22 marzo 2011

Lampedusa: intervenire subito!

Migranti arrivati a Lampedusa.

I profughi a Lampedusa sono ormai 5400. La popolazione di Lampedusa conta 5300 italiani residenti. Un numero impressionante, di solo 100 unità inferiore ai Lampedusani.

La notte dormono dove possono, all'aperto, sotto i camion, sotto la pioggia. La comunità locale non è più in condizione di sostenere questo importante flusso migratorio di persone, che per il futuro, è facile prevedere, sarà inarrestabile. A rischio la stagione turistica.
La situazione è al collasso, completamente fuori controllo.
In arrivo un rinforzo del contingente della polizia costretta in queste giorni a fare gli straordinari.

Il ministro Maroni ieri in conferenza stampa ha parlato di misure di compensazione.

Il Comune di Lampedusa ha avanzazo delle proposte pur precisando che non ci sono compensazioni possibili per quanto sta subendo l'isola.

E' stato richiesto nell'immediato:
  • svuotamento dell'isola dai profughi
  • incremento del ponte aereo
  • nave che faccia da navetta per i profughi dirottandoli su altri porti
  • stazionamento di nave da crociera per accogliere nuovi arrivi e pre traferirili altrove
  • una riunione del consiglio dei ministri a Lampedusa
Nel medio termine valutare la possibilità di mettere in funzione l'isolotto di Lampione come cpa per alemo 2500 persone.

Ed inoltre: no alla tendopoli (ieri i Lampedusani hanno bloccato per tutto il giorno l'attracco del traghetto), moratoria per mutui ed esenzione fiscale per il 2011 e la zona franca a fiscalità zero o di vantaggio, ma anche l’implementazione del pronto soccorso, il rifacimento delle strade e il completamento della piscina oltre a iniziative per la promozione del turismo.

Un appello alle istituzioni è stato lanciato anche dal parroco dell'isola, don Stefano Nastasi. «Continuano gli sbarchi di fratelli migranti, ma non con la stessa velocità con la quale arrivano le risposte alla comunità di Lampedusa e ai migranti in cerca di speranza - ha detto - Tace ufficialmente il governo, che opera unicamente tramite i suoi organi periferici, ma non ascoltando le richieste della popolazione dell'isola di Lampedusa. La popolazione ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. L'assenza degli uomini di governo è stata ed è grave. Siamo non l'ultimo lembo d'Italia, ma la prima porta del Mediterraneo. Non è più solo questione di tende precarie».

L'immobilismo del Governo, fino ad ora manifestato, è scandaloso.
Lampedusa, in attesa di fatti nuovi, è stata abbandonata.

post correlato: Zoro a Lampedusa. Tunisini brava gente.

Nota del mattino del 22 marzo 2011.


A cura dell'Ufficio nazionale Circoli PD.

1. LIBIA, INDIETRO TUTTA. BERLUSCONI SI NASCONDE DIETRO LA RUSSA EFRATTINI. BOSSI FRENA. IL GOVERNO E’ ONDIVAGO. IL PD CHIEDE CHE ILPRESIDENTE SI PRESENTI IN PARLAMENTO CON UNA LINEA CHIARA.
Indietro tutta. Dopo aver baciato la mano a Gheddafi. Dopo non averlo voluto disturbare nemmeno con una telefonata mentre il colonnello stava bombardando il proprio popolo. Dopo la partenza a razzo nella missione decisa dall’Onu, con il ministro La Russa che sembrava Napoleone sul campo di battaglia, ieri una nuova giravolta. La Lega non gradisce l’impegno
italiano. Gli amici russi non gradiscono. Gheddafi è ancora lì. I francesi comandano. E allora
Berlusconi ha fatto un nuovo passo indietro e due mosse volte a coprire confusione e indecisione: ufficialmente, il governo ha chiesto l’intervento della Nato, pena la decisione di ritirare la disponibilità delle basi italiane. In serata, poi, il presidente del Consiglio ha lasciato trapelare il proprio “dispiacere” per Gheddafi e la sua sorte. Purtroppo per l’Italia, però la crisi libica non è un reality in tv. Il paese sta rischiando di perdere la propria faccia un’altra volta. Il coinvolgimento della Nato non è così facile (la Turchia è contraria all’intervento in Libia e il Qatar è fuori dalla Nato, tanto per fare due esempi).
Di fronte a tanta confusione, il Partito Democratico ha chiesto che il presidente del Consiglio chiarisca in Parlamento la posizione italiana ed ha chiedere un voto. La linea del Pd è chiara.
Rudy Francesco Calvo, su Europa: “Mentre il governo oscilla tra le posizioni interventiste del ministro La Russa e lo scetticismo della Lega, il Partito democratico prova a tenere ferma la barra sul rispetto assoluto della risoluzione approvata dal consiglio di sicurezza dell`Onu. La quale, ricorda Pier Luigi Bersani, «non prevede un intervento armato per abbattere Gheddafi, ma un intervento per impedire che Gheddafi colpisca la sua gente». È questa la posizione che i dem auspicano che sia assunta dall`Italia. «Da lì in poi - aggiunge il segretario - ci sarà il compito della politica e della diplomazia» per «favorire un processo pacifico di transizione e cambiamento, come è avvenuto negli altri paesi del Nord Africa». …Il Pd chiederà oggi alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di fissare un voto in aula per confermare il dispositivo già approvato dalle commissioni esteri e difesa delle due camere la scorsa settimana, con l`assenza di Lega e Idv. «Ci pare il minimo, visto il rilievo della vicenda», spiega Bersani”… «Mi chiedo cosa è andato a dire Berlusconi alla conferenza di Parigi. Nessuno è contrario che si parli di Nato, ma sono questioni complesse, bisogna trovare un momento di discussione per arrivarci».

