17 febbraio 2011
Nota del mattino del 17/02/'11
1. SORRISI & RIPRESA. LA MASCHERA DI BERLUSCONI NASCONDE IL CALCIOMERCATO IN PARLAMENTO, LA MESSA A PUNTO DEI CAVILLI PER NON ANDARE DAI GIUDICI E LE AVANCES CON LA CHIESA.Nemmeno un attacco alla magistratura. Solo contenuti, promesse per l’economia, questa volta sostenute anche dalla presenza del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Con la conferenza stampa di ieri è improvvisamente tornata in auge la strategia di Giuliano Ferrara di parlare d’altro, far finta che il processo di Milano non esista e il premier non sia accusato di fatti gravi e disgustosi, come è la concussione e la prostituzione minorile (si ricordi in proposito la lettera a Il Corriere della Sera, la proposta di lavoro bipartisan sulla ripresa: è solo di qualche giorno fa, anche se sembra passato un secolo).
Propositi di impegno, promesse, riforme. Lo schema è sempre lo stesso, comprese le spiegazioni per i fallimenti: nella “narrazione” berlusconiana il presidente ordina; se gli altri non sono d’accordo o fanno presente che gli ordini sono sbagliati, allora sono cattivi. Ma durerà poco. Come l’altra volta, il sorriso è solo una maschera. Oggi serve a far decantare il colpo, ad allentare l’attenzione ed a coprire le vere attività del premier. Che non riguardano l’attenzione per il paese, ma la propria sopravvivenza e gli affari.
La Lega è stata chiara: se c’è una maggioranza per approvare subito i decreti di attuazione del federalismo (e non importa se hanno mille difetti e perfino se avranno un impatto negativo sul Nord, importa che si chiamino federalismo) il governo va avanti. Tutti i sondaggi in mano a Bossi dicono infatti che anche la Lega avrebbe ripercussioni negative se si andasse ad elezioni senza aver ottenuto almeno la bandiera del federalismo. Ma per ottenere questo risultato è necessario che alla Camera la maggioranza sia tale anche nelle commissioni. E perché ciò accada i numeri della maggioranza devono salire dal livello attuale (314).
Da qui un’attività spasmodica a Montecitorio e a Palazzo Madama da parte dei fedelissimi di Berlusconi di ricerca di deputati e senatori in vendita, in trasloco, in rotta con il proprio gruppo, di promesse, allusioni, pressioni. Un’attività che si è intensificata in questi giorni anche per cogliere al volo l’occasione delle liti interne a Fli, la formazione politica appena nata e che fa capo a Gianfranco Fini.
L’altra attività che la maschera del presidente del Consiglio sta nascondendo è quella degli avvocati (se vista, ricorderebbe processo e imputazioni) che stanno studiando le carte per trovare cavilli e metodi per allungare i tempi, bloccare il giudizio, insomma
“passare la nottata”. E anche in questo caso, nell’ipotesi di un passaggio in Parlamento per votare il ricorso alla Corte Costituzionale per il conflitto di attribuzione (obiettivo, portare il processo al tribunale dei ministri), sarebbe necessaria una maggioranza più vasta.
Infine, nascondere la maschera feroce risponde all’obiettivo di riavvicinare i vertici della Chiesa. Il mondo cattolico è turbato. Secondo un sondaggio di Swg realizzato per i Cristiano sociali di Mimmo Lucà (Pd), il 57 per cento dei praticanti prova disgusto, indignazione e disagio. Tra questi, il 17 per cento ha mutato il proprio giudizio in negativo, mentre il 40 per cento aveva già una opinione critica. Ma il 26 per cento non crede alle accuse della Procura di Milano e un altro 15-17 per cento è indifferente. "Premetto che ritengo importante per il nostro Paese che venga esercitato da parte della Chiesa il diritto-dovere di intervenire nell'agorà pubblica” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. ” Ma non chiedo alla Chiesa di prendere parte. Da cittadino vorrei che si sentisse chiaro un messaggio: la politica si prenda le sue responsabilità, i cattolici in politica si prendano le loro responsabilità”. Berlusconi, tuttavia, sta tentando di recuperare almeno il rapporto con le gerarchie della Chiesa. Domani incontrerà il segretario di Stato ed il presidente della Cei alle celebrazioni per l’anniversario dei patti lateranensi, a Roma, presso l’ambasciata italiana presso la Santa Sede. E certo non poteva arrivare a questo appuntamento sull’onda dell’ennesimo scontro a faccia feroce.
