9 gennaio 2018
8 gennaio 2018
31 dicembre 2017
Imprenditori cercasi
Ricordate il libro proposto dalla Finestra di Fronte dal titolo "Imprenditori cercasi"?
Riceviamo il contributo che segue e che vi proponiamo
Riceviamo il contributo che segue e che vi proponiamo
23 dicembre 2017
Il Senato si dà nuove regole
Leggi più veloci e stop ai cambi di casacca.
Approvata a larga maggioranza la riforma del regolamento interno: niente più gruppi di "transfughi". E l'astensione non vale più come voto contrario
di MONICA RUBINO
ROMA - Sul punto di essere abolito, se fosse passato il referendum costituzionale dello scorso anno, il Senato si riscatta autoriformandosi e dandosi nuove regole a quasi 30 anni dall'ultima grande riforma (risalente al 1988). Ieri infatti l'aula ha approvato, quasi all'unanimità, il nuovo regolamento di Palazzo Madama che mette uno stop ai cambi di casacca dei parlamentari, stabilisce maggiore trasparenza dei lavori e non fa più valere il voto di astensione come contrario.
"Riforma straordinaria", condivisa da tutti i partiti e ottenuta "senza forzature", esulta il presidente del Senato Pietro Grasso su Facebook. E in aula aggiunge: "Ai senatori della XVIII legislatura lasceremo un Senato che potrà funzionare ancora meglio". Esprime soddisfazione anche il presidente emerito Giorgio Napolitano, che afferma nel suo messaggio di rallegramenti inviato al relatore Roberto Calderoli (Lega): "Si è compiuto una specie di miracolo".
Vediamo allora punto per punto tutte le novità della riforma interna.
• LIMITE A NASCITA DI NUOVI GRUPPI E A CAMBI DI CASACCA
Ogni gruppo parlamentare, pur mantenendo la soglia minima di dieci senatori, deve rappresentare un partito o movimento politico, anche frutto dell'aggregazione di più sigle, che abbia presentato alle elezioni per il Senato propri candidati con lo stesso contrassegno. Nuovi gruppi, dunque, potranno essere costituiti, anche in corso di legislatura, solo se corrispondono a partiti o movimenti politici che si siano presentati alle elezioni uniti o collegati. In pratica con le nuove regole non sarebbero potuti nascere i gruppi del Nuovo centrodestra di Alfano, quelli di Ala di Verdini e anche Mdp di Bersani. In futuro chi vorrà praticare una scissione o dovrà entrare in un gruppo già esistente o finire nel Misto. Per disincentivare al massimo i cambi di casacca si introduce un'altra norma: decadenza automatica dall'incarico di vicepresidente o segretario nel caso in cui si lasci il gruppo in nome del quale si è stati eletti. A meno che non sia stato il gruppo a decidere di sciogliersi.
Approvata a larga maggioranza la riforma del regolamento interno: niente più gruppi di "transfughi". E l'astensione non vale più come voto contrario
di MONICA RUBINO
ROMA - Sul punto di essere abolito, se fosse passato il referendum costituzionale dello scorso anno, il Senato si riscatta autoriformandosi e dandosi nuove regole a quasi 30 anni dall'ultima grande riforma (risalente al 1988). Ieri infatti l'aula ha approvato, quasi all'unanimità, il nuovo regolamento di Palazzo Madama che mette uno stop ai cambi di casacca dei parlamentari, stabilisce maggiore trasparenza dei lavori e non fa più valere il voto di astensione come contrario.
"Riforma straordinaria", condivisa da tutti i partiti e ottenuta "senza forzature", esulta il presidente del Senato Pietro Grasso su Facebook. E in aula aggiunge: "Ai senatori della XVIII legislatura lasceremo un Senato che potrà funzionare ancora meglio". Esprime soddisfazione anche il presidente emerito Giorgio Napolitano, che afferma nel suo messaggio di rallegramenti inviato al relatore Roberto Calderoli (Lega): "Si è compiuto una specie di miracolo".
Vediamo allora punto per punto tutte le novità della riforma interna.
