5 maggio 2010

Post in evidenza. Pubblicato il 09/02/2012.

SULBIATE TRADITA: la verità.

SULBIATE TRADITA
è il titolo dell’articolo di prima pagina della “Finestra” foglietto patinato della lista SULBIATE INSIEME.

Ma se ci fosse tradimento, riteniamo che il responsabile sia il contenuto del foglietto nei confronti della verità.

L’uso così sfacciato di proclami e di parole che ricordano tempi bui, quali: tradimento, ordine, eliminazione, prendersi… ha il solo scopo di rivolgersi alla pancia delle persone piuttosto che al loro cervello e al loro cuore.
Alzare a livelli così alti la polemica è la conferma del metodo di rifiutare il confronto sui fatti.




A noi invece piace ragionare e condividere ci rivolgiamo perciò al cervello e al cuore delle persone, come tutti gli esseri umani non abbiamo certezze assolute abbiamo invece chiari principi democratici e ci spingono al confronto.

Proviamo a ragionare e mettere in fila i fatti, lasciando le sceneggiate ai venditori di pentole della fiera degli “O’ bei o’ bei”...

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Gita a S.Anna

30/05/2010 VISITA DEL CIRCOLO A SANT'ANNA DI STAZZEMA

Prima Comunicazione nella bacheca del PD di Sulbiate

Buongiorno Sulbiate,
finalmente anche nel nostro paese  l’informazione di un partito politico, grazie a questa bacheca pubblica ha pari dignità, visibilità e opportunità di comunicazione di quella giustamente riconosciuta a qualsiasi altro gruppo/ associazione di cittadini del nostro territorio.
L’itinerario per arrivare a questo positivo risultato, è stato lungo, difficile, e abbastanza complicato. Lo abbiamo percorso tutto con umiltà, pazienza, determinazione e volontà.
Non importa, perché quello che conta è che, in collaborazione con l’Amministrazione e con le altre forze politiche presenti e operanti nel nostro paese (Lega e PDL), ci siamo riusciti. Per questa ragione intendiamo ringraziare pubblicamente tutti quelli che hanno contribuito a rendere possibile la nostra iniziale solitaria richiesta.
Per Sulbiate questa novità, anche se apparentemente, marginale e irrilevante rappresenta un momento di crescita politica e civica molto importante.
Siamo convinti che l’opportunità di informare in modo libero, corretto, sia crescita di Democrazia.  Non esiste Libertà né può esserci Democrazia senza la possibilità di una corretta informazione libera e plurale. Qualsiasi decisione consapevole ha come presupposto la conoscenza e il confronto di più fonti d’informazione di più possibilità. L’informazione anonima, scorretta, volgare, palesemente offensiva inquina le coscienze, non edifica nulla, ma offende la democrazia e infanga lo stato di diritto.
La nostra sarà un informazione semplicemente vera, ispirata a fatti reali, a idee e contenuti, e che anche quando dovrà misurarsi con opinioni diverse, se sarà necessario, le contrasterà difendendo con forza e decisione le sue, senza mai scadere, però, al livello del gratuito insulto, dell’offesa, della calunnia, del turpiloquio. Questo non è, né sarà mai il nostro stile. Siano altri a macchiarsi di tali nefandezze ed incivili amenità.
I Democratici di Sulbiate con spirito di servizio, anche grazie a questo strumento di comunicazione, cercheranno di portare il loro personale contributo, auspicando di fare cosa gradita ,  utile e necessaria alla crescita civica e democratica della nostra comunità.

Sulbiate,lì 03/05/’10
Coordinatore del Circolo PD di Sulbiate
Maurizio Sarchielli

il PD Lombardo per l'acqua pubblica.



Una campagna regionale, un ordine del giorno nei Consigli Comunali, il supporto alla raccolta di firme, e soprattutto il dialogo nelle piazze con i cittadini.
Il Partito Democratico è in prima fila nella battaglia per l'acqua pubblica e la gestione del servizio idrico integrato dopo che il governo ha imposto la privatizzazione forzata della gestione del servizio idrico. Un esito che consideriamo non accettabile e contro il quale già i gruppi parlamentari hanno condotto una ferma opposizione.

La difesa dell'acqua pubblica è anche al centro di due diverse iniziative referendarie, una promossa dal forum acqua pubblica, l'altra dall'Italia dei Valori. Siamo vicini a quanti decidono di combattere contro la privatizzazione forzata dell'acqua e della sua gestione attraverso lo strumento del referendum e per questo è giusto che nei territori si dia sostegno e aiuto per la raccolta delle firme.

Ma pensiamo che il referendum non sia sufficiente a condurre la necessaria battaglia politica e regolamentare questa materia come necessario. Non solo perché ha purtroppo perso efficacia dopo che 24 referendum su 24 negli ultimi 15 anni sono stati persi perché non é stato raggiunto il quorum. Ma soprattutto perché abroga parti di leggi e quindi non è in grado di ridefinire un quadro articolato di norme coerenti come invece richiede un bene così importante come è l'acqua, e un servizio così complesso come è il servizio idrico integrato.

