28 luglio 2016

Tenere alto il valore della LIBERTA'

Attentati, allarmi, panico: 
le polizie d'Europa prigioniere del caos
Gli agenti tedeschi sono stati incapaci di fronteggiare l’emergenza. Intelligence continentali sotto scacco
di GIANLUCA DI FEO
Da la Repubblica del 23 luglio 2016

Attentati, allarmi, panico: le polizie d'Europa prigioniere del caos
Il capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae (ap)
NON serve il terrorismo per gettare nel panico un continente che da anni si trova a convivere con una catena inesauribile di attentati. Ormai la paura è dentro di noi, testimoniando come la campagna di morte globale lanciata dal Califfo di Mosul sia entrata in profondità nella nostra quotidianità. Il verbo jihadista si è diffuso ovunque, amalgamando fondamentalismo e rancore per costruire gruppi organizzati come quelli che hanno colpito a Parigi e a Bruxelles, oppure indirizzando l'instabilità o la fragilità psichica di singoli verso i propri obiettivi, come è accaduto sulla promenade di Nizza e sul treno di Wurzburg.

26 luglio 2016

Maroni ingrana la retromarcia

Chi guida sa che la retromarcia si ingrana solo in pochi casi, ovvero quando si deve parcheggiare, quando si ha di fronte un ostacolo non superabile con una semplice sterzata o quando si deve invertire una rotta di marcia che non si giudica più utile o che pare addirittura pericolosa.
In chiave politica, la retromarcia si configura come l'estremo tentativo di evitare di finire in un vicolo cieco o, per uscire di metafora, come un tornare sulle proprie decisioni per evitare di essere smentiti o di creare danni alla propria amministrazione.

La retromarcia non si ingrana mai quando si è in movimento, richiede che la vettura sia ferma. Queste banali affermazioni a metà tra il politico e l'automobilistico, ben descrivono la situazione in cui si è trovato in questi giorni il presidente Maroni: su temi qualificanti la sua azione politica ha usato proprio la retro.

Il primo è l'ormai mitico referendum sull'autonomia di Regione Lombardia. Un referendum inutile, lo ribadiamo, visto che chiederebbe ai lombardi l'autorizzazione per procedere a una richiesta nei confronti dello Stato che Maroni avrebbe già potuto proporre fin dal primo giorno del suo arrivo a Palazzo Lombardia. Così non è stato e nell'ormai lontano febbraio del 2015 ha ottenuto dal Consiglio regionale (con convinto voto del Movimento 5 Stelle) il via libera alla celebrazione di un referendum che nessuno ha ancora visto. Ora l'ulteriore sorpresa, con la retromarcia che porta Maroni a chiedere alla sua maggioranza di approvare una modifica legislativa che consenta lo svolgimento del referendum stesso ben oltre la scadenza prevista e fino al dicembre 2017. Contrordine compagni! Il referendum non solo non è più così urgente, ma non è neppure detto che sia così necessario. Quella che doveva essere la consacrazione della volontà dei lombardi di essere finalmente autonomi da Roma, diventa un atroce dubbio: e se la percentuale dei votanti fosse troppo bassa, che figura ci faremmo? Da qui la prudente retromarcia del verde torpedone che tenta di trasportare la maggioranza in un'unica,peraltro non troppo chiara, direzione.

23 luglio 2016

Altro che invasione, i Paesi ricchi ospitano solo il 9% dei rifugiati

Ricche lo sono certamente. Ma, qualche volta, non nella solidarietà: sono le grandi potenze economiche mondiali. In quante occasioni, in rissosi talk show televisivi, sentiamo qualche ospite gridare alla cosiddetta "invasione" di migranti e richiedenti asilo in arrivo. Ebbene, di fronte a questo tentativo di aumentare la paura nell'opinione pubblica, spesso non basta appellarsi a quei principi di ospitalità e inclusione che sono - e dovrebbero continuare ad essere - a fondamento della cultura europea. Occorre quindi riportare la discussione sui dati. Oggettivi. Incontestabili. E i dati dicono che i sei paesi più ricchi nel mondo - Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito - pur contribuendo per più della metà all'economia globale, ospitano meno del 9% dei rifugiati. Mentre altri sei paesi, ben più poveri ma vicini alle peggiori aeree di crisi, si stanno facendo carico del 50,2% dei rifugiati e richiedenti asilo di tutto il mondo.

22 luglio 2016

L'appello struggente dei bambini siriani con i disegni dei Pokemon: "Trovateci e salvateci"

"Trovateci e venite a salvarci". Il gioco del momento, Pokemon Go, non conosce confini e la sua fama arriva anche in zone di guerra. Come in Siria, dilaniata dal conflitto civile da cinque anni tra le forze leali al regime di Bashar al-Assad e i ribelli in cui sono morti più di 450mila persone. Mentre in tutto il resto del mondo si assistono a scene sempre più bizzarre di persone alle prese con la nuova ossessione dei Pokemon, alcuni bambini siriani invece hanno invece scelto di servirsene per ricordare al mondo le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere.

L'organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary Forces of Syria Media Office) ha diffuso diverse immagini di bimbi che mostrano disegni di Pokemon con messaggi in arabo in cui chiedono di essere salvati dalla guerra.

20 luglio 2016

Paolo Borsellino

Palermo 19 luglio 1992
Un popolo lo si misura dalla capacità di conoscere ed imparare dalla propria storia.


