A cura dell'Ufficio Nazionale Circoli del PD.
1. BERLUSCONI LINEARE: STA ZITTO SUI CECCHINI DI GHEDDAFI E CANNONEGGIA LA COSTITUZIONE. NAPOLITANO E’ L’ARGINE. IL PD A DIFESA DELLE REGOLE DELLA COMUNITA’. CIVISMO E RIPRESA SONO DUE FACCE DI UNA STESSA MEDAGLIA.
Gheddafi fa sparare sulla folla? Silenzio: “Non vorrei disturbare”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Perfino Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ieri è stato costretto a giustificare questa stravagante quanto grave affermazione del premier, spiegando che l’Italia chiede il rispetto dei diritti civili, ma non vuole fare ingerenza.
La realtà è che in questo momento potrebbe crollare il mondo, Italia compresa: l’unica cosa che interessa Berlusconi è la possibilità di non presentarsi ai processi che lo aspettano (la libertà che conta è solo quella dei potenti): Mediaset (28 febbraio, è accusato di frode fiscale); 5 marzo (Mediatrade, è accusato di appropriazione indebita e di frode fiscale); 11 marzo (Mills, è accusato di corruzione in atti giudiziari); 6 aprile (Ruby, è accusato di concussione e prostituzione minorile). Con buona pace di coloro secondo i quali si sta parlando soltanto di storie spiate dal buco della serratura.
Non a caso il primo appuntamento della settimana politica è la riunione di questa mattina degli avvocati difensori di Brlusconi. Il summit ha due obiettivi. Il primo: decidere dove utilizzare il legittimo impedimento, in modo da far passare tempo e giovarsi (considerate le scadenze ravvicinate) della prescrizione. Il secondo: capire come bloccare, far ritardare, impastoiare il processo di Milano per direttissima nel caso Ruby. Le opzioni sono due: l’invocazione della non procedibilità (l’art.96 della Costituzione prevede un voto parlamentare nel caso in cui il presidente scaduto abbia commesso reato nello svolgimento delle proprie funzioni); la seconda opzione è l’invocazione del conflitto di attribuzione (si vuole andare presso il tribunale dei ministri), che dovrebbe passare sempre per un voto parlamentare, ma è più complicata perché la procedura prevede il benestare dell’ufficio di presidenza della Camera, dove Pdl e Lega non hanno la maggioranza, e perché la Corte Costituzionale potrebbe passare poi la pratica alla Corte di cassazione.
Tutto il resto, per il momento, è solo minaccia, pressione, intimidazione. Compresi gli scossoni sulla riforma della giustizia. Domani dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri per varare la ormai famosa riforma della giustizia, con la separazione delle carriere (da un lato i pm, cioè i magistrati che indagano e accusano, dall’altro i giudici), due Consigli superiori della magistratura, un freno alle intercettazioni con il carcere per chi le diffonde, magari la reintroduzione dell’immunità parlamentare. O addirittura una riforma della Corte Costituzionale, rea di aver giudicato illegittimo una parte del cosiddetto “legittimo impedimento”, cioè la legge che stabilisce quando il presidente del Consiglio può non presentarsi di fronte ai magistrati opponendo la necessità di svolgere le proprie funzioni ministeriali.
Sono tutte riforme che toccano, in un modo o nell’altro, la Costituzione. Dunque, anche se il governo presenta un disegno di legge per la maggior parte di queste norme sarà necessario un procedimento molto lungo, con diversi passaggi parlamenti, e una maggioranza qualificata (che non c’è). Al massimo oggi, grazie a espedienti e calciomercato, c’è una piccola maggioranza numerica. Di conseguenza, queste proposte
oggi sono solo la minaccia di distruggere tutto l’ordinamento italiano per portare fino in fondo la vendetta, qualora davvero il presidente fosse condannato.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con la fermezza, la determinazione e anche la pazienza che lo contraddistingue è tornato a fare da argine. In un’intervista ad un giornale tedesco (anche un modo per indicare all’estero che l’Italia non è solo Berlusconi) ha assicurato che il sistema giudiziario italiano ha buone regole e che Berlusconi sarà giudicato con giustizia (un modo per dire che il presidente deve andare dai magistrati).
