16 gennaio 2018

Il sindacato ha perso la propria identità ?

Il mondo del lavoro sta cambiando, ma cambia molto anche il pensare e sentire dei lavoratori
Da La Repubblica del 13 gennaio
“Requiem per quel grande strumento di promozione non solo economica e sociale, ma politica, culturale, democratica che è stato il sindacato nel secolo scorso. Qui, non è in discussione il ruolo nella difesa e nella valorizzazione economica del lavoro, con i meriti e i demeriti delle battaglie per i contratti. Si tratta, piuttosto, del sindacato come luogo e veicolo di intesa e solidarietà degli strati sociali meno ricchi e più svantaggiati e come laboratorio di massa per la definizione e la diffusione di modelli di comportamento sociale ispirati ai valori democratici. Per il progressivo svanire sui luoghi di lavoro, per quel che riguarda i sindacati storici italiani, come Cgil, Cisl e Uil, o per omissione, più o meno deliberata – si può sospettare – altrove, oggi, invece, uno sguardo di insieme sull'Europa sembra indicare la sindacalizzazione come via più breve all'intolleranza e al populismo.”
e ancora…

15 gennaio 2018

NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO


NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO
Newsletter 174 /
 gennaio 2018
C'è qualcuno di voi che può dire: "Me lo aspettavo"? Non credo proprio!
Come un fulmine a ciel sereno, Maroni lunedì scorso ha dichiarato ufficialmente che non si ricandiderà alle prossime elezioni regionali e l'annuncio ha lasciato a bocca aperta l'universo mondo.
Da un attimo all'altro in Regione è cambiata ogni cosa, il clima, le relazioni, i discorsi, gli atteggiamenti, le aspettative...
Anche per noi, impegnati a sostenere Giorgio Gori, cambia ogni prospettiva.
Il nostro candidato non è più chiamato a competere con il governatore uscente e la novità ci dà sicuramente qualche chance in più.
Occorre adesso ottimizzare la situazione e lavorare alacremente per il risultato.

10 gennaio 2018

Gli auguri del Segretario di Monza

Il 2018 inizia subito con una campagna elettorale molto aperta ed incerta, tenuto conto della nuova legge elettorale che non assegna premi di maggioranza. È importante iniziare questa campagna elettorale con la consapevolezza delle buone cose fatte dai tre governi a guida PD in questi cinque anni e dalla sua maggioranza parlamentare fortemente rappresentata dal PD stesso.

Dobbiamo riuscire a comunicare alle persone che incontriamo che il PD e i suoi rappresentanti, che andremo a sostenere, sono in grado di dare le giuste garanzie di saper governare il paese in modo competente e disinteressato e che sono in grado di proporre soluzioni concrete per migliorare la vita di tutti i cittadini, perseguendo quelle progressive riforme che possono accelerare la crescita del paese, creare nuova occupazione, garantire maggiore giustizia, salvaguardare la sicurezza dei cittadini, trovare soluzioni a emergenze e problemi complessi.

31 dicembre 2017

Imprenditori cercasi

Ricordate il libro proposto dalla Finestra di Fronte dal titolo "Imprenditori cercasi"?
Riceviamo il contributo che segue e che vi proponiamo


23 dicembre 2017

Il Senato si dà nuove regole

Leggi più veloci e stop ai cambi di casacca.
Approvata a larga maggioranza la riforma del regolamento interno: niente più gruppi di "transfughi". E l'astensione non vale più come voto contrario

di MONICA RUBINO

ROMA - Sul punto di essere abolito, se fosse passato il referendum costituzionale dello scorso anno, il Senato si riscatta autoriformandosi e dandosi nuove regole a quasi 30 anni dall'ultima grande riforma (risalente al 1988). Ieri infatti l'aula ha approvato, quasi all'unanimità, il nuovo regolamento di Palazzo Madama che mette uno stop ai cambi di casacca dei parlamentari, stabilisce maggiore trasparenza dei lavori e non fa più valere il voto di astensione come contrario.

"Riforma straordinaria", condivisa da tutti i partiti e ottenuta "senza forzature", esulta il presidente del Senato Pietro Grasso su Facebook. E in aula aggiunge: "Ai senatori della XVIII legislatura lasceremo un Senato che potrà funzionare ancora meglio". Esprime soddisfazione anche il presidente emerito Giorgio Napolitano, che afferma nel suo messaggio di rallegramenti inviato al relatore Roberto Calderoli (Lega): "Si è compiuto una specie di miracolo".

Vediamo allora punto per punto tutte le novità della riforma interna.

