L'autrice di "Accabadora" ricorda quando era studente lavoratrice, poi insegnante precaria, operaia in una centrale termoelettrica e ancora cameriera d'albergo e infine operatrice di un call center prima di arrivare ai successi editoriali. "Lei invece, signor ministro?"
Repubblica.it
Michela Murgia risponde per le rime all'ennesimo tweet offensivo di Matteo Salvini che ha definito la scrittrice, autrice del bestseller "Accabadora" e vincitrice dei premi Campiello, Dessì e SuperMondello, una "intellettuale radical chic e snob". Murgia replica al ministro dell'Interno con un lungo post su Facebook proponendogli un gioco, la "sinossi dei curriculum".
"Nel '91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale - esordisce la scrittrice - mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6,30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi".
20 aprile 2019
19 aprile 2019
Via Crucis. Suor Bonetti: Mediterraneo tomba d'acqua mentre i governi discutono
Le meditazioni della Passione scritte dalla religiosa che da anni salva dal marciapiede le ragazze costrette a prostituirsi. «Nelle vittime di tratta Gesù crocifisso di nuovo sulla strada»
Luca Liverani - Avvenire.it
«Porterò nella Via Crucis al Colosseo la sofferenza e la Passione di tante donne. Tante minorenni senza volto e senza speranze, donne usa e getta». Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, da vent'anni lotta per liberare tante donne dalla schiavitù dello sfruttamento sessuale. Ed è a lei che il Papa, tramite il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, ha chiesto di scrivere le meditazioni della Via Crucis che viene guidata come ogni anno dal Papa davanti al Colosseo. «Cristo muore ancora sulle nostre strade, ma per fortuna ci sono anche tante Veroniche che ne asciugano le lacrime, tante Marie che le sostengono nelle loro sofferenze», ha detto la religiosa, incontrando gli operatori dei media nella Sala Stampa della santa Sede.
Suor Eugenia racconta sorridendo di quando il cardinale Ravasi all'inizio di marzo le ha chiesto di scrivere le meditazioni: «Mi ha lasciato di stucco, non avevo idea di cosa scrivere. Mi ha detto: «Le do tempo per dirmi di sì, ma non mi dica di no». Dopo 24 anni in Kenya, suor Eugenia viene mandata a Torino in un centro di ascolto per stranieri. Ed è un incarico in cui inizialmente si trova a disagio.
Luca Liverani - Avvenire.it
«Porterò nella Via Crucis al Colosseo la sofferenza e la Passione di tante donne. Tante minorenni senza volto e senza speranze, donne usa e getta». Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, da vent'anni lotta per liberare tante donne dalla schiavitù dello sfruttamento sessuale. Ed è a lei che il Papa, tramite il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, ha chiesto di scrivere le meditazioni della Via Crucis che viene guidata come ogni anno dal Papa davanti al Colosseo. «Cristo muore ancora sulle nostre strade, ma per fortuna ci sono anche tante Veroniche che ne asciugano le lacrime, tante Marie che le sostengono nelle loro sofferenze», ha detto la religiosa, incontrando gli operatori dei media nella Sala Stampa della santa Sede.
Suor Eugenia racconta sorridendo di quando il cardinale Ravasi all'inizio di marzo le ha chiesto di scrivere le meditazioni: «Mi ha lasciato di stucco, non avevo idea di cosa scrivere. Mi ha detto: «Le do tempo per dirmi di sì, ma non mi dica di no». Dopo 24 anni in Kenya, suor Eugenia viene mandata a Torino in un centro di ascolto per stranieri. Ed è un incarico in cui inizialmente si trova a disagio.
16 aprile 2019
Parigi: silenzio!
“Noi siamo stati devastati dal fuoco e ogni volta siamo rinati. Accadrà anche a voi, non abbiate paura, amici!”.
Queste le parole che ci ricordano la solidarietà del Teatro la Fenice di Venezia, andato a fuoco due volte.
Quel che succede, non permette di dimenticarci del passato.
Queste le parole che ci ricordano la solidarietà del Teatro la Fenice di Venezia, andato a fuoco due volte.
Quel che succede, non permette di dimenticarci del passato.
15 aprile 2019
SettegiorniPD in Regione Lombardia
La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia
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14 aprile 2019
Indennità europea di disoccupazione. La proposta di Zingaretti
Scritto da Redazione di Monza
Ecco la proposta del segretario Nicola Zingaretti dopo gli incontri con i sindacati e con gli esponenti del mondo produttivo. Incontri segnati dagli ultimi e scoraggianti dati sul nostro paese. “l’Italia sta andando peggio e serve un cambiamento radicale delle politiche economiche”.
