21 dicembre 2010

Messaggio del Presidente dell'Anpi.

Un nuovo Cln contro la deriva populista e autoritaria.


Il messaggio del presidente nazionale dell'Anpi Raimondo Ricci


Care compagne e cari compagni,

ritengo sia doveroso, in queste ultime settimane di dicembre 2010, compiere con voi una valutazione in ordine alle novità che sono intervenute sulla scena della politica italiana, sulle prospettive e sulle alternative che in ordine ad essa stanno maturando. Sul ruolo che la Nostra Associazione, l' ANPI, è chiamata a svolgere in nome dei valori, dei principi e degli impegni che caratterizzano la nostra stessa ragion d'essere.

Il presente messaggio non è peraltro indirizzato soltanto ai militanti della Nostra Associazione e delle altre associazioni che intendono mantenere viva la memoria della Resistenza e di tutto ciò che essa ha rappresentato e tuttora rappresenta nella storia d'Italia. È diretto anche e soprattutto alle forze politiche cui spetta il compito di garantire quanto più possibile, in una fase di profonda crisi globale, il progresso e il benessere della nostra comunità nazionale. Inoltre questo messaggio deve essere valutato da parte di ogni componente della nostra comunità, a cominciare dalle generazioni più giovani; e ciò al fine di contribuire a quel risveglio delle coscienze oggi più che mai indispensabile.

Non credo sia necessario enumerare in dettaglio tutti i comportamenti personali e quelli relativi alla gestione politica instaurati dal premier e dai suoi sodali.
Tutte le insufficienze, le deviazioni da un trasparente rispetto dei principi e delle regole sanciti dalla nostra Costituzione, le arbitrarietà anche interpretative che si collocano del tutto al di fuori della nostra Carta fondamentale e le illusioni sull'oggettiva realtà dei problemi che travagliano il nostro Paese. L'uso di aggressioni mediatiche nei confronti di chi non si attiene o si ribella a quelle illusioni. Il tentativo di stravolgere la Costituzione realizzato a livello parlamentare da una maggioranza ottenuta dal premier con gli strumenti di un populismo mediatico e fortunatamente bocciato da una larga maggioranza del popolo con il referendum del giugno 2006. L'attacco martellante nei confronti delle istituzioni di garanzia previste dalla Costituzione, a cominciare dalla Magistratura, un attacco alcuna volta esteso al Presidente della Repubblica che oggi può definirsi il più solido baluardo contro una minacciata deriva autoritaria. La tolleranza da parte del premier di attività contrarie alle leggi vigenti. L'ossessiva volontà di ricorrere a leggi “ad personam” per fronteggiare i propri guai giudiziari, senza curarsi (vedi la legge sul cosiddetto processo breve) degli effetti di cancellazione di migliaia di processi in corso.
Ossessione affiancata da una pretesa riforma della giustizia indirizzata ad aggredire il requisito di autonomia e indipendenza della Magistratura e a sottrarre ad essa strumenti indispensabili per l'accertamento di reati, anche molto gravi, come quelli concernenti la criminalità organizzata.

Il complesso delle attività sopra citate è stato tale da suscitare il dissenso e la reazione di una parte stessa della destra, quella che fa capo al Presidente della Camera Gianfranco
Fini il quale, nel suo intervento programmatico di Perugia, ha chiaramente enunciato la necessità di una destra che nel suo agire politico si muova in conformità ai principi e alle regole disegnati dalla Costituzione.
Non è un caso che la Legge Fondamentale sia stata elaborata tra la metà del 1946 e fine 1947 in modo da elaborare un testo condiviso e approvato a larghissima maggioranza, fra tutte le forze politiche democratiche in campo, dai comunisti ai democristiani, agli azionisti ai liberali.

