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24 luglio 2019
16 giugno 2016
Il lavoro non è finito
Non è stata una tornata elettorale facile. Per nessuno.
Il crescente tasso di astensione conferma come i cittadini continuino a guardare con sospetto alla politica, anche quella più vicina a loro, nei comuni.
Non è facile fare un raffronto con precedenti turni elettorali, ma è fuor di dubbio che il PD paga, in alcuni comuni anche pesantemente, in termini di consenso. Rimane, comunque, la forza più solida, strutturata e diffusa omogeneamente sull'intero territorio lombardo e impegnata a dar vita ad aggregazioni civiche che possono rispondere in modo più preciso alle esigenze delle diverse comunità locali.
Il 40 e passa per cento delle europee pare lontano, ma, se il confronto avviene con le precedenti amministrative, il PD fa segnare un lieve incremento percentuale, seppure a fronte di un complessivo calo di votanti.
5 febbraio 2015
Buon lavoro Presidente!!!
Futuro, speranza, solidarietà
Mattarella: "Un popolo che si senta davvero comunità". Il neoeletto Capo dello Stato ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune a norma dell'art 91 della Costituzione ed ha pronunciato il messaggio alla Nazione
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Sergio Mattarella ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune a norma dell'art 91 della Costituzione. Il neoeletto Capo dello Stato ha pronunciato la formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione". L'emiciclo è decorato da 21 bandiere e drappi rossi. ll giuramento è stato accompagnato, come vuole il protocollo, da 21 spari di cannone dal Gianicolo. Anche le campana di Montecitorio sono tornate a suonare.
Dopo il giuramento il Capo dello Stato ha pronunciato il suo messaggio alla Nazione.
"Un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari che interpretano la sovranità del nostro popolo e le danno voce e alle regioni qui rappresentate. Un pensiero deferente ai miei predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano per l'esempio e la dedizione". Parole che hanno suscitato l'applauso dell'Aula di Montecitorio. "A Napolitano che in un momento difficile ha accettato l'onere del secondo mandato, va un ringraziamento intenso" ha aggiunto. In fine ha rivolto un saluto "alle comunità straniere presenti nel nostro Paese".
Costituzione. "La strada maestra di un Paese unito è quella indicata dalla Costituzione. Garantire la Costituzione significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo. La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione, nel viverla giorno per giorno. Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E' un'immagine efficace. All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere, e sarà imparziale, i giocatori lo aiutino con la loro correttezza".
27 dicembre 2014
Epifani sul dopo Napolitano
Capo dello Stato, Epifani: "Avremo gli occhi del paese e dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare"
"Il criterio principale è puntare a un presidente delle Repubblica di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza". Intervista a Guglielmo Epifani di Giovanna Casadio, la Repubblica
«Avremo gli occhi del paese e anche dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare. Né abbandonarsi a fronde interne». Guglielmo Epifani, l`ex segretario dem, uno dei leader della minoranza del partito, avvisa il premier. È convinto inoltre che al Colle «sarebbe ragionevole andasse una personalità del Pd».
Epifani, saranno gli stessi dem a mettere i bastoni tra le ruote a Renzi nella partita per il Quirinale?
«Quando
partirà il vero e proprio lavoro istruttorio, e non potrà che avvenire
dopo le dimissioni del capo dello Stato anche per rispetto verso una
grande figura come quella di Napolitano, il Pd deve munirsi di due
atteggiamenti convergenti. Il primo: evitare quello che successe un anno
e mezzo fa, quando furono bruciati dei candidati e non si riuscì a
trovare una soluzione se non chiedendo a Napolitano un sacrificio.
L'altro: la consapevolezza che se il Pd riesce a restare unito ha un peso determinante.
I Democratici non possono sentirsi il tutto, però siamo più di una parte».
Ma tutto questo mette al riparo dalle fronde interne, dai sabotaggi?
«Dobbiamo
essere all'altezza della situazione. Il criterio principale è puntare a
un presidente di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza. Il Pd
non può imporre, ma neppure subire veti. Sentire alcuni partiti dire
"no a una persona di sinistra" era ed è inaccettabile».
Sarà sempre un'Assemblea del Pd a indicare chi corre per il Quirinale?
«Deve decidere il partito insieme ai gruppi parlamentari».
13 settembre 2014
Verso le elezioni provinciali. Chi, come, quando.
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9 giugno 2014
Altro successo ai ballottaggi
"Il dato dei ballottaggi completa il quadro positivo per il PD"
"I successi ottenuti in Lombardia in occasione dei
ballottaggi di ieri a Pavia, Bergamo e Cremona e in molte altre realtà
più piccole completano il quadro positivo per il partito democratico di
due settimane fa e che rientra in una più complessiva affermazione
nazionale, con il dato delle europee, oltre il 40 per cento, le regioni
Piemonte e Abruzzo conquistate e il 70 per cento dei comuni capoluogo e
oltre i 15 mila abitanti".
Lo ha dichiarato il deputato lombardo e capogruppo PD in commissione Affari costituzionali della Camera Emanuele Fiano.
"Abbiamo avuto delle sconfitte da cui trarre lezione- aggiunge Fiano - in alcuni città tradizionalmente a noi favorevoli, ma il significato profondo di questa tornata elettorale è che per i democratici non esistono zone dal nord al sud del Paese dove non si possa vincere con il sostegno dell'insieme della società italiana. In particolare in Lombardia, credo sia stato premiato il buon governo dimostrato nei territori dove abbiamo guidato le amministrazioni in questi ultimi anni".
“Dopo il risultato straordinario ottenuto dal centrosinistra nei Comuni lombardi e la sconfitta storica subita dal centrodestra, sarà il caso che il Presidente Maroni, anziché continuare a dispensare consigli al Governo nazionale, rifletta sul giudizio negativo da parte degli elettori che coinvolge anche il suo governo regionale”.
Questo il commento di Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, all’esito dei ballottaggi.
Lo ha dichiarato il deputato lombardo e capogruppo PD in commissione Affari costituzionali della Camera Emanuele Fiano.
"Abbiamo avuto delle sconfitte da cui trarre lezione- aggiunge Fiano - in alcuni città tradizionalmente a noi favorevoli, ma il significato profondo di questa tornata elettorale è che per i democratici non esistono zone dal nord al sud del Paese dove non si possa vincere con il sostegno dell'insieme della società italiana. In particolare in Lombardia, credo sia stato premiato il buon governo dimostrato nei territori dove abbiamo guidato le amministrazioni in questi ultimi anni".
“Dopo il risultato straordinario ottenuto dal centrosinistra nei Comuni lombardi e la sconfitta storica subita dal centrodestra, sarà il caso che il Presidente Maroni, anziché continuare a dispensare consigli al Governo nazionale, rifletta sul giudizio negativo da parte degli elettori che coinvolge anche il suo governo regionale”.
Questo il commento di Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, all’esito dei ballottaggi.
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