10 dicembre 2010

UN GIORNO IMPORTANTE.

Questo sarà un fine settimana molto intenso per i democratici del Circolo PD di Sulbiate e Domenica 12/12/2010, in particolare, forse, un giorno importante per la nostra comunità.
Alcuni di noi questa notte partiranno per essere presenti alla manifestazione di domani, convocata dal Segretario Pier Luigi Bersani a Roma, altri invece saranno impegnati il giorno dopo , per il presidio che si svolgerà a Sulbiate in via XXV Aprile, l'ingresso sud del nostro paese che sarà cancellato secondo il progetto definitivo dalla Pedemontana.

La manifestazione del PD a Roma, dai dati in nostro possesso, sarà certamente coronata da una grande partecipazione, e le oltre 300 visualizzazioni di ieri registrate dal nostro blog, lasciano ben sperare anche per l'evento di Sulbiate Organizzato dall'Osservatorio Ambientale Pedemotana. Certo, le visualizzazioni, non non attestano una sicura adesione, ma testimoniano un importante e cresente curiosità e interesse.

Ma a cosa serve questo presidio?
Io credo, a rompere, finalmente, questo imbarazzante silenzio.

E' evidente che la stragrande maggioranza dei Sulbiatesi desidererebbe che siano mantenute da Pedemontana le promesse del suo interramento, come previsto dai progetti preliminari; come è altrettanto auspicable per tutto il vimercatese, la consevazione del suo territorio, in particolare della campagna tra S. Nazzaro e Ruginello, che sarà irrimediabilmente distrutta e massacrata da una colossale cementificazione.

Putroppo, ora o mai più, è giunto il momento, (prima di incatenarci, quando arriveranno le ruspe, come dichiarato dal nostro Sindaco Stucchi) di rendere palesi i nostri pensieri; di incontrarci tra cittadini; di farci sentire; di manifestare sul territorio; di comunicare a voce alta, pacificamente e pubblicamente, uniti, il nostro disenso.

Non è importante cosa accadrà poi. Quello che conta è provarci. E' una questione, a mio modo di vedere, di responsabilità etica, civica, e sociale.

Rompere il silenzio. E' questo il risultato che indipendentemente da quanti parteciperanno alla manifestazione, comunque vada, decreterà in ogni modo il suo successo.

Se ci crediamo è' il momento di metterci la faccia, insieme a quella degli altri, perchè non è più sufficiente elaborare singolarmente il proprio disincatato dissenso, e delegare alla difesa del territorio esclusivamente tutto ciò che istituzionalmente può essere prodotto dall'Amministrazione.

L'Amministrazione va sostenuta, e i cittadini lo possono fare manifestando insieme ai suoi rappresentanti politici condividendo gli stessi obiettivi.

Occorre, però, spendersi in prima persona unire le ragioni, le preoccuopazioni, le speranze a quelle degli altri. Il messaggio che passerà sarà più forte, più efficace.

Manifestare è un diritto di tutti, è l'unico modo che abbiamo per tentare di essere ascoltati e per dare più forza e sostegno ai nostri Sindaci; per i cittadini di Sulbiate, domenica, forse, un dovere.

Non perdiamo questa occasione.
Indipendentemente dai personalismi, dalle simpatie politiche, dalle personali convinzioni o sensibilità ecologico/ambientali, coloro che parteciperanno domenica al presidio dell'osservatrorio Ambientale Pedemotana auspico siano una sola voce: la voce di Sulbiate che difende il suo territorio, il bene più prezionso lasciato a noi dai nostri padri; la voce di Sulbiate, che unita si preoccupa del suo sviluppo sociale e ambientale ed insieme protegge il futuro e l'eredità da consegnare alle giovani generazioni.

Domenica, non sarà sufficiente sentirsi privatamente e orgogliosamente sulbiatesi, ma personalmente credo, sarà necessario manifestarlo, senza riserve, pubblicamente, in via XXV Aprile dalle ore 14:00.

Domenica per la nostra comunità, non sarà un giorno qualunque: sarà, forse, un giorno molto importate.

I cittadini di Sulbiate del Circolo PD saranno presenti e faranno la loro parte. Venite anche voi.

Maurizio Sarchielli.

ps: se qualcuno di voi scatterà delle foto vi chiediamo gentilmente di inviarle a pdsulbiate@alice.it. Le migliori saranno pubblicate su questo blog. Grazie.