2. IL MILLEPROROGHE PASSA AL SENATO E RIPARTE L’ESAME DEL FEDERALISMO. UNA PIOGGIA DI TASSE CON LA FIRMA DELLA LEGA.
Ieri è passato al Senato, grazie ai voti della Lega il “milleproroghe”, una specie di finanziaria omnibus, che comprende anche decine di balzelli per i cittadini, norme fatte a posta per gli amici, grandi sconti fiscali per banche, assicurazioni, fondi di investimenti. Stefano Fassina, responsabile Pd per l’Economia, ha soprannominato questo provvedimento il “milletasse”, soprattutto se visto insieme al decreto sul federalismo municipale che la Lega vuole riportare alle Camere (dove si prevedono nell’ordine: imposta di soggiorno, imposta di scopo, aumento della addizionale Irpef, aumento Ici su artigiani, commercianti e piccole imprese). Tra l’altro, nel “milleproroghe” si prevede l’aumento di un euro per il biglietto dei cinema. Il Pd l’ha ribattezzata la tassa-vergogna e ha deciso di lanciare una mobilitazione davanti ai cinema di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Genova, Palermo, Perugia ed altre città, con volantinaggi, presidi, banchetti per sensibilizzare i cittadini, dove si potrà anche firmare per chiedere le dimissioni di Berlusconi. E mentre si chiedono più contributi ai cittadini, dice Fassina, il governo “fa marcia indietro su alcuni importanti tagli ai costi della politica, in particolare, sulla dismissione delle partecipazioni nelle municipalizzate e sui numeri dei consiglieri e degli assessori municipali”. Senza contare il rinvio del pagamento delle multe per le quote latte, con buona pace degli allevatori onesti, le norme contro i precari della scuola, che “grazie alla Lega” come ha chiarito la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, “non potranno spostarsi di provincia per le supplenze, o i tagli alla cultura, lo stop alle
demolizioni delle case abusive in Campania, anche se costruite in aree protette”. E ancora il fondo per i malati di Sla (sclerosi amiotrofica) che rischiano di avere meno dei 100 milioni stanziati in partenza. O il 5 per mille, che resta a quota 300 milioni, invece dei 400 stanziati nel 2010.
3. IL PD AUMENTA LA SPINTA. BISOGNA AVERE FIATO PER UNA LUNGA BATTAGLIA. QUATTRO MILIONI DI MODULI A CASA DEGLI ITALIANI PER FIRMARE CONTRO BERLUSCONI.
Il segretario del Pd ha rilanciato ieri l’affondo contro il premier e per andare al voto. «Berlusconi è l`unico al mondo a non preoccuparsi. E questo dimostra che è irresponsabile. A chi ha la pazienza e la possibilità di dare un`occhiata ai giornali internazionali apparirà chiaro che l`Italia è una situazione drammatica dal punto di vista dell`immagine» ha detto Pier Luigi Bersani. «Credo che sia da irresponsabili non prendere atto della situazione. Ci sia un po’ più di coraggio da parte delle classi dirigenti. Tutto il mondo sta chiedendo un passo indietro a Berlusconi, solo in Italia c`è tanta gente che continua a tacere». «Dovrebbe esserci un coro di voci che dicessero "fai un passo indietro": non può essere solo l’opposizione a farlo. La classe dirigente deve parlare». Oggi votare, ha spiegato Bersani, spiegando perché le elezioni politiche anticipate oggi sarebbero il male minore, significa introdurre «un elemento liberatorio e partecipativo». Anche perché, ha detto il segretario del Pd, «le prossime settimane ci consegneranno altri fatti di turbamento». « Berlusconi è al tramonto: perché arrivarci in modo drammatico?».
La strada del tramonto è segnata, insomma, anche se nessuno sa quanto sarà lunga. Un giorno, una settimana, un mese o di più. Berlusconi non mollerà facilmente. Potrebbe tentare di resistere nonostante il degrado progressivo e i problemi crescenti per il paese, in un crescendo di mobilitazione mediatica e non solo dei propri sostenitori. Bisogna aver fiato, reggere, basare l’iniziativa su una strategia di respiro, preparata e discussa, condivisa, come quella disegnata nell’ultima direzione del Pd e confermata nell’Assemblea nazionale di Roma.