Oggi ci troviamo di fronte ad un'emergenza che non vede tanto una contrapposizione tra destra e sinistra quanto un conflitto tra chi intende muoversi nel solco della Costituzione e chi invece da essa vuole divorziare, onde conseguire un potere assoluto che pur non presentandosi con gli stessi attributi esplicitamente dittatoriali del fascismo intende instaurare un nuovo potere autoritario. Questo è il vero e concreto obiettivo del berlusconismo. In sostanza, il populismo è lo strumento di chi oggi governa l'Italia, l'autoritarismo è il risultato cui vuole pervenire.

Martedì 14 dicembre il premier Berlusconi ha evitato la sfiducia per soli tre voti, dopo un'indecente attività di mercato. Ed ora si ripropone espressamente di operare, al fine di rafforzare la sua maggioranza, in modo da continuare questa sua deprecabile attività. La prospettiva è preoccupante, considerando la spregiudicatezza dei suoi comportamenti.
Per sconfiggere questa deriva che consegnerebbe il nostro Paese ad un ulteriore degrado dal quale sarebbe enormemente difficile risollevarsi, l'unica risposta non può che essere un'alleanza di tutte le forze d'opposizione che a questo disegno si oppongono in modo concreto e operante, senza alcuna esclusione. È necessaria la realizzazione di una sorta di CLN dettato dall'emergenza, capace di ricreare le condizioni fondamentali affinché la normale dialettica politica possa ricostituirsi su basi nuove nell'ambito delle forme e dei limiti della nostra Carta Fondamentale. È un progetto verso il quale occorre muoversi, con una piena disponibilità di quelle forze che furono un tempo capaci dell'approvazione della nostra Legge fondamentale.

Nel concludere questo mio messaggio ritengo necessario soffermarmi sul disagio profondo che pervade studenti e giovani privati di una prospettiva futura, disagio latente da tempo,che negli ultimi giorni ha portato ad una reazione fondamentalmente giusta. Noi tutti però dobbiamo evitare che la violenza venga ritenuta l'ultima risorsa di chi è disperato. Per questo ai giovani in particolare,desidero dire che la degenerazione della protesta in atti violenti porta come conseguenza il dare involontariamente ragione ai responsabili dell'attuale degrado. D’altro canto, le proposte di arresto preventivo – che riecheggiano leggi fasciste – e le altre iniziative volte a rafforzare la repressione dimostrano chiaramente l’intenzione dell’attuale governo di ridurre a questione di ordine pubblico il profondo anelito di giustizia e progresso che costituisce l’essenza delle proteste di studenti e precari. Per modificare le cose bisogna isolare le frange violente, di qualunque tipo esse siano e impegnare le migliori energie, a cominciare dalle nuove generazioni, nello sforzo comune per il cambiamento, forti del fatto che la coscienza del Paese è dalla parte delle legittime aspirazioni dei suoi giovani.

Con un fraterno augurio a tutti voi, per il prossimo Natale e per il nuovo anno, rendiamo sempre più operante il nostro impegno per il Bene della nostra Italia

Raimondo Ricci, presidente nazionale ANPI

Roma, 20 dicembre 2010

Gli studenti "a sorpresa" si rivolgeranno a Napolitano.

Sembra che lo slogan della manifestazione sarà:”Voi nei chiusi nei palazzi, noi liberi per la città”. Non ci sarà nessun tentativo di violare al zona rossa. Gli studenti si rivolgeranno direttamente a Napolitano. Ieri il Presidente in occasione dello scambio di auguri, ha invitato le Istituzioni, il Governo, e tutte le forze politiche a :”raggiungere i giovani ed a incrociare il loro crescente malessere”. ”Guai a sottovalutarlo: è un malessere concreto – ha poi aggiunto – per la disoccupazione e per la precarieta’ e la scarsa qualità dell’occupazione, per l’inadeguata formazione, per l’incertezza generale del futuro, per il vacillare delle speranze e degli slanci che dovrebbero accompagnare l’ingresso nell’età adulta. Così dobbiamo leggere anche le recenti contestazioni, non riferibili solo a un singolo provvedimento di legge“. Per Napolitano, “c’è al fondo anche la reazione a una tendenza a trascurare, prestandovi scarsa attenzione e mezzi palesemente insufficienti, la risorsa cultura in tutte le sue espressioni, a cominciare dalla ricerca e dall’alta formazione. E’ dunque necessario e urgente cercare e aprire nuovi canali di comunicazione e di scambio con le nuove generazioni“.

