18 febbraio 2014
Riunione circolo PD Sulbiate
RIUNIONE CIRCOLO
iscritti e simpatizzanti
MERCOLEDI 19 GENNAIO 2014 ORE 21,00
c/o Circolo Via Mattavelli
Portavoce Circolo
Gianpiera Beretta
17 febbraio 2014
Risultati primarie in Lombardia
Alessandro Alfieri è il nuovo segretario regionale del PD lombardo
Alessandro Alfieri è il nuovo segretario del Partito Democratico lombardo.
Ecco il risultato regionale definitivo:
Alessandro Alfieri 13660 (57,19 per cento);
Diana De Marchi 10225 (42,81 per cento);
bianche 224;
nulle 63.
Votanti 24172.
I commenti a caldo di Alfieri e De Marchi:
“Grazie
a tutti gli elettori ed elettrici, ai volontari e volontarie che anche
oggi hanno reso possibili queste primarie. Complimenti a Diana De Marchi
per il suo risultato. Ora lavoriamo per “Lombardia2018″ e per riportare
vicino al PD, con i fatti, i delusi di questi giorni”.
“Cari tutti, siamo molto contenti del risultato ottenuto e vi ringraziamo tutti. A Milano abbiamo
vinto in tutti i collegi della città raggiungendo 56,27% dei voti. Come
per Milano anche in altri cinque capoluoghi su dodici abbiamo superato
Alfieri. Il dato regionale dimostra la forza del messaggio della nostra
campagna”.
Ecco il risultato regionale definitivo:
Alessandro Alfieri 13660 (57,19 per cento);
Diana De Marchi 10225 (42,81 per cento);
bianche 224;
nulle 63.
Votanti 24172.
I commenti a caldo di Alfieri e De Marchi:
16 febbraio 2014
Primarie Regionali del PD, ecco i risultati di Sulbiate!!!
Care elettrici,
Cari elettori,
ecco i risultati delle primarie del Partito Democratico per l'elezione del segretario regionale.
Diana De Marchi
Voti: 28 (68,3%)
Alessandro Alfieri
Voti: 13 (31,7%)
Il circolo del Partito Democratico di Sulbiate ringrazia chi oggi, nonostante la difficile situazione del PD nazionale, che nemmeno a noi piace, è venuto comunque a votare. Comprendiamo il dispiacere ed il malumore di chi ha deciso di non prendere parte a queste primarie.
Cari elettori,
ecco i risultati delle primarie del Partito Democratico per l'elezione del segretario regionale.
Diana De Marchi
Voti: 28 (68,3%)
Alessandro Alfieri
Voti: 13 (31,7%)
Il circolo del Partito Democratico di Sulbiate ringrazia chi oggi, nonostante la difficile situazione del PD nazionale, che nemmeno a noi piace, è venuto comunque a votare. Comprendiamo il dispiacere ed il malumore di chi ha deciso di non prendere parte a queste primarie.
15 febbraio 2014
Diana De Marchi e Alessandro Alfieri, i due candidati per il ruolo di segretario regionale del PD
I DUE CANDIDATI
Sono due gli “sfidanti” alla segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia nelle primarie di domenica 16 febbraio.
Diana De Marchi: Mai più lontani #conDiana
Nata a Milano nel 1959, è docente di tedesco e italiano per stranieri e dal 2005 insegna presso la scuola media statale sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano e tiene corsi di italiano per donne straniere. Nel 2006 è eletta consigliera in Zona 7 a Milano occupandosi di scuola, cultura, integrazione, questione di genere, oltre che di una riqualificazione del territorio che passi attraverso processi non solo urbanistici, ma anche sociali.
Ha partecipato attivamente alla nascita del Partito Democratico, venendo eletta nella prima Assemblea nazionale del partito. Dal 2008 è coordinatrice del circolo PD Pio La Torre – San Siro e fa parte della Direzione del PD Metropolitano milanese.