La pressione del Pd per le dimissioni di Berlusconi si sta intensificando anche sul piano dell’iniziativa della raccolta delle firme: nelle case degli italiani arriveranno presto quattro milioni di moduli per la raccolta delle firme. E questa andranno a sommarsi a quelle già raccolte via on line e nelle migliaia di banchetti aperti in tutta Italia (saranno 5.000 nel prossimo fine settimana, oltre a quelli aperti davanti ai cinema). Considerando i risultati già raggiunti, l’obiettivo dei dieci milioni di firme da consegnare materialmente a palazzo Chigi l’8 marzo potrebbe essere addirittura superato.
4. LE TENSIONI DELLA SPONDA SUD DEL MEDITERRANEO SVELANO ANCHE L’INCONSISTENZA DELLA POLITICA ITALIANA E LA DEBOLEZZA DELL’EUROPA.
Anche la Libia (oltre al Bahrein) finisce nel vortice del risveglio popolare, dimostrando ancora una volta l’inconsistenza e l’assenza di prospettive della politica estera italiana, ma anche la limitatezza della politica estera dell’Unione europea. La Germania e gli altri paesi in cui la presenza degli immigrati è molto più consistente rispetto alla situazione italiana ieri hanno ricordato che la pressione verso l’Italia oggi non è ancora al livello di guardia e dunque che la richiesta di aiuto da parte di Roma non può essere così pressante. L’Italia ha chiesto aiuto, ma – come chiarisce oggi l’economista Tito Boeri su La Repubblica – non ha proposto una soluzione o una iniziativa specifica. La verità è che gli europei, tutti insieme, stanno assistendo quasi inerti e senza un progetto per il futuro al risveglio della sponda sud del Mediterraneo
Corso GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE. Parco del Rio Vallone.

LA COMUNITA' DI SULBIATE UNITA, CHIEDE UN INCONTRO A FORMIGONI.
Tutte le nostre lettere sono partite dall'Ufficio postale di Sulbiate ieri 16/02/'11 alle ore 09:39.
Se la richiesta di incontro sarà accolta la Comunità di Sulbiate, in presenza di esponenti del COAP (Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana), del suo Sindaco, e di tutti i rappresentanti delle forze politiche rappresentative, avrà modo, idealmente unita, di poter reclamare, civilmente e pacificamente, i suoi diritti:
- Il diritto di vedere mantenute le promesse dell' Amministrazione pubblica (in chi avere fiducia altrimenti?)
- Il diritto di preservare per il futuro il territorio che ha ereditato.
- Il diritto di continuare a vivere in una situazione "normale".
- Il diritto di essere ascoltata.
Di seguito copia della lettera e i documenti che provano l'avvenuta spedizione di ieri mattina.
Comunicato COAP.
BERLUSCONI DIMETTITI: 4 MILIONI DI FAMIGLIE RICEVERANNO IL MODULO DAL PD.

Per sostenere la mobilitazione straordinaria, oltre 4 milioni di famiglie riceveranno nei prossimi giorni, accompagnato da una lettera del Segretario Bersani, il modulo per la raccolta delle firme. L' 8 Marzo tutte le firme saranno partate a Palazzo Chigi. L'adesione forte sia in Italia sia degli Italiani all'estero lascia prevedere che potrebbe essere superato l'obiettivo ideale dei 10 milioni di firme. Intanto la mobilitazione prosegue.
Oggi a Sulbiate saremo presenti ancora in piazza in occasione del mercato settimanale.
In tutta Italia davanti ai cinema, oltre a raccogliere le firme per "Berlusconi dimettiti", si potrà firmare anche per protestare contro l'aumento di un euro del prezzo dei biglietti.
Post correlato del 14/02 : Sulbiate fotogallery - Berlusconi dimettiti.
16 febbraio 2011
Fondi Pedemontana a rischio. Cattaneo Minaccia di incatenarsi a Roma

«Se in fondi per Pedemontana non dovessero essere sbloccati, sono pronto a incatenarmi ai cancelli del ministero». Parola di Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, durante una visita al cantiere della superstrada che taglierà in due la Brianza. (...)
