21 gennaio 2011

IPSE DIXIT. Da:"Dei Costumi degli Italiani". G. Leopardi.

……..Il vincolo e il freno delle leggi e della forza pubblica, che sembra essere l’unico che rimanga alla società, è cosa da gran tempo riconosciuta insufficientissima a ritenere dal male e molto più a stimolare al bene. Tutti sanno con Orazio che le leggi senza i costumi non bastano, e da altra parte che i costumi dipendono e sono determinati e fondati principalmente e garantiti dalle opinioni.
In questa universale dissoluzione dei principi sociali, in questo caos che veramente spaventa il cuor di un filosofo, e lo pone in gran forse circa il futuro destino delle società civili e in gran incertezza del come elle possano durare a sussistere in avvenire, le altre nazioni civili, cioè principalmente la Francia, l’Inghilterra e la Germania, hanno un principio conservatore della morale e quindi della società, che benché paia minimo, e quasi vile rispetto ai grandi principii morali e d’illusione che si sono perduti, pure è un grandissimo effetto. Questo principio è la società stessa.
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Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico de’ popolacci. Niuna (nazione) vince né eguaglia in ciò l’italiana.
Essa unisce la vivacità naturale all’indifferenza acquisita verso ogni cosa e al poco riguardo verso gli altri cagionato dalla mancanza di società, che non li fa curar gran fatto della stima e dei riguardi altrui.

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Gli italiani hanno piuttosto usanze e abitudini che costumi. Poche usanze e abitudini hanno che si possano dire nazionali, ma queste poche, e l’altre assai più numerose che si possono e debbono dir provinciali e municipali, sono seguite piuttosto per sola assuefazione che per spirito alcuno o nazionale o provinciale, per forza di natura, perché il contraffar loro o l’ometterle sia molto pericoloso dal lato dell’opinione pubblica, come è nell’altre nazioni, e perché quando pur lo fosse, questo pericolo sia molto temuto. Ma questo pericolo realmente non v’è, perché lo spirito pubblico in Italia è tale, che, salvo il prescritto delle leggi e ordinanze dei principii, lascia a ciascuno quasi intera libertà di condursi in tutto il resto come gli aggrada, senza che il pubblico se ne impacci.
Gli usi e i costumi in Italia si riducono generalmente a questo, che ciascuno segua l’uso e il costume proprio. E gli usi e i costumi generali e pubblici, non sono, come ho detto, se non abitudini, e non sono seguiti che per liberissima volontà, determinata quasi unicamente dalla materiale assuefazione, dall’aver sempre fatta quella tal cosa, in quel tal modo, in quel tal tempo, dall’averla veduta fare ai maggiori, dall’esser stata sempre fatta, dal vederla fare agli altri, dal non curarsi o non pensare di fare altrimenti o di non farla; e facendola del resto con pienissima indifferenza, senz’attaccarvi importanza alcuna , senza che l’animo né lo spirito nazionale o qualunque, vi prenda alcuna parte”………………………………………………………..

Nucleare : Il Problema senza soluzione. Greenpeace.

Pubblichiamo lo spot preparato da Greenpeace in risposta a quello del Forum nucleare voluto e finanziato dalle multinazionali dell'atomo.
E' evidente che lo spot "Nucleare - il problema senza soluzione" di Greenpeace non potrà avere la stessa visibilità in televisione ed in altri mezzi di comunicazione pagata dal Forum per diffondere il proprio messaggio che potete rivedere nel post correlato.

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Nota del mattino del 21 gennaio '11

Le principali notizie politiche del giorno a cura dell'Ufficio Circoli Nazionale PD.

1. QUIRINALE E VATICANO IMPEDISCONO A BERLUSCONI LA SCENEGGIATA DEL CARNEFICE CHE DIVENTA VITTIMA. QUESTA VOLTA E’ SENZA RETE. MA BLOCCARE TUTTO IN UN PANTANO GIUDIZIARIO RESTA IL SUO OBIETTIVO.
“Più moralità e legalità”. Sono bastate queste due parole pronunciate dal cardinale segretario di Stato vaticano Bertone per far precipitare ieri la situazione di Silvio Berlusconi. Erano le stesse pronunciate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, due giorni fa. Ma hanno avuto un effetto più dirompente, perché per la prima volta le gerarchie della chiesa non hanno difeso Berlusconi, segno che la vita privata del presidente del Consiglio ha davvero colpito l’opinione pubblica.
Berlusconi ora è isolato. Accanto al presidente c’è solo la Lega Nord (finché e se si parlerà di federalismo). Ma andrà avanti con la strategia che ha già deciso a tavolino con i suoi avvocati, con i direttori dei suoi telegiornali, dei suoi settimanali, dei suoi quotidiani. Sollevare una montagna di cavilli, di problemi di attribuzioni, delegittimare i magistrati che stanno facendo le inchieste, sollevare problemi tecnico-giuridici sui quali sviare l’attenzione. Non caso oggi Panorama, settimanale del gruppo Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi, ha in copertina il volto del pm Ilda Bocassini con il titolo Il vizietto. Il vizietto sarebbe quello delle intercettazioni, dei loro costi, del tempo perso a farle, del personale impegnato. Altre volte il giochino è servito. Questa volta sarà più difficile. Ma il rischio è che il paese resti impantanato in uno scontro senza capo né coda, mentre il mondo corre alla velocità della luce, la crisi sociale ed economica impone sacrifici crescenti, il paese perde terreno.