• LIMITE A NASCITA DI NUOVI GRUPPI E A CAMBI DI CASACCA
Ogni gruppo parlamentare, pur mantenendo la soglia minima di dieci senatori, deve rappresentare un partito o movimento politico, anche frutto dell'aggregazione di più sigle, che abbia presentato alle elezioni per il Senato propri candidati con lo stesso contrassegno. Nuovi gruppi, dunque, potranno essere costituiti, anche in corso di legislatura, solo se corrispondono a partiti o movimenti politici che si siano presentati alle elezioni uniti o collegati. In pratica con le nuove regole non sarebbero potuti nascere i gruppi del Nuovo centrodestra di Alfano, quelli di Ala di Verdini e anche Mdp di Bersani. In futuro chi vorrà praticare una scissione o dovrà entrare in un gruppo già esistente o finire nel Misto. Per disincentivare al massimo i cambi di casacca si introduce un'altra norma: decadenza automatica dall'incarico di vicepresidente o segretario nel caso in cui si lasci il gruppo in nome del quale si è stati eletti. A meno che non sia stato il gruppo a decidere di sciogliersi.

21 dicembre 2017

"Fare, meglio".

È questo il claim di Giorgio Gori e della campagna elettorale che lo porterà a sfidare Maroni e il Movimento 5 Stelle per il governo di Regione Lombardia.

Uno slogan che ben descrive la personalità di Giorgio Gori. “Sarebbe stato facile – scrive Gori – scegliere una campagna molto più “gridata” e aggressiva. È questo un consiglio che in molti mi hanno dato: “Sei lo sfidante, grida anche tu”, mi sono sentito dire, “perché oggi chi non grida non viene sentito”. Io invece ho scelto differentemente e vi dico perché”. “Secondo me i cittadini, le imprese, la società civile lombarda fanno già molto. Questo spiega perché la Lombardia “va”. Siamo concreti, abbiamo una grande capacità di auto-organizzazione – fattori che si riflettono ad esempio nel nostro livello di sviluppo, ai vertici delle classifiche delle regioni italiane. Ma questo oggi non basta: la sfida che abbiamo di fronte è trovare soluzioni concrete che portino la Lombardia a confrontarsi alla pari con le grandi regioni d’Europa. Perché è con quelle regioni all’avanguardia che noi competiamo con i nostri prodotti, è con loro che dobbiamo confrontarci se vogliamo competere sul valore aggiunto e non sul costo del lavoro. E’ in quelle regioni che oggi cercano lavoro i nostri giovani, troppo spesso perché non riescono a trovare un futuro nel nostro territorio”.
“E poi nel fare, meglio c’è dentro il “fare”, ovvero proprio il lavoro. Questa è stata la mia vita, da dirigente e da imprenditore prima di entrare in politica. E continua ad essere la mia “fissa” oggi, da amministratore e da candidato alla Presidenza della Regione Lombardia. Perché è dalle opportunità di lavoro per i nostri giovani e per le donne che dipende la fiducia nel futuro. Ed è dalla mancanza di una buona e piena occupazione che nascono l’insicurezza, la paura e tutte le malattie della società. Il fare, il lavoro è uno dei temi fondamentali della mia campagna e della futura azione di governo in Regione Lombardia”.
Sono già quasi 300 comitati e a 1500 adesioni in tutta la Lombardia. Se volete dare una mano a Giorgo Gori aderire è facilissimo: i dettagli sul sito www.xgori.it

19 dicembre 2017

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA


Sabato 16 Dicembre 2017

Positivi
Se anche il piccolo Pordenone ha inchiodato a reti bianche la corazzata nerazzurra (tanto per non parlare del solito Benevento) perchè non dovremmo pensare di poter sfidare con successo l’armata maroniana, anche approfittando dei rigori dell’imminente campagna invernale? Vedo in giro un po’ troppa rassegnazione, che è cosa diversa dal realismo. La consapevolezza delle difficoltà deve spronare a raddoppiare la motivazione. Che è infatti duplice: evitare altri cinque anni di oscurantismo ma, ancor di più, provare a cambiare la nostra Regione. Trovo molto azzeccato lo slogan iniziale della campagna di Giorgio Gori: Fare, meglio. Per essere convincenti ed attrattivi dobbiamo essere anche positivi. Non basta denunciare gli errori altrui, occorre soprattutto far comprendere di avere idee e persone in grado di rispondere alle attese. Almeno questo, lo dobbiamo provare.

La settimana in Regione
C’è poco da raccontare, in vista del gran finale della prossima settimana dedicata al Bilancio 2018. Su questo versante buone notizie sono giunte ieri da Roma, con la riduzione del taglio alle Regioni per 375 mln di euro. Di questi, 75 sono destinati all’assistenza di alunni con disabilità fisiche o sensoriali. Il gruppo PD Regionale ha preparato a sua volta un pacchetto di emendamenti coi quali chiama la Giunta lombarda a fare la sua parte. Prioritariamente su due fronti: il Fondo sociale per alimentare i piani di zona dei comuni ed i fondi per il trasporto pubblico locale su gomma. Abbiamo inoltre predisposto una proposta specifica per ciascuno degli 85 ambiti territoriali della nostra Regione. Si inizierà a discuterne martedì mattina, le votazioni sono previste nel pomeriggio di mercoledì. Il giorno successivo dovremmo invece licenziare la nuova legge elettorale, sancendo la parità di genere nelle liste e la doppia preferenza.