Fonte MBNWES
Post correlato: Assessore Cattaneo, "chi la fa, la aspetti". Il commento del Sindaco Stucchi.
Gigi Ponti commenta la scelta di Emanuela Baio.

“La decisione di Emanuela Baio di lasciare il Pd è purtroppo una scelta sbagliata in un momento sbagliato. In una fase delicata e per certi versi drammatica come quella che sta vivendo il Paese, con un governo che non governa e che pensa quasi esclusivamente a risolvere i problemi del premier, è necessario l’impegno di tutti per cambiare la situazione nell’interesse dell’Italia e dei nostri territori”.
Lo dichiara Gigi Ponti, segretario provinciale del Pd di Monza e Brianza, commentando l’addio al Pd annunciato dalla senatrice Emanuela Baio, parlamentare brianzola.
“Rispetto ma non condivido la scelta – continua Ponti - perché in un momento in cui il Pd è in trincea sia a livello nazionale che in Brianza penso sia un errore grave lasciare il proprio posto con motivazioni discutibili. Penso sia soprattutto un brutto segnale per chi, elettori e militanti, continua a credere nel Pd come strumento in grado di cambiare in meglio la politica e il Paese. Spero ci ripensi”.
fonte sito PD Monza e Brianza.
Dal Blog di Civati il comunicato stampa di Civati e Brambilla consiglieri regionali PD.
«Sia coerente, si dimetta da senatrice». «Dopo aver annunciato che lascerà il Pd la senatrice Baio dovrebbe essere coerente e dimettersi. Crediamo che le dimissioni siano una forma di rispetto verso i cittadini che l’hanno eletta per fare la parlamentare del Pd». Lo dichiarano i consiglieri regionali lombardi del Pd eletti in Brianza, Enrico Brambilla e Giuseppe Civati, commentando l’addio al Pd della senatrice Emanuela Baio, esponente democratica brianzola. «Rispettiamo Emanuela – continuano Brambilla e Civati -, il suo lavoro e le sue scelte, anche se le motivazioni dell’addio ci sembrano un po’ pretestuose. Sul merito di alcune di esse, pensiamo comunque che in un partito come il nostro ci si debba confrontare e alla fine scegliere, perché con le interdizioni non si va e non si può andare da nessuna parte. A Emanuela chiediamo quindi semplicemente coerenza, cioè di lasciare il posto a un’altra persona eletta dai cittadini che hanno votato il Partito democratico».
Post Correlati:
Arrivederci Emanuela. - La Senatrice Baio Dossi lascia il PD.
Nota del mattino del 16/02/'11
1. OBIETTIVO, DURARE UN ANNO. BERLUSCONI PUNTA A RALLENTARE I PROCESSI. MA TEME CHE LA LEGA STACCHI LA SPINA E CHE SI VADA A VOTARE. OGGI I SONDAGGI DANNO VINCENTE BERSANI.
Rallentare, ostacolare, rinviare: la strategia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la decisione presa ieri dal Gip di Milano di aprire subito il processo al premier per concussione e prostituzione minorile, è di non mollare, di restare imperterrito al suo posto e di utilizzare tutti gli strumenti possibili per far impantanare il percorso dei magistrati.
Il Partito Democratico, con l’intervento del presidente del gruppo parlamentare della Camera, Dario Franceschini, ne ha chiesto ufficialmente le dimissioni.
D’altra parte nei prossimi due mesi Berlusconi non dovrà affrontare solo questo processo, ma anche la ripresa (il legittimo impedimento è di fatto stato dimezzato dalla Corte Costituzionale) di altri tre processi: è imputato per i diritti tv Mediaset (frode fiscale, si riprende il 28 febbraio), Mediatrade (frode fiscale e appropriazione indebita, riparte il 5 marzo) e Mills (corruzione di testimone, dal 12 marzo).
La prossima mossa di Berlusconi sarà di sollevare il conflitto di attribuzione (richiedendo che il processo Ruby venga svolto dal tribunale dei ministri) presso la Corte Costituzionale. Berlusconi potrebbe farlo attraverso un semplice voto del consiglio dei ministri oppure passare dal voto della Camera. E con il solito modo di pensare alla giustizia, nel Pdl fanno un calcolo di schieramento: tra due mesi andrà via dalla Corte l`attuale presidente, Ugo De Siervo, considerato vicino al centrosinistra. Alla Corte resteranno in 14 giudici. Il prossimo presidente (il cui voto vale doppio in caso di parità) potrebbe essere il giudice Alfonso Quaranta, proveniente dai ranghi della Corte di Cassazione, considerato di area moderata.