Dal 2010 è sempre Consigliera provinciale a Milano, dove continua a occuparsi di servizi pubblici, sicurezza, cultura, integrazione e questioni di genere. In Consiglio provinciale si è battuta per:
- Diritto allo studio e un’edilizia scolastica efficiente e sicura, anche a fianco degli studenti con disabilità; il progetto “Scuole aperte” per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio.
- Interventi sulle politiche sociali e azioni per persone private della libertà.
- Sostenere il finanziamento dei centri anti violenza le donne maltrattate.
- I lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro.
- Trasparenza nei cda e presenza di donne nei cda delle partecipate.
- Frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi, ripensando all’organizzazione agricola dei territori urbanizzati.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
E’ passato solamente un anno dalle elezioni regionali lombarde. Un anno che sembra un ventennio, dato che il modello lombardo è rimasto esattamente lo stesso. Modello formigoniano e maroniano, a prima vista differenti, eppure del tutto simili nella sostanza delle scelte. Modello al quale non siamo stati capaci di contrapporre la nostra idea di Lombardia, appiattendoci su una responsabilità istituzionale che ci ha fatto perdere incisività nell’azione politica. Siamo rimasti troppo a lungo nel Palazzo, mentre il nostro elettorato chiedeva cambiamenti radicali nelle politiche del lavoro e della formazione, sulle questioni ambientali, sull’estensione dei diritti a tutti, con formula piena. Abbiamo bisogno di recuperare questa distanza, abbiamo bisogno di un Partito Democratico aperto, capace di relazionarsi con tutte le realtà istituzionali ma soprattutto capace di parlare a tutte le province della nostra Regione, che si faccia promotore di grandi campagne di mobilitazione, per disegnare il cambiamento possibile.
- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni: Mai più lontani #conDiana
- Biografia e candidatura: la sintesi
- Il sito, Facebook, Twitter e YouTube
- >>> VIDEO
- Per scriverle: dianaademarchi@gmail.com
Alessandro Alfieri: #Lombardia2018
Nato a Varese nel 1972, si è laureato in Economia alla Bocconi e, dopo aver vinto il concorso in Diplomazia, ha lavorato al Ministero degli Affari Esteri, a Roma e nel mondo (Medio Oriente, Balcani e Corno d’Africa). Nel 2002 è stato candidato Sindaco a Varese e per quattro anni ha coordinato l’Ulivo della città. Per la provincia di Milano è stato Responsabile per le Relazioni internazionali, seguendo la promozione all’estero della candidatura di Milano all’Expo del 2015. Con la nascita del Partito Democratico è diventato vicesegretario in Lombardia e nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale. Nel 2013 ha assunto l’incarico di Capogruppo al Pirellone e nel giugno dello stesso anno la Direzione regionale del partito gli ha affidato l’incarico di coordinatore politico.
Vive a Varese con la moglie Raffaella e la loro bambina Asia.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
Il Partito Democratico lombardo si pone l’obiettivo ambizioso di vincere le prossime elezioni regionali. E per poterlo fare dobbiamo prendere atto anche degli errori commessi in passato. Nello scorso febbraio abbiamo perso una grande occasione.
Sono due gli “sfidanti” alla segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia nelle primarie di domenica 16 febbraio.
Nata a Milano nel 1959, è docente di tedesco e italiano per stranieri e dal 2005 insegna presso la scuola media statale sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano e tiene corsi di italiano per donne straniere. Nel 2006 è eletta consigliera in Zona 7 a Milano occupandosi di scuola, cultura, integrazione, questione di genere, oltre che di una riqualificazione del territorio che passi attraverso processi non solo urbanistici, ma anche sociali.
Ha partecipato attivamente alla nascita del Partito Democratico, venendo eletta nella prima Assemblea nazionale del partito. Dal 2008 è coordinatrice del circolo PD Pio La Torre – San Siro e fa parte della Direzione del PD Metropolitano milanese.