Le indiscrezioni filtrate dall’assemblea della Sapienza (partecipata prevalentemente da universitari) che si è svolta a porte chiuse in preparazione della prossima manifestazione, esprimono l’intenzione di “sorprendere la politica”. L’ipotesi che circola per la maggiore è quella di rivolgere l’attenzione non più a Senato e Camera ma tentare di circondare altri palazzi. Per il futuro forse possibile anche una possibile saldatura con il mondo del lavoro (CGIL) per verificare la possibilità di decidere collegialmente una sciopero generale.

Domani il corteo, si immagina che devierà dal percorso autorizzato, evitando contatti con al zona rossa, probabilmente dirigendosi verso il Quirinale.

20 dicembre 2010

Il Sindaco di Cavenago scrive a Babbo Natale.

Il Sindaco SEM GALBIATI di Cavenago di Brianza scrive a Babbo Natale per chiedere un accorato aiuto per risolvere i problemi della sua comunità. Invoca una magia di Natale che lo liberi dall'oppressione del patto di stabilità.


Caro Babbo Natale

Sono il Sindaco di un piccolo comune della Brianza, per quest’anno vorrei chiederti un regalo speciale. Non ti preoccupare non ti sto per chiedere sogni irraggiungibili e soprattutto non ti chiederò milioni di euro. Ti chiedo solo, che per una magia natalizia, io possa ritornare a spendere le risorse che il mio comune possiede e che non posso utilizzare per il bene della comunità che amministro perché bloccate dalle leggi dello Stato centrale. Dammi la possibilità di investire soldi nella scuola affinchè io possa finanziare progetti di crescita per i cittadini del futuro con un Piano di Diritto allo Studio ricco di proposte e di occasioni di formazione e che possa dare ai bambini che più ne hanno bisogno il sostegno di insegnanti a loro dedicati. Fai che io possa sostenere il lavoro prezioso delle associazioni di volontariato del territorio, che tanto ci stanno aiutando in questo periodo, con contributi adeguati all’impegno che quotidianamente regalano al nostro paese. Che io possa fare circolare i miei cittadini su strade sicure e debitamente asfaltate e che io possa dare la cura dovuta al verde pubblico, non vorrei che incappassi nella cima troppo alta di un albero quando arriverai con la tua slitta. Fai in modo che io possa finanziare il lavoro importante del Centro di aggregazione Giovanile che si affianca ai genitori nel promuovere la crescita e lo sviluppo dei nostri ragazzi e che ora è destinato ad una triste chiusura. Apri i lucchetti che il governo centrale ha messo alle nostre risorse in modo che io le possa utilizzare per rafforzare la sicurezza e la serenità della vita delle famiglie di Cavenago. Fai che io possa fare progetti a lungo termine per garantire una vecchiaia felice ai miei cittadini più anziani predisponendo per loro servizi e aiuti adeguati. Fai che io possa investire perché il comune torni ad essere promotore di iniziative culturali e di socializzazione in cui i cittadini possano trovare stimoli importanti e momenti di svago. Non ti chiedo di cancellare la povertà e le difficoltà di alcuni, che fanno parte dell’esistenza, ma fai in modo che con le risorse che il mio comune possiede possa aiutarli e rendere più dignitosa la loro vita quotidiana. Fai in modo che alla lunga lista di cittadini che mi chiedono un posto di lavoro si sostituisca una coda di imprenditori locali pronti ad offrire occupazione a quanti la chiedono. Se questo sarà possibile cercherò, con la mia Giunta e i miei collaboratori, come sempre abbiamo fatto, di svolgere il nostro lavoro al meglio per garantire che la politica, in questo periodo così lontana dalla realtà, sia veramente un opera di servizio per la crescita e il benessere della comunità.