2. L’ITALIA NON PUO’ PERMETTERSI DI RESTARE PER MESI BLOCCATA A DISCUTERE SUI PROBLEMI DEL PREMIER. IL PD LANCIA L’OFFENSIVA D’INVERNO: RACCOGLIERE DIECI MILIONI DI FIRME PER MANDARLO VIA, PREPARARE IL PROGRAMMA PER LA RICOSTRUZIONE, PRESENTARLO A TUTTI COLORO CHE NON VOGLIONO ALTRI DIECI ANNI DI BERLUSCONI.
Il pericolo di restare bloccati per mesi a discutere sui problemi di Berlusconi invece che sulle cose da fare per ripartire, per tornare a creare ricchezza e lavoro, e il pericolo di una forzatura democratica da parte del presidente del Consiglio, hanno spinto il Partito Democratico a lanciare l’offensiva. Ieri lo ha spiegato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a Repubblica Tv, con un’intervista ripresa, in estrema sintesi, anche sul quotidiano cartaceo. «Ben Ali ci fa un baffo. Berlusconi non mostra un minimo di consapevolezza della gravità della sua situazione. O qua si muove l`opinione pubblica o dobbiamo aspettarci un videomessaggio al giorno, nella paralisi totale del Paese. Piuttosto, meglio il voto». Pier Luigi Bersani cerca 10 milioni di firme «per mandare a casa il premier». Lo annuncia a Repubblica Tv mentre la giornata si assesta sui moniti di Bertone e Napolitano. Avrà effetti il richiamo alla moralità della Santa Sede? «Da Bertone sono arrivate parole pesanti. La Chiesa sa di essere un`autorità morale oltre che di fede. Tra i cittadini il disagio è diffuso e qualcosa si è mosso. Ma penso che pure altri debbano esprimersi, il problema riguarda anche quelle che una volta si chiamavano elites sociali ed economiche. Non chiedo certo di disquisire su questioni
sessuali. Pretendo però sia denunciata un`empasse clamorosa creata dai problemi del capo». Il Pd che farà? «A febbraio raccoglieremo firme in diecimila gazebo, in tutta Italia. Ne avremo 10 milioni, sono tanti quelli che non ne possono più. Con i camion quelle firme le porteremo a Palazzo Chigi, per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio. Non possiamo andare avanti ancora per settimane, qualsiasi soluzione comprese le elezioni anticipate è meglio di questa situazione: Berlusconi non ha più un sogno da vendere ma mantiene una enorme forza economica e mediatica, capace di bloccare il sistema. Bene, il Pd lancia una fase ricostruttiva (ho pudore a chiamarla costituente). E si rivolge a tutte le forze capaci di superare le piccole beghe e i personalismi, in grado di essere generose nonostante le storie diverse. Dobbiamo metterci a lavorare, per superare la crisi e rimettere in moto il paese, altrimenti che futuro diamo ai giovani?». E` un altro invito per Fini e Casini, chiede La Repubblica, dimenticando che più volte Bersani ha chiarito che la proposta del Pd si basa su un progetto di cose da fare per il paese e si rivolge a tutte le opposizioni politiche e alle forze sociali? «Mi rivolgo a tutti quelli che vogliono evitare la deriva plebiscitaria. Chiunque ragioni per me è un interlocutore. Quindi parlo “anche” al Terzo Polo, certo, anche a Montezemolo. E` chiaro che quando sarà il momento cruciale il premier cercherà di infliggere un ultimo strappo. A quel punto tutte le forze che hanno una vocazione di governo dovranno dialogare per tentare di fare quelle quattro o cinque cose che permettano di andare oltre Berlusconi. C`è bisogno di un fisco equo, di lavoro, di liberalizzazioni, di riforme istituzionali. Bisogna assumersi delle responsabilità, per questo che si fa politica». E se il federalismo rimanesse al palo? Potrebbe essere la Lega a staccare la spina? «Il progetto presentato negli ultimi giorni da Calderoli non ha niente a che vedere col federalismo, dà meno autonomia ai Comuni di quanta non ne avessero prima del Cavaliere. Ad ogni modo la Lega il federalismo non lo farà con questo esecutivo. Non so se Bossi coglie ancora gli umori della base, ma il popolo leghista è chiaramente insofferente, mentre il gruppo dirigente rimane attaccato al premier». Il Pd potrebbe digerire un governo Tremonti? «Tremonti è un ministro curioso, direi filosofo. Non lo sento mai parlare di economia reale. Ora gira alla larga dall`immagine compromessa di Berlusconi ma non penso che sia pronto a sferrare il colpo decisivo per allontanarsene. Ci vorrebbe troppo coraggio». Nell’intervista televisiva Bersani ha chiarito subito: se si fa un governo di centrodestra con Tremonti premier noi stiamo all’opposizione. Quanto alla dialettica interna, Bersani ha ribadito che il Pd ha scelto la via della democrazia e che questo comporta libertà di dibattito e di proposta. «Noi siamo gli unici che abbiano deciso di chiamarsi partito. Non popolo, partito. Perché crediamo che tante nobili parzialità e che le diverse posizioni della società civile debbano trovare un punto di unità. Questo può farlo solo un partito, a meno che non ci si voglia affidare al capo. Abbiamo scelto il metodo della democrazia. Per il paese e per il partito. Se si accetta questo si deve accettare il fatto che all`interno della squadra la discussione sia aperta».