La nota del mattino del 10/12/'10

1. CORTE COSTITUZIONALE, PRIMA IL PRESIDENTE POI IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
Tutti gli guardi sono rivolti in questi giorni alla crisi politica, ma oggi viene presa una decisione importante, che avrà un peso sul futuro: viene scelto il nuovo presidente della Corte Costituzionale. E il primo appuntamento della Corte, come si ricorderà, è la decisione sulla legittimità costituzionale del legittimo impedimento, cioè della legge ad personam che finora ha permesso a Silvio Berlusconi di non presentarsi in tribunale a rispondere delle accuse nel processo per corruzione per il quale è stato condannato già l’avvocato Mills.
Il Corriere della Sera: “Oggi il plenum della Corte costituzionale elegge il suo nuovo presidente, è il 34°, e dall`esito dello scrutinio dipende in qualche modo la tempistica delle decisioni della Consulta previste nei prossimi mesi. Fino a qualche giorno fa era data per scontata l`elezione del giudice «anziano» Ugo De Siervo, l`attuale vicepresidente votato nel 2002 dal Parlamento su indicazione del centrosinistra in scadenza il 29 aprile prossimo, ma nelle ultime ore i «rumors» della Consulta segnalano grande attivismo intorno al collega napoletano Alfonso Quaranta, eletto dal Consiglio di Stato nel 2004 con un mandato che scade nel 2013 e da molti considerato su posizioni filogovernative. Si andrà al ballottaggio e al terzo scrutinio la partita si dovrebbe giocare sul filo di lana perché un solo voto in più potrà fare la differenza”.

2. CALCIOMERCATO, SCANDALO E CORRUZIONE, TRATTATIVE FINTE E VERE, PRELATI IN CAMPO: ANCORA UN GIRONE DELL’INFERNO BERLUSCONIANO PRIMA DEL VOTO. E SARA’ COMUNQUE L’INIZIO DI UNA NUOVA FASE.
Il presidente del Consiglio ha lasciato trapelare ad arte le indiscrezioni sugli incontri riservati avuti con il numero due di Fli, Italo Bocchino, in modo da provocare il risentimento di Pier Ferdinando Casini nei confronti di Gianfranco Fini. La disponibilità alla trattativa non solo era finta, ma nascondeva anche una trappola, e cioè la volontà di “sporcare” la credibilità degli avversari. Non è la prima volta che viene utilizzato questo metodo.
Fini e i suoi hanno interrotto i contatti e giurato guerra. Casini ha mantenuto ferma la propria decisione di votare la sfiducia. Ma intanto il calciomercato ha prorotto i primi risultati. Ieri sono stati via via annunciati diversi cambiamenti di casacca.
Partito Democratico e Idv hanno parlato, oltre che di scandali, di possibili reati.
Il Corriere della Sera: “L`offensiva contro la «compravendita» dei deputati in Parlamento comincia con il segretario del Pd. Che spiega di non volersi rivolgere ai magistrati, ma che leggendo i giornali, è stato colto dal dubbio: «Io non so la risposta, vorrei chiederlo agli esperti. Sento voci che mi preoccupano, l`aria che tira è inquietante. Perché un conto è la convinzione con argomenti filosofico-politici, un altro la convinzione con argomenti materiali. E in questo caso mi chiedo se vi sia o no una fattispecie di reato. Non ho elementi in più, chi li ha, provi a
esercitarsi». Qualche elemento in più era arrivato nei giorni scorsi dalle dichiarazioni di un ex deputato del Pd, Antonio Calearo, come ricorda a Bersani in conferenza stampa il dalemiano estensore della Velina Rossa Pasquale Laurito. L`ex presidente di Federmeccanica aveva spiegato che chi vota la fiducia potrebbe ottenere «dai 350 mila ai 500 mila euro». E altre voci di favori «materiali» erano state raccolte dai giornali. Qualche ora dopo la conferenza di Bersani, arriva l`affondo di Di Pietro, che chiede chiarezza ai magistrati. L`ex pm è furente per la perdita di Domenico Scilipoti e Antonio Razzi. Dopo avere a lungo tentato di trattenerli, rabbonendoli con abbracci e lusinghe, ora è lapidario: «Poveracci, che il buon Dio abbia pietà di loro».
Nel tentativo di resistere a tutti i costi attaccato alla tolta di comando di Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi sta cercando di incassare anche la benevolenza mostrata nei suoi confronti dalle alte gerarchie della chiesa cattolica. Ieri è stato a pranzo con il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone. Il Messaggero: “C’era mezzo governo ieri con Silvio Berlusconi a palazzo Borrorneo, sede dell`ambasciata d`Italia presso la Santa Sede, per la colazione in onore dei dieci nuovi cardinali italiani. L`incontro è una consuetudine. Ma alla vigilia di un cruciale voto di fiducia è impossibile ridurre a formalità un pranzo a cui hanno preso parte il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, il nunzio in Italia Giuseppe Bertello, il segretario della Cei Massimo Crociata, il ministro vaticano della Cultura Gianfranco Ravasi. Anche perché i vertici ecclesiali hanno lanciato in questi giorni segnali di preoccupazione per la crisi. Segnali che Berlusconi ha decrittato come un sostegno. E nel breve saluto a tavola non ha perso l`occasione per ricambiare, assicurando la «massima collaborazione» del governo sui «tenni che stanno più a cuore alla Chiesa». II Cavaliere ha regalato ai nuovi cardinali delle croci pettorali e si è mostrato ottimista anche con loro sull`esito del voto il 14 dicembre. Ma soprattutto ha voluto rimarcare quella prossimità sui tenni eticamente sensibili e sulla scuola (al pranzo era presente anche la ministra Mariastella Gelmini), che sono dal punto di vista di Berlusconi pegno della benevolenza di Madre Chiesa al suo governo. In realtà, negli ultimi mesi, la Cei del dopo-Ruini aveva cominciato a marcare le distanze da Berlusconi. Emblematica è stata l`insistenza del cardinale Angelo Bagnasco sulla «moralità» dei comportamenti pubblici, con riferimenti che non risparmiavano gli scandali del premier, e sulla necessità di «una nuova generazione di cattolici» alla guida della cosa pubblica. L`interlocuzione a tutto campo della Cei - non solo il rapporto con il centrodestra ma anche l`attenzione al Centro d`ispirazione cristiana e il dialogo con il Pd non laicista - ha avuto il suo culmine alle Settimane sociali. Su economia e welfare sono stati trovati anche diversi punti in comune con il centrosinistra.
Poi però il precipitare della crisi non ha convinto i vescovi. Probabilmente ha pesato la diffidenza verso Gianfranco Fini, che la Chiesa vede proiettato esattamente in quella traiettoria laicista e che Avvenire noti perde occasioni di bacchettare. Ha pesato anche il clima di questi giorni, compreso il rifiuto di Fazio e Saviano di dare voce nel loro programma ai testimoni pro-life. Ma alla fine la crisi è sembrata ai vescovi un salto nel buio, senza un`alternativa pronta, perdi più con una grave crisi economico-finanziaria incombente”.