Sem Galbiati, Sindaco di Cavenago di Brianza

La nota del mattino del 20 dicembre 2010

Le principali notizie politiche del giorno.

DESTABILIZZARE PER STABILIZZARE.
Le Proposte del senatore Maurizio Gasparri di avviare arresti preventivi in vista delle manifestazioni studentesche previste per martedì e mercoledì a Roma, mentre al Senato si discuterà della riforma Gelmini, sono la dimostrazione concreta di tre fatti drammatici.

Il primo: il governo ha la tentazione di provocare la rissa per nascondere i propri fallimenti e per avviare una fase di stabilizzazione. E’ tecnica consolidata nei secoli: si accendono gli animi, si fa scoppiare la rissa, i bravi cittadini si mettono paura e accettano la mano pesante del principe. Come hanno spiegato ieri Massimo D’Alema (in Tv da Fabio Fazio) e prima ancora Andrea Orlando, del Pd, nei commenti a caldo: per isolare i violenti la cosa migliore sarebbe dialogare con i giovani che in buona fede protestano contro i provvedimenti previsti per la scuola e l’Università. Se li si spinge tutti in un angolo, c’è invece il rischio della contaminazione.
Il secondo fatto: il fascismo è rimasto la cultura di fondo di questa gente.
Il terzo fatto: ancora una volta, questo governo dimostra di essere un pericolo per il paese e non uno strumento per l’uscita dalla crisi.

L’ANNO DELLA QUARESIMA. LE PREVISIONI ECONOMICHE 2011: DISOCCUPAZIONE AL TOP.
Le previsioni economiche per il 2011 uscite in questi giorni sono inequivocabili. Il Sole 24 Ore: "Crescita troppo lenta: la disoccupazione toccherà l’apice nel prossimo anno e comincerà a scendere solo nel 2012". La Repubblica (supplemente Affari&Finanza): "Sarà l’anno della Quaresima". Tito Boeri: "Per tutti questi motivi la disoccupazione è destinata a diventare nel 2011 il problema numero uno. Sarebbe giusto che il lavoro venisse riconosciuto come la priorità di politica economica".

L’EUROPA SCRICCHIOLA SOTTO IL PESO DEL DEBITO. E L’ITALIA PAGA GLI ERRORI DI TREMONTI.
L’economista Francesco Giavazzi su Il Corriere della Sera: "Il Consiglio europeo non ha convinto i mercati….I mercati temono che alcuni Paesi siano diventati insolventi perché osservano che le loro economie non crescono, e non capiscono come possano ricominciare a crescere. E senza crescita è molto difficile che questi Paesi riescano a far fronte ai propri debiti. La Spagna ad esempio. Con un tasso di sviluppo prossimo a zero, anche se fosse protetta dalla speculazione e tutti i suoi titoli fossero garantiti dall`Europa, per stabilizzare il proprio debito pubblico essa dovrebbe ridurre il deficit di un ammontare pari a 6-7 punti di Pil. Difficile pensare che ciò sia possibile con la disoccupazione al 20%. Solo una ripresa della crescita può rendere credibile l`aggiustamento dei conti pubblici spagnoli…... Se non trova rapidamente il modo di aumentare la produttività, la Spagna ha solo due strade per ricominciare a crescere e convincere i mercati che è ancora solvente: ridurre i salari o svalutare…..L`attenzione alla crescita rischia di accostare l`Italia ai Paesi oggi nell`occhio del ciclone. Prima della crisi crescevamo la metà dei Paesi dell`euro; nel 2008 la nostra economia è caduta di più (meno 6% contro meno 3,4%) e ora stiamo uscendo dalla crisi più lentamente. È vero che i nostri conti sono migliori di quelli spagnoli, ma il debito pubblico è molto più alto".
Massimo Riva su La Repubblica (Affari&Finanza):" Il 2011 sarà l`anno della prova del fuoco per quella "messa in sicurezza" dei conti pubblici di cui Giulio Tremonti non perde occasione di vantarsi. Purtroppo per lui -ma soprattutto per il paese – la congiuntura economica non promette granché….. Fra tutti il punto più caldo sarà quello del debito pubblico. Entrando in carica nella primavera 2008 il governo Berlusconi ha ereditato una montagna pari a 1.648 miliardi di euro. Pur non avendo dovuto fare finanziamenti straordinari per salvare le banche 1` occhiuto Tremonti lo ha fatto correre a briglia sciolta con il bel risultato che alla fine dello scorso ottobre la suddetta montagna ha raggiunto il picco storico di 1.867 miliardi: quasi 220 in più nell`arco di una trentina di mesi, che si tradurranno in minori servizi o in maggiori imposte negli anni a venire. Un incremento di queste proporzioni non solo fa cadere ogni maschera sulla solidità della pretesa "messa in sicurezza" dei conti pubblici".
Oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo saluto annuale alle alte cariche dello Stato, ricorderà che in queste condizioni la stabilità e la governabilità sono un bene fondamentale.