3. FEDERALISMO. ANCI, PD E TERZO POLO DICONO NON ALLE PROPOSTE DEL GOVERNO. CHIEDONO SEI MESI IN PIU PER DISCUTERE. LA LEGA OGGI DECIDE SE ACCETTARE O FAR SALTARE IL TAVOLO DEL GOVERNO.
Mercoledì sera il Partito Democratico ha esaminato i testi relativi al quarto decreto legislativo sul federalismo in una riunione al vertice. Risultato: così non vanno bene, tradiscono gli obiettivi e lo spirito stesso del federalismo, producono problemi e distorsioni. Ieri l’Anci, l’associazione nazionale che rappresenta i comuni e che è
presieduta dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e il Terzo polo hanno sostanzialmente detto la stessa cosa. Ne è scaturita la richiesta di un prolungamento della delega che scade il 28 gennaio per discutere le opportune modifiche. Una proroga di almeno 6 mesi.
La Lega, che ha già chiarito la propria posizione (federalismo o crisi di governo) ha deciso di concedere qualche giorno. Oggi il Consiglio dei ministri prenderà una decisione. Ma è praticamente certo che su questo tema si andrà allo scontro e che proprio il tema del federalismo potrebbe diventare la buccia di banana che fa scivolare il governo.
L’altra buccia di banana sarà il voto della prossima settimana sulle mozioni di sfiducia al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, quella presentata da tempo dal Pd e dall’Idv e quella presentata ieri dal Terzo polo.

4. DEBITO PUBBLICO. LA BANCA CENTRALE EUROPEA RICHIAMA ANCHE L’ITALIA. LA SPAGNA NAZIONALIZZA DI FATTO LE CASSE DI RISPARMIO. L’IRLANDA VA AL VOTO.
A dimostrazione che i cieli azzurri raccontati da Berlusconi sono invece pieni di nubi plumblee, la Banca centrale europea ha ricordato ieri che tra i paesi che hanno un problema serio con il debito pubblico vi è anche l’Italia. Richiamo da non sottovalutare dal momento che la crisi finanziaria non è affatto terminata e anzi potrebbe ripresentarsi quanto prima. La Spagna ha annunciato in questi giorni un programma di salvataggio delle proprie banche. L’Irlanda, paese sull’orlo del baratro (mai dimenticare che per i ministri Tremonti e Sacconi era un fulgido esempio da seguire per l’Italia), è in crisi anche politica. Insomma, l’Italia sarà anche ricca di patrimoni privati, come ricorda spesso il ministro Tremonti, ma questo non ci salverà se non ci sarà un risveglio del paese.