3. DOMANI IN PIAZZA TUTTO IL PD A ROMA PER DIRE BASTA ALLO SCEMPIO E DARE UNA CHANCE AL PAESE.
Diciotto treni speciali, 1.500 pullman da tutta l’Italia. “Noi non faremo numeri” ha ordinato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Ma è chiaro che Piazza San Giovanni sarà piena per sostenere
il progetto per l’alternativa del Partito Democratico, per mandare a casa Silvio Berlusconi e per dare in questo modo una chance all’Italia. Il voto del 14 dicembre, comunque vada a finire, segnerà l’ultimo giorno di boa per questo governo del centrodestra. Il fallimento politico di Berlusconi è evidente e irrimediabile.
Se Berlusconi cade subito, come è molto probabile, subito si aprirà una fase nuova capace di dare al paese una possibilità di futuro, invece del disastro provocato dall’incapacità e dalla faziosità di un governo che ha protetto dalla crisi solo i ceti più ricchi.
Se non cade subito è questione di settimane. Non si affrontano passaggi come il 2011 con uno o due voti di maggioranza. Berlusconi non è riuscito a governare con cento deputati in più dell’opposizione, figuriamoci se riuscirà a farlo con un solo voto in più.
In ogni caso il Pd è al centro del ring e deve avere il fiato per restarci tutto il tempo necessario a giocare un ruolo decisivo in questa fase di cambiamento. Per questo sarà decisivo esserci. La manifestazione in piazza San Giovanni, a Roma, segnerà il passaggio alla nuova fase.

