita toni polemici, Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD, alla vigilia della Direzione chiamata a decidere il profilo del nuovo partito, ma è evidente a chi si riferisca. A Bersani e compagni che non perdono un colpo per «fare polemiche inutili e pretestuose. Se la strategia è quella di logorare Renzi, non mi sembra abbia gran successo". 

Da dieci mesi governate voi la ditta. In cosa si differenzia da quella di Bersani? 

«Intanto nel messaggio: si sono visti i limiti che il richiamo alla cosiddetta ditta scontava. Il nuovo PD è un partito che parla a tutta l`Italia e non solo a un ne di chiudersi in una ridotta per navigare in mare aperto. 
E in cui le forme di partecipazione si devono rinnovare: dobbiamo riconquistare la fascia tra i 20 e i 35 anni e per farlo l`uso dei social network è essenziale. Non sul modello grillino, ma sul modello Obama per intenderci. 
A sette anni dalla sua nascita dobbiamo proiettare il PD nelle sfide del futuro. Sapendo che le forme del passato hanno mostrato i loro limiti: deve essere chiamata alla partecipazione la platea degli iscritti ma anche quella degli elettori che ci hanno dato fiducia alle europee, coinvolgendoli ad esempio con referendum tematici». 

15 ottobre 2014

La lettera di Walter Tocci ai giovani (e non solo)

articolo tratto dal blog di Pippo Civati. Clicca qui per visitare il blog!!!!

Walter interviene per rispondere ai numerosi commenti e ai tanti messaggi che gli sono pervenuti in questi giorni complicati:
Tra i tanti messaggi che ho ricevuto a seguito delle mie dimissioni da senatore, quelli dei giovani in particolare sembrano averle interpretate come un segnale di abbandono. Ho chiesto a Pippo ospitalità sul suo blog per dire loro che non è così, anzi. Il mio gesto vuole essere un incitamento ai giovani a impegnarsi in politica, rischiando per le proprie idee, contribuendo a migliorare il rapporto dei partiti con la società.
Fin dalla sua nascita, il Pd si è appoggiato molto alla figura del leader, con alterne fortune, ma non ha mai messo a frutto le tante altre risorse disponibili: ci sono tre milioni di elettori pronti a impegnarsi; nei territori giovani amministratori realizzano quelle innovazioni che stentano a livello nazionale; tanti movimenti che curano i beni comuni avrebbero molto da proporre a un partito disposto ad ascoltare; tante competenze, nuovi linguaggi, esperienze creative potrebbero essere coinvolte nell’inventare nuovi modi di fare politica. Un partito che utilizza appieno le risorse civili disponibili è in grado di durare più dei suoi leader. Viviamo nel tempo corto della comunicazione, ma i partiti servono anche al tempo lungo del cambiamento. La grande politica che trasforma un paese ha una durata.
Questo è il Pd non ancora che insieme abbiamo sognato nelle primarie.

22 settembre 2014

Cos'è oggi il PD? Eugenio Scalfari su LaRepubblica del 14 settembre



Ma che cos’è oggi il Pd? 

Questa è la domanda di fondo che bisogna porsi nel momento in cui la ribellione dell’Europa mediterranea è rientrata di fronte all’accordo della Germania con la Spagna, all’enigma scozzese che, se vincessero i “sì” alla separazione, metterebbe a rischio l’adesione alla Gran Bretagna all’Ue e riguardano la crisi francese che allontana, anziché avvicinarla, la Francia dall’Italia.
Che cos’è il Pd? Anzitutto è un partito post-ideologico.
Abbiamo già affrontato altre volte il tema dell’ideologia.
Dai tempi dell’Urss e del comunismo staliniano per i liberali l’ideologia era una peste da cui liberarsi.
Perfino Albert Camus, che fu certamente un uomo di sinistra, detestava appunto come la peste l’ideologia.
Personalmente credo che l’ideologia sia una forma di pensiero astratto che esprime un sistema di valori e dunque penso che l’ideologia non sia eliminabile a meno che non si elimini il pensiero. Un sistema di valori è un’ideologia, le Idee platoniche sono la teoria ideologica della perfezione; le creature effettivamente esistenti sono imperfette perché relative e l’ideologia platonica è per esse un punto di riferimento. Abolite il punto di riferimento ed avrete un’esistenza day-by-day, la vita inchiodata al presente senza né passato né futuro.
Se torniamo ad un partito politico, la mancanza di ideologia ha lo stesso effetto: lo inchioda sul presente.
Nella Dc, Alcide De Gasperi era un politico con l’ideologia cattolico-liberale;