5. LAVORO, DIRITTI, PRODUTTIVITA’, CONTRATTI. LE PROPOSTE DEL PD.
Dopo il referendum a Mirafiori e le proposte di superare di fatto il congtratto nazionale fatte da Federmeccanica, il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, ed il presidente del Forum lavoro del Pd, Emilio Gabaglio, hanno scritto un articolo pubblicato oggi da Il Riformista in cui hanno precisato le analisi sui problemi delle relazioni industriali e le proposte che il Pd sta mettendo in campo sui temi della rappresentatività, della partecipazione dei lavoratori, del rapporto tra contratti nazionali da semplificare e accorpare con i contratti a livello di azienda, sulla partecipazione dei lavoratori. Oltre alle “proposte di legge per il pieno riconoscimento dei diritti d`informazione e consultazione dei lavoratori, l`istituzione di comitati consultivi permanenti, la promozione del sistema dualistico con l`inserimento di rappresentanti eletti dai lavoratori nei consigli di sorveglianza. Sono proposte sulle quali il Pd chiede a tutte le forze politiche e sociali di misurarsi”.

6. DOMANI APPUNTAMENTO DEMOCRATICO AL LINGOTTO CON VELTRONI E BERSANI.
Da L’Unità: «Il Lingotto sarà un`occasione per parlare al paese, ai cittadini, alle persone, al cuore del popolo democratico, che esiste e al quale ci si deve rivolgere. E credo che il nostro popolo abbia voglia di un duplice messaggio: di innovazione e unità.
Le due cose non sono in contrasto». Walter Veltroni parla alla vigilia del Lingotto 2, l`iniziativa che si svolgerà domani a Torino. L`ex segretario sottolinea che non si tratta di «un ritorno», dopo la kermesse del Lingotto del 2007 quando lanciò la sua candidatura alla segreteria del Pd. Ma «c`è l`idea di tornare a quella ispirazione, a quel profilo, a quella tensione, ma in uno scenario politico-istituzionale totalmente nuovo» e che richiede a suo avviso «una credibile alternativa riformista». Il titolo dell`appuntamento è «Fuori dal `900», «perché, da troppi punti di vista il secolo scorso ancora ci tiene imbrigliati. Al Lingotto, anticipa Veltroni, manderà questo messaggio «con assoluta tensione unitaria, dato il momento particolare che viviamo. «E’ un contributo, non un`alternativa alla segreteria, per fare più forte il Pd». Obiettivo che per essere raggiunto necessità di «innovazione» e di «mettere in campo tutte le potenzialità del partito». Andranno ad assistere all`iniziativa anche Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Dario Franceschini e diversi altri dirigenti del partito. Un segnale di distensione, dopo qualche tensione vissuta alla Direzione del partito della scorsa settimana.
Bersani si dice convinto che dal Lingotto 2 nessuno vuole tirare fuori «un`alternativa alla segreteria» del Pd. «Dal Lingotto mi aspetto un contributo di cultura politica», dice sdrammatizzando anche il fatto che spesso nel suo partito si accendono vivaci discussioni. «A volte non c`è rispetto per noi stessi, per la "ditta", ma dobbiamo abituiamoci al fatto che ci sia discussione e che poi si arrivi a sintesi. E’ la democrazia. Meglio questo che i tanti partiti personalistici, meglio questo perché l`alternativa è il modello del "capo"».

Giovanni Bianchi - Agire politico e Buona Amministrazione - stralcio dell'intervento. VIDEO.

Giovanni Bianchi stralcio della relazione di ieri sera svolta in occasione della presentazione del progetto "Officina della Politica permanente e dell'Amministrazione sostenibile" tenutosi a Bellusco presso la Corte dei Frati - Workshop - AGIRE POLITICO E BUONA AMMINISTRAZIONE - Di seguito il calendario dei prossimi appuntamenti. Rete Circoli PD est Vimercate.



Villa Reale privatizzata: Formigoni dice no alla mozione del Gruppo PD.



La mozione che chiedeva la sospensione del bando di gara per i lavori di ristrutturazione della Villa Reale presentata in Regione dai nostri Consiglieri è stata bocciata.

Il Bando prevede l'affidamento della gestione del bene ai privati al ridicolo affitto di 30 mila euro all'anno, a fronte di un contributo dei privati per la ristrutturazione di circa 5 milioni e di un finanziamento pubblico di 19.

La petizione "La Villa Reale è anche mia" per la sospensione del bando, consegnata poco prima di Natale, aveva raccolto l'adesione di 10 mila cittadini.

«Bocciando la nostra mozione il centrodestra si è dimostrato sordo di fronte alle richieste di migliaia di cittadini e di autorevoli esperti della gestione dei beni culturali. – hanno replicato i democratici Brambilla e Civati – Serve un sistema di governance di stampo europeo, in cui i privati abbiano sì un ruolo ma non il controllo totale. Questo bando voluto dalla Regione dà invece il via libera alla privatizzazione vera e propria di un bene di grande valore. Continueremo ad opporci in tutte le sedi».