 "Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia. Lo Stato e la società hanno gli anticorpi per colpire e sconfiggere tutte le mafie. Il diritto e l'ordinamento democratico costituiscono garanzie, oltre che irrinunciabili presidi di civiltà. Sta alla responsabilità di tutti procedere con coerenza e determinazione. Lo spirito di unità tra le forze migliori della comunità è indispensabile in questo impegno prioritario". E' quanto afferma Sergio Mattarella, in un messaggio per l'anniversario della strage di via D'Amelio.

19 luglio 2016

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 169


Sabato 16 Luglio 2016

M20
"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 49). Poche, chiare righe purtroppo male applicate. Giace da un anno in parlamento una proposta di legge (primo firmatario Lorenzo Guerini) per darvi attuazione, prevedendo, tra l'altro, l'attribuzione della personalità giuridica. Sarebbe un buon passo avanti, ma quel che conta è poi la pratica, anche in casa nostra. Sono passate pressoché inosservate, nell'ultima Direzione Nazionale del PD, le dimissioni di Fabrizio Barca dalla Commissione per la riforma del partito, dopo averne rilevato l'inutilità in assenza di una volontà di cambiamento. Non è che ne condividessi del tutto le idee, ma la necessità di porre mano all'organizzazione è evidente. Ed il maggiore limite della coincidenza Segretario-Presidente del Consiglio sta qui: nell'assenza di qualcuno che si prenda prioritariamente cura del Partito. Comunque, per non fare solo il criticone, ho diligentemente compilato il rigo per la destinazione del 2 per mille ed invito nuovamente tutti a fare altrettanto. Chissà, con una buona raccolta magari potremmo poi permetterci un capo a tempo pieno.

La Settimana in Regione
La scena più gustosa della settimana è stata la rissa sfiorata tra il capogruppo di Forza Italia ed un esponente di Lombardia Popolare (ex NCD). Casus belli la nomina di un revisore dei conti della Fiera, ma le ruggini sono diffuse. Altra epica battaglia ha avuto come teatro Solferino, che si vorrebbe fondere non già con la tradizionale San Martino ma con la vicina Castiglione delle Stiviere, città che diede i natali a San Luigi Gonzaga oltre che alla Croce Rossa. Praticamente un manuale di storia. Che va indigesta alla Lega, partito antirisorgimentale per eccellenza, oltre che geneticamente contrario alle fusioni tra comuni. Alla fine è passata la proposta di indire il referendum ma già si affilano le baionette per respingere lo straniero. Infine è stata approvata la legge per rendere tracciabile l'attività dei lobbisti: tutti d'accordo tranne forzisti e pentastellati. Dov'è la notizia?

18 luglio 2016

NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO


Newsletter 108 / Luglio 2016
Lo stillicidio delle cattive notizie cadenza il trascorrere delle nostre giornate, complici i mezzi di informazione sempre più veloci. E così stamattina ci siamo svegliati con l'oppressione dell'ennesima strage terroristica a Nizza, mentre non era ancora stato archiviato il dolore per il terribile incidente ferroviario in Puglia.
Di fronte ad accadimenti così devastanti il rischio è quello di farsi prendere dallo sconforto e arrendersi o, al contrario, di pensare solo a se stessi e di farsi scivolare tutto addosso.
Nulla di più sbagliato! Ogni uomo è un importante frammento di una umanità complessa e vivere significa prendere parte responsabilmente alla realizzazione del grande progetto della vita, partecipandovi attivamente con le proprie capacità e i propri limiti e non solo lamentandosi o criticando l'operato degli altri. Obiettivo finale, un mondo migliore.
Davanti a questi temi esistenziali, la pochezza di certa politica lombarda emerge in tutta la sua inconsistenza e preferisce dedicarsi alle deroghe per la caccia ai fringuelli o alle peppole.

13 luglio 2016

Land Art a Mezzago: apre al pubblico il Labirinto nel mais



Mezzago, vimercatese – Dopo il successo mondiale di Christo sul Lago d’Iseo la Land Art sbarca a Mezzago. Ha aperto al pubblico sabato 9 luglio l’opera ideata dall’artista Maria Mesch che consentirà ai visitatori di addentrarsi in un vero labirinto costruito in un campo di mais.

Ha un’estensione di circa un ettaro e consentirà ai visitatori che vi si addentreranno di trascorrere un po’ di tempo divertente in mezzo alla natura. Il labirinto resterà aperto per tutta l’estate 2016. E’ consigliata la prenotazione prima della visita al numero 3489213154.

Nella progettazione si è voluto anche favorire il raggiungimento a piedi dell’opera. Si può accedere al labirinto con un sentiero su strada sterrata a partire dalla biblioteca (segnaletica rosa) oppure dal parcheggio di via Industrie / via Pace tramite un percorso pedonale di circa 10 minuti riconoscibile dalla segnaletica blu.

Gli organizzatori aspettano mezzaghesi e non a cimentarsi nel labirinto nel mais. Senza paura di perdersi!

"Chi si perderà nel labirinto sarà sorpreso dal fatto che perdersi, impiegare quindi più tempo degli altri per uscire, vorrà dire avere più tempo piacevole per passeggiare avvolto dalle piante, significa avere più tempo per far scorrere i pensieri, da solo o in gruppo, il tutto incontrando delle volte musica, o racconti, o altro, a seconda dei giorni."

Tratto da www.vpervimercatese.com