4. E INTANTO NELL’ITALIA VERA I POLIZIOTTI NON HANNO I SOLDI PER FARE LE RONDE, L’ALITALIA TAGLIA ANCORA POSTI DI LAVORO, LA CONFINDUSTRIA CESTINA IL CONTRATTO DEI METALMECCANICI, IL GOVERNO METTE I BASTONI TRA LE RUOTE DI SKY CONCORRENTE DI BERLUSCONI, LA RAI SCIOPERA, E SUGLI AFFARI DEL GAS TUTTI I RIFLETTORI SONO STATI ACCESI.
Ieri i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno inscenato una protesta di fronte al palazzo privato di Berlusconi ad Arcore, a causa dei tagli subiti e che, oltre a limitare gli stipendi, rendono difficile l’esercizio dei compiti assegnati alle forze di polizia per l’ormai drammatica scarsezza dei mezzi e del personale a disposizione.
Alitalia: insieme ai rifiuti che sarebbero scomparsi in tre giorni da Napoli, la salvezza dell’Alitalia era uno degli altri miracoli annunciati dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ora, dopo i sacrifici già compiuti lo scorso anno, si annunciano nuovi tagli al personale.
Ancora un freno all’entrata di Sky sul digitale terrestre. Il governo sta utilizzando ogni mezzo burocratico per ritardare l’ingresso di Sky sulla piattaforma digitale. Un modo plateale per evitare a Mediaset, cioè alle televisioni della famiglia Berlusconi, di dover fare i conti con un concorrente dove non è possibile nominare direttori compiacenti come è avvenuto alla Rai.
Oggi sciopero delle maestranze Rai contro il piano messo a punto dal direttore generale, Mauro Masi, accusato di non avere a cuore il futuro dell’azienda.
A New York Emma Marcegaglia tenta di convincere Sergio Marchionne a restare nella Confindustria, offrendo la disponibilità a mettere in soffitta il contratto nazionale. Il Foglio:”Quasi in parallelo con il faccia a faccia newyorkese fra Sergio Marchionne ed Emma Marcegaglia previsto alle 2 del mattino di oggi ora italiana, la confindustriale Federmeccanica brucia i tempi e convoca i sindacati, con la solita eccezione della Fiom-Cgil, per il 15 dicembre. L`obiettivo è quello di avviare la discussione su norme contrattuali "specifiche per il settore auto". La soluzione che si prospetta è dunque quella di inserire una deroga nel contratto dei
metalmeccanici, in pratica recependo l`accordo di Pomigliano, che verrebbe poi esteso anche allo stabilimento di Mirafiori. La soluzione può rappresentare l`atto finale del confronto dai toni soffusi, ma dalla sostanza dirompente, avviato in luglio da Marchionne con la Confindustria, prima ancora che con i sindacati. Per questo, abbandonando per un attimo la cronaca quotidiana delle vicende di "Fabbrica Italia", non solo per lo storico impianto di Mirafiori potrebbe passare una rivoluzione silenziosa delle relazioni industriali italiane. Detto altrimenti: Marchionne da Detroit rischia di sgonfiare con uno spillo "made in Usa" la bolla welfarista e corporativa italiana, dicono a mezza bocca molti imprenditori tra il compiaciuto e il sorpreso. "Vuole farci diventare l`Alabama d`Europa - diceva ieri Giorgio Airaudo, responsabile Fiom per l`auto - quindi un paese con contratti più deboli e salari più bassi, con lavoratori più disciplinati".
Continuano intanto le inchieste giornalistiche (La Repubblica, Il Corriere della Sera) sugli affari relativi ai rapporti tra Eni e la russa Gazprom conseguenti ai rapporti tra Putin e Berlusconi.

5. PARENTOPOLI IN CAMPIDOGLIO.
“Parentopoli In Campidoglio. Mogli, amici, figli e compagne Le assunzioni che agitano Roma.
Indagini sulle municipalizzate. Alemanno: dal 2011 solo concorsi”. A dire la verità le norme sull’obbligatorietà dei concorsi c’erano ed erano già in vigore, come ha ricordato ieri in un’intervista dell’ex assessore al bilancio del comune, Marco Causi, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano.