20 gennaio 2011

L'ANCI BOCCIA IL FEDERALISMO FISCALE.


All' ANCI non piace la bozza sul Federalismo Fiscale targato Lega Nord.

Secondo Sergio Chiamparino non ci sono le condizioni per una sua approvazione. Sono troppi i punti critici che nel contesto politico attuale, estremamente incerto, non consentono di "siglare con un intesa politica, l'apertura di fiducia" fatta all'esecutivo in giugno. La bozza è stata messa a punto dal Ministro Calderoli e approvata dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Bossi:" Se sarà bocciato si torna alle urne, anche Berlusconi è d'accordo".

GALLERIA DI SULBIATE. Giordano affossa le speranze.



La galleria "fantasma" di Sulbiate secondo l'esecutivo di centrodestra della Provincia di Monza e Brianza non sarà realizzata. Questa è la triste "sentenza" pronunciata dall'Assessore Provinciale alle opere Pubbliche Francesco Giordano. Secondo Giordano la galleria costa troppo e non ci sono soldi.
L'affermazione nega una dettagliata analisi di tecnici competenti secondo la quale invece l'interramento a Sulbiate non provocherebbe nessun aumento di spesa.


L'unica remota possibilità è che ad imporre il sottopasso ci pensi alla fine il Cipe.


Il nostro Sindaco Stucchi che ha definito uno scempio, un incubo il progetto ostinatamente si dice ottimista:" Nessuna persona di buon senso può permettere che una comunità venga deturpata così".


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In foto l'Assessore Provinciale Francesco Giordano.

La nota del mattino del 20 gennaio 2011,

Le principali notizie politiche del giorno a cura dell'ufficio Nazionale Circoli PD.

1. OBIETTIVO PANTANO. BERLUSCONI MOSTRA LA SUA FACCIA FEROCE PER NON RISPONDERE AI MAGISTRATI (E NEMMENO AI GIORNALISTI). INDUSTRIA, FINANZA E CHIESA PRENDONO LE DISTANZE.
Per il secondo giorno consecutivo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri ha spedito a tutti i telegiornali un messaggio video preconfezionato, formalmente preparato per parlare ai cosiddetti promotori della libertà. La durezza del messaggio (questi magistrati sono eversori, non gli risponderò, dovevano coinvolgere il tribunale dei ministri), la sfrontatezza (niente sesso, nessuna violazione, sono tutte calunnie per ribaltare un governo che ha vinto le elezioni) e l’assenza di qualsiasi intenzione di avere un confronto con interlocutori capaci di fare almeno qualche domanda dimostrano qual è l’obiettivo del premier: intimidire la magistratura e i testimoni, prendere tempo, ingarbugliare tutto sollevando problemi tecnico-giudirici per sviare l’attenzione su temi astrusi per l’opinione pubblica. E far passare tempo, fino a quando, grazie alla sua offensiva mediatica (ad Arcore sono stati convocati e catechizzati ieri l’altro tutti i direttori delle testate televisive e cartacee che fanno capo alla famiglia), come ha scritto oggi Libero nel titolo di testa, “Il paese perdonerà Silvio”.
Obiettivo pantano. Pugni sul tavolo e lacrime (quelle di Ruby nella penosa trasmissione allestita da Alfonso Signorini, direttore di Chi, giornale Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi, e conduttore di Canale 5, sempre di proprietà della famiglia Berlusconi, riprese e rilanciate da tutti i direttori Rai). Per ingarbugliare tutto.
Berlusconi ed i suoi avvocati sanno benissimo, infatti, che impegnare la giunta per le autorizzazioni a procedere e l’intera Camera dei deputati in una discussione sulla necessità di attivare o meno il tribunale dei ministri, o coinvolgere la Cassazione o addirittura la Corte Costituzionale in un giudizio sul contrasto tra poteri dello Stato, non servirebbe a fermare il procedimento di Milano. Ma solo a prendere tempo ed a confondere la pubblica opinione. Martedì prossimo il relatore di maggioranza nella giunta parlamentare, Antonio Leone (Pdl), chiederà di respingere la richiesta della magistratura di perquisire la sede del rag. Spinelli (colui che secondo i magistrati ha consegnato alle ragazze le buste piene di contanti) e che risulta formalmente sede della segreteria politica di Berlusconi. Il voto sarà palese. Ma ci vorrà tempo. Il presidente della giunta Castagnetti ha annunciato un fitto calendario per la discussione, ragione per la quale il voto finale avverrà ai primi di febbraio. A quel punto la richiesta dì autorizzazione alla perquisizione passerà all`esame dell`aula
(probabilmente tra il 9 e 16 febbraio). Ma allora la perquisizione che importanza avrebbe più per l’indagine? Senza contare che la Procura di Milano non sarebbe tenuta a fermarsi. Potrebbe bloccarla la Cassazione, se gli avvocati di Berlusconi solleveranno un conflitto di giurisdizione e vinceranno la causa (un mese di tempo). Oppure può fermarla la Corte costituzionale, se il premier deciderà di sollevare il conflitto di attribuzioni (mesi). Ma fino a sentenza contraria, la Procura di Milano potrebbe andare avanti. Insomma, Berlusconi ha deciso di insistere sull`incompetenza anche per amplificare il messaggio politico.
Di fronte alla possibilità di tenere il paese nel pantano, bloccato per settimane in un momento cruciale, e umiliato sul fronte internazionale, i quotidiani che fanno riferimento o hanno nel proprio assetto proprietario la grande industria, la grande finanza e la Chiesa hanno cominciato lasciar intravedere il timore per le sorti del paese e una presa di distanza. Dura la Stampa (100 per cento Fiat) in prima pagina: “E` arrivato il momento che anche Berlusconi, dopo quasi vent`anni, possa distinguere la sorte della sua fortuna di imprenditore, di politico, persino di uomo di grande successo mediatico e di sicuro carisma personale, da quella del suo Paese. Lui, nonostante una notevole considerazione di sé, non si può paragonare a Sansone e gli italiani non possono fare la fine dei filistei”. Il Corriere della sera (primo azionista Mediobanca, secondo Fiat), in prima pagina ha invocato una censura esplicita del Vaticano quale argine al premier. I Quotidiani che direttamente fanno riferimento alla Chiesta hanno fatto capire che è stato superato il segno.