Dal 2010 è sempre Consigliera provinciale a Milano, dove continua a occuparsi di servizi pubblici, sicurezza, cultura, integrazione e questioni di genere. In Consiglio provinciale si è battuta per:
- Diritto allo studio e un’edilizia scolastica efficiente e sicura, anche a fianco degli studenti con disabilità; il progetto “Scuole aperte” per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio.
- Interventi sulle politiche sociali e azioni per persone private della libertà.
- Sostenere il finanziamento dei centri anti violenza le donne maltrattate.
- I lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro.
- Trasparenza nei cda e presenza di donne nei cda delle partecipate.
- Frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi, ripensando all’organizzazione agricola dei territori urbanizzati.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
E’ passato solamente un anno dalle elezioni regionali lombarde. Un anno che sembra un ventennio, dato che il modello lombardo è rimasto esattamente lo stesso. Modello formigoniano e maroniano, a prima vista differenti, eppure del tutto simili nella sostanza delle scelte. Modello al quale non siamo stati capaci di contrapporre la nostra idea di Lombardia, appiattendoci su una responsabilità istituzionale che ci ha fatto perdere incisività nell’azione politica. Siamo rimasti troppo a lungo nel Palazzo, mentre il nostro elettorato chiedeva cambiamenti radicali nelle politiche del lavoro e della formazione, sulle questioni ambientali, sull’estensione dei diritti a tutti, con formula piena. Abbiamo bisogno di recuperare questa distanza, abbiamo bisogno di un Partito Democratico aperto, capace di relazionarsi con tutte le realtà istituzionali ma soprattutto capace di parlare a tutte le province della nostra Regione, che si faccia promotore di grandi campagne di mobilitazione, per disegnare il cambiamento possibile.
- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni: Mai più lontani #conDiana
- Biografia e candidatura: la sintesi
- Il sito, Facebook, Twitter e YouTube
- >>> VIDEO
- Per scriverle: dianaademarchi@gmail.com
Nato a Varese nel 1972, si è laureato in Economia alla Bocconi e, dopo aver vinto il concorso in Diplomazia, ha lavorato al Ministero degli Affari Esteri, a Roma e nel mondo (Medio Oriente, Balcani e Corno d’Africa). Nel 2002 è stato candidato Sindaco a Varese e per quattro anni ha coordinato l’Ulivo della città. Per la provincia di Milano è stato Responsabile per le Relazioni internazionali, seguendo la promozione all’estero della candidatura di Milano all’Expo del 2015. Con la nascita del Partito Democratico è diventato vicesegretario in Lombardia e nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale. Nel 2013 ha assunto l’incarico di Capogruppo al Pirellone e nel giugno dello stesso anno la Direzione regionale del partito gli ha affidato l’incarico di coordinatore politico.
Vive a Varese con la moglie Raffaella e la loro bambina Asia.
LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
Il Partito Democratico lombardo si pone l’obiettivo ambizioso di vincere le prossime elezioni regionali. E per poterlo fare dobbiamo prendere atto anche degli errori commessi in passato. Nello scorso febbraio abbiamo perso una grande occasione.
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 53 del 15 febbraio 2014
Dai 101 ai 136
Se non altro dalla pugnalata alle spalle si è passati a quella a viso aperto. L'effetto è però lo stesso: far fuori un nostro leader, al quale va tutta la mia solidarietà. Ma c'è ben peggio: trasformare un'alleanza di scopo col centrodestra in alleanza organica di legislatura. La disinvoltura con cui Renzi cambia le carte in un niente non mi sorprende. Mi ha ferito l'ignavia dei 'cuperliani' (categoria da cui mi dimetto seduta stante): la sola distinzione di cui sono stati capaci è chiedere che non si votasse in direzione! Ormai il voto, sale della democrazia, ne sta diventando un orpello fastidioso.