6. L’EUROPA ALLE PRESE CON LA CRISI.
L’interesse per le cose italiane svia spesso l’attenzione dai problemi generali, in particolare dell’Europa e del mondo, problemi che non scompaiono, ma anzi restano pesanti. Il Sole 24 Ore: “A due anni dal drammatico fallimento di Lehman Brothers, nel settembre del 2008, la situazione finanziaria nella zona euro rimane fragile. In un rapporto pubblicato ieri, la Banca centrale europea ha messo l`accento sulla sostenibilità delle finanze pubbliche e sul rischio di un circolo vizioso tra conti nazionali e bilanci bancari proprio mentre aumenta il costo del rifinanziamento sui mercati. «La principale fonte di preoccupazione dipende dall`intreccio tra i problemi legati alla crisi dei debiti sovrani e le vulnerabilità in alcuni segmenti del settore bancario della zona euro», ha detto ieri il vice presidente della Bce Vítor Constancio, presentando il rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria mentre si teme un effetto-domino della crisi irlandese su altri stati membri. La paura della Bce e di altre istituzioni è che l`aumento del debito in molti paesi possa a tal punto spaventare i mercati da mettere a soqquadro i bilanci bancari e pesare in ultima analisi sulla stessa economia reale. «Un altro importante rischio ha aggiunto Constancio – è il riemergere degli squilibri globali e la possibilità che si sviluppino in modo disordinato».

7. CANCUN.
Il Messaggero: “Con una svolta radicale rispetto al passato, l`India ha detto di essere disponibile ad accettare in futuro obblighi vincolanti in materia di clima. Dal podio di Cancun, dove si trova per il summit dell`Onu che si chiude oggi, il ministro indiano dell`Ambiente, Jairam Ramesh, ha dichiarato che «tutti i Paesi dovrebbero assumersi obblighi vincolanti in un ambito legale appropriato». Parole che sono stata accolte come una «svolta epocale» dal Times of India. Finora New Delhi ha sempre rifiutato di aderire a obblighi internazionali sulla riduzione delle emissioni inquinanti per non pregiudicare il suo sviluppo economico. La questione era «non negoziabile» secondo l`India che guida il fronte dei paesi di sviluppo. L`apertura di Ramesh rischia quindi di aprire una nuova`.frattura nel blocco delle economie emergenti. Tutte le delegazioni presenti a Cancun stanno intanto tentando

La piazza dell'Italia che vuole cambiare.


11/12/2010
Piazza S. Giovanni, Roma
LA PIAZZA DELLA DEMOCRAZIA.
Sarà una grande manifestazione.
Sono già previsti 18 treni speciali, 1500 pullman, ci saranno due cortei. Alle 14:00 uno partirà da piazza dei Partigiani, l'altro da piazza delle Repubblica. Alle 15:30 Pier Luigi Bersani terrà il comizio finale.
Protagonisti della manifestazione:
l'Italia che vuole cambiare e la sua Costituzione
.
Se non puoi venire a Roma puoi seguire la diretta sul social network del Partito democratico e su YOU DEM.

"Prepariamo giorni migliori".

- 2 al 12/12. NO A QUESTA PEDEMONTANA.

- 2
DOMENICA 12/12/'10 A SULBIATE
VIA XXV APRILE INIZIO ORE 14:00
MANIFESTAZIONE PRESIDIO
"NO! A QUESTA PEDEMONTANA".
Osservatorio Ambientale Pedemontana.
CONFERENZA STAMPA ORE 15:00

Il testo dell'APPELLO da inviare a Regione Lombardia lo trovi nel post:
FAI SENTIRE LA TUA VOCE. Per Sulbiate scrivi anche tu.

9 dicembre 2010

Cercasi questionario disperatamente!!!by Virus.

In redazione sono troppo impegnati a promuvere la manifestazione del 12/12
"NO! A QUESTA PEDEMONTANA" e non avrebbero voluto che scrivessi questo post. Forse hanno ragione. Ma sono troppo curioso, non so resistere!!!
Quindi sarò breve:
S.O.S. CERCASI QUESTIONARIO DISPERATAMENTE.

Possibile che nessuno sa niente di preciso?
AIUTO SONO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Fatemi sapere grazie.
Se lo riceverò, vi prometto che lo pubblicherò per fare pubblicità.
A GRATIS S'INTENDE!!!
Per approfondire o per chi avesse perso l'antefatto cliccare qui.





By Virus




Ad Arcore prostesta degli agenti.

Oggi ad Arcore, davanti a Villa S. Martino, residenza in Brianza del capo del Governo, si è svolto un presidio di poliziotti, vigili del fuoco, guardie forestali, per manifestare contro i tagli alle forze dell'ordine.
Simili manifestazioni si sono tenute in tutta Italia. Per giorno il 13/12 i sindacati hanno organizzato la manifestazione nazionale in piazza Montecitorio.
Denunciano di essere al collasso. I tagli delle ultime finanziarie ammontano a 2 miliardi di euro. Solo in Lombardia mancano 1300 persone.
Qui il post del Corriere della Sera.