27 giugno 2014

Serracchiani sulla legge elettorale

Serracchiani: "L'Italicum è la strada, la loro è rischiosa"

Intervista a Debora Serracchiani di Giovanna Casadio - La Repubblica

debora-serracchiani-fvg  debora-serracchiani-fvg
«Finalmente i 5Stelle sono scesi dal tetto, questo è il risultato vero. Da parlamentari eletti, i grillini si presentano al dialogo politico». Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, ha appena lasciato la sala del Cavaliere dove si è tenuto il faccia a faccia con i 5Stelle. Racconta la sorpresa della delegazione pentastellata quando hanno visto entrare Renzì. 

Serracchiani, come mai Renzi alla fine ha deciso di venire all`incontro? 

«Al tavolo c`era il Pd e quindi il segretario, perché noi siamo andati a questa trattativa con lo stesso impegno di tutte le altre, quella con Berlusconi e quelle con le forze di maggioranza. I 5Stelle hanno scoperto che, nonostante la stravittoria dem alle europee, sulle regole del gioco davvero teniamo al dialogo». 

Quale è la prospettiva: l`Italicum si può cambiare? 

18 giugno 2014

Grillo attacca anche l'Unità

Con l'attacco all'Unità Grillo insulta la libertà e la democrazia

unità  unità
“Gli insulti di Grillo all'Unità sono insulti alla libertà e alla democrazia. In qualsiasi Paese quando un giornale rischia di chiudere è una cattiva notizia perché viene meno comunque un luogo di confronto e di conoscenza. Solo la mediocrità intellettuale dell'ex comico ne può gioire”.
Lo ha affermato Paola De Micheli, vice capogruppo del Pd alla Camera, a proposito del post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, in cui viene definita ‘un’ottima notizia’ la scomparsa dei giornali in particolare il rischio chiusura per il quotidiano L’Unità.

“Ci dispiace per i grillini in buona fede – ha aggiunto -: che sia il primo omaggio al populismo di destra di Farage, il nuovo alleato europeo? Al giornale fondato da Gramsci, l'augurio di trovare presto una via di uscita che gli consenta di vivere ancora a lungo”.

13 giugno 2014

Alessandra Moretti su Orsoni e il caso Mose

Mose, Moretti: "Il passo indietro di Orsoni importante segnale chiarezza. E Galan?"

"L'opportunità politica raccomanderebbe ben altre scelte rispetto a quelle che sta prendendo Galan. E' alla città di Venezia che dobbiamo pensare in questo momento".

"Il passo indietro di Orsoni è un importante segnale di chiarezza e di opportunità politica: bene ha fatto il sindaco a rassegnare le sue dimissioni, è alla città di Venezia che dobbiamo pensare in questo momento". Lo afferma in una nota Alessandra Moretti.

"L'amministrazione - aggiunge - deve essere messa subito nelle condizioni di proseguire con efficacia il suo lavoro anche per il recupero di quella grande opera che è il Mose: sarebbe impensabile che una tale struttura, di eccezionale importanza ingegneristica, fosse bloccata quando è giunta all'80% della sua costruzione.

4 aprile 2014

Voto di scambio



Voto di scambio: ora la lotta alla mafia è più forte

Dopo il sì della Camera alla riforma del voto di scambio, il testo passa ora al Senato per l'approvazione definitiva. "Il M5S ha votato contro, gridando allo scandalo, ma 8 mesi fa votarono a favore su pene da 4 a 10 anni", si legge in un tweet dei deputati democratici.

