28 ottobre 2011

Sulbiate, ottobre senza Consiglio Comunale. Quando si approverà il Piano Diritto allo Studio? E il PAES? Può attendere?


A questo punto entro la fine di ottobre a Sulbiate non sarà convocato nessun nuovo Consiglio Comunale. A proposito...ma non c'era da approvare tassativamente entro il 31/10 il PAES recentemente presentato alla cittadinanza?
Il sig. Sindaco e la Giunta avranno avuto, certamente, delle buone ragioni.

Ma un provvedimento, urgente e non più rinviabile è il nuovo Piano Diritto allo Studio.

Nell'ultimo C.C. del 30 di settembre era stato comunicato che sarebbe stato approvato entro la fine di questo mese.

Il Piano Diritto allo Studio è lo strumento grazie al quale le scuole reperiscono i fondi necessari per promuovere i progetti che reputano pedagogicamente validi e quindi utili per potenziare l'offerta formativa per gli alunni del nostro paese.

Il nostro auspicio, anche in considerazione dei gravi e dissennati tagli governativi che il sistema educativo in tutta Italia deve sopportare, è che, il Piano Diritto allo Studio della nostra Comunità, possa essere approvato il prima possibile.


Per approfondire il testo della legge n. 285 del 1997 - "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza"- clicca qui.

Nella lettera all'UE non vi è nulla su lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, alla criminalità organizzata.

Dario Franceschini:"Il Governo venga subito in aula a riferire".




Licenziamenti facili, i Sindacati pronti allo sciopero: "No a provvedimenti non concordati".

Post correlato: Bersani:"La lettera del Governo niente di serio. Vuole solo prendere qualche giorno di ossigeno".

Attività in Provincia di Monza e Brianza n. 32 del 2011.


Settimana dal 17 al 21 ottobre 2011.





A cura del Consigliere PD Vittorio Arrigoni.


1) Lunedì 17 ottobre ’11 in Commissione 5 la dott.sa Claudia Graziani del CRISP ( Centro di Ricerca Interuniversitario per i Servizi di Pubblica utilità- Università Bicocca) ci ha illustrato l’analisi dei flussi del mercato del lavoro in MB nel primo semestre ’11.

L’attuale è un periodo di stasi con 45.000 assunzioni e 43.000 cessazioni; a giugno le cessazioni superano le assunzioni di ben 2.700 unità. Soprattutto non si cresce come nel 2010 quando sono stati registrati 35% di assunzioni in più nel settore industriale, rispetto il ’09.

Siamo ancora sotto i livelli del 2008.

Il 2011 non cresce come il 2010 e la ripresa è trainata solo dalle esportazioni verso i paesi BRIC.

Per l’andamento delle assunzioni dovremo verificare nel secondo semestre il contraccolpo della crisi finanziaria dell’agosto ’11.

Le assunzioni a tempo determinato sono in aumento dal 33% del ’10 al 36% del ’11, mentre le assunzioni a tempo indeterminato diminuiscono dal 37% del ’10 al 34% del ’11.

Il saldo assunzioni/cessazioni è positivo per l’agricoltura e le costruzioni, è negativo nel commercio ed è in equilibrio nell’industria.

La ricercatrice ha concluso affermando che nelle province di Lecco, Bergamo, Brescia e Varese l’attività economica industriale tira di più rispetto a quella di Monza e Brianza che rivela maggiori difficoltà.

2) Martedì 18 ottobre ’11 in Commissione 9 il dott. Viscardi ha ripreso la discussione sulla quarta variazione di bilancio ’11 che riguarda alcuni adeguamenti per l’aumento dell’IVA, per la rata di acquisto della sede di via T. Grossi e per la partecipazione alla costruzione della sede della fiera di Monza. Il Tutto finanziato con l’aumento dell’IPT determinato dalla recente approvazione delle norme sul federalismo fiscale.

Viene votato il passaggio della delibera all’esame del consiglio provinciale.

Viene informata la commissione del quarto prelievo dal fondo di riserva per circa 168.000 euro di cui 119.000 per attività tiflopedagogiche e 48.000 per prestazione di servizi nel settore del personale ( rilevazione e analisi dei carichi di lavoro degli uffici).

Su questo argomento si accende una vivace discussione circa l’opportunità di un incarico esterno di consulenza.

3) Giovedì 20 ottobre ’11, in apertura del consiglio provinciale Arrigoni ha presentato una interrogazione urgente sulla drammatica situazione di Bames/Sem chiedendo notizie circa l’impegno della provincia di MB su questo problema. ( vedere testo allegato).

Teruzzi (LN) ha difeso la presenza delle sedi ministeriali presso la Villa Reale, nonostante la pronuncia del magistrato romano.