L’obiettivo è di non dimettersi e di evitare di finire al voto subito, con sondaggi e focus pessimi per il centrodestra (ieri a Ballarò tutte le proiezioni sul voto su tre o due poli hanno dato per vincente il centrosinistra alla Camera con Bersani premier, l’unica defaillance il centrosinistra l’avrebbe nel caso di voto anticipato con Vendola premier). Berlusconi intende resistere almeno un altro anno, come ha detto ieri ai suoi.
Per questa stessa ragione il presidente del Consiglio ha dato anche carta bianca ai suoi sostenitori per acquistare alla Camera altri parlamentari che possano sostenere la traballante e risicata maggioranza che lo sostiene. E teme le decisioni della Lega, sempre più silenziosa, sempre più incalzante: pubblicamente sta al fianco di Berlusconi, ma ormai non fa più mistero di riflettere sull’opportunità di tenere attaccata la spina a questo governo. Da qui l’inquietudine del presidente del Consiglio per l’intervista de La Padania a Bersani sul federalismo e la richiesta di rassicurazione da parte di Bossi (ieri sera a palazzo Grazioli).
2. L’OFFENSIVA SULLA LEGA LANCIATA DA BERSANI FA BRECCIA. INTANTO ANCHE VENDOLA E FLI PARLANO DI EMERGENZA DEMOCRATICA E SI CONVERTONO ALL’IDEA DI UN GOVERNO DI TRANSIZIONE.
L’intervista rilasciata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani a La Padania, e la conseguente offensiva sul tema del federalismo, ha fatto breccia. “Ora la Lega non ha più alibi” hanno sottolineato molti parlamentari democratici eletti al Nord, a cominciare da Misiani, Marantelli, Pizzetti, Fiano, Carra. E se nei blog e su internet molte voci di
base non hanno accolto bene questa mossa, tra gli amministratori eletti nelle file della Lega al Nord, i quali sanno bene che cosa ci sia nel federalismo pasticciato che sta passando all’esame del Parlamento, il ragionamento del segretario del Pd è stato accolto in modo positivo. Soprattutto se si tiene conto delle difficoltà della stessa Lega a continuare a giustificare i comportamenti di Berlusconi di fronte alla propria base sociale.
Intanto, anche altre forze politiche hanno preso iniziative significative. Con un’intervista a La Repubblica, il leader di Sel, Niki Vendola, di fatto, ha annunciato di essersi convertito all’idea che di fronte ad una emergenza democratica c’è bisogno di un governo di transizione (esattamente ciò che Bersani propone da molti mesi), una coalizione vasta, per affrontare alcuni temi istituzionali (la legge elettorale per esempio) e dare un po’ di sostegno all’economia e all’occupazione. Con un candidato premier: Rosy Bindi. La stessa convinzione sulla necessità di un governo di transizione oggi è stata espressa da un rappresentante di Fli, Granada.
3. FAMIGLIA CRISTIANA E AVVENIRE SI SCHIERANO. MA IL VERO TEST DEI RAPPORTI TRA BERLUSCONI E LE GERARCHIE CATTOLICHE SARA’ L’INCONTRO CON BERTONE E BAGNASCO A ROMA.
Il mondo cattolico sta mostrando in questi giorni diversi segni di inquietudine. Ieri sia Avvenire che Famiglia cristiana hanno preso posizione. In particolare, Famiglia cristiana ha predisposto un sondaggio sulla necessità o meno delle dimissioni di Berlusconi, con risultati eclatanti.
Berlusconi che per un lungo tempo ha goduto del favore e della benevolenza delle massime gerarchie della Chiesa tenterà nei prossimi giorni di recuperare terreno. Venerdì 18, nell’ambasciata italiana presso la Santa Sede, a Roma, durante il ricevimento per l’anniversario dei patti lateranensi, potrebbe incontrare il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Tarcisio Bertone, e il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. La diplomazia sta lavorando per capire se una presenza del capo del governo italiano sarebbe gradita quest’anno, e in quale modo. In base alle risposte, il presidente del Consiglio deciderà se partecipare o meno all’evento e quali iniziative eventualmente prendere.