• LIMITE A NASCITA DI NUOVI GRUPPI E A CAMBI DI CASACCA
Ogni gruppo parlamentare, pur mantenendo la soglia minima di dieci senatori, deve rappresentare un partito o movimento politico, anche frutto dell'aggregazione di più sigle, che abbia presentato alle elezioni per il Senato propri candidati con lo stesso contrassegno. Nuovi gruppi, dunque, potranno essere costituiti, anche in corso di legislatura, solo se corrispondono a partiti o movimenti politici che si siano presentati alle elezioni uniti o collegati. In pratica con le nuove regole non sarebbero potuti nascere i gruppi del Nuovo centrodestra di Alfano, quelli di Ala di Verdini e anche Mdp di Bersani. In futuro chi vorrà praticare una scissione o dovrà entrare in un gruppo già esistente o finire nel Misto. Per disincentivare al massimo i cambi di casacca si introduce un'altra norma: decadenza automatica dall'incarico di vicepresidente o segretario nel caso in cui si lasci il gruppo in nome del quale si è stati eletti. A meno che non sia stato il gruppo a decidere di sciogliersi.
21 dicembre 2017
"Fare, meglio".
È questo il claim di Giorgio Gori e della campagna elettorale che lo porterà a sfidare Maroni e il Movimento 5 Stelle per il governo di Regione Lombardia.Uno slogan che ben descrive la personalità di Giorgio Gori. “Sarebbe stato facile – scrive Gori – scegliere una campagna molto più “gridata” e aggressiva. È questo un consiglio che in molti mi hanno dato: “Sei lo sfidante, grida anche tu”, mi sono sentito dire, “perché oggi chi non grida non viene sentito”. Io invece ho scelto differentemente e vi dico perché”. “Secondo me i cittadini, le imprese, la società civile lombarda fanno già molto. Questo spiega perché la Lombardia “va”. Siamo concreti, abbiamo una grande capacità di auto-organizzazione – fattori che si riflettono ad esempio nel nostro livello di sviluppo, ai vertici delle classifiche delle regioni italiane. Ma questo oggi non basta: la sfida che abbiamo di fronte è trovare soluzioni concrete che portino la Lombardia a confrontarsi alla pari con le grandi regioni d’Europa. Perché è con quelle regioni all’avanguardia che noi competiamo con i nostri prodotti, è con loro che dobbiamo confrontarci se vogliamo competere sul valore aggiunto e non sul costo del lavoro. E’ in quelle regioni che oggi cercano lavoro i nostri giovani, troppo spesso perché non riescono a trovare un futuro nel nostro territorio”.
“E poi nel fare, meglio c’è dentro il “fare”, ovvero proprio il lavoro. Questa è stata la mia vita, da dirigente e da imprenditore prima di entrare in politica. E continua ad essere la mia “fissa” oggi, da amministratore e da candidato alla Presidenza della Regione Lombardia. Perché è dalle opportunità di lavoro per i nostri giovani e per le donne che dipende la fiducia nel futuro. Ed è dalla mancanza di una buona e piena occupazione che nascono l’insicurezza, la paura e tutte le malattie della società. Il fare, il lavoro è uno dei temi fondamentali della mia campagna e della futura azione di governo in Regione Lombardia”.
Sono già quasi 300 comitati e a 1500 adesioni in tutta la Lombardia. Se volete dare una mano a Giorgo Gori aderire è facilissimo: i dettagli sul sito www.xgori.it
19 dicembre 2017
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA
Sabato 16 Dicembre 2017
Positivi
Se anche il piccolo Pordenone ha inchiodato a reti bianche la corazzata nerazzurra (tanto per non parlare del solito Benevento) perchè non dovremmo pensare di poter sfidare con successo l’armata maroniana, anche approfittando dei rigori dell’imminente campagna invernale? Vedo in giro un po’ troppa rassegnazione, che è cosa diversa dal realismo. La consapevolezza delle difficoltà deve spronare a raddoppiare la motivazione. Che è infatti duplice: evitare altri cinque anni di oscurantismo ma, ancor di più, provare a cambiare la nostra Regione. Trovo molto azzeccato lo slogan iniziale della campagna di Giorgio Gori: Fare, meglio. Per essere convincenti ed attrattivi dobbiamo essere anche positivi. Non basta denunciare gli errori altrui, occorre soprattutto far comprendere di avere idee e persone in grado di rispondere alle attese. Almeno questo, lo dobbiamo provare.