Affinché l’Acqua sia un Bene Pubblico “davvero” a disposizione, nel migliore dei modi, a tutti i cittadini italiani, sono necessari alcuni fattori:
- una forte regolazione pubblica che garantisca servizi elevati e ben monitorati,
- il ruolo fondamentale di regioni e servizi locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico integrato,
- un profilo di qualità ma di scala industriale per la gestione dello stesso,
- l’esistenza di un quadro normativo chiaro e stabile,
- la garanzia della determinazione, in generale, di “tariffe eque” e altresì di tariffe “sociali” per coloro che ne hanno bisogno;
- la definizione di vincoli che garantiscano l’effettuazione degli investimenti necessari al miglioramento del servizio.

Per questo vogliamo lanciare un patto per l'acqua pubblica: vogliamo costruire insieme ai nostri amministratori locali e al partito, regione per regione, un disegno di legge complessivo sull'acqua pubblica e sul servizio idrico integrato. Lo presenteremo ai cittadini chiedendo loro di sostenerlo firmando un documento di intenti. Al termine di questo intenso percorso di partecipazione e di ascolto dei vari livelli del Partito, dei nostri amministratori locali e, in generale, dei cittadini, lo consegneremo ai nostri gruppi parlamentari.

Il Partito Democratico Lombardo lancia a supporto una campagna politica e di comunicazione. Nei prossimi giorni arriveranno in tutte le Federazioni cartoline e manifesti stampati della campagna regionale per l'acqua pubblica.

Il PD Lombardo ha elaborato inoltre un Ordine del Giorno che proponiamo di presentare in tutti i Consigli Comunali,.

Buon Lavoro,
Maurizio Martina
Segretario PD lombardo

Roberto Rampi
Responsabile Organizzazione PD lombardo

Alessandro Benatti
Responsabile Ambiente PD lombardo

Matteo Rossi
Responsabile Enti Locali PD lombardo

4 maggio 2010

In evidenza

Dalla discussione della Delibera di Giunta (parere "positivo" centro commerciale cascina Ca'), svoltasi in presenza del Segretario Comunale, sono già trascorsi i giorni che potete leggere a lato.
Una Delibera non pubblicata è come se non esistesse.
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2 maggio 2010

Osservatorio Ambientale Pedemontana

Il circolo Pd di Sulbiate
sostiene e partecipa attivamente alla seguente
petizione del comitato di cittadini di Sulbiate
“Osservatorio Ambientale Pedemontana”.

Invita tutti i cittadini
in particolare i suoi iscritti, i suoi elettori
ad aderire e firmare.



LA PETIZIONE.


Oggetto: Progetto esecutivo Pedemontana – Tratta D


Premessa
Sulbiate anni fa, ha manifestato la disponibilità al passaggio sul proprio territorio della Pedemontana – tratta D nella garanzia dichiarata che tale opera avrebbe ridotto al minimo l’impatto ambientale, che sarebbero state realizzate tutte le opere a difesa del territorio, sia quelle connesse che quelle legate all’inquinamento.
Su questa garanzia la popolazione dava il proprio assenso.
Il Progetto Iniziale prevedeva una galleria di 800 m. per difendere il vicino paese, dalle abitazioni di Cascina Cà a quelle di Sulbiate Inferiore, al Castello, alla zona industriale: detto progetto fu’ approvato dal CIPE con l’indicazione di allungare il tratto in galleria per difendere completamente il paese e la zona di valenza storica. Esposto il 05/02 – Circolo PD Sulbiate

Il Progetto Definitivo approvato a fine 2009 dal CIPE riporta invece una galleria ridotta a 150 m.
Ciò è stato oggetto di ricorso da parte dell’Amministrazione Comunale a cui il CIPE non ha nemmeno risposto.
Per questo motivo ora sosteniamo il ricorso al TAR della nostra Amministrazione Comunale atta a ridiscutere le modalità di realizzazione della Tratta D.

I cittadini fanno presente che nel Progetto definitivo approvato dal CIPE :
1- non vi è alcuna garanzia del rispetto ambientale;
2- la vicinanza della Pedemontana alla Ferrovia, auspicato nella fase iniziale per il contenimento dei costi, si rivela nel Progetto Definitivo, causa di aumento di costi e di peggioramento della qualità;
3- gli attraversamenti delle strade provinciali e comunali sono realizzati con sottopassi stimati a – 12 m. nella vicinanza del paese : ciò compromette anche l’accesso alla zona industriale e sacrifica buona parte dei parcheggi riservati ai dipendenti delle aziende;
4- è interrotta la strada principale di accesso al paese per chi viene da sud: non potrà quindi essere garantito sicuramente il passaggio ai mezzi pesanti come camion e pullman del trasporto pubblico;
Esposto il 05/02 – Circolo PD Sulbiate

5- la livelletta più alta causa anche aumento di costi per le indispensabili opere di protezione

Denuncia quindi lo spreco di denaro pubblico causato anche dall’avvio non sincrono dei cantieri: ciò complica e allunga nel tempo l’esecuzione dell’opera costringendo ad eseguire due volte lavori di scavo e di copertura.