Nonostante il Geverno Berlusconi:
il governo della sicurezza e del fare: la sicurezza o la sfrontatezza di saperla, o poterla fare... sempre franca!

Anche Brambilla il 12/12/10 sarà presente a Sulbiate.



Anche il Consigliere Regionale Enrico Brambilla ex sindaco di Vimercate ed ex Segretario Provinciale PD di Monza e Brianza parteciperà alla manifestazione presidio del 12/12/'10 SULBIATE "NO! A QUESTA PEDEMONTANA . SI! ALLA GALLERIA".

POST CORRELATO.

Leggi partecipa e diffondi l' APPELLO email a Regione Lombardia.

Carlo Azelio Ciampi. Auguri al Presidente.



Oggi il Presidente Carlo Azelio Ciampi, compie 90 anni.

"Sono tempi brutti. Sono tempi bui. Nella politica più recente ho visto venir meno l'etica personale e l'etica pubblica. Ho visto mancare il rispetto per la dignità e per le istituzioni. Ma la speranza non mi abbandona. L'importante è guardare alto. Oltre le nubi di questi anni. Prima o poi l'orizzonte si rischiarerà".





Grazie e tanti Auguri, Presidente.
Repubblica lo ha intervistato. Video.

La nota del mattino. 9/12/2010

1. TATTICA ESTREMA. CALCIOMERCATO. CHIESA IN CAMPO. COMINCIA L’ULTIMO GIRO PRIMA DEL 14 DICEMBRE.
Il centrodestra canta vittoria per alcuni successi nella compravendita di parlamentari (uno dell’Idv, due della Svp…). Libero Quotidiano e Il Giornale dipingono per questo motivo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, come un leader messo all’angolo. Fli, il nuovo partito fondato da Fini, rilancia invece la sfida come se fosse certa la sfiducia a Silvio Berlusconi: si dimetta prima del 14 e sarà reincaricato subito dopo. I quotidiani sono pieni anche di indiscrezioni su un possibile accordo. Lo avrebbe tracciato Gianni Letta e ne avrebbero parlato addirittura lo stesso Berlusconi con Italo Bocchino, numero due di Fli.
Francesco Verderami, Il Corriere della Sera. “Se per Letta il nodo della vertenza tra Berlusconi e Fini è «sulle garanzie» reciproche, vuol dire che il negoziato si è spinto molto avanti, nonostante i duellanti si mostrino ancora la faccia feroce. E in effetti la bozza d`intesa - di cui è custode il sottosegretario alla presidenza - è già zeppa di appunti: passa da un accordo sulla politica economica, tiene dentro l`approvazione del federalismo fiscale e la riforma del sistema elettorale. Tutto fatto, dunque? Niente affatto. Perché sull`iter della crisi non c`è intesa. L`ipotesi caldeggiata dal Fli è che il premier presenti in Parlamento il suo programma, recepisca nel corso del dibattito l`apertura dei finiani, e prima del voto di fiducia salga al Colle per dimettersi, in modo che - come diceva ieri Bocchino - «entro 72 ore» riceva il reincarico. Il Cavaliere però non fa mostra di recedere, vuole il voto delle Camere e la «prova di fedeltà» del Fli, «almeno l`astensione», così da passare dopo dal Quirinale e avviare un «rafforzamento del governo».
Anche la Chiesa è scesa in campo. Oggi Berlusconi incontra il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, durante un pranzo per la presentazione dei nuovi cardinali appena ordinati. E spera di ricavarne un sostegno. Già da giorni il suo predecessore, Camillo Ruini, ha chiarito di non vedere bene un’alleanza tra Pier Ferdinando Casini e il “laicista” Fini, posizione che fa comodo al Cavaliere.
Insomma, è cominciato l’ultimo giro di boa prima della votazione sulla mozione di sfiducia presentata dal Partito democratico. Molto movimento, ma in realtà nessuno sa davvero che cosa accadrà. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha detto apertamente. E il presidente del Pd, Rosy Bindi, lo ha chiarito così in un’intervista che l’Unità ha pubblicato oggi: «Siamo entrati in una fase di tattica estrema. E credo che quando Napolitano parla di "palla di vetro" abbia in mente anche questo. Sono giorni nei quali c`è pochissima chiarezza: non ci sono scenari, ci sono 1e mosse del quotidiano. E tattica estrema. Penso che si debba solo aspettare il 14».