LA POLITICA DEL "ME": BERLUSCONI PENSA AL CALCIO MERCATO, LA LEGA AL VOTO, VENDOLA ALLA LEADERSHIP DEL CENTROSINISTRA, IL CENTRO A STABILIZZARSI.
Mentre il paese sta per affrontare forse l’anno più difficile della crisi, il presidente del Consiglio continua a preoccuparsi solo della propria sopravvivenza personale (dato che il governo con due o tre voti di differenza alla Camera certo non potrà governare) cercando di incrementare con il calciomercato la maggioranza di qualche unità. Obiettivo: resistere fino a quando sarà chiaro se la Corte Costituzionale depotenzia o no lo scudo contro i processi contenuto nella legge sul legittimo impedimento (impedimento a partecipare alle sedute per impegni istituzionali) e fino a quando sarà più basso il pericolo che eventuali dimissioni del premier aprano a un governo tecnico. Nei fatti, Berlusconi si sta dimostrando il più forte fattore di instabilità e di ingovernabilità per il paese.
Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha invece fretta di incassare il previsto aumento dei voti a favore della Lega e spinge per le elezioni anticipate.
Nichi Vendola, leader di Sel, formazione non rappresentata in Parlamento a causa della legge elettorale voluta in fretta e furia dal centrodestra quando era chiaro che avrebbe perso le elezioni contro Romano Prodi nel 2006, ritiene necessario passare subito alla conta interna al centrosinistra per stabilire quale leader guiderà lo schieramento alle prossime elezioni (ieri, scontro a distanza con Massimo D’Alema in Tv: Vendola ha posto il problema della leadership da Lucia Annunziata, D’Alema, ospite da Fazio, gli ha risposto: ma prima non dovremmo decidere su quali proposte?).
Fini, Casini e Rutelli stanno lavorando alla stabilizzazione della nuova formazione, già sottoposta a enormi pressioni. Anche ieri sui quotidiani (su La Repubblica) vi erano pronunciamenti delle gerarchie ecclesiastiche favorevoli, di fatto, al sostegno da parte dell’Udc al governo.

IL PD OFFRE LE SUE PROPOSTE DI RIFORME A TUTTE LE FORZE POLITICHE DELL’OPPOSIZIONE, DI SINISTRA E DI CENTRO, MA ANCHE ALLE FORZE SOCIALI, PER COSTRUIRE INSIEME UN’ALLEANZA CAPACE DI DARE RISPOSTE ALLA CRISI, BATTERE BERLUSCONI ALLE ELEZIONI E AVVIARE IL SUPERAMENTO DEL BERLUSCONISMO. LA PROPOSTA AL DI LA’ DEL POLVERONE DEI MEDIA.
La riflessione del segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, su La Repubblica di alcuni giorni or sono, è stata accolta e stravolta da un polverone di interpretazioni e di polemiche. La proposta in realtà non guarda solo al centro, come ha interpretato una parte della stampa e una parte dei commentatori, né cancella le primarie come strumento.