2. LAMPEDUSA, UNA CRISI VOLUTAMENTE ABBANDONATA. DUE SETTIMANE FA IL GOVERNO HA RIFIUTATO DI TRATTARE CON LE REGIONI.
Lampedusa è allo stremo. Il numero degli immigrati eguaglia quello dei cittadini. Ma era ampiamente prevedibile. E il governo non ha fatto nulla. Salvo lasciar dire alla Lega, contraria
all’intervento in Libia: “Ai francesi e agli inglesi il petrolio, a noi i clandestini”. Eppure, come ha ricordato ieri in diretta al TG1 il segretario Pier Luigi Bersani, due settimane fa il presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani, ha chiesto di avviare un confronto offrendo al governo la disponibilità delle regioni a trovare una soluzione in attesa di affrontare con l’Unione europea il problema dell’immigrazione. Il governo se ne è ricordato solo ora. I problemi dell’emergenza ma anche il problema strutturale dell’immigrazione, le norme, le pratiche migliori, saranno al centro della conferenza nazionale del Pd sull’immigrazione che si svolgerà questo fine settimana a Roma.

3. PRESCRIZIONE BREVE, CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE E RIMPASTO: AVANTI TUTTA, IN QUESTI CASI IL GOVERNO NON HA INDECISIONI.
Fuori dal cono di luce dell’intervento in Libia, il governo e la maggioranza stanno mostrando
tutt’altra decisione su temi molto diversi. Tra oggi e domani si procederà a passo di carica alla
Camera per arrivare a votare in aula sulla richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione nel processo per concussione e prostituzione minorile aperto a Milano contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Conflitto di attribuzione significa chiedere che Berlusconi sia processato dal Tribunale dei ministri perché – questa è ormai l’incredibile versione ufficiale - quando telefonò alla Questura di Milano per la giovane Ruby credeva davvero che fosse la nipote del premier egiziano Mubarack e quindi intervenne in qualità di uomo di governo per evitare pasticci diplomatici. Nello stesso tempo, si procede a tempo di record anche per approvare le normette sulla prescrizione breve per gli incensurati nell’ambito del provvedimento relativo al processo breve (una legge cucita su misura per Berlusconi). E si sta lavorando anche alacremente al rimpasto di governo per dare soddisfazione ai parlamentari arruolati per allargare la maggioranza.
La riforma epocale della giustizia è rimasta lettera morta. La promessa e le rodomontate di Berlusconi sulla costante presenza ai processi sono rimaste solo un filmato utile per i tg. E, come si prevedeva, tutti gli sforzi sono ora concentrati sul vero e unico interesse della maggioranza: la fuga del premier dai tribunali di Milano e la sopravvivenza al potere. Ieri, per esempio, gli unici ad essere presenti all’udienza per il processo Mills, dove Berlusconi è accusato di corruzione (Mills, il co-imputato è già stato condannato come corrotto) erano alcuni fans del Cavaliere. Paolo Colonnello, La Stampa: “Pensionati, disoccupati e qualche giovane, perfino un extracomunitario, tutti con un fiocco azzurro al petto, «simbolo di libertà». Ma forse non tutti così militanti, visto che fotografi e cameramen giurano di aver riconosciuto alcuni figuranti dei programmi televisivi Mediaset e dato che qualche giovane si è lasciato candidamente scappare di aver guadagnato, per la presenza un po` scalmanata a palazzo di giustizia «20 euro e un panino, ma non si può dire». Vocianti e plaudenti, al grido di «Silvio è bravo, Silvio è unico» i supporter hanno regalato delle vere ovazioni ai difensori del Cavaliere, Piero Longo e Niccolò Ghedini….”
Sempre ieri si è tornati a parlare di rimpasto di governo. Berlusconi ha fretta. Anche perché
tutto il castello di carte che sta costruendo rischia di franare. Ugo Magri, La Stampa. “I riflettori
sono giustamente puntati sull`aula di piano terra, al Tribunale di Milano, dove si celebra il processo Mills. L`interrogativo è il solito: arriverà la condanna del Cavaliere prima che il reato venga prescritto? L`attenzione dei politici, invece, è concentrata mille chilometri più a Sud, precisamente sul secondo piano del nuovo Palazzo di giustizia a Palermo. Perché, in attesa di sapere come finirà la corsa contro il tempo a Milano, è qui, nella stanzetta abitata dal Gip Castiglia, che si decidono forse i destini del governo. Rimbalza la voce a Montecitorio che questo magistrato riservatissimo, ombroso, abbia negato l`archiviazione su due piedi di un`inchiesta con risvolti di mafia a carico dell`on. Romano, per gli amici Saverio, già esponente Udc in Sicilia, oggi a capo di un partitino con 5 deputati denominato Pid (Popolari di Italia domani). Romano tiene in vita il «Berlusconi quater» poiché la maggioranza alla Camera con cinque voti in meno si squaglia. Da benefattore del premier, si attende un riconoscimento adeguato, vale a dire un ministero coi fiocchi. A disposizione Silvio ne ha tre: le Politiche comunitarie, senza portafoglio; i Beni Culturali, fonte di tali rogne da far dimettere Bondi; l`Agricoltura, che significa denari a pioggia. Romano punta sull`Agricoltura. Però tutto ora, a causa del Gip, rischia di andare a monte: il ministero e magari il governo. Dieci giorni fa Romano aveva dato l`archiviazione per fatta, avendola sollecitata i pm. Però il giudice vuole vederci più chiaro, tiene aperto il dossier, un`udienza è fissata per il primo aprile. Dunque la politica romana s`interroga su cosa potrà accadere ora. In particolare si chiede se Berlusconi tornerà ugualmente alla carica col presidente Napolitano per far ministro Romano. E se riuscirà a strappare la nomina entro giovedì: termine ultimo, perché il Capo dello Stato poi partirà per l`America. In questo caso se ne riparlerebbe proprio nei giorni dell` udienza davanti al Gip. E ad aprile nuovi guai si annunciano per Romano. In quei giorni verranno depositate le motivazioni della sentenza Cuffaro (condannato a 7 anni) che di Romano fu il referente. Nessuno resterebbe sorpreso se l`aspirante ministro vi fosse citato in lungo e in largo: e figurarsi Napolitano quanto sarebbe contento di mettere la controfirma sotto il suo decreto di nomina….”.