Richiede un intervento concreto ed immediato da parte dei diversi livelli provinciali, regionali e nazionali ciascuno per la sua competenza perché vengano applicati nel Progetto Esecutivo i criteri usati nel preliminare per evitare che dopo anni di discussione venga realizzata quella che risulta essere di fatto l’opera progettata peggiore.
Ritiene quindi ciascun livello corresponsabile dei danni provocati.

Il comitato cittadino di Subiate Osservatorio Ambientale Pedemontana

Esposto il 05/02 – Circolo PD Sulbiate

Il referendum sull’acqua

Il referendum sull’acqua e le raccolta delle firme necessarie a indire la consultazione, sarà uno degli impegni del Partito democratico di MB nelle prossime settimane.

Esposto il 02/05/10 - Circolo PD di Sulbiate.

Brianza fuori dalla porta. Nella giunta Formigoni neanche un brianzolo.

Solo due sottosegretari, senza portafogli. Che cioè non conteranno nulla, o quasi. Sono il geometra di Berlusconi Francesco Magnano, che probabilmente si occuperà degli affari di famiglia del premier ad Arcore, in pieno parco della Valle del Lambro (ricordate Milano 4?), e l’ex assessore Massimo Zanello, retrocesso dall’assessorato alla Cultura al cinema.
Non c’è Massimo Ponzoni, che pur essendo legato a filo doppio a Formigoni e pur avendo raccolto un bel po’ di preferenze, deve fare i conti con la procura per vicende immobiliari. Il Pd critica il riconfermato governatore (“Una giunta subordinata a Cl e Lega”, ha commentato Filippo Penati) e intanto in Brianza aggiorna il congresso a giugno. Fino ad allora rimarrà in carica l’attuale gruppo dirigente e il segretario provinciale Enrico Brambilla, fresco di elezione in Regione insieme a Pippo Civati.

Pedemontana: in provincia si registra una profonda spaccatura nel centrodestra.

L’iniziativa partita dai sindaci di Pdl e Lega che chiedevano lo stop dei lavori sulla tratta B2 (da Bovisio a Cesano, la Milano Meda) a dopo Expo ha incassato una sonora bocciatura da parte della giunta Allevi. E dato che ormai, come ha ammesso in Consiglio provinciale l’assessore alle infrastrutture Francesco Giordano, è sempre più evidente l’incertezza sulle risorse necessarie non solo per l’opera ma anche per le mitigazioni ambientali e il contenimento dell’impatto sulla viabilità locale, il Pd ha chiesto che il presidente e l’assessore facciano un più che approfondito punto in Consiglio. Sempre la maggioranza, dopo essersi impantanata per cinque sedute sulla richiesta di esentare i residenti della tratta B2 di Pedemontana dal pagamento dei pedaggi, proposta che trova il Pd concorde ma che non passa per la lite tra Pdl e Lega, sta cercando di bissare l’empasse bloccando ancora l’aula su una mozione del Pd che chiede a provincia, regione e governo certezze sui fondi per i prolungamenti delle metropolitane milanesi fino a Vimercate e a Monza.

Esposto il 02/05/10 circolo PD Sulbiate.

25 aprile 2010

Pietro Calamandrei; "....andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione."


Il discorso qui riprodotto in parte fu pronunciato da Piero Calamandrei nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria il 26 gennaio 1955 in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi per illustrare in modo accessibile a tutti i principi morali e giuridici che stanno a fondamento della nostra vita associativa.



“... Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è -non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani- una malattia dei giovani. ”La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica”: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina,, che qualcheduno di voi conoscerà, d quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava: E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: “Ma siamo in pericolo?”, e questo dice: “Se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda”. Allora lui corre nella stiva svegliare il compagno e dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda!”. Quello dice: ” Che me ne importa, non è mica mio!”. Questo è l’indifferentisno alla politica. E’ così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica. La costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento. E’ la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo. Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946, questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori- il caos, la guerra civile, le lotte le guerre, gli incendi. Ricordo- io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui- queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese. Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto- questa è una delle gioie della vita- rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell’Italia e nel mondo. Ora vedete- io ho poco altro da dirvi-, in questa costituzione, di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane. Quando io leggo nell’art. 2, ”l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, o quando leggo, nell’art. 11, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle alte patrie, dico: ma questo è Mazzini; o quando io leggo, nell’art. 8, “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour; quando io leggo, nell’art. 5, “la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo; o quando, nell’art. 52, io leggo, a proposito delle forze armate,”l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’art. 27, “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.