Dell’Oro (IdV) ha chiesto di conoscere con quali criteri sono stati finora elargiti i contributi a varie associazioni culturali da parte del settore cultura provinciale. Ha sottolineato la totale autonomia utilizzata dall’assessorato nella distribuzione dei contributi, nonostante l’approvazione all’unanimità di un odg che impegnava il consiglio a definire un regolamento su tale tema.

E’ ripresa poi la discussione sull’odg della LN circa l’acquisto del pacchetto di maggioranza della Milano- Serravalle spa e della richiesta di dimissioni dei consiglieri Ponti, Arrigoni e Pozzati per presunti danni amministrativi arrecati alla provincia di MB con l’approvazione dell’acquisto in questione e con la costituzione di ASAM. (vedere newsletter n° 31/’11).

L’assessore Meroni (LN) è intervenuto sottolineando di aver approvato in provincia a Milano la costituzione di ASAM e di avere criticato l’acquisto del pacchetto di Serravalle perché non adeguatamente sostenuto da supporto tecnico, vista la cifra rilevante in gioco. Propone di discutere in consiglio delle strategie della provincia di MB per ASAM.

Sono poi intervenuti diversi consiglieri della LN a sostegno dell’odg riconfermando la richiesta delle dimissioni di Ponti perché a Milano non si è opposto, a loro dire, alle delibere di GP su Serravalle e ASAM. Hanno confermato la volontà di non ritirare l’odg., nonostante la richiesta PdL.

Per il PdL sono intervenuti la capogruppo Frigerio Eleonora e il consigliere Volpe che hanno dichiarato la loro contrarietà alla richiesta delle dimissioni dei tre consiglieri e alla richiesta fuori tempo di costituirsi parte civile.

Sono poi intervenuti i capigruppo La Verde (IdV), Vergani (LC), Monguzzi (FL) dichiarando la loro contrarietà all’odg per il contenuto pretestuoso e propagandistico.

Domenico Guerriero, capogruppo PD, ha rilevato come l’odg sia una provocazione politica di pessimo gusto perché priva di fondamento giuridico e amministrativo. Il comportamento dei tre consiglieri è privo di qualsiasi rilevanza penale ed è sempre stato improntato al più assoluto rispetto della norma e della sostenibilità delle scelte amministrative fatte a suo tempo su Serravalle e ASAM

IL PD è pronto a discutere in consiglio le strategie della Provincia di MB per ASAM, cosa mai fatta finora. Annuncia il voto contrario del gruppo sull’odg della LN.

L’odg viene infine bocciato con 22 voti contrari e 8 favorevoli.

Il gruppo PD ha ritenuto opportuno che io e Pozzati, noi consenzienti, non intervenissimo nel dibattito in consiglio provinciale. Mi riservo di rendere noto prossimamente il testo del mio intervento teso a confutare l’ipotesi dei danni arrecati alla provincia di MB.

Vimercate, 24 ottobre 2011

AV

27 ottobre 2011

Dopo la "Lettera che non c'è", a grande richiesta "Il Rock di capitan Uncino".

Non sappiamo per quale ragione il post del 21 ottobre dal titolo "Il Sindaco del Paese che non c'è scrive ai consiglieri del PD" - LA LETTERA CHE NON C'E'- sia tra i più visualizzati.

Probabilmente perchè l'immagine, che abbiamo associato al testo dell'irruducibile e vecchio Capitan Uncino, suscita divertimento, simpatia e curiosità.

Un nostro lettore ha chiesto di pubblicare il video sotto riportato. Dice (anche se non abbiamo compreso bene il perchè) che può essere utile.

Quindi esaudiamo ben volentieri il suo desiderio.

Infatti, cosa sarebbe Capitan Uncino senza la sua ciurma ed il suo fedele Spugna?

Dedicato a tutte le Ciurme e di gli Spugna di questo mondo.




post correlato: ................La lettera che non c'è.
post correlato: Consiglio Comunale del 30/09/2011. Punto di svolta e di non ritorno.

Bersani:"La lettera del Governo niente di serio. Vuole solo prendere qualche giorno di ossigeno".

"A una prima lettura toni e contenuti del documento del governo non lasciano purtroppo intravedere niente di serio. (clicca qui per leggere il testo della lettera)Evidentemente l’obiettivo del governo è di prendersi in sede europea qualche giorno di ossigeno". Questo il primo commento del segretario Pier Luigi Bersani sulla lettera del governo inviata all'Ue per le riforme anti-crisi da attuare in Italia.

Dalle 14 pagine della lettera d'intenti si nota chiaramente che tutte le proposte presentate erano state già annunciate da tempo e mai realizzare. L'unica novità è rappresentata dalla mezza pagina dedicata al mondo del lavoro con l'introduzione dei licenziamenti facili e all'innalzamento dell'età di pensionamento a 67 anni.