4. MENTRE IL GOVERNO PENSA AL SALVA SILVIO, IL PARTITO DEMOCRATICO PENSA ALL’ITALIA: PRESENTATO E APPREZZATO DALLE PARTI SOCIALI IL PROGRAMMA DI RIFORME PER RILANCIARE IL PAESE.
Ieri pomeriggio, a Roma, mentre il governo andava in panne sulla Libia, e mentre avvocati e parlamentari del Pdl si affrettavano a trovare soluzioni per i guai giudiziari del premier, il Partito Democratico ha organizzato gli stati generali dell’economia, presentando a imprenditori (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Coinfartigianato, Cna, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Abi) e sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) il piano nazionale delle riforme preparato in accordo con gli altri partiti progressisti europei da un gruppo di giovani economisti guidati dal responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, sulla base delle proposte messe a punto ed approvate dalle tre assemblee nazionali del Pd svoltesi a Roma, Varese e ancora a Roma. La delegazione del Pd era guidata dal segretario Bersani, dal presidente Rosy Bindi, dal vicesegreterio Enrico Letta e dallo stesso Fassina. Roberto Petrini, La Repubblica: “Nessuna
patrimoniale, invece un piano di razionalizzazione delle tasse guidato dal criterio del 20 per cento: in pratica la prima aliquota Irpef scenderà di tre punti dall`attuale 23 per cento, lo stesso faranno le rendite finanziarie che si porteranno dal 12,5 al 20 per cento (tranne i titoli di Stato).
Novità anche per le imprese: eliminazione graduale dell`Irap sul costo del lavoro e detassazione
del reddito reinvestito nella propria azienda. Sono queste le misure di maggiore impatto - insieme al bonus figli sotto i tre annidi 3.000 euro - contenute nel «progetto alternativo per la
crescita» presentato dal Pd: novantadue pagine che vanno lette anche come un contributo al «Programma nazionale di riforme» che l`Italia dovrà presentare in aprile alla Commissione
europea. Il documento è stato illustrato ieri dal segretario Bersani a Confindustria e sindacati. Il
rapporto del Pd, elaborato da un folto gruppo di economisti ed intellettuali, ha tuttavia una dimensione e ambizioni ben più ampie. «Il campo semantico del sostantivo "crisi" è diventato troppo stretto per cogliere il passaggio di fase», ha spiegato il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. E l`analisi contenuta nel documento che arriva dopo la lunga recessione innescata dal crack dei mutui subprime Usa e dalle crisi irlandese e greca, allarga lo sguardo oltre i confini nazionali. L`indice viene puntato sulle grandi diseguaglianze nella distribuzione del reddito considerate le principali responsabili della caduta della domanda. Come far fronte alla situazione? Il documento del Pd spiega che l`Europa deve dotarsi di un «motore autonomo» per stimolare la domanda: dall`Agenzia europea per il debito, ad un piano continentale per l`ambiente e l`innovazione alimentato anche dalla Financial Transaction Tax (imposta sulle transazioni finanziarie). Ma soprattutto si affronta il problema dei paesi che esportano troppo e importano poco (leggi: Germania) perché hanno una dinamica dei consumi troppo bassa