2. L’ONORE DELLE DONNE. LA COSTITUZIONE VIOLATA. SENZA IL CORAGGIO E LA FERMEZZA DEL PD NON SI SALVA IL PAESE. IL VOTO SUL FEDERALISMO E LA MOZIONE SU BONDI I PROSSIMI BANCHI DI PROVA.
Il Partito democratico ha organizzato ieri a Roma e in altre città italiane manifestazioni di protesta delle donne. L’iniziativa è stata presa dalle donne della segreteria nazionale del Pd che hanno lanciato un appello e avviato una raccolta di firme. L’immagine delle donne che emerge dalle intercettazioni in mano ai magistrati è uno sfregio all’impegno quotidiano di tutte le donne. Quella del Pd è stata l’unica iniziativa politica concreta su questo tema.
Tutte le opposizioni hanno chiesto a Berlusconi di dimettersi. Mentre Casini, Fini e Rutelli e Lombardo, cioè i rappresentanti del Polo della Nazione, hanno chiesto al premier di fare un passo indietro indicando lui stesso un altro leader del centrodestra da mandare a palazzo Chigi, altrimenti si vada al voto, il Pd ha lanciato un’offensiva più conseguente al fallimento del governo della destra nell’affrontare i problemi del paese, un fallimento tragicamente aggravato dal comportamento e dall’esempio disonorevole per lo stile di vita del presidente del Consiglio. “Berlusconi ha violato la costituzione, che pretende disciplina e onore da chi ha cariche pubbliche” ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sottolineando che Berlusconi deve dimettersi. E
che se per il suo fallimento si dovesse andare ad elezioni anticipate, che il Pd non solo non teme ma pensa di poter affrontare in modo vincente, questo accadrebbe per responsabilità diretta del centrodestra e della sua incapacità a governare il paese. La destra ha fallito. Drammaticamente. Sarebbe un problema per il paese se si riproponesse un governo dello stesso tipo, incapace di affrontare la sfida che ci attende.
La barra dritta del Pd, la sua responsabilità e la sua forza sono il pilastro in questo momento che impedisce a Berlusconi di piegare il paese. Sono le fondamenta per la sua salvezza. L’intervista del presidente Rosy Bindi pubblicata oggi da La Stampa rende esplicita questa funzione. «Berlusconi ha passato ogni limite. Un presidente del Consiglio che attacca, e ripetutamente, un ordinamento dello Stato compie un atto eversivo. Straccia la Costituzione proprio lui che, come dice giustamente Bersani, è venuto meno all`onore e alla dignità che il suo ruolo richiede. Piena solidarietà a tutta la magistratura e a tutta la Procura di Milano. E intendiamoci, i magistrati non hanno bisogno di essere difesi perché non hanno sbagliato,e vanno ringraziati per il lavoro che svolgono». Berlusconi – chiede La Stampa - sostiene che la magistratura ha inventato tutto, al solo scopo di farlo fuori. E che va «punita». Bindi: «Ma stiamo scherzando? Il problema è chi ci fa conoscere le cose che accadono, o chi quelle cose le commette? Berlusconi è accusato di prostituzione minorile, e c`è una mole di intercettazioni e testimonianze che rendono fondata questa accusa. Non è in grado di dimostrarne l`infondatezza, tanto che invece di chiarire, in Parlamento e davanti ai pm, registra messaggi televisivi. Sa cosa capisco io da questo? Che non va né in Parlamento né dai magistrati perché sa che le menzogne che va dicendo in tv verrebbero sonoramente smentite. Quella che va difesa è la democrazia. Ma ci rendiamo conto che Berlusconi non solo cerca di legittimarsi nel suo comportamento immorale, ma usa tutti gli strumenti immaginabili per rovesciare la democrazia italiana?». E` il premier in carica, presidente Bindi. Ed è particolarmente abile nell`usare gli strumenti di comunicazione, scrive La Stampa. «Berlusconi ha trasferito in tv il Parlamento, e adesso pensa di poter trasferire in video anche i tribunali. Ma quella italiana non è una videocrazia, è una democrazia. E quelli italiani sono cittadini, non telespettatori». Ma intanto gli italiani hanno appreso dal video di Berlusconi – domanda La Stampa - che i magistrati sono «eversori», e grazie alla intervista di Signorini a Ruby su Canale 5 anche che mai il presidente dei Consiglio avrebbe compiuto atti sessuali con lei, minorenne. «Berlusconi si affida alle tv perché ha paura. Quel videomessaggio in cui crede di beffarsi di tutti è una prova di colpevolezza.
Un presidente del Consiglio si presenterebbe in Parlamento a spiegare, e davanti ai magistrati che lo indagano a difendersi. Perché non lo fa? Perché davanti a chi ha in mano le carte che provano la sua immoralità non potrebbe raccontare le proprie menzogne.
Vada a dirle ai giudici, quelle cose che ha detto in tv. Ieri sera Berlusconi ha dato prova della propria disperazione. Adesso occorre un sussulto di tutti, non può continuare l`assuefazione alla sua immoralità». E la giovane Ruby che da Signorini smentisce tutte le intercettazioni della Procura? Bindi: «E` accaduto in una televisione di proprietà di Berlusconi, a Canale 5, giusto? Se ha detto il falso, visto quel che è uscito fuori dagli atti dell`indagine di Milano, ne risponderà. Ma ripeto, qui è in questione la democrazia.
In tutto il mondo, un premier si dimette spontaneamente per molto, molto meno di quella gravissima accusa. E si sottopone al giudizio della legge». Berlusconi ha già detto che non si dimette. E voi dei Pd non volete le elezioni? «Parlamento e presidente della Repubblica sono sovrani, e per me è ancora valida la proposta di un governo di solidarietà nazionale. Ma se ci vogliono elezioni per liberarci da Berlusconi, faremo le elezioni. Se si va a votare, noi siamo pronti. E vinceremo».
In Parlamento ci saranno presto appuntamenti decisivi che metteranno in ogni caso alla prova la tenuta della maggioranza. Il 26 si voterà sul quarto decreto legislativo di attuazione del federalismo. La proposta del governo finora non ha convinto il Pd, ma neanche Udc e Fli. Vi saranno poi la discussione e il voto sulla mozione di sfiducia presentata dal Pd contro il ministro Sandro Bondi e la mozione presentata da Fli contro la mancanza di pluralismo alla Rai.

