15 ottobre 2017

a Palermo un convegno su Giorgio La Pira

Spes contra Spem
   
In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Giorgio La Pira, il 13 e il 14 ottobre 2017, è in programma a Palermo il IV Convegno nazionale dal titolo “Spes contra spem 4”. L’incontro, organizzato dal Comune del capoluogo siciliano e dalla Fondazione Giorgio La Pira si propone di far conoscere e attualizzare i valori a cui il politico e il docente nato a Pozzallo si è ispirato. Tra le diverse associazioni nazionali e locali che aderiscono, anche l'Istituto Arrupe di Palermo, partner di Aggiornamenti Sociali.

14 ottobre 2017

Dieci anni di PD


14 ottobre, il nostro Partito compie dieci anni.
Presi come siamo dalle vicende quotidiane, che siano la legge elettorale con tutto ciò che ne consegue (funzionamento, effetti, modalità con cui si potrà arrivare all'approvazione) o il lavoro giornaliero che facciamo nei nostri circoli, nei nostri Comuni, in Provincia, rischiamo di non dare il giusto risalto a un anniversario come questo; non solo perché per come è andata configurandosi la politica italiana negli ultimi tempi, affollata di movimenti, partitini personali, cartelli elettorali, sigle e simboli che durano lo spazio di una elezione, 10 anni di un Partito vero sono effettivamente una notizia.

13 ottobre 2017

Resistenza senza fucile


Le nuove scuole: se ci avessimo pensato prima...

La nostra scuola costruita di recente è struttura in classe "C": molto lontana da questi esempi...

ROMA - Orti, pannelli solari, riscaldamento a basso consumo, pavimenti drenanti e strutture in legno all'avanguardia. Alcune scuole d'Italia sono esempi virtuosi di edilizia sostenibile. Di pari passo, nella filosofia della progettazione, vanno l'utilizzo di materiali riciclati e i bassi consumi energetici, oltre alla sicurezza delle strutture dove bambini e ragazzi passano una buona parte della giornata.

11 ottobre 2017

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA


Sabato 07 Ottobre 2017

La deriva
Ho scritto che i referendum del lombardo-veneto nulla hanno a che fare con quello della Catalogna. Ho definito il nostro un voto alla Catalano, sinonimo di ovvietà camuffata da rivelazione. Mi sto ricredendo. Naturalmente non mi riferisco agli effetti concreti, prossimi al nulla nel nostro caso, deflagranti in quello spagnolo. Il problema sta nelle argomentazioni, negli appetiti che vengono stuzzicati, nella deriva che ne può conseguire. Da questo punto di vista la propaganda di casa nostra è ancora peggiore di quella iberica. Perché un conto è voler le mani libere, un altro è pretendere le tasche piene. Lottare per un ideale di indipendenza può anche essere nobile, contrapponendo per di più un modello repubblicano ad una antistorica monarchia. Pretendere più soldi per chi è già più ricco mi pare un cicinino egoista.
Mica per niente la sindaca di Barcellona aveva organizzato la marcia per una migliore accoglienza dei profughi, quelli che Maroni invece in Lombardia non vuole proprio vedere.

La settimana in Regione
Il Consiglio ha approvato il bilancio consolidato di Regione Lombardia, comprendente le società interamente partecipate. Il patrimonio netto risulta incrementato nell’esercizio 2016, per un valore totale di 2 miliardi e 181 milioni. I crediti ammontano ad oltre 19 miliardi, circa 4 miliardi sono le disponibilità liquide e 23 miliardi i debiti. Il nostro giudizio è stato negativo, anche perché non vi è evidenza delle potenziali conseguenze di alcune partite ad alto rischio quali Pedemontana. Altra deliberazione significativa ha riguardato l’intesa col Cantone dei Grigioni per il miglioramento di alcuni servizi di reciproco interesse. La prima fase riguarda soprattutto i trasporti ed in particolare l’armonizzazione degli orari ferroviari.

10 ottobre 2017

NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO


Newsletter 161 / ottobre 2017
Accovacciato su un ramo basso della siepe il vivace pettirosso osserva l'ambiente vicino. È il segnale inconfondibile dell'autunno che avanza e dell'inverno ormai prossimo che farà calare la tela sulla X legislatura regionale.
Come saldi di fine stagione passano in Consiglio e nelle commissioni gli ultimi scampoli di un'attività politica ed amministrativa che in questi cinque anni non ha mai preso veramente quota.
Una navigazione di piccolo cabotaggio che ha visto la sua espressione massima nella pseudo riforma della sanità. Figurarsi...
Il resto è stata normale amministrazione: un grazie ai funzionari che hanno mandato avanti la baracca, a prescindere.
Con molte insufficienze in pagella e le precedenti promesse elettorali non mantenute, Maroni ora punta tutto sull'esito del referendum per l'autonomia.
Il bello è che il governatore vuole conseguire la massima partecipazione dei cittadini, e quindi il risultato della sua riconferma, spendendo a piene mani i soldi dei lombardi: ben 55 milioni ad oggi!
Not in my name, dicono gli inglesi. Non nel mio nome! Dico io. Astensione.