e rischiano di strozzare paesi come la Grecia o il Portogallo costretti ad indebitarsi per tenere il passo. La proposta è di creare uno «standard retributivo» europeo che faccia crescere le retribuzioni reali in linea con la produttività. Tornando alle ricette indirizzate a casa nostra, il problema resta quello del debito pubblico e il Pd guarda alla crescita come principale antidoto. Con misure concrete che innalzino il tasso di occupazione femminile (3 milioni di donne occupate in più in un decennio) e riposizionino la specializzazione produttiva dell`Italia: rispetto all`andazzo di oggi il Pil potrebbe crescere strutturalmente dimezzo punto in più all`anno. Tutto accompagnato dalla tradizionale severità nella gestione delle casse dello Stato: razionalizzazione di ministeri e province e centralizzazione degli acquisti”.
Al di là delle spiegazioni contenute nei quotidiani (numerosi gli articoli che parlano dell’incontro di ieri, mettendo in luce diversi aspetti del programma, come fa per esempio il Foglio con le liberalizzazioni o il conflitto di interesse, l’Unità con la lotta all’evasione fiscale…) il progetto alternativo per la crescita diventerà da subito lo strumento con il quale sfidare il governo ad un confronto sui contenuti. “ Noi invitiamo il governo a confrontarsi in parlamento sulle proposte concrete” ha detto Bersani al termine dell’incontro.

5. NUCLEARE, ANCHE L’EUROPA FARA’ LO STRESS TEST ALLE CENTRALI.
Il Messaggero: “Entro il 2011 l`Unione europea verificherà lo stato di sicurezza delle sue 143 centrali nucleari attraverso degli stress test condotti dagli Stati membri seguendo i criteri che verranno messi a punto nei prossimi mesi dai tecnici dei Ventisette Paesi, della Commissione e dell`Ensreg, l`Agenzia europea per la sicurezza nucleare. E` quanto hanno deciso i ministri responsabili dell`Energia, riuniti ieri a Bruxelles perla seconda volta in una settimana per fare il punto sulla situazione in Europa alla luce dei danni causati dal terremoto e dallo tsunami alla centrale di Fukushima, in Giappone”.

21 marzo 2011

VOGLIO IL METRO' FINO A VIMERCATE. Campagna lanciata dal Giornale di Vimercate e dalla Gazzetta della Martesana.


Da questa settimana parte una campagna lanciata dal Giornale di Vimercate e dalla Gazzetta della Martesana per chiedere a gran voce il prolungamento fino a Vimercate della Linea 2 della metropolitana.

NET emergenza trasporti - Comunicati Comune di Sulbiate e Comune di Mezzago

Sottoriportati i comunicati del Comune di Sulbiate e di Mezzago contro la drastica riduzione delle linee di trasporto pubblico locale, di competenza della Provincia di MB, introdotti con i nuovi orari NET.
Tutti coloro che subiscono disagi a causa dei tagli ai trasporti pubblici provinciali sono invitati dal Sindaco STUCCHI e dall'Assessore FASSINA a descriverli in dettaglio e comunicarli all'indirizzo :

per ingrandire i comunicati cliccare sulle immagini :







post correlato: Net penalizza Sulbiate: nuovi orari. L'odissea dei nostri pendolari.
post correlato: Nuove linee NET. Emergenza trasporti pubblici a Sulbiate.

Poesia:"In provincia l'assessore alla rinuncia". By Virus.