Il Partito democratico e le altre forze dell’opposizione stanno lavorando per arginare gli scossoni del premier, per provocarne la caduta, per andare al voto. Nessuna modifica forsennata. Ma ritorno al rispetto delle regole. Perché, come ha detto più volte il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (l’ultima volta nel discorso di chiusura della Conferenza nazionale delle donne del Pd, sabato scorso), il civismo e la riscossa della democrazia sono indispensabili per la salvezza del paese, e sono anche intimamente legate, sono una precondizione, di una riscossa economica dell’Italia.
2. MILLEPROROGHE, RIMPASTO, FEDERALISMO. UN’ALTRA SETTIMANA DI PASSIONE NELLA LUNGA MARCIA PER RISVEGLIARE L’ITALIA.
Questa settimana riprende alla Camera l’iter parlamentare del provvedimento chiamato milleproroghe e ribattezzato Milletasse, perché impone diversi balzelli (a cominciare dal rincaro del biglietto dei cinema) e prevede numerosi favori agli amici della Lega e del Pdl: come il rinvio per il pagamento delle multe per i trasgressori delle quote latte o l’abolizione del taglio del numero dei consiglieri eletti nei grandi comuni.
Il Consiglio dei ministri esaminerà la riforma della Giustizia, della quale si è già parlato. E riprende alla Camera l’Iter dei decreti attuativi del federalismo, quello comunale (respinto da Napolitano) e quello regionale. I due decreti contengono misure penalizzanti per l’autonomia dei territori e per molte categorie, a cominciare dall’imposta patrimoniale che verrebbe imposta su artigiani e commercianti dai comuni. Il Pd si è già opposto, nel merito, al decreto per il federalismo comunale, presentando proposte alternative più efficienti. Se il governo e la maggioranza insisteranno sul testo già presentato lo scontro sarà inevitabile. E l’esito di questo confronto dipenderà dall’equilibrio tra la maggioranza e le opposizioni nelle diverse commissioni parlamentari competenti: la commissione bilaterale che deve esaminare i decreti sul federalismo, la commissione Bilancio, la commissione Affari Costituzionali. Per questo si è intensificata la campagna del calciomercato da parte di Berlusconi e dei suoi fedelissimi: per garantire che la maggioranza sia tale anche in queste commissioni. I numeri pieni per la maggioranza, nonostante tanti acquisti, non ci sono ancora.
La battaglia sul federalismo ha dunque anche un risvolto politico generale: se i decreti non passeranno la Lega minaccia di staccare la spina al governo. Ma è sul merito che le posizioni tra destra e centro e centrosinistra sono divise: così come è congegnato ora il decreto per il federalismo comunale è un pasticcio e avrà un effetto negativo. Per questo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha avviato un confronto diretto con la Lega: per discutere di contenuti e per togliere alla Lega l’alibi del federalismo. La verità è che Bossi non ha bisogno di sostenere Berlusconi e tutte le sue leggi personali se vuole il federalismo. Anzi, se vuole un federalismo serio ed efficiente, è solo confrontandosi con il Pd e le sue proposte che può ottenerlo. Nessun inciucio. Nessun inseguimento: ci sono le proposte più giuste del Pd, da un lato; e dall’altro un alibi da smontare.
3. PER MANTENERE L’ALLEANZA BERLUSCONI SOLLETICA L’APPETITO DELLA LEGA PER LE GRANDI NOMINE DI APRILE.
Scadono ad aprile molte nomine pubbliche (Enel, Eni, Terna, Poste, Finmeccanica). La Lega, che sostiene come una stampella Berlusconi, pensa di poter guadagnare qualche posizione. Berlusconi sta già pensando a qualche presidenza per accontentare l’alleato, arrivare così fino ad aprile, ma senza perdere la presa sugli affari che lo interessano anche personalmente, a cominciare da quelli, il gas e il petrolio, che sono il core business dell’Eni.