Se non altro dalla pugnalata alle spalle si è passati a quella a viso aperto. L'effetto è però lo stesso: far fuori un nostro leader, al quale va tutta la mia solidarietà. Ma c'è ben peggio: trasformare un'alleanza di scopo col centrodestra in alleanza organica di legislatura. La disinvoltura con cui Renzi cambia le carte in un niente non mi sorprende. Mi ha ferito l'ignavia dei 'cuperliani' (categoria da cui mi dimetto seduta stante): la sola distinzione di cui sono stati capaci è chiedere che non si votasse in direzione! Ormai il voto, sale della democrazia, ne sta diventando un orpello fastidioso.
Domani, nonostante tutto, si vota. Per Alessandro, per il Pd lombardo.
La voglia di disertare è diffusa: in tanti non ne vogliono sapere dei nostri seggi per l'elezione del segretario regionale. Eppure insisto, ancor di più nel disorientamento di queste ore: l'unica speranza di tenuta del PD sta nei territori. Dobbiamo costruire qui in Lombardia un nuovo gruppo dirigente competente ed autorevole. E' quindi necessario fare in modo che il nuovo segretario (che spero sia Alessandro Alfieri) abbia un'investitura piena, forte di un consenso numeroso e diffuso.
La voglia di disertare è diffusa: in tanti non ne vogliono sapere dei nostri seggi per l'elezione del segretario regionale. Eppure insisto, ancor di più nel disorientamento di queste ore: l'unica speranza di tenuta del PD sta nei territori. Dobbiamo costruire qui in Lombardia un nuovo gruppo dirigente competente ed autorevole. E' quindi necessario fare in modo che il nuovo segretario (che spero sia Alessandro Alfieri) abbia un'investitura piena, forte di un consenso numeroso e diffuso.
14 febbraio 2014
L'invito al voto del segretario provinciale del PD, Pietro Virtuani
Tel. 039 323522 - Cell. 373 8565958
Cara/caro,
domenica 16 febbraio si
terranno le primarie del Partito Democratico per l’elezione del
segretario regionale, un appuntamento di fondamentale importanza per il
nostro partito e per la nostra regione: il progetto di una Lombardia
diversa deve prendere forma fin da subito, e a questo progetto vuole
lavorare il Partito Democratico, per questo abbiamo scelto di eleggere
il nostro gruppo dirigente in maniera ampia e condivisa.
Queste
primarie arrivano a chiusura di un lungo percorso congressuale, ma non
per questo sono una tappa meno importante. Si tratta di scegliere sia
quale sarà la classe dirigente che porterà il nostro partito alle
prossime elezioni regionali, sia chi rappresenterà in questi anni la
prima regione italiana all’interno del Partito Democratico.
Ma
non si tratta solo di questo: siamo consapevoli che queste primarie si
collocano in un momento di grande tensione, perché sono alla conclusione
di una settimana decisiva per gli assetti istituzionali, per il futuro
del governo Letta e per il ruolo del Segretario del PD Matteo Renzi.
Pippo Civati scrive:
Coerenzi
A molti renziani della prima ora non piace la staffetta. E ti credo.Renzi : "Mai più larghe intese e via subito alla riforma della giustizia"
Renzi: “Se vinco mai più larghe intese”
Matteo Renzi: "Mai più larghe intese”
Renzi: "Io contro Letta? Una barzelletta ma lui faccia contenti gli italiani, non solo il Pdl"
Intervista a Matteo Renzi: “Con me segretario del Pd Letta sarà più forte”
Renzi: "Letta può arrivare fino al 2018, ma facciamo subito legge elettorale"
Una nuova fase, davvero?
Apriamo una fase nuova
Portiamo a compimento il cammino delle riforme
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Leggi la sintesi dell'intervento di Matteo Renzi in Direzione nazionale.
Testo del documento approvato
La Direzione del Partito Democratico
-
esaminata la situazione politica e i recenti sviluppi, ringrazia il
Presidente del Consiglio Enrico Letta per il notevole lavoro svolto alla
guida del governo - esecutivo di servizio, nato in un momento delicato
dal punto di vista politico, economico e sociale - e per il
significativo apporto dato, in particolar modo per il raggiungimento
degli obiettivi europei;
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