3. LA REALTA’ FUORI DALLE TELECAMERE. MENTRE BERLUSCONI INVADE IL VIDEO E LE SUE GIRLS PIANGONO IN TV, FEDERMECCANICA, CON L’APPOGGIO DEL GOVERNO, PROPONE DI CANCELLARE I CONTRATTI NAZIONALI. E IL MINISTRO ROMANI INVENTA CAVILLI PER IMPEDIRE CHE SKY FACCIA CONCORRENZA A MEDIASET.
Mentre l’opinione pubblica era distolta dai problemi generali per occuparsi dei problemi personali di Berlusconi, ieri il direttore generale della Federmeccanica, l’associazione imprenditoriale delle aziende metalmeccaniche che fa parte della Confindustria, Roberto Santarelli, ha proposto di passare direttamente al contratto aziendale, superando così il contratto nazionale di lavoro. Tiziano Treu, Cesare Damiano, Stefano Fassina hanno dichiarato che questa iniziativa porterebbe alla dissoluzione del contratto nazionale, che oggi garantisce condizioni minime sostenibili soprattutto nelle migliaia di piccole e medie aziende. Cgil, Cisl e Uil, questa volta concordi, hanno respinto questa iniziativa. Che la Confindustria ha assunto come una propria iniziativa e che il ministro Maurizio Sacconi ha già benedetto. La sfida è aperta. Dario di Vico, Corriere della Sera: “L`impressione è che i dirigenti di Cgil-Cisl-Uil si cullino nell`illusione che ci sia ancora spazio per due livelli contrattuali”.
Massimo Mucchetti su il Corriere della sera ha spiegato bene oggi che cosa sta facendo intanto il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani: “Strano governo
quello di Roma. Rivende sul mercato della politica gli accordi Fiat come fonte di attrazione di un investimento estero, pur avendo la Fiat sede a Torino, e, al tempo stesso, trema all`idea che Sky, multinazionale americana, possa costruire la quarta tv commerciale italiana insidiando, assieme a La7, il duopolio Rai-Mediaset. Ad aprire la porta alla tv di Murdoch è stata la Commissione europea, che l`ha autorizzata a partecipare alla gara per le frequenze del digitale terrestre con un anno di anticipo sul termine della sospensione decretata, come rimedio antitrust, all`indomani dell`acquisto di Telepiù e Stream, i «genitori» di Sky Italia. L`autorizzazione era subordinata alla destinazione del multiplex alla tv generalista e non all`ulteriore espansione della tv a pagamento trasmessa via satellite. Ma proprio questo dà fastidio a Rai e Mediaset, che nella pay tv ha già un nuovo pascolo. L`argomento finora addotto per opporre resistenza è la mancanza di reciprocità tra Italia e Usa. Negli Usa, infatti, le tv non possono essere controllate da soggetti esteri. Per l`Europa e per l`Autorità italiana delle comunicazioni, tuttavia, Sky è assimilabile a una società europea, con relativi i diritti, perché ha uno stabile insediamento nel vecchio continente: per la precisione a Milano, dove ha il quartier generale europeo, e a Roma. Il ministro Paolo Romani, rispondendo ieri al deputato Benedetto Della Vedova, ha assicurato che non ci saranno altre lungaggini. Ma il giorno prima aveva presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato sulla questione della reciprocità. Eppure le frequenze radio sono da anni assegnate anche a società di telecomunicazioni a capitale russo-egiziano (Wind) e cinese (H3G, che ha già una tv per cellulari). L`uso televisivo cambia forse la natura delle frequenze? Sky ha quasi 4 mila dipendenti, il doppio delle gestioni precedenti, altrettanti collaboratori e un indotto di 7 mila persone: una Mirafiori del video, cui la vita viene complicata non dalla Fiom, ma dal governo che proclama l`apertura verso le imprese”.