4. ROMA&MILANO. LA REALTA’ SI VENDICA DELLA PROPAGANDA.
Uno stupro dietro l’altro. Roma è diventata la capitale della violenza sulle donne (oltre ad essere la prima in Europa per la violenza contro i gay). E’ la vendetta della storia e dell’incapacità della destra a governare. Il sindaco Gianni Alemanno fece tutta la sua campagna elettorale su un episodio di violenza, alimentando e sfruttando la paura verso gli stranieri e gli immigrati. Ora sta dimostrando tutta la sua incapacità nella gestione dei problemi di convivenza con i Rom e nella difesa della sicurezza dei cittadini.
A Milano è tornata sotto i riflettori la gestione dell’albergo dei poveri. Questa volta si tratta di un caso di affittopoli. Sui giornali imperversa il toto nomi rispetto ai diversi inquilini Vip che occupano le case acquistate con i lasciti per i poveri. Ma l’unico dato certo è che la gestione del centrodestra ha mostrato ancora una volta il suo volto.
5. NORD AFRICA: GAS, PETROLIO, IMMIGRATI: LA LIBIA RICATTA L’EUROPA.
Gheddafi ha giocato le sue carte: rifornimenti strategici di gas e di petrolio da un lato, argine all’immigrazione senza barriere dall’altro. E su queste due basi ha lanciato ieri il suo ricatto all’Europa: non si immischi, altrimenti le barriere all’immigrazione cadranno e sarà un disastro. Catherine Ashton ha risposto dicendo: “Cessino subito le violenze”. Il governo italiano, considerati anche i legami di amicizia personale di Berlusconi con Gheddafi, si è mostrato assai più prudente.
6. AMBURGO, RISCOSSA DELL’SPD CHE SFIORA IL 50 PER CENTO.
La Repubblica. “Disfatta di dimensioni storiche per il partito di Angela Merkel. Ieri nella sua città natale, Amburgo, nella prima delle sette elezioni previste in quest`anno in altrettanti dei 16 Bundeslaender, laCdu al potere da 10 anni è uscita più che dimezzata. Ha invece trionfato la socialdemocrazia(Spd), che governerà da sola la città-Stato con la maggioranza assoluta. Lieve aumento per Linke (sinistra radicale), Verdi e Fdp (liberali). Nel complesso, il "super-anno elettorale" 2011 si apre per la Cancelliera con una giornata nera ogni oltre previsione. Certo, si è votato su temi e umori locali. Ma l’impatto a livello federale non manca, visto il carattere da terremoto degli exit poll.
Rispetto alle ultime elezioni, ne12008, la Cdu crolla dal 42,6 per cento a un misero 20,5. La Spd vola, dal 34,1 cresce al 49,5 per cento. Aumentano anche sinistra radicale, verdi e Fdp. «E’un risultato storico, abbiamo il vento in poppa e quest`anno sarà così anche negli altri Bundeslander dove si andrà a votare», ha detto a Berlino il leader nazionale dell’Spd, Sigmar Gabriel.
21 febbraio 2011
TRIPOLI IN FIAMME.

La situazione in Libia sta precipitando. Il figlio del colonnello dalla televisione smentisce la fuga del padre in Vanezuela. Tripoli è in fiamme gli spari sono continuati per tutta la notte. A Bengasi le strade sono diventate un campo di battaglia, dai tetti i cecchini sparano sulla folla. Sembra che in alcuni casi i militari si siano schierati con i manifestanti. La situazione è sempre più confusa. Non si raccolgono più morti e feriti per l'intensità degli scontri. Le morti dei civili sembrano essere salite a 285. Ma la televisione Libica trasmette solo immagini di sostenitori di Gheddafi. Sempre più difficile comunicare con la Libia la rete internet è bloccata, nessun giornalista può entrare nel paese.
