15 aprile 2016
13 aprile 2016
11 aprile 2016
9 aprile 2016
GIOVEDI' a Sulbiate in BIBLIOTECA
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7 aprile 2016
NOTA LUIGI CIOTTI SU PRESENZA SALVATORE RIINA A "PORTA A PORTA"
«Libera è da sempre accanto ai famigliari delle vittime delle mafie. Con loro è impegnata in tanti progetti. Con loro, e per loro, organizza il 21 marzo, la "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie". Ne ha conosciuto il dolore, la forza, la dignità, la tenacia nel richiedere verità e giustizia - assenti nel 70% dei casi - l'impegno nelle associazioni, nelle carceri minorili, nelle scuole per contrastare le radici della mentalità mafiosa.
Meglio di altri comprende allora il loro sdegno e la loro incredulità di fronte alla scelta di una nota trasmissione di dare spazio questa sera al figlio di Totò Riina.
C'è chi parla di diritto di cronaca. Ma il libro scritto da Giuseppe Salvatore Riina - a quanto si evince da un'intervista oggi pubblicata - non aiuta a dissipare le ombre che ancora avvolgono le stragi di mafia e la rete di complicità, omissioni e silenzi che le ha favorite.
È un racconto di vita famigliare, a tratti idilliaca, dove la figura del padre, descritta in termini affettuosi quali Giuseppe Salvatore Riina ha tutto il diritto di usare, oscura quella del boss che ha mandato a morte tante persone e distrutto altrettante famiglie.
Cosa c'entri questo col diritto d'informazione non è dato di capire.
E se si può comprendere che un editore, allo scopo di profitto, non si faccia scrupoli a pubblicare testi di questo genere, altro conto è quello di uno spazio come quello televisivo - a maggior ragione se alimentato in quanto pubblico da un canone - che dovrebbe fornire un'informazione che aiuti la crescita culturale del paese, che non offenda la sensibilità degli italiani onesti e soprattutto la dignità e il dolore delle famiglie di persone che per il bene comune hanno sacrificato la vita».
Luigi Ciotti
Meglio di altri comprende allora il loro sdegno e la loro incredulità di fronte alla scelta di una nota trasmissione di dare spazio questa sera al figlio di Totò Riina.
C'è chi parla di diritto di cronaca. Ma il libro scritto da Giuseppe Salvatore Riina - a quanto si evince da un'intervista oggi pubblicata - non aiuta a dissipare le ombre che ancora avvolgono le stragi di mafia e la rete di complicità, omissioni e silenzi che le ha favorite.
È un racconto di vita famigliare, a tratti idilliaca, dove la figura del padre, descritta in termini affettuosi quali Giuseppe Salvatore Riina ha tutto il diritto di usare, oscura quella del boss che ha mandato a morte tante persone e distrutto altrettante famiglie.
Cosa c'entri questo col diritto d'informazione non è dato di capire.
E se si può comprendere che un editore, allo scopo di profitto, non si faccia scrupoli a pubblicare testi di questo genere, altro conto è quello di uno spazio come quello televisivo - a maggior ragione se alimentato in quanto pubblico da un canone - che dovrebbe fornire un'informazione che aiuti la crescita culturale del paese, che non offenda la sensibilità degli italiani onesti e soprattutto la dignità e il dolore delle famiglie di persone che per il bene comune hanno sacrificato la vita».
Luigi Ciotti
4 aprile 2016
Il referendum del 17 aprile spiegato a mia figlia
di Isabella Pratesi
Cara Mirta,
so che hai sentito parlare del referendum sulle Trivelle (per fortuna il tema è arrivato sui social). E mi hai anche detto che non ci hai capito molto. Ti ho scritto delle brevi risposte alle domande che mi hai fatto. Hai ragione, le generazioni che si sono alternate sulla Terra hanno fatto un vero casino... Abbiamo qualche speranza di salvarci solo se voi giovani prenderete in mano il vostro futuro. Ecco perché ci tengo che tu il 17 vada a votare.
Un abbraccio forte,
mamma
Cosa chiede esattamente il referendum?
Il referendum chiede che ci sia un divieto chiaro e assoluto di estrarre petrolio vicino alle coste marine (entro le 12 miglia marine). È vero infatti che le società petrolifere attualmente non possono aprire nuovi pozzi vicini alla costa, ma è anche vero che le attività già in corso (ce ne sono circa 100) possono continuare a operare senza limiti di tempo! Se vogliamo mettere definitivamente al riparo le coste italiane dalle attività petrolifere, dobbiamo votare Sì al referendum. In questo modo le concessioni petrolifere troppo vicine alla costa andrebbero progressivamente a cessare.
