8 novembre 2019

Comunicato stampa del circolo del Partito Democratico di Sovico

Trasmettiamo il Comunicato stampa del circolo del Partito Democratico di Sovico
Necessario e doveroso sostegno.

Sovico merita di più, non sicuramente questo fango che in poche ore ha sommerso il nostro paese in una diffusione mediatica imponente. Una “mamma grida "negro di m." a un bambino in campo, durante l'incontro tra l'Aurora Desio Calcio e la Sovicese”. Non più di qualche mese fa abbiamo assistito a delle svastiche disegnate in piazza davanti alla chiesa e in altri punti del nostro paese. Questo è ciò che non avremmo mai voluto vedere e leggere. Il razzismo è il peggio che l’essere umano può esprimere. Il preconcetto e l’esclusione di altri esseri umani su basi etniche, culturali o religiose è quanto di più gretto e abbietto si possa rilevare. Quando questo accade nel campetto di calcio del tuo paese quando giocano dei bambini si avverte un senso di rabbia mista a delusione. Forse qualcuno, visto il clima, si sente autorizzato a esternare il peggio prima nascosto per vergogna
Questi fatti meritano i riflettori, la condanna senza sottovalutazioni prima di tutto da parte delle istituzioni locali, la comunità sovicese subisce un danno e un giudizio che non le appartiene, il razzismo non è nelle nostre radici.
Partito Democratico circolo di Sovico

6 novembre 2019

Biglietto Unico, mozione Pd a MONZA

Lamperti: "Allevi e Arena poco coraggiosi" 
Scritto da Redazione PD-MONZA

Ancora la vicenda del biglietto unico a tenere banco. Marco Lamperti, consigliere monzese del Partito Democratico ha le idee piuttosto chiare e spiega perché ha presentato una mozione, a forma dell'intero gruppo democratico, sulla questione in difesa dei cittadini (monzesi e non) che tutti i giorni utilizzano il treno per recarsi sul luogo di lavoro.
Scrive Lamperti. "Comprendo che per criticare i compagni di partito che amministrano Regione Lombardia serva un po’ di coraggio, ma qui l’amministrazione di Monza tra Dario  Allevi e Federico Arena non è che dimostri proprio di avere un cuor di leone.
Le compensazioni messe in atto dall’Assessore Terzi a seguito della vergognosa cancellazione di molti abbonamenti è una presa in giro nei confronti dei pendolari ed è finalizzata solo a fare cassa. La cancellazione poi del bonus ritardi è davvero la beffa suprema. Per questo la scorsa settimana ho presentato una mozione - a firma di tutto il Gruppo del PD - che denuncia tutto questo e chiede al Comune di Monza di difendere i cittadini pendolari."

5 novembre 2019

Migranti. La strategia dei «porti chiusi» non ha ridotto partenze e morti

sabato 2 novembre 2019 - Avvenire.it
Michele Cantarella  - Ricercatore di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia

Uno studio dimostra l'inefficacia della politica di deterrenza nel Mediterraneo. I costi «umani» da Minniti a Salvini
 
Nel corso degli ultimi anni, guerre e disordini in Medio Oriente e Africa hanno generato un flusso di rifugiati verso l’Europa d’intensità senza precedenti, molti dei quali hanno tentato di raggiungere le nostre coste attraversando il Mediterraneo: percorrendo le tre tratte, in ordine di intensità, del Mediterraneo centrale, verso Italia e Malta, occidentale, verso la Spagna, ed infine orientale, verso Grecia e Cipro. Questo è ben lungi dall’essere un viaggio sicuro, come testimoniato dalle innumerevoli e ininterrotte tragedie in mare. L’attraversamento del Mediterraneo, infatti, non è solo il modo più veloce per raggiungere le coste europee (spesso è necessario meno di un giorno di navigazione per raggiungere la destinazione) ma, per molti richiedenti asilo, questa è spesso anche l’unica alternativa.

In effetti, l’evoluzione della crisi di profughi e migranti in un disastro umanitario ha dominato il discorso politico e creato non pochi attriti tra gli Stati membri dell’Ue (e all’interno dei Paesi: basti pensare allo scambio di accuse sui dati degli ultimi sbarchi tra l’attuale ministro dell’Interno Lamorgese e il suo predecessore Salvini). Mentre le Ong hanno tentato di sopperire con mezzi propri alle mancanze nazionali ed intergovernative, gli Stati membri dell’area mediterranea si sono trovati ad affrontare, per lo più da soli, un problema a cui linee di pensiero diverse hanno dato risposte contrastanti: da un lato, abbiamo l’approccio idealista, a difesa dell’obbligo morale al soccorso; dall’altro, un approccio, che si potrebbe definire realista, a sostegno della tesi per cui la riduzione dei soccorsi ridurrebbe gli sbarchi e, di riflesso, anche le morti.