2. IL PD LANCIA LA SFIDA. SABATO A ROMA, POI IN PARLAMENTO PER VOLTARE PAGINA. MA CI VUOLE FIATO. LA BATTAGLIA E’ APPENA COMINCIATA.
Sabato 11 tutto il Partito democratico sarà in piazza San Giovanni, a Roma, per sostenere la proposta per l’alternativa del partito e per mandare a casa Berlusconi. Sarà un passaggio decisivo. Il Corriere della Sera: “Il Pd scende in piazza sabato per una grande manifestazione di «proposta e di protesta», «con l`Italia che vuole cambiare»: «Siamo arrivati a un bivio - dice il segretario Pier Luigi Bersani -. O stiamo nella vecchia storia o facciamo un passo verso una strada nuova. Noi andiamo a San Giovanni a dire che bisogna fare un passo verso una strada nuova»….«Un Berlusconi bis sarebbe un Berlusconi quater: abbiamo già dato. È ora di voltar pagina. Nel caso avvenisse una cosa del genere, raddoppieremmo l`opposizione».
Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del Pd: “Le notizie sulla compravendita dei parlamentari in vista della mozione di sfiducia confermano ancora una volta che questo governo, oltre ad essere incapace di affrontare e risolvere i problemi veri del paese, sta trascinando l’Italia sempre più in basso sotto il profilo morale. Chi oggi ricopre incarichi di governo sta offrendo uno spettacolo terribile, oltretutto senza alcuna utilità. E’ chiaro a tutti che questo governo è fallito ed è finito. L’11 dicembre in piazza San Giovanni, a Roma, i militanti, i simpatizzanti e tutti i cittadini che vorranno manifestare con il Pd sanciranno questo fallimento. Il 14 Berlusconi potrà avere un voto più o in meno alla Camera, ma è finito. Un politico responsabile di fronte al proprio paese ne prenderebbe atto e farebbe un passo indietro per assicurare ai propri concittadini una soluzione più adeguata”

3. MENTRE LA MAGGIORANZA SI GUARDA L’OMBELICO, LA CRISI MORDE: IL 5% DELLE FAMIGLIE NON RIPAGA IL MUTUO, 130 MILA CO.CO.PRO STANNO PER PERDERE IL LAVORO E LA CONFINDUSTRIA, PER NON PERDERE MARCHIONNE, STA PER METTERE NEL CESTINO IL CONTRATTO DEI METALMECCANICI.
Gli ultimi dati resi noti dalla Banca d’Italia sono drammatici: il cinque per cento delle famiglie italiane non è stato in grado di restituire il mutuo sottoscritto per l’acquisto della propria casa. E’ uno dei peggiori dati in Europa, con buona pace del motivo di fondo secondo il quale agli italiani, pur nella crisi, è andata meglio che ad altri (lo ha ripetuto anche il ministro Paolo Romani su Il Corriere della Sera di oggi).
I tagli indiscriminati decisi dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, tra poco produrranno altri effetti concreti, oltre alla riduzione dei trasporti locali e all’aumento delle tariffe. Il Messaggero: “È un esercito difficile da contare, ma che secondo le stime più recenti potrebbe arrivare a 130.000 persone. Sono i precari della pubblica amministrazione, uomini e donne che lavorano negli uffici pubblici, nelle questure, negli ospedali, negli enti locali. Tra un anno di questi tempi potrebbero essere molti di meno, forse addirittura la metà. Sta infatti iniziando a produrre i suoi effetti una delle norme sul pubblico impiego contenute nella manovra della scorsa estate: provvedimento che oltre a bloccare i rinnovi contrattuali, e a congelare per tre anni le retribuzioni di tutti i dipendenti pubblici, richiede alle amministrazioni di dimezzare nel 2011 la spesa per tutte le forme di lavoro flessibile”.
Per non perdere la Fiat di Sergio Marchionne come propria associata, la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, sta per concordare con l’amministratore delegato della casa automobilistica la possibilità di fare un contratto ponte di due anni, tagliato ad hoc per il settore auto. Con buona pace del contratto nazionale dei metalmeccanici. I due si incontreranno domani a New York.
Su Il Corriere della Sera alcuni articoli sulla futura pensione dei giovani professionisti: “Prenderanno il 25 per cento della retribuzione”.

4. L’ETICA A DESTRA: ALEMANNO E 2.000 ASSUNZIONI FUORI REGOLA.
Migliaia di assunzioni per chiamata nominale, buona parte delle quali di persone legate per trascorsi politici o amicali a personaggi del centrodestra. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è sul banco degli imputati. L’ex assessore al Bilancio della giunta Veltroni, Marco Causi, intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha chiarito che la giunta precedente aveva approvato alcune regole per le assunzioni, proprio per evitare uno scempio del genere, chiunque fosse al governo della città. E le regole, ancora in vigore, sono state violate tutte.