4. TREMONTI CI RIPROVA A CONVINCERE L’EUROPA CHE CONTA ANCHE IL DEBITO PRIVATO (IN ITALIA PIU’ BASSO CHE ALTROVE). E SE NON CI RIESCE SONO GUAI.
In Europa è arrivato il momento delle decisioni. Germania e Francia voglio imporre regole ferree sul debito pubblico. Tremonti è convinto di poter convincere tutti che bisognerà prendere in considerazione per le eventuali misure di penalizzazione da far pagare a chi sfora anche di altri parametri, a cominciare dal debito privato, che in Italia ha un andamento virtuoso. In caso contrario, una manovra correttiva pesante attende l’Italia, con buona pace di tutte le rassicurazioni date fin qui dal governo di centrodestra che ha portato il debito pubblico dal 104 per cento del Pil del 2008 al 119 di oggi.
Le statistiche sulla crescita dimostrano quello che da mesi, anzi anni, indica il Pd: il paese cresce meno degli altri e c’è bisogno di un sostegno alla ripresa. Adesso, alla vigilia di una possibile crisi e di un possibile ricorso al voto anticipato ci è arrivato anche Tremonti: “bisogna sostenere la ripresa” ha detto, parlando a Bruxelles e sostenendo che si deve partire dal Sud.
5. MARCHIONNE PARLA MA NON CHIARISCE TUTTO. ANCORA NEBBIA SUL FUTURO VERO DELLA FIAT. E IL GOVERNO LATITA.
Sergio Marchionne, in giacca e cravatta, è andato ieri a spiegare al Parlamento italiano la strategia della Fiat e i progetti per l’Italia. Diversi i commenti. Significativo quello di Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl: «Su sede, mercato europeo e Chrysler e stato evasivo».
6. IMMIGRAZIONE. L’UNIONE EUROPEA CORRE IN SOCCORSO DELL’ITALIA MA MEZZI E PROGETTI, NAZIONALI ED EUROPEI, NON SONO ALL’ALTEZZA DELLA SFIDA DEL MEDITERRANEO.
L’Unione Europea ha accolto il grido di aiuto lanciato dal governo italiano ed ha predisposto alcune iniziative di sostegno e di intervento. Peccato che né le iniziative messe in campo dal governo italiano, né quelle previste dall’Unione sembrano all’altezza della sfida posta dal risveglio delle popolazioni che vivono sulla sponda sud del Mediterraneo. “L’Italia avrebbe potuto e dovuto essere il paese capace di guidare l’Europa nella comprensione dei fenomeni e nella predisposizione delle risposte da dare all’evoluzione del Mediterraneo. Invece il nostro ministro del Esteri ha passato il proprio tempo a trovare non meglio identificate carte sulle case di Montecarlo” ha detto ieri sera a 8 e mezzo, trasmissione de La7, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
Acqua e compost grandi amici. Sulbiate aderisce al progetto promosso da Fondazione Idra.

Dice Enrico Brambilla consigliere Regionale PD, presidente fondazione IDRA “L’utilizzo del compost risulta, ad oggi, una pratica ancora poco utilizzata e talvolta guardata con diffidenza. Questa nuova fase ha l’obiettivo di informarea i cittadini che, attraverso semplici azioni quotidiane invece di altre, è possibile trasformare gli scarti organici in ottimo fertilizzante. Pochi gesti, che però è necessario conoscere, per correggere cattive e inconsapevoli abitudini in buone pratiche domestiche di grande valore ecologico”.
Le lezioni sono gratuite e hano un limite massimo di 40 partecipanti.
In breve gli eventi che si terranno nel nostro territorio: "IL CLICO DEL RICICLO" mostra presente a Vimercate presso il MUST dal 31/03 al 10/04 in via Vittorio Emanuele II, 53 - Un CORSO DI ECONOMIA DOMESTICA a Carugate e Ronco Briantino che inizieranno verso la fine di marzo - Un corso di COMPOSTAGGIO DOMESTICO a Pessano con Bornago e a Cornate d'Adda. Per approfondire visitare il nuovo sito creato ad hoc: www.acquaecompost.it
Per iscrizioni: Per iscrizioni:
Fondazione Idra, tel. 039 6859664



