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15 settembre 2018

M5s, quando Di Maio prometteva in piazza: "Al primo consiglio dei ministri taglio stipendi, vitalizi e 30 miliardi di sprechi"

Il 2 marzo 2018 il leader grillino annunciò in piazza il primo decreto del suo governo. L'esecutivo Conte ha compiuto cento giorni, ma i soldi dei parlamentari non sono stati toccati. Come i presunti sperperi. E le pensioni sono state solo ricalcolate

Adesso che i fatidici cento giorni della luna di miele giallo-verde sono passati, è arrivato il momento di chiedere a Luigi Di Maio - già candidato premier e attuale vicepresidente del Consiglio - che fine abbiano fatto le nove pagine che lui sventolava in piazza del Popolo la sera del 2 marzo scorso. Non è una domanda oziosa, perché in quelle nove pagine non c'erano gli appunti per il suo ultimo comizio prima del voto, ma qualcosa di molto più importante.

23 febbraio 2015

Grazie ai grillini per i milioni che spenderemo!

I GRILLINI SI SCHIERANO CON MARONI: VIA LIBERA AL REFERENDUM PER L'AUTONOMIA
 
Si voterà entro diciotto mesi ma si poteva fare molto prima senza spendere trenta milioni
"Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione?". In autunno o più probabilmente nella prossima primavera i lombardi saranno chiamati alle urne ad esprimersi su questo quesito. I tempi sono ancora incerti perché il primo referendum consultivo della storia della Regione Lombardia dovrebbe tenersi con il voto elettronico, ovvero con il touch-screen nel seggio. Ed è il via libera a questa sperimentazione, insieme alla modifica del quesito (non più la richiesta di Statuto speciale, ma il trasferimento concordato con il governo di maggiori competenze su specifiche materie) ad aver fatto scattare il voto favorevole dei cinquestelle, decisivo per il raggiungimento della maggioranza qualificata necessaria a indire il referendum.

27 giugno 2014

Serracchiani sulla legge elettorale

Serracchiani: "L'Italicum è la strada, la loro è rischiosa"

Intervista a Debora Serracchiani di Giovanna Casadio - La Repubblica

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«Finalmente i 5Stelle sono scesi dal tetto, questo è il risultato vero. Da parlamentari eletti, i grillini si presentano al dialogo politico». Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, ha appena lasciato la sala del Cavaliere dove si è tenuto il faccia a faccia con i 5Stelle. Racconta la sorpresa della delegazione pentastellata quando hanno visto entrare Renzì. 

Serracchiani, come mai Renzi alla fine ha deciso di venire all`incontro? 

«Al tavolo c`era il Pd e quindi il segretario, perché noi siamo andati a questa trattativa con lo stesso impegno di tutte le altre, quella con Berlusconi e quelle con le forze di maggioranza. I 5Stelle hanno scoperto che, nonostante la stravittoria dem alle europee, sulle regole del gioco davvero teniamo al dialogo». 

Quale è la prospettiva: l`Italicum si può cambiare? 

26 giugno 2014

Legge elettorale

Renzi al M5s: "Felici di poterci confrontare. Le regole si scrivono insieme"

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"Servono idee chiare sul tema" della legge elettorale, dice Matteo Renzi ai rappresentanti del Movimento 5 stelle, durante il confronto svoltosi alla Camera. "Il M5s è disponibile o meno a studiare un correttivo che consenta a chi vince di governare? Noi riteniamo che il democratellum non garantisca questo. Ci sta bene ragionare sul merito, ma non saremo mai d'accordo se non abbiamo la possibilità che chi arriva prima, al primo o secondo turno, vinca".

Ed ancora: "Chiediamo per rispetto ai cittadini mai più inciuci né grandi intese. Se ci si deve mettere insieme bisogna dirlo prima". Altra domanda posta da Renzi ai Cinque stelle: "Siamo dell'idea di rimpicciolire i collegi, ci state?". Inoltre: "Siete d'accordo sulla nostra proposta di affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale?". Ed infine: "Siete disponibili a ragionare di riforme costituzionali?".
Questi i cinque punti che il Presidente del Consiglio ha sottoposto alla delegazione del M5s nel corso dell'incontro alla Camera.

 

18 giugno 2014

Grillo attacca anche l'Unità

Con l'attacco all'Unità Grillo insulta la libertà e la democrazia

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“Gli insulti di Grillo all'Unità sono insulti alla libertà e alla democrazia. In qualsiasi Paese quando un giornale rischia di chiudere è una cattiva notizia perché viene meno comunque un luogo di confronto e di conoscenza. Solo la mediocrità intellettuale dell'ex comico ne può gioire”.
Lo ha affermato Paola De Micheli, vice capogruppo del Pd alla Camera, a proposito del post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, in cui viene definita ‘un’ottima notizia’ la scomparsa dei giornali in particolare il rischio chiusura per il quotidiano L’Unità.