Tutto il nord Africa è una polveriera pronta ad esplodere. L'Europa assiste preoccupata ed impreparata alla evoluzione degli eventi.
Il denominatore comune di tutte le rivolte sono istanze di dignità politica, sociale, economica, collettiva.
Ancora nessun pronunciamento chiaro da parte del nostro Governo.
post correlato: NON DISTURBARE L' "AMICO" MUAMMAR.
Napolitano; "Il processo a Silvio Berlusconi si svolgerà secondo giusitizia".

Il nostro Presidente Giorgio Napolitano intervine sul caso Ruby-gate, il processo che vede imputato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione, intervistato da un giornale tedesco "Welt amm sonntag". Qui il testo integrale.
Nel suo intervento, incentrato sull'Unità d'Italia, Napolitano risponde anche sulla stabilità del governo e sulle questiioni giudiziarie del premier.
"Penso che abbia le sue ragioni e buoni mezzi giuridici per difendersi contro le accuse", chiarisce dunque rispondendo sul processo che inizierà il 6 aprile. "Sia la nostra Costituzione, sia le nostre leggi garantiscono che un procedimento come questo, in cui si sollevano gravi accuse che il Presidente del Consiglio respinge, si svolgerà e concluderà secondo giustizia. Confido nel nostro Stato di diritto".
Roberto Benigni, l' Italia ringrazia.
Il Governo tra tante polemiche e difficoltà in Consiglio dei ministri del 18 di febbraio ha deciso, assente i ministro Maroni, che il 17/03 sarà festa nazionale. Giorno in cui si ricorderanno ufficialmente i 150 anni della nostra Unità Nazionale.
Bossi e Calderoli non gradiscono.
L'italia ringrazia ancora di più l'artista Roberto Benigni che nella sua prestazione dal palco di San Remo, in modo semplice, comprensibile, ma intelligente ed estremamente efficace, ha dato a tutti una grande lezione di etica civica, memoria, e amore per la nostra Patria.
Se qualcuno non lo avesse visto, questo è l'intervento integrale.
Da non perdere, ne consigliamo la visione.
Bossi e Calderoli non gradiscono.
L'italia ringrazia ancora di più l'artista Roberto Benigni che nella sua prestazione dal palco di San Remo, in modo semplice, comprensibile, ma intelligente ed estremamente efficace, ha dato a tutti una grande lezione di etica civica, memoria, e amore per la nostra Patria.
Se qualcuno non lo avesse visto, questo è l'intervento integrale.
Da non perdere, ne consigliamo la visione.
20 febbraio 2011
NON DISTURBARE L' "AMICO" MUAMMAR.

A Bengasi Gheddafi fa sparare con i carri armati sulla folla in rivolta. Il popolo si sta ribellando ad Al Baida e in molte città della Cirenaica. Il nostro Governo vergognosamente tace!
Il silenzio del nostro escutivo si interrompre solo per una breve dichiarazione di Silvio Berlusconi in risposta ad una domanda di un giornalista:" No, non l'ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di distrubare nessuno".
Intanto il ministro degli esteri, consegnato al silenzio, da buon galoppino del suo datore di lavoro dichiara:" Per quanto riguarda la Libia abbiamo ricevuto l'ordine di un "silenzio stampa" almeno fino a Lunedì....".
Fassino: "Berlusconi, scandalosamente imbarazzante".

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Buona domenica del 20/02/11

L'inaspettato e spiacevole addio dal partito democratico della Senatrice Baio, è stato l'argomento più seguito di questa settimana. Siamo stati tra i primi a pubblicare la notizia in rete dopo la lettura della breve comunicazione che ne dava martedì 15 Febbraio il Corriere della Sera. Rispettiamo questa decisione ma non la condividiamo nè la comprendiamo. Anche la lettera di Emanuela inviata a tutti gli amici non ci convince e ci lascia perplessi.