In foto l'Assessore Francesco Giordano. Materie delegate: opere pubbliche, viabilità, trasporti.

Ma chi è il responsabile dei tagli ai nostri trasporti pubblici?

Provo ad ipotizzarli per grado di gravità.
  1. Tagli del Governo.
  2. Tagli regionali.
  3. Tagli provinciali.
  4. Scarso peso politico della nuova provincia di MB.
L' Assessore Francesco Giordano della Giunta Allevi come già avvenuto per la questione Pedemontana sembra essere impotente; sembra non sia stato informato; sembra non abbia neppure partecipato alla formulazione delle nuove linee imposte da NET.

E' lecito chidersi: qual'è il reale peso politico della nuova provincia di MB ?

Concedetemi la licenza (se ci prova Bondi, perchè non io?)
la cosa mi ispira una breve poesia:

"Beato sia l'Assessore in provincia
che mai sa, nè si muove e si pronuncia
che mai può nè mai fa
solitario
Assessore....alla Rinuncia".

by Virus
(ogni riferimento a persona o cose realmente esistenti è puramente casuale)

Libia. Presidente Napolitano:"Non siamo entrati in guerra".

In foto la Carta delle Nazioni Unite.

Giorgio Napolitano:"Il Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, prevede l'uso delle forze armate". Ha poi aggiunto:"Inutile ripetere cose che tutti dovrebbero sapere – ha proseguito Napolitano – la carta delle nazioni unite prevede un capitolo, il settimo, il quale nell’interesse della pace ritiene che siano da autorizzare anche azioni volte, con le forze armate, a reprimere le violazioni della pace”.

"IL VOLO" di W. Wenders a Ronco B.no. Cortometraggio su integrazione.


Segnaliamo l'inziativa che Mondo a colori di Bernareggio ha organizzato in collaborazione con La Fabbrica delle Idee di Ronco Briantino per giovedì 24 marzo 2011.
Si tratta di un cortometraggio di Wim Wenders sull'integrazione, dal titolo "Il Volo", che è stato girato in Calabria e che non è mai stato distribuito nelle sale cinematografiche. Finalmente un racconto sull'Italia dell'accoglienza.
Per l'occasione sarà il produttore del corto a presentarlo e a spiegare la valenza sociale di questo progetto.

Cari lettori di Teorema, siete tutti invitati a partecipare e a diffondere l'informazione. Di seguito la locandina.

La Redazione di Tereoma.


Nuove linee NET: emergenza trasporti pubblici a Sulbiate.


I nuovi orari dei trasporti pubblici entrati in vigore oggi a Sulbiate se da un lato riducono il numero di pulman che attraverseranno il nostro paese (forse l'unico aspetto positivo delle unilaterali scelte di NET), non risolvono efficentemente il problema e provocano gravi disservizi per tutti gli utenti.

Sulbiate è tra i comuni più penalizzati. Qui la nota che abbiamo pubblicato ieri domenica 20 marzo 2009. Le decisioni sono stata prese senza ascoltare o senza tenere in nessun conto le proposte degli amministratori locali.

La Giunta Allevi della provincia di Monza e Brianza, responsabile e competente in materia, non ha saputo svolgere il necessario ruolo di mediazione ed interlocuzione oppotuna con le realtà locali al fine di concertare insieme soluzioni efficenti, adeguate e condivise.

Pubblichiamo alcuni vecchi documenti della nostra Amministrazione che trattano di questo argomento. Proposte ragionevoli, a questo punto carta straccia sia per Nord est Trasporti, sia per la Provincia di Monza Brianza.

Estratto da Vivi Sulbiate del settembre 2009.
per ingrandire cliccare sull'immagine.




Ecco quanto proponeva la Giunta di Sulbiate nel 2009.
Fonte sito del Comune:

Sulbiate tesseramento PD 2011.


Informiamo i lettori di Teorema che in questo fine settimana il Circolo PD di Sulbiate sarà presente in piazza per l'apertura pubblica ufficiale del tesseramento 2011.

Alcuni di voi, simpatizzanti ed elettori del Partito Democratico che hanno partecipato alle Primarie, riceveranno una lettera invito dalla segreteria. Questi gli appuntamenti:

  • Sabato 26 marzo 2011 - pomeriggio - Piazza Beretta.
  • Domenica 27 Marzo 2011 - mattina - Piazza Giovanni XXIII

Il contributo minimo per aderire al Partito Democratico per l'anno 2011 è stato fissato in € 15,00, e sarà versato integralmente alla Federazione provinciale.
Eventuali liberi contributi aggiuntivi resteranno nelle casse del Circolo PD di Sulbiate per sostenere il finanziamento dell'attività politica locale (affitto sale per incontri pubblici, manifesti, lettere, locandine, acquisto materiali, attività varie...).