“Ci dispiace per i grillini in buona fede – ha aggiunto -: che sia il primo omaggio al populismo di destra di Farage, il nuovo alleato europeo? Al giornale fondato da Gramsci, l'augurio di trovare presto una via di uscita che gli consenta di vivere ancora a lungo”.

27 febbraio 2014

Un'altra diaspora in casa 5stelle

tratto da: www.repubblica.it

M5S, ancora scambi di accuse: "E' finito il sogno". Di Maio: "Siete solo dei parassiti"

Il senatore Campanella, uno degli espulsi, attacca: "Ormai è chiaro chi comanda e  chi obbedisce". Ma gli "ortodossi" salutano le defezioni: "Solo zavorra che va via". Hackerato l'account twitter di Casaleggio.

M5S, ancora scambi di accuse: "E' finito il sogno". Di Maio: "Siete solo dei parassiti"ROMA - Dimissioni formali e accuse pesanti. Il giorno dopo l'esplosione del dissenso all'interno del M5S si fanno i conti delle conseguenze che la decisione di espellere  quattro senatori avrà sugli assetti e il futuro del movimento. Dopo l'annuncio di ieri, il deputato grillino Alessio Tacconi ha scritto stamane una mail al capogruppo D'Incà per comunicare "la decisione di lasciare da oggi il gruppo parlamentare del M5S".

Allo stesso modo sono state formalizzate al presidente del Senato Pietro Grasso anche le dimissioni dei senatori 5 stelle Luis Alberto Orellana, Alessandra Bencini, Laura Bignami e Monica Casaletto. In tutto, insieme a Maurizio Romani e Maria Mussini, sono quindi 6 le lettere di dimissioni arrivate sul tavolo del presidente del Senato. Dei quattro espulsi ieri dal Movimento, finora l'unico ad aver presentato le dimissioni è Orellana. Mancano ancora gli altri tre: Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista.

2 febbraio 2014

Gli attacchi di Grillo sempre più violenti

«Cosa fareste soli in auto con Boldrini?»: Grillo scatena gli insulti sessisti, poi lo staff li cancella


Laura Boldrini



Una valanga di insulti sessisti nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini solleva un nuovo caso che coinvolge il Movimento cinque stelle. I commenti offensivi sono comparsi sotto un post pubblicato su Facebook dal leader. Non poco l'imbarazzo tra gli stessi grillini. In serata lo staff ha provveduto a cancellare gli insulti.

Insulti sessisti. Scrive Grillo: «Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?» ed allega un video di un ragazzo che finge di esser in auto con la Boldrini a cui rinfaccia la gestione dell'Aula. «Belìn, è fantastico!», chiosa Grillo. Ma il suo post è preso d'assalto dagli utenti con insulti pesantissimi nei confronti della Boldrini che arrivano fino alla violenza sessuale.

31 gennaio 2014

Il parere di Matteo Renzi



Renzi: "Hanno perso la testa. Squadristi da codice penale"

Intervista a Matteo Renzi di Federico Geremicca - La Stampa

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Il commento è secco, lapidario, privo di fronzoli e di retorica. Dice Matteo Renzi: «Non servono giri di parole per dire quel che il Movimento Cinque Stelle sta mettendo in scena alla Camera: roba da squadristi, al limite - se non oltre - del codice penale. E quanto all`atto d`accusa contro Napolitano, spero che nessuno si lasci ingannare: non c`entrano niente la voglia di cambiamento, la Costituzione e quelle balle lì. Siamo di fronte ad una strategia lucida ma disperata: tutta studiata a tavolino».

Le voci degli altri passeggeri e il rumore di fondo del treno col quale Matteo Renzi sta tornando a Firenze, non ostacolano la comprensione né del ragionamento del leader democratico né il suo umore. È quasi ora di pranzo e il sindaco-segretario non ha difficoltà a spiegare quel che pensa intorno a ciò che sta accadendo.
Al centro del Suo ragionamento c`è Beppe Grillo. I due, infatti, ormai si considerano reciprocamente il «nemico numero uno»: e non è difficile ipotizzare che è proprio dal- l`esito del loro duello che dipenderanno tante cose...

30 gennaio 2014

I paladini del nuovo...

Pre-Okkupati

Risse, sceneggiate, accuse al Capo dello Stato: strategie di distrazione di massa per nascondere un anno di fallimenti targati M5S

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Risse, sceneggiate, accuse al Capo dello Stato: strategie di distrazione di massa per nascondere un anno di fallimenti targati M5S

3 gennaio 2014

Renzi scrive a Grillo


Renzi: "Caro Beppe, insieme faremmo grandi cose"

Intervista a Matteo Renzi di Stefano Feltri - Il Fatto Quotidiano

parlamento  parlamento  Matteo Renzi ci prova sul serio: un`alleanza con il Movimento Cinque Stelle, non per il governo, ma per singoli provvedimenti, cominciando da una drastica riforma del Senato, "si può risparmiare un miliardo di euro, se i senatori Cinque Stelle sono d`accordo lo facciamo domani". Notte di Capodanno in piazza Stazione a Firenze, sul palco con Max Pezzali, ex 883, poi giornata in famiglia, qualche partita alla Play Station e un po` di corsa. Il 2014 politico di Renzi comincia con una proposta a Grillo e una rottura con il governo di Enrico Letta, pensando alle elezioni europee di fine maggio: "Se all`Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, è evidente che il vincolo del deficit al 3 per cento del Pil si può sfondare". 

