5 ottobre 2018

Siamo somma non divisione. Un pensiero da Piazza del Popolo

Scritto da Matteo Raimondi – Circoli di Monza
50.000 persone.
C’è chi dice di più. C’è chi dice di meno.
Una piazza piena di gente in ogni caso.
E poi le bandiere. Tante. Tantissime.
I colori del PD che si mischiano insieme all’arancione dei Giovani Democratici e al blu europeo si stagliano garrendo su un cielo di un azzurro intenso.
Il luogo è piazza del Popolo, Roma, ieri pomeriggio.

Da quella piazza, forse, è (finalmente) ripartito il cammino del Partito Democratico e del centro sinistra per uscire dalla palude nella quale ci siamo impantanati dal 4 marzo.
Con una cornice valoriale in cui lavorare, con priorità da darsi e con la consapevolezza degli errori commessi.
Piazza del Popolo ha dato una prima risposta a tutti i militanti che si sono trovati spaesati dalla primavera scorsi, ai dirigenti locali che hanno mantenuto vivo territorialmente un partito senza una linea da parte dei vertici nazionali.

Che serva la manifestazione di ieri per ritrovare l’orgoglio di appartenere al Partito Democratico, che serva, in vista dei congressi per ricordarci che comunque apparteniamo alla stessa famiglia di valori, qui valori declinati dal palco ieri pomeriggio.
Ai tanti militanti, ai tanti amici, a tutti coloro che parteciperanno attivamente alla fase congressuale mi viene solo da ribadire una cosa: tutti ieri scandivamo a gran voce la parola UNITA’, non resti un grido di piazza, mettiamo in pratica l’unità a partire dai nostri territori.

Ripartiamo da qui, tutti insieme, perché siamo somma, non divisione.

3 ottobre 2018

La FINESTRA di fronte... numero 35


Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

Per ricordare le 368 vittime del naufragio di Lampedusa di 5 anni fa e tutti i migranti che hanno perso la vita in cerca di un futuro migliore. In questi anni l'Italia ha salvato centinaia di migliaia di vite in mare, spesso al posto dell'Europa. Il modo migliore per ricordare la tragedia di Lampedusa e le vittime dell'immigrazione è continuare a farlo. Le vite umane vengono prima della politica!


SOLO QUANDO NEL MONDO A TUTTI GLI UOMINI SARA' RICONOSCIUTA
LA DIGNITA' UMANA, SOLO ALLORA POTRETE DIMENTICARCI.
 Lapide Sacrario ai Caduti di Marzabotto

#IostoconMimmo


Riace, l’arresto del sindaco e il boom di #iostoconMimmo

Ai domiciliari il sindaco della cittadina calabrese diventata il simbolo di una integrazione possibile, ondata di solidarietà sul web

La notizia è arrivata in mattinata come una doccia fredda: Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, la cittadina calabrese diventata il simbolo di un’integrazione possibile, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica.

Un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto su quello che da tutti è considerato un modello vincente di convivenza pacifica con il fenomeno dell’immigrazione, tra l’altro in una terra difficile come quella calabrese.

Questi i fatti: da quanto emerso, tutto sarebbe partito dall’indagine della Procura di Locri, avviata qualche mese fa, sulla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria per l’accoglienza da parte del Comune di rifugiati e richiedenti asilo.
Sotto la lente della Procura erano finiti soprattutto borse lavoro e bonus, i due strumenti adottati dal Comune per fronteggiare i ritardi nell’erogazione dei fondi destinati all’integrazione.

2 ottobre 2018

Ecatombe in Indonesia, oltre 1200 morti tra tsunami e terremoto

Si aggrava ancora il bilancio delle vittime, sepolte in fosse comuni. Nel paese è il caos: migliaia di detenuti evasi e 600mila bimbi alla fame. La polizia non ferma gli sfollati che saccheggiano i negozi a caccia di cibo e acqua. L’Ue stanzia 1,5 milioni per l’emergenza
di Giuseppe Gaetano - Corriere della sera

Continua a salire il bilancio delle vittime in Indonesia: l’agenzia nazionale per i disastri comunica che, a quattro giorni dal terremoto di magnitudo 7.5 e dal successivo tsunami, sono 1.234 i morti accertati. Si tratta comunque di cifre destinate a salire visto che molte zone isolate restano ancora irraggiungibili per i soccorsi e che ci sono 800 feriti gravi. Nonostante la mancanza di attrezzature e le difficoltà di comunicazione, si continua a scavare a Palu e Dongala, le due cittadine costiere ridotte a cumuli di detriti, ma non ci sono molte speranze di trovare sopravvissuti sotto le macerie. I volontari sotterrano i cadaveri in gigantesche fosse comuni: sono alti, infatti, i rischi sanitari causati dai corpi in decomposizione. Circa 1.200 detenuti sono scappati via da tre carceri durante il sisma, ed è scattato anche il fenomeno sciacallaggio: i pochi negozi rimasti in piedi sono saccheggiati dalla popolazione affamata e la polizia, consapevole della disperazione, non interviene per fermarla.

1 ottobre 2018

Harambee - intervento di Matteo Richetti

Un brevissimo pezzo del lungo ed appassionato intervento di Matteo Richetti ad Harambee di Monza e Brianza venerdì 28 settembre 2018 alla ExFilanda di Sulbiate


tratto da un tweet di Cristina @cccricri