Eccone i punti essenziali:

Il paese versa in una crisi gravissima e rischia un degrado strutturale, sia dal punto di vista della tenuta democratica, sia dal punto di vista economico, con migliaia di giovani e non senza lavoro, imprese in difficoltà, famiglie sempre più alle strette.
Questo governo e questa maggioranza hanno dimostrato non solo di non saper affrontare i problemi, ma di voler restare attaccati al potere e di trarne tutti i favori possibili, grazie a una distorsione delle regole democratiche.
Da qui la predisposizione di una piattaforma di proposte da parte del Partito Democratico (ci sono già quelle messe a punto nei mesi scorsi di lavoro e sancite dalla assemblee nazionali di Roma e di Varese, a gennaio il lavoro sarà concluso con l’assemblea di Napoli. Dal fisco alla riforma elettorale, dalle norme sul lavoro a quelle per la riforma costituzionale, dalla pubblica amministrazione all’immigrazione, le liberalizzazioni…) e l’offerta di questa piattaforma al confronto con tutte le forze politiche dell’opposizione, di centro e di sinistra, ma anche a tutte le forze sociali, al paese, per costruire un’alleanza vasta che veda insieme tutti coloro che sono interessati a una fase fondativa per una riforma repubblicana e un’alleanza per la crescita e il lavoro.
Qualora la situazione politica precipitasse e si dovesse andare al voto con l’attuale legge elettorale, quell’alleanza potrebbe costituire la base per affrontare la sfida per la salvezza del paese dal berlusconismo.
Delle primarie per la guida di questa alleanza si potrà parlare solo quando e se ci sarà.
Questa proposta sarà al centro della riunione della direzione del Pd che si svolgerà la mattina del 23 dicembre. Oggi, in vista della direzione del 23, si svolge l’assemblea di MoDem, l’area democratica di riflessione e di proposta fondata da Veltroni, Gentiloni, Fioroni.

IL DIBATTITO SULLE PRIMARIE.
In base allo statuto del Pd delle primarie di coalizione si parlerà solo quando, raggiunto un accordo sui contenuti del programma e quindi sulle alleanze, vi sarà una coalizione.
Sulle primarie a livello locale si è aperto un dibattito che riguarda non lo strumento in sé ma come utilizzarlo per ottenere lo scopo previsto. Le primarie servono, nell’ispirazione originaria del Pd, ad allargare, ad includere la società civile e le forze migliori delle altre forze politiche. Nella realtà si stanno invece dimostrando uno strumento che provoca divisioni all’interno del Pd, rende difficile il coinvolgimento di personaggi di spicco della società civile e il coinvolgimento di altre forze politiche. Da qui, l’idea di una riflessione sul loro funzionamento, sulle regole delle primarie.

FIAT, IL TEMPO SCORRE.
Prima di Natale si potrà raggiungere un accordo, dice sollecito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Solo che non spiega come. Le posizioni sono rimaste ferme ai blocchi di partenza. E il governo si sta limitando a pure esortazioni.

ESTERI. NELL’EUROPA DELL’EST SI RAFFORZA IL POPULISMO.
La Repubblica. "Bielorussia, vince Lukashenko. L` opposizione assalta il Parlamento. Il presidente al quarto mandato. Ferito il suo avversario": "L`ultimo dittatore d`Europa resta al potere con la forza dei manganelli e dei fumogeni della sua polizia che ha occupato militarmente le strade di Minsk per fermare la protesta disperata degli oppositori….Ieri sera l`annuncio dell`ennesimo trionfo elettorale del presidente Lukashenko accreditato dai primi exit poll di oltre l`80 per cento dei voti. Elezioni fortemente sospette e dall`esito scontato che hanno fatto scattare la protesta".
La Repubblica. Russia: "Una legge ha restituito i beni alla Chiesa ortodossa russa. E Putin ostenta sempre più una fede per anni tenuta segreta".

Civati critica Bersani.

