1 febbraio 2019

L'ITALIA CHE RESISTE

Sabato 2 febbraio, alle ore 14,00 
si terrà in tutta Italia una mobilitazione spontanea di Cittadini, Associazioni e Partiti per dar vita ad una catena umana che circonderà gli edifici di tutti i Comuni Italiani.
Il Partito Democratico di Sulbiate ha deciso di aderire e invita tutti i propri iscritti e simpatizzanti a intervenire portando un simbolo del salvataggio in mare e un pensiero.

30 gennaio 2019

È stato finalmente pubblicato in GU il decreto legge sul Reddito di Cittadinanza. Una sintesi

Il Reddito di Cittadinanza verrà «suddiviso per ogni singolo componente maggiorenne»
di Sara De Carli

Il decreto legge sul Reddito di Cittadinanza è finalmente arrivato in Gazzetta ufficiale, con un testo con qualche differenze dalle bozze che circolavano come “definitive” anche all’indomani del Consiglio dei Ministri che lo ha approvato, il 17 gennaio scorso. È in vigore da oggi.
Le note salienti. Il Reddito di Cittadinanza è istituito a decorrere dal mese di aprile 2019. Può essere richiesto dopo il quinto giorno di ciascun mese (quindi per la prima volta dal 6 aprile, che è un sabato). Entro 30 giorni da oggi invece l’INPS renderà disponibile il modulo di domanda (prima quindi dei 60 giorni che il Parlamento ha per emendare il testo, ma d’altronde tutto l’articolo 1 parla di straordinaria necessità e urgenza). A decorrere dal 1° marzo 2019, il vecchio Reddito di inclusione non può essere più richiesto. Il RdC costituisce livello essenziale delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili.

27 gennaio 2019

C'è posta per Salvini. La lettera di Guido Pietrogrande

24 Gennaio 2019
Pubblichiamo la lettera che Guido Pietrogrande, un nostro segretario di circolo di Monza, ha scritto e che intende spedire al Ministero dell'Interno.

Al signor Ministro degli Interni
Piazza del Viminale, 1 - Roma 00184

Le scrivo questa lettera aperta dopo aver letto dei fatti che stanno avvenendo al CARA di Castelnuovo, e in particolare di un suo commento a giustificazione della decisione di chiudere il centro, in cui ha affermato di ritenere di agire “come un buon padre di famiglia”, per far risparmiare i soldi degli italiani.
Sono padre da poche settimane, e questo riferimento mi ha sconvolto.
Lei parla del destino di più di 500 persone come se stesse parlando della sostituzione delle lampadine a incandescenza con dei nuovi LED a risparmio energetico.
Il CARA ospita persone, PERSONE!

24 gennaio 2019

Salvini e quella macchia oscena di Castelnuovo di Porto

Un vero e proprio blitz quello del ministero dell’Interno, che il Pd non ha esitato a definire una “deportazione”

Mettere per strada oltre 100 lavoratori. Fatto. Calpestare la dignità. Fatto. Ignorare i diritti e l’umanità. Fatto. Interrompere violentemente un cammino di integrazione per i migranti. Fatto.

Cala il sipario sul CARA di Castelnuovo di Porto, centro modello che nel marzo 2016 papa Francesco scelse per la celebrazione della lavanda dei piedi del giovedì santo, inchinandosi per il rito davanti a 12 profughi.

Il CARA di Castelnuovo di Porto ospitava 500 migranti ed è il primo centro di accoglienza per richiedenti asilo nella lista di quelli che dovranno chiudere i battenti, a poco più di un mese dalla conversione in legge del decreto sicurezza. Nessuna riconoscenza per il comune di Castelnuovo che ha fronteggiato l’emergenza nazionale per 10 anni, con il secondo centro di accoglienza più grande del Paese.