Per Antonio Misiani, componente Pd in Commissione Bilancio alla Camera, "se fosse vera la prova muscolare che il governo mostra di voler fare sul tema dei licenziamenti, si arriverebbe alla singolare situazione che la Lega avrebbe ottenuto di mantenere l’età per i pensionamenti di anzianità mettendo però le aziende nelle condizioni di licenziare subito e in massa i lavoratori del Nord e non solo. E’ credibile una cosa del genere? Piuttosto, la lettera sembra un drappo rosso steso davanti agli occhi dell’Ue per fare capire che il governo è forte. Ma anche questo non è credibile come dimostra quanto accaduto oggi alla Camera, dove il governo è andato sotto due volte su temi tra i più vari.
La verità è che l’esecutivo è alla disperazione. Pur di restare in sella qualche settimana in più, Berlusconi è pronto a scrivere di tutto. Anche cose che, una volta tornato in Italia, sa bene la sua stessa maggioranza non gli approverebbe mai".

Per Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, "delle 14 pagine annunciate dal governo, 13 e mezzo sono di interventi già approvati ma in larga misura non attuati".

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Ma perché l’Europa dice che va bene e Bersani risponde che la lettera non è una cosa seria? Semplice. Se l’Europa avesse detto di non credere alle promesse di Silvio Berlusconi sarebbe caduto tutto il castello degli accordi, pur faticosi e operosissimi, costruiti in Europa, perché se i mercati facessero saltare l’Italia, l’Europa non avrebbe i fondi per reggere.

Quanto al contenuto delle misure previste da Berlusconi nella lettera basta leggerle. Un esempio per tutti, la odiosa materia dei licenziamenti che oggi si trova su tutti i giornali: “Entro il maggio del 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro: a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolamentazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”. Entro il maggio 2012? Un governo che ha un solo voto di differenza alla Camera, che ieri è già andato sotto due volte e che per non andare in crisi oggi ha dovuto far slittare la presentazione del decreto per lo sviluppo oltre metà novembre? Tutte le misure previste nella lettera, per quanto condivisibili o odiose, sono così: “Sarà” generalizzata la liberalizzazione degli orari dei negozi, ci “sarà” un anno di tempo per fare la riforma degli ordini, il piano delle opere pubbliche “verrà” accelerato, il decreto sviluppo “sarà” attuato nei prossimi otto mesi, entro l’anno “saranno” approvati i provvedimenti di attuazione della riforma universitaria, nel pubblico impiego “sarà” introdotta la mobilità, la delega fiscale e assistenziale da 20 miliardi “sarà” attuata.

Insomma, il governo ha conquistato qualche settimana di vita, facendo l’occhiolino alla pancia dell’imprenditoria più liberista. Per fare che cosa? Per evitare un governo di transizione, Berlusconi e Bossi non vogliono cadere prima che scatti il momento in cui potranno decidere di andare al voto in primavera con loro stessi al governo. Quel momento scatta dalla fine di novembre, quando arriverà al voto in Parlamento il decreto sviluppo. In questo modo potranno dire che le opposizioni hanno detto no e andare al voto come se fossero i difensori dell’Italia, senza dover attuare nemmeno una delle misure scritte nella lettera che, facendo buon viso a cattivo gioco, l’Europa ha dovuto accettare per buona per evitare che l’Italia di Berlusconi facesse saltare per aria tutti gli sforzi compiuti dagli altri per salvare l’euro e l’Ue.

Tutto questo non significa che non esista il problema. Al contrario, il tema del modello di sviluppo e della battaglia necessaria per far progredire in Europa un altro progetto, più attento alla società di quanto non lo siano i numerosi governi oggi egemonizzati dalle destre, è al centro delle politiche dei progressisti. Oggi e per l’Italia il punto però è un altro: questo governo ha proposto anche una norma così dura come quella dei licenziamenti sapendo bene che tanto non sarà più lì quando sarà il momento di farla passare in Parlamento.

Un modo di pattinare insomma, mentre la crisi incombe. Da qui anche il messaggio di ieri del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Nessuna forza politica italiana può continuare a governare o può candidarsi a governare, senza mostrarsi consapevole delle decisioni, anche impopolari, da prendere ora". Secondo Napolitano è ora necessario prendere misure per contenere il debito pubblico e adottare le riforme strutturali "nell'interesse nazionale e nell'interesse europeo". Per il presidente "ciascuno deve fare la sua parte, ma tutti insieme dobbiamo rispondere alle domande di attualità e alle questioni di prospettiva" che pone la convivenza nell'Unione europea.