...Cos'è che non la convince nella proposta del segretario Bersani?
«Non mi convince quasi nulla per la verità, mi pare che Bersani si ponga al di fuori della stessa linea che aveva indicato lui al Partito Democratico, di mettersi al centro di una coalizione dichiaratamente di centrosinistra, ovviamente aperta al concorso si altre forze ma in un secondo momento».
Si è sconfessato da solo?
«Aveva scritto questa lettera su Repubblica l'estate scorsa nella quale diceva che bisognava costruire questo Nuovo Ulivo che però non è stato costruito, i rapporti con Vendola e Di Pietro sono ai minimi storici e oggi (Bersani ndr.) ci spiega che dobbiamo rovesciare la nostra prospettiva e puntare dichiaratamente su un'alleanza con questo fantomatico Terzo Polo che mi pare non esistere ancora e che è rappresentato da questi tre Re magi diversi tra loro»....


Qui l'intervista integrale (fonte AMI).

L'alleanza che paralizza l'Italia.

L' editoriale di Irene Tinagli de LA STAMPA del 19/12 merita di essere letto. Clicca qui.

"...Questo è il paradosso italiano che fa paura: un governo che già ha fatto poco per modernizzare il paese, incalzato però da una serie di forze ancora più conservatrici. Un paese terrorizzato dal cambiamento, incapace ormai di guardare oltre la siepe del proprio giardino..."

Caro Gesù Bambino...regalami un lavoro.

Quest'anno per tre milioni di Italiani il lavoro è il regalo che sperano di trovare sotto l’albero di Natale; il bisogno primario da soddisfare, l’urgenza che molte famiglie necessariamente devono risolvere.
Il lavoro che non c’è più e che si vorrebbe ritrovare. Il lavoro che c’è ancora, ma che si difende a denti stretti. Il lavoro sognato da molti giovani che poi hanno smesso di cercare.

Qui sotto l’articolo di ieri pubblicato da Avvenire di Giuseppe Matarazzo. (per leggere fare clic sull'immagine)


LA COSTUTIZIONE E LO SCILIPOTI PRIDE, By Virus.

Articolo 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.


Articolo 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Riascolta la puntanta della trasmissino radiofonica del 16 dicembre di "un giorno da pecora". Ospite l'On. Scilipoti.

Appunto...by Virus.



19 dicembre 2010

"Nichi pensa solo a se stesso". E, Letta.

E. Letta: «Le posizioni solitarie non hanno grande spazio. Non può essere lui l’elemento unificante e mi stupisce che non se ne renda conto. Bertinotti non ha mai pensato di fare il leader di tutto il centrosinistra… Va bene che siamo abituati al trasformismo, ma non dimentico che Vendola e Bertinotti hanno tirato giù per due volte i governi Prodi e la prima volta formalmente, votando, insieme a Berlusconi, la sfiducia contro Prodi e Ciampi. Non possono darci lezioni».
Qui tutta l'intervista del Corriere.

Nichi Vendola oggi ospite da Lucia Annunziata.




Leggi anche: Perchè si ad una alleanza con il terzo polo.

Buona domenica del 19/12/2010.



Buona Domenica del 19/12/'10.

In questa settimana ci siamo occupati particolarmente del tema Pedemontana a Sulbiate. I post che riguardano questo argomento sono stati tra i più visualizzati. Ha suscitato interesse anche l'argomento questionario promosso dal Comitato di quartiere di Brentana che riguarda un indagine circa il senso unico di via Madre Laura, che il nostro Virus polemicamente stava seguendo da tempo.
La Giunta stessa si è pronunciata ufficialmente in merito con un documento pubblicato nel sito del comune. La senatrice Baio smentisce il Corriere della sera per aver pubblicato un articolo in cui è annoverata tra i politici del PD in procinto di sostenere il Governo di B. Segnaliamo, infine, il disegno di un fantasmino ricevuto solo ieri mattina da un amica, giovane disegnatrice di Sulbiate, che con pochi abili tratti sintetizza il risultato della manifestazione
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I post più cliccati della settimana.



- I vertici di Pedemontana non si presentano in commissione provinciale.