31 marzo 2016
Referendum del 17 aprile. L'importanza dell'informazione per una scelta consapevole
Il 17 aprile siamo chiamati, come cittadini italiani, ad esprimere il nostro parere sul Referendum per le concessioni esistenti delle estrazioni di gas e petrolio in mare poste entro 12 miglia dalla costa e sulla cancellazione della possibilità che queste vengano prorogate, come scritto nella Legge di stabilità, «per la durata di vita utile del giacimento».
Come circolo PD di Sulbiate riteniamo importante svolgere prima di tutto un ruolo d'informazione per consentire a tutti una scelta consapevole e quindi intendiamo:
- Invitare tutti gli elettori a partecipare al Referendum in quanto riteniamo che l'Istituto Referendario sia un momento importante in cui ogni cittadino, al di là dei partiti stessi o dei movimenti, si assume la responsabilità di una scelta personale per indirizzare decisioni d'interesse collettivo.
- Organizzare al più presto un'assemblea pubblica per illustrare nel dettaglio il contenuto del Referendum, il campo di applicazione dello stesso e le possibili conseguenze della scelta a favore o contro. Ci potremo quindi confrontare sulle differenti posizioni.
- Lasciare spazio sul nostro sito ad articoli e opinioni personali in modo che tutti possano votare consapevolmente.
Buona Democrazia, Buona Partecipazione, Buon Voto!
Come circolo PD di Sulbiate riteniamo importante svolgere prima di tutto un ruolo d'informazione per consentire a tutti una scelta consapevole e quindi intendiamo:
- Invitare tutti gli elettori a partecipare al Referendum in quanto riteniamo che l'Istituto Referendario sia un momento importante in cui ogni cittadino, al di là dei partiti stessi o dei movimenti, si assume la responsabilità di una scelta personale per indirizzare decisioni d'interesse collettivo.
- Organizzare al più presto un'assemblea pubblica per illustrare nel dettaglio il contenuto del Referendum, il campo di applicazione dello stesso e le possibili conseguenze della scelta a favore o contro. Ci potremo quindi confrontare sulle differenti posizioni.
- Lasciare spazio sul nostro sito ad articoli e opinioni personali in modo che tutti possano votare consapevolmente.
Buona Democrazia, Buona Partecipazione, Buon Voto!
25 marzo 2016
NON FACCIAMO VINCERE IL TERRORE
Piangiamo i morti di Bruxelles e Tarragona. L'Europa si riscopre vulnerabile. La paura striscia tra le nostre case. E… che succede in Lombardia? La maggioranza non riesce a mettere insieme i voti necessari per approvare il documento che avrebbe dovuto fornire la posizione del consiglio regionale sul programma annuale della Commissione Europea.
Neppure l'apprezzabile sforzo dell'Ufficio di Presidenza che ha voluto arricchire il dibattito con la presenza di rappresentanti del Parlamento italiano ed europeo è servito. La Lega, seguendo lo stile (ammesso che si possa definir tale) del suo leader, non ha perso l'occasione per rilanciare i propri slogan, incurante del dramma che si stava consumando nel cuore dell'Europa. Magliette contro l'olio tunisino e alzata di scudi contro la libera circolazione in Europa sancita dal trattato di Shengen hanno accompagnato una giornata che avrebbe dovuto dimostrare la volontà di reazione unitaria alla barbarie e al terrore, ma non ha fatto altro che confermare la miopia di chi crede di potersene fregare di tutto e di tutti in nome di un possibile tornaconto elettorale.
Neppure l'apprezzabile sforzo dell'Ufficio di Presidenza che ha voluto arricchire il dibattito con la presenza di rappresentanti del Parlamento italiano ed europeo è servito. La Lega, seguendo lo stile (ammesso che si possa definir tale) del suo leader, non ha perso l'occasione per rilanciare i propri slogan, incurante del dramma che si stava consumando nel cuore dell'Europa. Magliette contro l'olio tunisino e alzata di scudi contro la libera circolazione in Europa sancita dal trattato di Shengen hanno accompagnato una giornata che avrebbe dovuto dimostrare la volontà di reazione unitaria alla barbarie e al terrore, ma non ha fatto altro che confermare la miopia di chi crede di potersene fregare di tutto e di tutti in nome di un possibile tornaconto elettorale.
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