Tra i post più visualizzati la foto-gallery del Gazebo di piazza Giovanni XXIII di una settimana fa allestito in occasione della raccolta firme "Berlusconi dimettiti" che continua ancora in paese grazie al porta a porta di alcuni democratici.
Il 17/02 il COAP -Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana- ha spedito alla Presidenza della Regione Lombardia le 440 lettere firmate dai cittadini per sostenere il documento che rivuole l'interramento di Pedemontana, e per richiedere un incontro di tutta la Comunità al Governatore Formigoni.
Oltre alle occupazioni ordinarie in settimana siamo stati impegnati a Burago per la terza Sessione del Wok-shop "Officina della Politica e dell'Amministrazione sostenibile". Anticipiamo che la prossima e ultima sessione della prima fase del Workshop, si terrà venerdì 04/03 a Sulbiate e per l'occasione, salvo imprevisti, sarà presente anche il Segretario Provinciale GIGI PONTI.
In fine settimana, sempre in merito alla polemica in corso circa il questionario di via Madre Laura, PT con un volantino molto cattivo ed impreciso alza i toni dello scontro. Il post che pubblica il documento PT preceduto da un nostro commento pur avendolo inserito solo ieri Venerdì 18/02 con solo due giorni di visibilità è tra i più visitati: le cattive notizie sono sempre quelle che suscitano maggior attenzione e curiosità.
I POST PIU' CLICCATI DELLA SETTIMANA.
LA SENATRICE BAIO LASCIA IL PD.
Gigi Ponti, commenta la scelta di Emanuela Baio.
Sulbiate foto-gallery - Berlusconi dimettiti.
LA COMUNITA' DI SULBIATE UNITA, CHIEDE UN INCONTRO A FORMIGONI.
Lettera dell' 11/02 a PDL E LEGA del Segretario del Circolo PD.
Polemica C.D.Q.: PT sceglie lo scontro frontale.
LA SENATRICE BAIO LASCIA IL PD.
Gigi Ponti, commenta la scelta di Emanuela Baio.
Sulbiate foto-gallery - Berlusconi dimettiti.
LA COMUNITA' DI SULBIATE UNITA, CHIEDE UN INCONTRO A FORMIGONI.
Lettera dell' 11/02 a PDL E LEGA del Segretario del Circolo PD.
Polemica C.D.Q.: PT sceglie lo scontro frontale.
19 febbraio 2011
Bilancio Provinciale: chisura totale alle proposte del PD.

Il presidente Allevi ed il centrodestra non accolgono nessuna proposta di emendamento al Bilancio del Gruppo del PD. “Inaccettabili i tempi contingentati sugli emendamenti, stiamo valutando un ricorso al Prefetto”. Chiusa alle 5 di questa mattina seduta fiume, si riprende mercoledì prossimo. (...)
Polemica C.D.Q.: P.T. sceglie lo scontro frontale.
Restano inascoltati i nostri appelli ad abbassare i toni al fine di cercare insieme una soluzione condivisa volta a rilanciare l'azione dei Comitati di Quartiere, in questo periodo al centro del ciclone di una rovente polemica.
Progetto Territorio sceglie lo scontro frontale.
Al dialogo ed al confronto preferisce urlare la sua protesta con il volantino che potete leggere infondo a questo post. Sono solo slogan e pesantissime accuse all' Amministrazione espresse con esagerati toni apocalittici da emergenza democratica.
Se sono queste le premesse che dovrebbero favorire un clima di collaborazione critica e costruttiva tra maggioranza e minoranza del Consiglio Comunale prendiamo atto, purtroppo, che da parte di PT non vi è alcuna volontà di percorrere questa strada. Forse troppo impegnativa, difficile e faticosa. Più semplice gridare e creare lo scandalo, stracciarsi le vesti anche se non è necessario, perchè, nel caso specifico, i Regolamenti approvati in C.C. danno incontestabilmente ragione alle scelte opinabili ma inoppugnabili della nostra Amministrazione.