La settimana in Regione
C’è poco da raccontare, in vista del gran finale della prossima settimana dedicata al Bilancio 2018. Su questo versante buone notizie sono giunte ieri da Roma, con la riduzione del taglio alle Regioni per 375 mln di euro. Di questi, 75 sono destinati all’assistenza di alunni con disabilità fisiche o sensoriali. Il gruppo PD Regionale ha preparato a sua volta un pacchetto di emendamenti coi quali chiama la Giunta lombarda a fare la sua parte. Prioritariamente su due fronti: il Fondo sociale per alimentare i piani di zona dei comuni ed i fondi per il trasporto pubblico locale su gomma. Abbiamo inoltre predisposto una proposta specifica per ciascuno degli 85 ambiti territoriali della nostra Regione. Si inizierà a discuterne martedì mattina, le votazioni sono previste nel pomeriggio di mercoledì. Il giorno successivo dovremmo invece licenziare la nuova legge elettorale, sancendo la parità di genere nelle liste e la doppia preferenza.
17 dicembre 2017
NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO
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16 dicembre 2017
Il ministro Martina presenta a Monza il suo libro
Attenzione: a causa della convocazione urgente del Consiglio dei Ministri, siamo obbligati ad annullare l’iniziativa prevista per oggi pomeriggio con il Ministro Martina al Libraccio di Monza.
Ci scusiamo per il contrattempo.
Speranzosi di poter recuperare l’appuntamento in futuro, auguriamo a tutti un buon inizio settimana.
La segreteria PD MB
14 dicembre 2017
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA
Sabato 09 Dicembre 2017
È questo il fiore
Questa mattina eravamo in tanti in piazza a Como per affermare valori di tolleranza e di antifascismo. Manifestazione convocata senza simboli di partito, ma con uno slogan evocativo e mobilitante. È quel che ci servirebbe più spesso, per ritrovare carica, passione, unità. Già, perché di fronte a noi, ricordiamocelo sempre, c’è una destra intollerante, xenofoba, oscurantista. Non lasciamoci sviare dalle furbesche dichiarazioni di Maroni, e dai suoi propositi di far da contrappeso moderato a Salvini. Martedì in Consiglio regionale ne abbiamo avuto conferma, col rifiuto del centrodestra lombardo di condannare gli episodi squadristi dei giorni scorsi. Ora, se si vuole essere conseguenti ai buoni propositi di giornata, occorre che tutti mettano in cima all’agenda delle prossime settimane un solo obiettivo: dare alla Lombardia un governo diverso. Mentre appare scontato che alle politiche non vi saranno vincitori, qui basterà anche un solo voto a fare la differenza. Abbiamo il dovere di provarci.
La settimana in Regione
Nella seduta dedicata agli atti ispettivi e di indirizzo sono state approvate diverse mozioni ed una risoluzione. Essa riguardava il trasferimento a Milano della divisione centrale della Corte dei brevetti di Londra: persa l’EMA ci si riprova con questo Ente, anche in virtù del numero dei brevetti depositati nel nostro Paese. Tra le mozioni segnalo quella con l’impegno alla Giunta a provvedere affinché negli ospedali lombardi si possa accedere alle pratiche di fecondazione assistita con il solo pagamento del ticket. Infine rispondendo ad un nostro question time sono stati confermati i costi del referendum per l’autonomia: ad oggi 55 milioni. Per quanto riguarda invece i tablet sono in corso i lavori di ricondizionamento, per procedere poi alla loro distribuzione alle scuole, al netto di una quota che sarà trattenuta in Regione per eventuali prossimi referendum locali. Non è però ancora chiaro quali saranno i criteri di assegnazione.
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