5. PD.
A Roma Riccardo Milana, già vicino a Francesco Rutelli, ha annunciato che uscirà dal Pd. Andrà o con i finiani o con lo stesso Rutelli.
Il Sole 24 Ore: “Vendola lancia la sfida al Pd. Sciogliamoci e fondiamo un nuovo partito. Coro di no dai democratici”.

6. L’EUROPA E IL DEBITO PUBBLICO: SENZA UN ACCORDO TUTTO IN GIOCO.
Su La Repubblica Vincenzo Visco spiega il suo progetto volto ad abbattere il debito pubblico accumulato dagli Stati per fronteggiare il fallimento di banche e finanziarie (e che ora rischia di mandare a fondo la stabilità finanziaria del futuro). E confronta la sua proposta (già commentata positivamente da molti addetti ai lavori) con quelle di altri economisti e politici (come quella di Juncker-Tremonti).
Sempre su La Repubblica l’economista Luigi Zingales ha addirittura messo in discussione il futuro dell’euro: «Il progetto politico alla base della moneta unica è fallito. L`euro è stata creato sulla scommessa che una moneta forte avrebbe costretto i paesi più deboli ad adeguare le loro istituzioni. La scommessa è stata persa. Non solo il sud Europa non ha raggiunto il nord in termini di efficienza della giustizia, competitività delle imprese e solidità dei conti pubblici, ma si è addirittura allontanato. A questo punto è realistico pensare ad alternative»…«Esiste la possibilità di un`uscita dalla moneta dei più forti a partire dalla Germania, e della creazione di un sistema basato non più su una sola valuta ma su due».

7. DOPO L’ARRESTO DI ASSANGE, LA PRIMA GUERRA MONDIALE DEL WEB.
Dopo l’arresto di Assange, leader di Wikileaks, gli hacker di tutto il mondo hanno lanciato i propri assalti ai siti delle istituzioni che hanno aiutato gli Usa ad attaccare Wikileaks. Alcuni quotidiani l’hanno chiamata la prima guerra mondiale del web.
Lucia Annunziata, su La Stampa, ha messo a confronto il presidente Usa, Barack Obama, con Assange, entrambi in qualità di “eroi” del web.

8. CANCUN, PROVE DI ACCORDO LEGGERO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO.
Roberto Giovannini, La Stampa: “Non c`è aria di rottura. Anzi. Paradossalmente, il flop di Copenhagen sta spingendo i 194 Paesi che partecipano alla COP16 a far di tutto perché un accordo finale ci sia. Ma stanti le divergenze che continuano a separare i tre blocchi più importanti (Ue, Paesi emergenti del gruppo Cina-India, Usa e «frenatori», come Giappone e Russia), la sensazione prevalente tra gli osservatori è che l`accordo che sembra alla portata sarà «leggero», con pochi numeri sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Tutto si giocherà probabilmente nelle ultime ore del vertice, che dovrebbe chiudersi venerdì; o meglio ancora, nella quasi scontata giornata aggiuntiva di sabato”.

9. SULBIATE. Il 12/12/2010 MANIFESTAZIONE PRESIDIO IN VIA XXV APRILE "NO! A QUESTA PEDEMONTANA. SI! ALLA GALLERIA-

La Sen. BAIO e il consigliere POZZATI parteciperanno a Sulbiate alla manifestazione del 12/12.





La Sen. PD Emanuela Baio ed il consigliere provinciale PD di MB Vittorio Pozzati, saranno presenti, salvo imprevisti, alla manifestazione presidio di via XXV Aprile - Sulbiate (MB) che si svolgerà domenica p.v. a partire dalle ore 14:00.




NO! A QUESTA PEDEMONTANA.

SI! ALLA GALLERIA.

L'Osservatorio Ambientale Pedemontana ha fissato per le ore 15:00 del 12/12/'10 in occasione del presidio una conferenza stampa.

Il circolo Pd di Sulbiate sarà presente sia con le persone impegnate in Amministrazione (Assessori e consiglieri) sia con tutti i suoi iscritti, che quel giorno non saranno di ritorno dalla Manifestazione di Roma del 11/11/'10.
Partecipa e diffondi l' APPELLO email a Regione Lombardia.




La redazione di Teorema.