4. CINA E USA PRENDONO LE MISURE AL MONDO, MENTRE L’EUROPA DIVISA CONTA SEMPRE DI MENO.
Numerosi articoli su tutti i quotidiani raccontano oggi l’incontro tra il presidente Usa, Barack Obama, e il premier cinese Hu Jintao. Molte sono le interpretazioni e le notizie, a cominciare dai 45 miliardi di dollari che i cinesi si sono impegnati a investire in Usa. Ma la realtà è sempre la stessa: i due giganti si stanno contendendo la leadership del mondo, mentre l’Europa, ancora forte ma divisa, conta sempre di meno.

Questa sera a Bellusco primo Workshop "Officina della politica e dell'Amministrazione sostenibile".


Qui la comunicazione del sito PD Monza e Brianza che informa della presentazione e della prima sessione del Workshopp della Rete Circoli PD di Vimercate Zona est che si svolgerà a Bellusco Giovedì 20/01/'11 ore 21:00 Corte dei Frati.

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Precariato e prospettive di vita. Incontri organizzati da GD.

I giovani tra lavoro precario e prospettive di vita.

Un ciclo di quattro incontri organizzati dai Giovani Democratici e dal PD di Vimercate, per analizzare la situazione del mercato del lavoro, sprattutto giovanile, nella provincia di Monza Brianza e nel Vimercatese.

Tutti gli incontri si terranno alle ore 21 presso Villa Gussi, via Mazzini 41 - Vimercate

Lunedì 24 Gennaio: LAVORO E TERRITORIO con Luigi Vimercati, senatore PD
Marco Viganò, segretario generale CISL Brianza
Eleonora Polini, amministratore di SOGES - Global Service

Lunedì 31 gennaio: CONTRATTI E PRECARIETÀ

con Pietro Ichino, senatore PD

Gli altri incontri si terranno lunedì 7 e martedì 15 febbraio prossimo