La Locomotiva - 12 gennaio 2019 Convegno PD sui treni




22 gennaio 2019

L’appello di Gino Strada alla resistenza: “Governati da fascisti e da coglioni”

Il fondatore di Emergency: “La fortezza Europa è un’idea hitleriana”

“Gli esseri umani non sono sacchi di patate, che vengono dirottati, tu ne prendi 10, io 15. Ma dico siamo impazziti? Questo è un mondo di barbari. Qui stiamo tornando con le stesse logiche di tempi che speravamo non dovessero più ripresentarsi. Questa idea di un europa che si chiude con muri è un’idea che ha un nome molto chiaro: l’idea della fortezza europa è un’idea hitleriana”. Lo dice Gino Strada, fondatore di Emergency ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.

Strada continua: “Siamo di fronte a un governo razzista e fascista che non ha nessun problema a lasciar morire persone. Non è una grande novità perché questo terreno è stato preparato dal governo precedente e dal ministro degli Interni precedente”.

Il Movimento 5 stelle sulla linea di Salvini, spiega, “è un segnale terribile. Quando alla fine si è governati da una banda dove una metà sono fascisti e l’altra metà sono coglioni non c’è una grande prospettiva per il paese”.

SettegiorniPD in Regione Lombardia

La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Nuovo cinema gialloverde

A Roma qualcosa sembra sia cambiato davvero. Il centro nevralgico della produzione audiovisiva non è più Cinecittà e neppure la sede RAI di Saxa Rubra; il vero centro di produzione di fiction di vario genere è ormai situato nei palazzi del governo. Basti pensare al set cinematografico allestito per il rientro di Cesare Battisti o alla quotidiana gara tra ministri per mettere il faccione sui social.
Tra una ripresa e l’altra, si moltiplicano le polemiche tra i contraenti del contratto di governo: se quota 100 e reddito di cittadinanza paiono giungere in porto, sono molti i fronti aperti: dalle grandi opere a un’autonomia pronta a parole, ma complicata nei fatti.
Tensioni che riaffiorano anche in Consiglio regionale, con i 5 Stelle che si smarcano sulla TAV e le grandi opere in generale, ma si schierano compatti sul fronte dell’autonomia.
Per parte nostra, chiediamo chiarezza sulle infrastrutture, coraggio sul trasporto pubblico locale e continuiamo a dare credito al percorso sull’autonomia, ma siamo preoccupati per un governo che non pare guardare con grande attenzione alla Lombardia.
Ci ha raggiunti proprio nelle ultime ore anche la notizia della condanna del nostro ex capogruppo Luca Gaffuri nell'ambito del processo sulle spese irregolari dei gruppi tra il 2008 e il 2012. A Luca tutta la nostra stima e la nostra solidarietà. (La dichiarazione di Fabio Pizzul)

21 gennaio 2019

Francia e Germania riscrivono i loro rapporti. L’Italia sovranista neanche se ne accorge

Ecco l’Europa a due velocità di cui si parlava quando ancora si poteva ragionare sullo sviluppo dell’Unione. Parigi e Berlino sono passati dalle parole ai fatti.

Ricordate quando in questo Paese si poteva ancora parlare, con una parvenza di serietà, del futuro dell’Europa? Era il tempo in cui Emmanuel Macron si era messo in testa di riformare l’Unione, in cui Angela Merkel aprì all’idea dell’Europa a due velocità. Maggiore integrazione e maggiori opportunità per chi era disposto a guardare avanti, gli altri fermi al palo, ostaggio dei loro nazionalismi. All’epoca l’obiettivo di questa offensiva erano gli egoismi del gruppo di Visegrad. La Brexit non era ancora diventata il disastro che è oggi e l’Italia era governata da Paolo Gentiloni, che aderì con entusiasmo agli appelli di Macron e Merkel.

E’ passato poco più di un anno, in realtà sembra un’era geologica fa. L’unico governo che si autodefinisce orgogliosamente sovranista e populista dell’Europa occidentale, ha scavato un fosso profondissimo nei rapporti con gli alleati storici, proprio a partire da Francia e Germania, inscenando da subito uno scontro senza precedenti con presidente della Repubblica francese e con le istituzioni europee. Con il solo risultato di risvegliare antichi pregiudizi nei confronti dei governanti italiani, tanto da spingere la Cancelliera a far sapere al presidente Mattarella che lei “parla con Conte e non con i suoi ministri”. Come darle torto.