6 novembre 2013

E le scuse forse non bastano più.


Berlusconi chieda scusa, perso il senso della misura

Paragonare la sua famiglia agli ebrei sotto il nazismo è un insulto alla storia

di Emanuele Fiano e Danilo Leva

Foglie-morte-museo-shoah-Berlino  Foglie-morte-museo-shoah-Berlino
“Berlusconi ha perso completamente il senso della misura. Da 20 anni ci racconta la favola della persecuzione e oggi, anziché chiedere scusa agli italiani per la condanna per frode fiscale, si avventura in un paragone agghiacciante con una tragedia quale l’olocausto”.
E’ il commento del responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva, alle affermazioni di Silvio Berlusconi che ha detto, testualmente, “I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler”.
“Essere eguali di fronte alla legge, rispettare lo stato di diritto sono paragonabili alla persecuzione degli ebrei? – si domanda Leva - Cosa ne pensa Alfano? Il Pdl accetti il confronto sulla legge di stabilità e sulla riforma della giustizia scendendo nel merito dei problemi senza derive ideologiche. Decidano se stare al governo o in campagna elettorale”.

Anche il deputato democratico Emanuele Fiano ha stigmatizzato le parole dell’ex premier, affermando: “Berlusconi si vergogni e chieda scusa per aver usato il paragone delle persecuzioni naziste contro gli ebrei per descrivere una supposta situazione di sofferenza della propria famiglia”.

“In quegli anni – ha aggiunto Fiano -, in Germania e in tutta Europa, agli ebrei fu impedito di lavorare, di studiare, di espatriare per essere poi trasformati in schiavi e infine, a milioni, gasati e bruciati. Paragonare tutto ciò alla situazione della famiglia Berlusconi è un insulto alla storia, a sei milioni di ebrei uccisi e a quanti, ogni giorno, tentano di impedire che la storia venga dimenticata o utilizzata in maniera strumentale, come oggi ha fatto Berlusconi che deve solo chiedere scusa”.

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