Il Circolo PD di Sulbiate, esprime pubblicamente solidarietà alla Giunta e a tutto il Gruppo Consigliare della lista Civica Si Sulbiate Insieme ed invita ed esorta ancora una volta i politici di Progetto Territorio a mostrarsi minoranza seria e responsabile, proprio in nome del Valore delle Istituzioni a cui in questo documento PT tanto si appella e di cui anche loro sono parte essenziale e fondamentale.
Con questo volantino sfuma o si allontana decisamente la possibilità di riformare e di rilanciare la partecipazione democratica dei cittadini,che non è nè di destra, nè di sinistra ma di tutta la Comunità (la vera vittima di questo modo di procedere), e che grazie alla proposta in essere dei Comitati di Quartiere sta faticosamente muovendo i suoi primi passi.
Stiamo perdendo tutti un importante occasione. Progetto Territorio non l'ha saputa o voluta cogliere.
Se si crede veramente che a Sulbiate sia stata avviata una "fabbrica del fango" non è certo con questi imprecisi comunicati nè con queste "badilate" di violenti metodi di comunicazione che si possa sperare di fare pulizia.
Il Circolo del Partito Democratico di Sulbiate, non ci sta!
Sapete dove trovarci.

Progetto Territorio sceglie lo scontro frontale.
Al dialogo ed al confronto preferisce urlare la sua protesta con il volantino che potete leggere infondo a questo post. Sono solo slogan e pesantissime accuse all' Amministrazione espresse con esagerati toni apocalittici da emergenza democratica.
Se sono queste le premesse che dovrebbero favorire un clima di collaborazione critica e costruttiva tra maggioranza e minoranza del Consiglio Comunale prendiamo atto, purtroppo, che da parte di PT non vi è alcuna volontà di percorrere questa strada. Forse troppo impegnativa, difficile e faticosa. Più semplice gridare e creare lo scandalo, stracciarsi le vesti anche se non è necessario, perchè, nel caso specifico, i Regolamenti approvati in C.C. danno incontestabilmente ragione alle scelte opinabili ma inoppugnabili della nostra Amministrazione.
Il Circolo PD di Sulbiate, esprime pubblicamente solidarietà alla Giunta e a tutto il Gruppo Consigliare della lista Civica Si Sulbiate Insieme ed invita ed esorta ancora una volta i politici di Progetto Territorio a mostrarsi minoranza seria e responsabile, proprio in nome del Valore delle Istituzioni a cui in questo documento PT tanto si appella e di cui anche loro sono parte essenziale e fondamentale.
Con questo volantino sfuma o si allontana decisamente la possibilità di riformare e di rilanciare la partecipazione democratica dei cittadini,che non è nè di destra, nè di sinistra ma di tutta la Comunità (la vera vittima di questo modo di procedere), e che grazie alla proposta in essere dei Comitati di Quartiere sta faticosamente muovendo i suoi primi passi.
Stiamo perdendo tutti un importante occasione. Progetto Territorio non l'ha saputa o voluta cogliere.
Se si crede veramente che a Sulbiate sia stata avviata una "fabbrica del fango" non è certo con questi imprecisi comunicati nè con queste "badilate" di violenti metodi di comunicazione che si possa sperare di fare pulizia.
Il Circolo del Partito Democratico di Sulbiate, non ci sta!
Sceglie di non scendere a questo livello!
Siamo interessati a costruire e ad unire, non a distruggere nè a dividere. Sapete dove trovarci.
Sulbiate 19/02/'11
Maurizio Sarchielli
Segretario Circolo PD Sulbiate
Maurizio Sarchielli
Segretario Circolo PD Sulbiate
Il volantino distribuito da PT trovato nella casseta delle lettere ieri sera da uno dei nostri redattori. Per ingrandire fare clic sull'immagine.

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