Pur non essendo per noi il tesserammento il momento decisivo per attestare successo o insuccesso della nostra azione politica locale, dobbiamo onestamente riconoscere che per le casse del partito è un momento molto importante.
Putroppo senza risorse sufficientemente adeguate non si può fare politica perchè non si possono realizzare tutte quelle iniziative che la nostra comunità meriterebbe.

Ricordiamo infine che il Circolo PD di Sulbiate si incontra regolarmente tutti i mercoledì in via Mattavelli 8/A, presso i locali sede della Coop. Grigna, e che da circa un mese sono attivi gruppi di lavoro tematici di approfondimento (territorio ambiente - sociale, istruzione - comunicazione, organizzazione), cui tutti possono partecipare, discutere, dialogare, confrontarsi con noi e portare il proprio contributo. Precisiamo che l'invito a partecipare a questi incontri prescinde dall'essere tesserato. Gli incontri sono aperti, inclusivi, e si rivolgono a tutti i cittadini che credono nell'importanza del confronto, del dialogo e della collaborazione, che si riconoscono nei principali Valori del centrosinistra.

Anticipiano che tra la fine di aprile e i primi di maggio (data ancora da definire) si svolgerà l'Assemblea pubblica del Circolo PD di Sulbiate. Sarà un importante momento per conoscerci ed ascoltarci di più ed insieme fare il punto della situazione.

Per chi volesse saperne di più può contattarci ai seguenti recapiti:

pdsulbiate@alice.it - o al n. 331 5417483 (segreteria telefonica).

E' possibile aderire al PD anche dal sito nazionale. Per questo fare clic qui o sulla foto del manifesto "Aderisci all'Italia che vuole cambiare" pubblicato nella colonna a lato.

Nota del Mattino del 21 marzo 2011

A cura dell'Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. LIBIA. L’INTERVENTO PER EVITARE IL MASSACRO DEI CIVILI. LA POLITICA E LE SCELTE. LA POSIZIONE DEL PD.
L’intervento in Libia per fermare il massacro dei civili, sotto l’egida dell’Onu, ha costretto tutti a prendere posizione anche in Italia, dove il governo ha dimostrato di non essere in grado di avere una posizione equilibrata e costante: ora si è messo a rincorrere la Francia per non perdere posizione in vista degli assetti futuri del Nord Africa, dopo aver tentennato a lungo tra condanna e sostegno a Gheddafi (il colonnello a cui Berlusconi ha baciato le mani).
La Lega ha reso esplicito il suo dissenso rispetto alle decisioni del governo attraverso le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli, tutte incentrate (anche in vista delle elezioni di maggio) sul tema del “no agli immigrati”. «Avrei preferito una maggior cautela e una posizione simile a quella tedesca considerando la vicinanza che abbiamo con la Libia e le possibili conseguenze di invasione di profughi e di ritorsioni terroristiche». La Lega ha avanzato con Calderoli due richieste: tutte le nazioni della Coalizione siano disposte a «prendere una quota dei profughi in proporzione alla propria popolazione residente»; «…il blocco navale sia utilizzato per impedire esodi di massa verso il nostro Paese, in particolare verso Lampedusa e la Sicilia».
La Chiesa si è schierata di fatto a sostegno dell’intervento. Il Vaticano e la Cei, ha detto il cardinale Bagnasco, sono per un intervento «prudente e corretto» quanto rapido. L`Avvenire e la Radio Vaticana si sono dichiarati a favore dell`azione. Un po’ di fermento tuttavia c’è nel mondo cattolico su questo intervento. Enrico Gasbarra, parlamentare Pd, ha chiesto libertà di coscienza sul voto.
Nichi Vendola (sempre attento anche allo scenario interno e al posizionamento tattico nel centrosinistra), dopo le prime aperture, ha scelto una posizione simile a quella della Lega. «La risoluzione dell`Onu contiene vari ingredienti e poteva essere letta in molti modi. Si è scelta la strada più rischiosa riproducendo il ciclo paradossale di impedire il massacro di civili attraverso massacri di civili».
Responsabile e non ondivaga la posizione del Partito Democratico. Il Pd confermerà in Parlamento il sostegno alla risoluzione Onu sulla crisi libica ma chiederà al governo sia di superare le ambiguità incarnate in questi giorni dalla Lega che di mettere da parte dichiarazioni bellicose, come quelle del ministro della Difesa Ignazio La Russa. Stamattina ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario. E’ probabile che già mercoledì mattina si voti in aula alla Camera una risoluzione che dovrebbe ricalcare il documento approvato la scorsa settimana dalle commissioni Esteri e Difesa con i voti di Pdl, Pd e Terzo polo. Il segretario del partito, Pier Luigi Bersani, ha confermato ieri che il Pd «è pronto a sostenere un ruolo attivo dell`Italia in Libia», dove è in corso un intervento «necessario e legale»: «Necessario – ha spiegato in un`intervista a Rainews24 - per impedire un massacro dei civili; legale perché avviene in seguito alle deliberazioni dell`Onu e dell`accordo tra Unione europea e Lega araba». Di fronte alle dichiarazioni guerriere di La Russa e neutraliste della Lega, Bersani ha detto che sarebbe meglio che i diversi ministri «stessero zitti e il governo parlasse con voce univoca in Parlamento per definire meglio il nostro profilo in questa vicenda». In una situazione così delicata «ci vuole grande fermezza, grande concerto e grande condivisione, prima di tutto nella maggioranza, e auspicabilmente anche del dialogo con l`opposizione».
Per l’Udc, Rocco Buttiglione è stato chiaro: «L`esecutivo si dimetta se non voteranno Lega e Responsabili».
I beni libici (partecipazioni societarie e altro) congelati in Italia hanno un valore di circa 7 miliardi di euro (notizia riportata oggi da diversi quotidiani).
Le ragioni che hanno spinto Barack Obama a intervenire in Libia. Lucia Annunziata su La Stampa sostiene che questa scelta è volta ad aprire le porte dell’Africa agli Usa.

