4 settembre 2013

Da Genova ecco il parere di Rosy Bindi

Bindi: voglio un segretario PD che ambisca a fare il premier

Sul palco della Festa democratica di Genova, Rosy Bindi risponde alle domande di Marco Da Milano sulla politica italiana, sul prossimo congresso PD e su Matteo Renzi. “Al congresso so chi voterò ma non è il momento di fare il nome. Spero di convincerlo”

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Sintesi per punti:

Maroni afferma che Berlusconi viene trattato come Bettino Craxi. Troppa brutalità o timidezza sulla decadenza? A pensar male si fa peccato, ma la presenza di Maroni qui doveva essere accompagnata con le scuse ufficiali alla ministra Kyenge. Rifiuto questi paragoni, perché situazioni molto diverse. Ci sono stati legami tra Craxi e Berlusconi ma di fronte al comportamento di Berlusconi, Craxi ritrova molto la sua figura di statista. Le sentenze si rispettano e la legge Severino si applica. Non c’è posizione morbida o dura ma solo rispetto delle istituzioni. La posizione di Violante è rispettabilissima ma personale. Se Berlusconi volesse fare un gesto di responsabilità dovrebbe essere lui stesso a dimettersi. Nessuno impedirà la sua funzione politica ma non sarà più senatore.



Il principio di legalità e la tenuta di governo non possono essere barattati. Se vogliono far cadere il governo letta se ne assumano le responsabilità. Il Pdl non riesce a pensare al paese fuori dall’interesse del proprio leader. Questi ricatti non possono trovarci favorevoli. Se cade questo governo, si fa la legge elettorale e si torna al voto.

Perché il PD ha perso le elezioni. Noi siamo specialisti nel non vincere le elezioni che pensiamo di aver già vinto! Abbiamo pensato che il fallimento della destra e il nostro senso di responsabilità avuto nei confronti del paese con l’appoggio a Monti ci avesse garantito la vittoria. La nostro errore è stato quello di fare bilanci negativi degli altri partiti e non proporre un progetto per l’Italia. Neanche un sogno abbiamo prospettato. Un futuro migliore basato su fondamenta certe. Non abbiamo saputo comunicare questo progetto di futuro. Abbiamo avuto poco coraggio di usare delle parole chiare e nette su come volevamo l’Italia.

Il tradimento dei 101 contro Prodi. Come partito non abbiamo ancora fatto una vera analisi su il perché abbiamo perso le elezioni, sugli errori fatti e su quanto accaduto per l’elezione del Presidente della Repubblica. Tutta la classe dirigente del partito dovrebbe sentirsi responsabile per quanto successo. Sul voto a Prodi c’è una parte di voto inconsapevole e parte di irresponsabilità. Il rinnovamento è una cosa seria sia dentro un partito sia all’interno dell’Italia. Non sono le primarie fatte in due giorni o la rottamazione che portano al rinnovamento. C’è in gioco il futuro dell’Italia e non voti Prodi perché non ti è simpatico? Arrivare in Parlamento richiede anni di lavoro che non possono essere improvvisati. Va bene avere un Parlamento di giovani e con tante donne, ma serve tanta formazione. Prodi significava l’Ulivo e non le larghe intese insomma l’antitesi dell’esito di queste elezioni e tutto questo spaventava.

Letta senza scadenza: le larghe intese possibili anche per il futuro? Io penso che questo sia un governo di scopo: la legge di stabilità e una nuova legge elettorale. Do atto a Letta dei suoi meriti da Presidente del Consiglio così come anche gli rivolgo qualche critica per alcune scelte fatte da questo governo. Ma è chiaro che non possiamo identificarci con questo governo: il PD non è nato per governare insieme al centrodestra. Noi siamo alternativi non solo a Berlusconi ma alla destra italiana. Siamo davanti a compromessi. L’IMU non è una cosa di sinistra: i 4 miliardi della manovra andavano usati per dare maggiore equità al paese e non per garantire la prima casa ai più ricchi. Chi può pagare, deve pagare! Vorrei sapere se la prossima misura del governo Letta sarà qualcosa all’interno del programma del PD…

È disposta a votare Matteo Renzi? Per Matteo ho già fatto molto di più di dichiarare il sostegno al congresso. “Io non condivido le tue idee ma sono disposto a morire per fartele esprimere” (Voltaire) ovvero il mio contributo è quello di fare in modo che il prossimo congresso non venga insabbiato. Voglio che il congresso scelga il proprio segretario nella prospettiva di essere il partito che governerà l’Italia. Sono contenta che Renzi si sia candidato sebbene non lo voterò. Da lui vorrei sapere come garantirà il pluralismo all’interno del PD. Quando sento dire “cambieremo” vorrei sapere come. Non basta dire fidatevi di me, non va mica bene. Vorrei un congresso dove le idee diverse su partito e sull’Italia vengano messe in campo. Voglio capire dove si va insieme e non dove uno mi porta. Io so chi voterò ma non è il momento di fare il nome. Spero di convincerlo.

A.Dra
Foto di Cristina Corti

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