Il gruppo PD difende il lavoro fatto alla Camera, assicurando che le sanzioni e le misure previste rafforzeranno la lotta alle cosche.

Walter Verini, Donatella Ferranti e Davide Mattiello, della commissione Giustizia PD, hanno replicato seccamente al fondatore del M5S, che dopo l'approvazione della riforma del 416ter da parte della Camera, ha attaccato anche il premier Renzi.

"Le affermazioni di Beppe Grillo contro il 416ter sono vergognose. E' vero che Grillo è uomo di spettacolo e ci ha abituato alle sua battaglie politiche populiste, ma usare il tema del 416bis contro il presidente del Consiglio è vergognoso e offende le vittime della mafia e diventa protagonista di una deriva pericolosa ed è stato triste vedere il M5S non votare un provvedimento atteso da 20 anni", ha commentato Walter Verini in una conferenza stampa all'indomani del via libera alla Camera della nuova normativa sul voto di scambio politico mafioso.

4 febbraio 2014

Sull'assalto di Gallarate

Tecnologia e giustizia, perché aspettare ancora?

renzi  renzi-620x420
"Mi ha colpito l'analisi del procuratore Gratteri", ha scritto il segretario del Pd su Twitter, commentando l'assalto di ieri a Gallarate, che ha portato all'evasione di un detenuto, durante il trasferimento al Tribunale per un'udienza processuale,all'uccisione di uno dei banditi, e al ferimento di due agenti di polizia penitenziaria: "Con una videoconferenza avremmo evitato l'assalto, i morti e l'evasione. Tecnologia e giustizia, perché aspettare ancora?"

Il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri,intervistato ieri sera dall'AGI, aveva sostenuto opportuno ricorrere all'obbligatorietà della "videoconferenza per detenuti di alta sicurezza", osservando che in questo modo "si risparmiano al contempo soldi e tempo, annullando le spese di trasporto e soprattutto annullando il pericolo per l'incolumità degli stessi agenti di polizia penitenziaria e dei passanti".

29 gennaio 2014

Intervista a Guerini (PD)



Guerini: "II Pd unito. Chi vuole far saltare le riforme lo spieghi al Paese"

Intervista a Lorenzo Guerini di Vladimiro Frulletti - L'Unità


lorenzo guerini  lorenzo_guerini  «Siamo nel punto più buio della notte, vediamo se spunterà l'alba». Il deputato Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd, è in aula alla Camera. Ma il telefono resta quasi costantemente occupato. Guerini fa parte del "consiglio di guerra" di Renzi. Le trattative per condurre in porto l'Italicum continuano. Si sta stringendo, ma l'approdo ancora non si vede.

Onorevole le piace scommettere?

«Non tanto. Scommetto solo quando sono sicuro di vincere».

Oggi certezze non mi pare che ve ne sino molte, quindi faccia un'eccezione. Quanto punterebbe sul successo di questa trattativa veloce, ma anche parecchio ingarbugliata e faticosa?

«Più che sul successo della trattativa scommetterei sul senso di responsabilità. Di fronte a noi abbiamo un accordo importante che non è solo legge elettorale, ma anche superamento del Senato e quindi del bicameralismo perfetto e riforme del Titolo V. Quindi punterei sulla capacità dei protagonisti della politica italiana e del Parlamento a cogliere questa occasione».

Nel Pd, anche se non senza fatica, questo senso di responsabilità è emerso o no?

10 giugno 2013

L'intervista di Scalfari al Presidente Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano si racconta: da dirigente Comunista a Presidente della repubblica.

Video - Speciale la Repubblica delle idee



5 giugno 2013

Andrea Camilleri intervistato da Il Fatto quotidiano

"Il partito democratico ora è più da psichiatra che da psicanalisi".