2. NUCLEARE. RISCHI&PROFITTI, L’ESEMPIO DEL GIAPPONE. IL CAMBIO DI PASSO, L’ESEMPIO DELLA GERMANIA.
A parte terremoto e tsunami in questi giorni sono emerse gravi responsabilità e inadempienze della società che gestisce gli impianti nucleari di Fukushima in Giappone. Dieci giorni prima del terremoto la Tepco aveva ammesso di non avere fatto le ispezioni dovute in 33 parti della centrale e che il pannello di controllo sulla temperatura all`interno dei reattori non era stato "revisionato" negli ultimi undici anni. Ieri il presidente della Tepco ha fatto pubblica ammenda. E’ l’ennesima dimostrazione che il profitto e il conto economico non garantiscono di per sé efficienza, professionalità e sicurezza, come vorrebbero far credere i cantori del liberismo.
La Germania conservatrice di Angela Merkel è decisa ad accelerare l`addio al nucleare. Lo ha detto alla Frankfurter Allgemeine Zeitung il ministro dell`Ambiente, Norbert Roettgen, sottolineando che i «rischi residui dell`atomo» sono troppi. Secondo anticipazioni del quotidiano filogovernativo Die Welt, in maggio, seppur per revisioni, verifiche e controlli provvisori, si creerà una situazione per la quale dei 17 reattori nucleari tedeschi solo 4 saranno in servizio. Il che vorrà dire che temporaneamente, come in una simulazione di emergenza decisa per abituarsi al futuro, la più grossa e competitiva economia della Unione europea e quarta economia mondiale fermerà il 75 per cento della capacità nucleare. «Possiamo dire addio all`atomo più velocemente di quanto previsto finora, la situazione dopo il dramma giapponese è una cesura, una svolta senza ritorno», ha detto Roettgen. La grande prova d`addio all`atomo, nel paese locomotiva dell`economia Ue, arriverà tra due mesi.

3. ECONOMIA. IL PD PRESENTA OGGI A IMPRENDITORI, BANCHIERI E SINDACATI IL PROPRIO PIANO NAZIONALE DELLE RIFORME PER L’EUROPA E PER L’ITALIA (QUELLO DEL GOVERNO DOV’E’?).
Oggi pomeriggio una delegazione del Partito democratico, guidata dal segretario Pier Luigi Bersani, incontrerà le delegazioni degli imprenditori (Confindustria, Rete imprese e cioè Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani), dei banchieri (Abi), dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl). Sono di fatto gli stati generali dell’economia convocati dal Partito democratico (dato che il governo non lo fa).
A imprenditori e sindacati il Pd presenterà il Piano nazionale delle riforme messo a punto con le proposte approvate nelle tre assemblee nazionali del Pd, con le riflessioni di un gruppo di giovani economisti e con l’apporto di diversi centri di studio e ricerca. Nelle 80 pagine del documento (alla faccia di chi continua a chiedere: dove sono le proposte del Pd?) vi sono le proposte per una politica economica europea concordata anche con gli altri partiti progressisti dell’Ue e le proposte per una politica economica e industriale nazionale capace di mettere l’Italia sulla strada della riscossa. E’ un progetto alternativo a quello della destra sia sul piano europeo, sia sul piano nazionale.