4 novembre 2019

Buone pratiche per invertire la rotta

Riportiamo un contributo tratto dalla rivista 
"SCARP DE TENNIS" utile a concretizzare ciò che in molti di noi sembra essere una realtà lontana e teorica.
Realizzata in Italia, in Trentino a pochi chilometri da Sulbiate, in una zona agricola, e quindi applicabile anche a noi.













29 ottobre 2019

SettegiorniPD in Regione Lombardia

     La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Se due anni vi sembran pochi

A due anni dal referendum sull'autonomia, francamente, era lecito attendersi qualcosa di più.
La lega in Consiglio regionale ha inteso celebrare l'evento con un flash mob, così si definiscono oggi le sceneggiate che si mettono in atto in mancanza di argomenti su cui puntare dal punto di vista politico, a base di magliette. La sensazione è che in 2 anni non si sia fatto un solo passo avanti e che la Lega sia sempre alla ricerca di qualche nemico per tentare di giustificare i propri insuccessi lungo il percorso dell'autonomia. Il nemico di giornata è stato il ministro Boccia, accusato di voler bloccare l'autonomia e impegnato, in realtà, nella ricostruzione di un percorso che i 14 mesi del governo giallo-verde hanno messo fortemente in discussione. L'unico obiettivo raggiunto dalla Lega di governo è quello di rendere antipatica l'autonomia alla maggior parte degli italiani: ora per il ministro Boccia, c'è il problema di ricostruire una credibilità di un percorso che è stato fortemente minato dalle velleità di una Lega assolutamente inconcludente, come inconcludente pare anche essere la prospettiva con la quale ci si sta muovendo in Lombardia. Il Presidente Fontana non ha trovato nulla di meglio da dire agli stakeholders riuniti nel Tavolo per lo sviluppo che un generico, “diminuiremo la pressione fiscale”. Il classico passepartout valido per tutte le stagioni per un centro-destra che non hai idee e non ha alcuna prospettiva per una regione che dovrebbe trainare tutta l'Italia e pare solo al traino di una propaganda ormai stucchevole e sterile.

26 ottobre 2019

Servizio Civile Universale, approvato il Piano triennale 2020-2022

«Sono particolarmente soddisfatto dell’esito del paziente e impegnativo lavoro che abbiamo condotto in questi mesi», ha commentato il Ministro Vincenzo Spadafora, 
«e non solo  perché siamo finalmente giunti alla realizzazione del Piano triennale 2020-2022 e del Piano annuale 2020, che aspettavano da troppo tempo di venire alla luce, ma soprattutto per il metodo con cui abbiamo scelto di procedere. Anche nei momenti di discussione più intensi, quando si è trattato di trovare i giusti equilibri tra le esigenze di ciascuno, ci siamo ritrovati nell’approccio costruttivo e propositivo che deve necessariamente animare un mondo come il nostro. Nei prossimi giorni, quando verranno pubblicati i documenti approvati, si potrà apprezzare lo sforzo compiuto per contemperare le priorità del Paese, le esigenze dei territori, la capacità progettuale degli enti, la necessità di garantire un’esperienza di servizio civile che sia effettivamente formativa per i giovani e che ne valorizzi le competenze, e l’opportunità di rafforzare il sistema servizio civile nel suo complesso».

22 ottobre 2019

SettegiorniPD in Regione Lombardia

     La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Che cosa pensano i pendolari quando viaggiano

Che cosa pensa un pendolare mentre calcola il ritardo del treno su cui viaggia per capire se e quando riuscirà arrivare al lavoro? Probabilmente al fatto che l’80 e passa per cento dei convogli in Lombardia sta viaggiando in orario. E probabilmente sorride soddisfatto. Questa pare l’opinione di chi ha la responsabilità politica del trasporto ferroviario lombardo. Ritardi, cancellazioni e disagi sui treni si possono senza alcun dubbio spiegare dal punto di vista tecnico, ma non basta: nel momento in cui un cittadino acquista un biglietto o, meglio ancora, un abbonamento, stipula un contratto con chi gestisce il servizio per conto della regione e ha il diritto di vederne rispettate le condizioni. Se il contratto non viene onorato, viene meno la fiducia tra le parti e per la politica questo è particolarmente grave. Ma non pare che chi governa da decenni la Lombardia se ne dia più di tanta pena.
I tecnici non possono fare miracoli se non hanno indicazioni e prospettive chiare e sostenibili da chi ha la responsabilità politica di programmare il servizio. Anni di mancati investimenti e di scarsa manutenzione delle infrastrutture hanno portato a una situazione difficile, anche a fronte della crescente domanda di trasporto pubblico. La mancanza di programmazione è il più grave errore che la politica può fare.
Per questo il Partito Democratico sarà nelle stazioni e nelle piazze per chiedere un servizio ferroviario più adeguato. Invece di difendere l’indifendibile, Regione Lombardia dovrebbe chiedere scusa ai pendolari e ammettere i propri errori.