L'Italia merita rispetto ed un futuro migliore. Il 5 novembre piazza S. Giovanni a Roma.

L'Italia è diventata lo zimbello del mondo, ma gli italiani meritano rispetto e un futuro migliore.
Per ripristinare il prestigio italiano il Pd in piazza il 5 novembre a Roma in piazza San Giovanni.


Alluvioni: 6 morti e 8 dispersi. Incalcolabili i danni. Prevenzione dimenticata.

Purtroppo , il bilancio non è ancora definitivo. Violenti piogge si sono abbattute in particolare su Liguria e Toscana. Le zone più colpite sono la provincia di La Spezia e la Lunigiana. In allerta anche anche il Friuli e il Veneto. Le perturbazioni si stanno dirigendo verso sud. Per la vulnerabilità del territorio ed il già più volte costatato dissesto idrogeologico la situazione è grande la preoccupazione.



Segnaliamo l'intervento di Mario Tozzi "Prevenzione dimenticata" pubblicato da La Stampa.
clicca qui.

26 ottobre 2011

Ecco la lettera italiana per l'Europa.



Il testo definitivo della manovra per l'Europa. Gli impegni e il calendario.

PREMESSA

L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.
La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro.
Per quel che riguarda l’Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall’inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi.
Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli.



  1. I FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA



Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l’estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l’aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell’anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell’1,5% e non dell’1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l’Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione, nel 2010 l’Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.



  1. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA



Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

  • Entro 2 mesi,la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
  • Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;
  • Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia;
  • Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

Nei prossimi 4 mesiè, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l’economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.
A riguardo, l’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa “Eurosud” e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell’Italia intera.
Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia.
Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.
Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione.
Tale piano d’azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:

  1. promozione e valorizzazione del capitale umano;
  2. efficientamento del mercato del lavoro;
  3. apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
  4. sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
  5. semplificazione normativa e amministrativa;
  6. modernizzazione della pubblica amministrazione;
  7. efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;
  8. accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
  9. riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.



  1. Promozione e valorizzazione del capitale umano

L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall’ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d’onore.
Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvatientro il 31 dicembre 2011.

  1. Efficientamento del mercato del lavoro

È prevista l’approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1. Inparticolare, il Governo si impegna ad approvareentro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.
2. Entro maggio 2012l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

  1. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale

Entro il 1° marzo 2012saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.
Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell’assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all’interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all’esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l’immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l’Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l’affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.
Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d’impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.
Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l’introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.
Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall’articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l’ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.

  1. Sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione

Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Forte impegno dell’esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano a pieno titolo nell’ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.
Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull’indebitamento della Pubblica Amministrazione.

  1. Semplificazione normativa e amministrativa

Il Governo incentiva la costituzione di “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell’U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell’atto di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo.
I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati.
I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.
Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l’attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e alla svolgimento dell’attività d’impresa. L’obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell’Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.

  1. Modernizzazione della pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l’attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.
Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche.
Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.

  1. Efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia

Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L’obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

  1. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia

Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell’opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell’opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all’ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.
Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia “reale” dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

  1. Riforma dell’architettura costituzionale dello Stato

Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

  1. Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
  2. Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.

Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:

  1. Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell’efficienza e del merito.
  2. Un disegno di legge sull’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.

A tal fine si deve ricordare che l’articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell’ambito della Costituzione.



  1. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE



Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.

La delega fiscale e assistenziale previdenziale
Il provvedimento di iniziativa governativa è già all’esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l’esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell’anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell’attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa.
In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni
Entro il 30 novembre 2011,il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica
Il Governo ribadisce l’impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l’integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l’uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine; la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.


Debito pubblico
Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l’elaborazione di un piano organico per l’abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali
Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.


Il pareggio di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all’esame della Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla “Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.

Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo monitorerà costantemente l’andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno.

  1. CONCLUSIONI



Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa.

Le dichiarazioni del Sindaco al Cittadino del 22 ottobre 2011.

Pubblichiamo copia dell'articolo de il Cittadino del Vimercatese del 22 ottobre 2011 firmato da L. Rossi.

cliccare sull'articolo per ingrandire.

Progetto Territorio ha inviato una lettera al Prefetto.


Ieri, Progetto Terriotorio, in merito ai fatti avvenuti durante il Consiglio Comunale del 30 settembre 2011, ha inviato una lettera al Prefetto.

Il Gruppo Consiliare del PD, a cui era stato chiesto di condividere e sottoscrivere, prima di decidere qualsiasi iniziativa, attende la risposta al documento del 14 ottobre che contiene precise domande rivolte al Segretario Comunale.

Per leggere la lettera recapita alla Dott.ssa Tavella e per conoscenza al Capogruppo del SI e al Capogruppo della minoranza, clicca qui.

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