Segretario Renzi, nel suo messaggio di fine anno Napolitano ha detto che rimarrà "fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo faranno ritenere necessario". Pensa che sia il suo ultimo discorso? 

«Non credo. Ma deciderà lui, non altri». 

Il Capo dello Stato ha accennato alle polemiche sul suo ruolo e l`eccessivo potere dimostrato. 

29 ottobre 2013

Civati su Beppe Grillo

Pippo contro Beppe

Il metodo Grillo, che più che un metodo Boffo è un metodo buffo, colpisce ancora, a vanvera, come sempre più spesso gli capita. Terrorizzato dal fatto che il vostro affezionatissimo sia l'unico che può recuperare il voto Pd in prestito al M5S, Grillo – o meglio Casaleggio, perché sappiamo che decide lui – attacca ancora. Dopo il cane da riporto, un riporto da cani, a cui ho già risposto due mesi fa.
Siccome sono settimane che leggo boiate in proposito (a cui non ho risposto per i motivi che illustro tra un momento), ringrazio di cuore chi ha voluto precisare alcune cose sulle mie votazioni in Parlamento, nel confronto con altri parlamentari (maliziosamente scelti tra le file dei falchi del Pdl).
In più, faccio notare che il partito di cui faccio parte è mio malgrado alleato con il Pdl, e quindi è inevitabile che – rispondendo a una dinamica di gruppo – mi ritrovi a votare come il Pd e finisca per votare in modo simile al suo alleato, soprattutto nelle votazioni ‘ordinarie’.
Nei voti chiave, invece, come sa chi segue questo blog, mi sono spesso distinto, sempre cercando di non rompere con il mio partito (a cui tengo) ma mantenendo la mia autonomia, dal voto sul Presidente della Repubblica alla fiducia al governo.

10 ottobre 2013

E qui comando io...

Grillo, Chaouki: "Con il suo 'no' ad abrogazione reato clandestinità ha gettato la maschera"

I deputati 5 Stelle abbiano uno scatto d’orgoglio e si ribellino ai diktat del proprio leader.


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"Grillo con le sue dichiarazioni di contrarietà all’abrogazione del reato di clandestinità e il suo attacco ai senatori 5stelle che lo hanno votato, ha finalmente gettato la maschera" .

2 ottobre 2013

Sul caso della senatrice De Pin

Da M5S inaccettabili intimidazioni alla senatrice De Pin

di Khalid Chaouki 
de pin  de pin
“Sono inaccettabili le intimidazioni e le minacce di violenza recapitate dai banchi dei senatori del Movimento 5 Stelle all’indirizzo della senatrice Paola De Pin, colpevole di avere dichiarato il suo sostegno al governo Letta”.

E’ il commento del deputato del Pd, Khalid Chaouki, all’episodio che oggi in Aula al Senato ha visto protagonista la senatrice del M5S Paola De Pin, che dopo aver dichiarato il suo voto favorevole alla fiducia, è stata pesantemente apostrofata dai banchi dei senatori grillini.

E la chiamano democrazia...



Di seguito potete trovare un articolo de La Repubblica. 

 
 
 

M5S minaccia Paola De Pin:
"Ti aspettiamo fuori"

Alta tensione in Aula. La senatrice fuoriuscita dal Movimento di Grillo dichiara di votare la fiducia e viene minacciata da un ex compagno di partito
ROMA -Sale la tensione in Senato dopo il discorso di Enrico Letta. E quando Paola De Pin, uno dei quattro senatori "transfughi" del Movimento Cinque Stelle, ora nel Gruppo Misto, dichiara di votare la fiducia al governo in aula scoppia la bagarre. La senatrice viene addirittura minacciata da un suo ex compagno di partito. Lo scrive su Twitter Stefano Esposito: "Senatore grillino minaccia in aula la senatrice De Pin uscita da M5S  dicendole ti aspettiamo fuori, questo è squadrismo mafioso".

12 settembre 2013

Caro Beppe....

Caro Beppe,...

Se credi davvero che l’onestà debba tornare di moda e il Parlamento riconquistare la centralità decisionale perduta, allora comincia a dare il buon esempio.

di Francesco Russo,  
grillo  grillo
Caro Beppe,
vengo in Aula in metropolitana,
porto i miei figli a scuola in autobus,
non rubo,
non ho conflitti d’interesse,
non sono in Parlamento da 20 anni,
mantengo la parola data,
non voglio tornare a votare con il Porcellum.