9 ottobre 2017

L'oltraggio di Maroni alla patria della Meloni

Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.
La saggezza popolare colpisce ancora e lo fa in modo imprevedibile, anche in Lombardia.
Tutto si sarebbe aspettato Maroni, meno che sentirsi bocciare sonoramente il referendum dal leader nazionale di una forza che lo ha sostenuto in questi anni senza creargli particolari problemi. Anzi.
Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d'Italia, lo ha bocciato senza mezzi termini. Il ragionamento è malizioso e articolato: "è vero che il referendum è sull'autonomia e non sulla secessione, ma qual è la finalità di parte delle realtà che lo sostengono?". Ma la Meloni non si ferma: "Sono convinta che la Patria, quella vera, sia l'unico argine rimasto alla deriva mondialista e alla globalizzazione incontrollata. Difendere l'unità d'Italia vuol dire difendere la nostra identità, la nostra libertà e la nostra sovranità. Nessuna concessione da parte mia a spinte indipendentiste". Nessuna pietà politica anche per la parte fiscale del referendum, quella del mitico residuo che starebbe mettendo sul lastrico i virtuosi lombardi: "Le rivendicazioni fiscali" continua la Meloni "potrebbero non fermarsi a livello regionale, ma penetrare più in profondità. Per quale motivo, ad esempio, gli abitanti della provincia di Milano dovrebbero condividere la loro ricchezza con quelli della provincia di Pavia che hanno un reddito pro-capite che è meno della metà del loro?". E la considerazione finale è un vero e proprio botto: il referendum è "un oltraggio alla Patria, inutile e pericoloso".

5 ottobre 2017

Corso di formazione alla Politica

I luoghi del potere nella società contemporanea
Programma del corso: i primi 3 incontri

sabato 28 ottobre 2017, ore 9.30 - 13.00 – L’ Italia,
Tavola rotonda sulla cultura del potere in Italia (Agostino Giovagnoli)
SALVATORE NATOLI, L’Antropologia politica degli Italiani, Editrice La Scuola, 2014
presenta il corso: Luca Caputo

sabato 11 novembre 2017, ore 9.30 - 13.00 – La filosofia del linguaggio
BRUNO BALLARDINI, ISIS® il marketing dell’Apocalisse, Baldini & Castoldi, 2015
Introduce: Walter Ferrario

sabato 16 dicembre 2017, ore 9.30 - 13.00 – La sanità
Tavola rotonda con CARLO BORGHETTI
Ivan Cavicchi, “La quarta riforma”, ebook
Introduce: Stefano Guffanti


Sede del corso: Milano via s.Antonio 5
Contattare pd20884@gmail.com per usufruire del passaggio in macchina.

3 ottobre 2017

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA


Sabato 30 Settembre 2017

Catalunyia
Ho sempre avuto in simpatia i movimenti indipendentisti. Storicamente hanno costituito forme di resistenza agli autoritarismi ed hanno avuto guide progressiste ed attente ai problemi sociali. L'autodeterminazione dei popoli era la premessa anche per il loro sviluppo in un quadro democratico. Il recente caso del Kurdistan sembra confermare questo ragionamento. Più complicata la questione in Paesi dove la democrazia è già bene o male riconosciuta. Qui le rivendicazioni separatiste incorporano anche elementi di nazionalismo antisolidale. Non sempre prevalente, certo, ma altresì pronto ad emergere. Ciò detto, a queste spinte è sbagliata una risposta solo legalitaria ed autoritaria. Nel ripensare l'Europa andranno rimessi in discussione anche gli attuali Stati e le loro articolazioni regionali. Comunque finisca, la questione catalana è una cosa seria, da analizzare sul serio. Come lo fu quella scozzese: chissà se ci sarebbe stata la Brexit in caso di diverso esito di quella vicenda. Nessun legame invece con la Lombardia: qui nessun dramma, è solo operetta.

La settimana in Regione
In assenza di seduta del Consiglio (rinviata su richiesta degli Alfaniani, impegnati nella loro Direzione nazionale) il fatto più significativo è stata la ripresa del lavoro sulla legge elettorale regionale. La Lega sembra rassegnata a subire l'introduzione della doppia preferenza di genere, in cambio chiede l'allargamento delle liste. È stato inoltre licenziato il piano di ristrutturazione delle società partecipate dalla Regione. Le nostre critiche si sono principalmente concentrate su Asam, la holding infrastrutturale che detiene la partecipazione in Serravalle e quindi in Pedemontana, oltre che sulla sovrapposizione tra diverse centrali d'acquisto: Arca, Lombardia Informatica, Infrastrutture Lombarde. Asam è stata messa in liquidazione, ma il punto è il futuro assai incerto delle società sottostanti. La Giunta naviga a vista, Maroni è andato da Delrio provando a spostare nuovamente sul Governo responsabilità che sono invece tutte sue: nella prossima campagna elettorale gliele dovremo ricordare puntualmente.

2 ottobre 2017

Nebbia fitta in Brianza

Ci risiamo. Purtroppo.
Un altro comune lombardo è scosso da un'indagine che ipotizza collusioni con la malavita organizzata. Questa volta c'è addirittura un sindaco agli arresti domiciliari e un consiglio comunale che si scioglie per le dimissioni di buona parte degli eletti. Uno spettacolo triste, che deve far riflettere sull'ormai pervasiva capacità della malavita organizzata, la 'ndrangheta in particolare, di mettere radici nei nostri territori, soprattutto laddove gli affari si profilano più allettanti. Il sistema è più o meno quello che già conosciamo: un imprenditore compiacente si fa carico di garantire affari con il beneplacito o addirittura il favore di qualche politico locale.
Non sta a noi ricostruire l'accaduto o ipotizzare gli sviluppi giudiziari, di certo non possiamo esimerci dal sottolineare come sia finito il tempo dell'antimafia delle parole e della legalità fatta a proclami. Servono fatti concreti e azioni che portino a costruire anticorpi solidi e condivisi contro le infiltrazioni. Amministratori locali che spadroneggiano sul proprio territorio e ostentano interventi draconiani per sicurezza e legalità possono anche conquistare consensi sui social network, ma non costruiscono il clima giusto per scongiurare possibili tentativi di infiltrazione e isolare imprenditori spregiudicati o altri soggetti troppo ingombranti.