4. GIUSTIZIA. LA DESTRA SFRUTTA IL CLAMORE DELLE ARMI PER COPRIRE IL LAVORIO VOLTO A SALVARE BERLUSCONI DAI PROCESSI.
Settimana decisiva per la giustizia. Coperta dal clamore delle armi in Libia, la destra cercherà questa settimana di forzare sulla prescrizione breve all’interno del provvedimento sul processo breve (che servirà a salvare Berlusconi dai processi Mills, di cui oggi si svolge udienza senza premier a Milano, e Mediaset) e di forzare anche sul tema del conflitto di attribuzione per evitare che Berlusconi debba andare di fronte al Tribunale dei ministri e non ai magistrati di Milano a rispondere per i reati di concussione e prostituzione minorile. La Repubblica: “Il blitz dei berlusconiani, seguirà la spinta imposta nella giunta per le autorizzazioni, dove tra domani e mercoledì la maggioranza già si aspetta di chiudere il dibattito, dopo la frettolosa audizione di un gruppo di costituzionalisti. Seguirà a ruota la giunta per il regolamento, presieduta da Gianfranco Fini, in cui sarà affrontato lo scoglio dell`invio in aula di una richiesta di conflitto sulla quale potrebbe anche non esserci parere unanime nell`ufficio di presidenza”. ..”alla maggioranza preme bruciare i tempi. Per il conflitto come per la prescrizione breve. Per un caso le due questioni marciano assieme. Perché giunta e commissione Giustizia, dove da domani parte il voto sugli emendamenti con la nuova norma "salva Silvio", si svolgeranno l`una a ridosso dell`altra. Pure con qualche difficoltà, visto che più d`un componente della giunta fa parte anche della commissione. Ma anche il processo breve va chiuso, perché va in aula il 28 per la discussione generale e subito dopo per il voto. Così Berlusconi potrà chiudere il caso Mills”.

5. EFFETTO TREMONTI. DOPO I TAGLI CIECHI DEL GOVERNO, COMUNI, PROVINCE E REGIONI NON PAGANO LE IMPRESE. 7 MILIARDI IN MENO.
I tagli ciechi dei trasferimenti a comuni, province e regioni hanno prodotto gli effetti che il centrosinistra denuncia da tempo. Tra questi effetti c’è il ritardato (quando non mancato) pagamento dei servizi e dei beni acquistati dalle imprese. Il Sole 24 Ore: “Tre miliardi in meno dai comuni, 500 milioni dalle province e 3,3 miliardi dalle regioni. È il consuntivo dei pagamenti ricevuti nel 2010 dalle imprese, soprattutto piccole e medie, che lavorano con le pubbliche amministrazioni territoriali, messo a confronto con i livelli dell`anno prima. Una bordata sui sistemi economici locali, che senza una (improbabile) inversione di rotta rischia di ripresentarsi quest`anno in forma ancora più secca. A certificare le fatture che sono mancate all`appello è il monitoraggio dei pagamenti pubblici del ministero dell`Economia”.

6. EFFETTO SACCONI. LAVORO A TERMINE PER TRE ASSUNTI SU QUATTRO.
Il Sole 24 Ore: “I tre quarti dei rapporti di lavoro accesi negli ultimi due anni è fatto da contratti temporanei nelle diverse forme... Le formule sono tra le più diverse: nel lavoro dipendente ci sono il lavoro a termine, la somministrazione (ex interinale), l`apprendistato; nel lavoro autonomo i contratti di collaborazione (cococo, contratti a progetto). E` ciò che emerge dalle comunicazioni obbligatorie tra il 2009 e il 2010: oltre 15 milioni di rapporti di lavoro tra primo impiego e cambio di lavoro”.
7. ASSESTAMENTO E TENSIONI AI PIANI ALTI DELLA FINANZA ITALIANA.
Oggi si riunisce il Consiglio di amministrazione di Rcs, casa editrice, tra l’altro, del Corriere della Sera. In quella sede potrebbero riaprirsi le ostilità tra il patron della Tod’s Diego della Valle e il presidente delle Generali, Cesare Geronzi.
Tra oggi e domani, Unicredit potrebbe decidere definitivamente di intervenire a sostegno del gruppo finanziario e assicurativo (il secondo in Italia con Milano e Fondiaria) della famiglia Ligresti. Alla fine di questo intervento l’Unicredit avrebbe il 7 per cento del gruppo assicurativo. E questo rappresenta un altro tassello del riassetto di potere ai piani alti della finanza italiana: attraverso Ligresti (che ha il quattro e rotti per cento di Mediobanca), l’Unicredit diventerebbe ancora più forte nell’azionariato di Mediobanca, che a sua volta è azionista di riferimento delle Generali.