Andrea Camilleri
La signora Rosetta apre la porta di casa sorridente. Un filo di fumo ci guida da Andrea Camilleri, alCome la penso, autobiografia in forma di saggi e racconti (Chiarelettere). E da Sellerio il nuovo Montalbano, Un covo di vipere. Nuovo, ultimo no. “Quando mai! L’ultimo Montalbano l’ho già scritto, quando ho compiuto ottant’anni: posso dire che il commissario non muore. E che non sposa Livia, non è tipo da matrimonio Salvo Montalbano”. Lui no, ma Andrea Camilleri sì: quest’anno fanno 56 anniversari di nozze. “Ci vuole tanta voglia di stare assieme. E tanta pazienza”. “Ma il commissario è diventato un fedifrago cronico”, proviamo a protestare. “È perché i maschi quando sentono arrivare la vecchiezza diventano di una fragilità sentimentale incredibile. Quando l’ho detto a mia moglie, mi ha risposto: Spero che non sia autobiografico, Andrea”. 
C’è un modo di pensare, nell’italiano, che è ancora fascista: piace la prevaricazione, la sopraffazione. È un virus mutante, come quello dell’influenza. Si fa il vaccino

14 maggio 2013

Il PD farebbe bene a studiare quello che è accaduto nelle urne.

.L'articolo di Antonio Polito pubblicato il 10 maggio sul Corriere della Sera, è ricco di dati e di spunti di riflessione:


E' davvero sorprendente che undici settimane dopo il più grande terremoto elettorale della storia della Repubblica, nessun organo dirigente del Pd abbia ancora fatto un’analisi del voto. Domani riparte la giostra dei nomi, dei segretari, dei reggenti, degli organigrammi. Le correnti sono in piena attività. Tutti vogliono decidere chi guiderà il

11 aprile 2013

Quando Mario Draghi manipola i dati per difendere l’austerità (e François Hollande rimane in silenzio)




Bernard Marx

Nel suo blog Bernard Marx illustra una storia interessante raccontata il 26 marzo scorso sul sito del Social Europe Journal da Andrew Watt, studioso di politica macroeconomica della Fondazione Hans-Böckler ed ex capo della ricerca economica della Confederazione Europea dei Sindacati.

12 marzo 2013

Nessuno può contare più sui patti di fedeltà. 16 milioni di Italiani hanno cambiato voto!

Aiuto, mi si svuota anche il PD.

Vincenzo Cerami - Il Sole 24 ore.



Nel tempo si sono sgretolati tutti i partiti. Ora sta per toccare al Partito Democratico, l'ultimo rimasto più o meno in piedi sia pure cambiando nome e bandiera. Si sono svuotati mentre si andavano trasformando le tradizionali classi sociali di cui erano referenti politici. La piramide delle differenze culturali è crollata, sostituita da quella delle differenze economiche. 
Anche a causa della televisione, l'Italia si è omogeneamente alfabetizzata e padroneggia un lessico comune costruito sul mito del benessere. Sono caduti molti pregiudizi che distinguevano i ceti sociali: assunti basilari che li caratterizzavano e li qualificavano, ereditati da un lungo passato rurale. L'espansione delle città e le immigrazioni interne hanno consolidato, e per certi versi sistematizzato, gli zodiaci di riferimento della borghesia, della piccola borghesia, e di quelli che una volta chiamavamo proletariato e sottoproletariato. I partiti rappresentavano in Parlamento i loro diversi e contrastanti interessi. Distanti visioni del mondo si confrontavano nel momento di varare una legge. In assenza del senso dello Stato (per le note ragioni storiche legate alla controversa nascita dell'Italia unita), i partiti hanno assunto per molto tempo un ruolo sostitutivo delle istituzioni: il cittadino in difficoltà, piuttosto che recarsi al Municipio, preferiva rivolgersi alla sezione del suo Partito, dando nutrimento al malcostume del sottogoverno. Andreotti, ad esempio, costruì la sua popolarità attraverso le famose "lettere di raccomandazione". I partiti erano vere e proprie fortificazioni, quasi militarmente organizzate, con uffici ed efficienti apparati burocratici. I cosiddetti "gruppi dirigenti" gestivano il funzionamento della macchina mantenendo in equilibrio la dialettica delle correnti interne.