Una discussione propositiva e condivisa soprattutto sulle misure che saranno utili a contrastare la recessione in atto. L’allarme è alto, la recessione una realtà con cui fare i conti e le stime di crescita ridotte ormai riconosciute dallo stesso governo pentastellato-leghista preoccupanti per tutte le parti in causa.
Ecco la proposta del segretario Nicola Zingaretti dopo gli incontri con i sindacati e con gli esponenti del mondo produttivo. Incontri segnati dagli ultimi e scoraggianti dati sul nostro paese. “l’Italia sta andando peggio e serve un cambiamento radicale delle politiche economiche”.
Una discussione propositiva e condivisa soprattutto sulle misure che saranno utili a contrastare la recessione in atto. L’allarme è alto, la recessione una realtà con cui fare i conti e le stime di crescita ridotte ormai riconosciute dallo stesso governo pentastellato-leghista preoccupanti per tutte le parti in causa.
11 aprile 2019
8 aprile 2019
Basta col teatrino, Salvini e Di Maio si dimettano
Ci risparmino inutili sceneggiate mentre i cittadini e le imprese stanno continuando a pagare il dilettantismo e l’incapacità di questo governo
Di Nicola Zingaretti
Oggi per la prima volta, come noi denunciamo da tempo, il governo ha ammesso che dovranno tagliare importanti servizi ai cittadini e alle imprese per due miliardi di euro a causa della drammatica situazione in cui hanno portato i conti pubblici. Nel prossimo autunno tra clausole di salvaguardia IVA e sforamento dei conti derivanti dalla bassa crescita economica rischiamo una manovra correttiva da oltre 30 miliardi di euro. Ora basta. Così non possiamo andare avanti. Sono mesi che stiamo denunciando la gravità della situazione in cui questo governo ci ha portato e il pericolo di pesanti tagli ai servizi per i cittadini. Purtroppo il governo non sta facendo nulla per cambiare questo stato di cose. Il "decreto crescita" appare del tutto inadeguato a fronteggiare la gravità della recessione in cui è caduta l'economia italiana. Da quando sono in carica è crollata l'occupazione: 116 mila occupati in meno, di cui 88mila in meno a tempo indeterminato. L'Italia è andata in recessione e per il 2019 si prevede una contrazione dell'economia dello 0,2%, è crollata la fiducia delle imprese del 5% e quella dei consumatori è ai minimi degli ultimi 20 mesi, è diminuito dello 0,5% il reddito disponibile reale delle famiglie.
Di Nicola Zingaretti
Oggi per la prima volta, come noi denunciamo da tempo, il governo ha ammesso che dovranno tagliare importanti servizi ai cittadini e alle imprese per due miliardi di euro a causa della drammatica situazione in cui hanno portato i conti pubblici. Nel prossimo autunno tra clausole di salvaguardia IVA e sforamento dei conti derivanti dalla bassa crescita economica rischiamo una manovra correttiva da oltre 30 miliardi di euro. Ora basta. Così non possiamo andare avanti. Sono mesi che stiamo denunciando la gravità della situazione in cui questo governo ci ha portato e il pericolo di pesanti tagli ai servizi per i cittadini. Purtroppo il governo non sta facendo nulla per cambiare questo stato di cose. Il "decreto crescita" appare del tutto inadeguato a fronteggiare la gravità della recessione in cui è caduta l'economia italiana. Da quando sono in carica è crollata l'occupazione: 116 mila occupati in meno, di cui 88mila in meno a tempo indeterminato. L'Italia è andata in recessione e per il 2019 si prevede una contrazione dell'economia dello 0,2%, è crollata la fiducia delle imprese del 5% e quella dei consumatori è ai minimi degli ultimi 20 mesi, è diminuito dello 0,5% il reddito disponibile reale delle famiglie.
SettegiorniPD in Regione Lombardia
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7 aprile 2019
Arrestate lui
di Michele Santoro
Di fronte al mondo civile mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di avere un Ministro dell’Interno che si chiama Matteo Salvini. Uno che ha trasformato il Viminale, che dovrebbe essere la casa sicura di tutti, in un’agenzia di pubblicità al servizio di un partito, uno che dovrebbe garantire il rispetto della legge e invece non fa altro che violarla.
Non è il Ministro della sicurezza, è il ministro della guerra civile: trattiene impunemente gente inerme in ostaggio, si sostituisce ai magistrati nell’indicare reati, celebra processi sommari pronunciando a mezzo stampa sentenze che prevedono il carcere per chi non condivide la sua disumanità. Salvini è un pericolo per la nostra democrazia e continuare a sottovalutarne la natura eversiva è una responsabilità che non voglio condividere.
Ogni giorno che passa il suo disprezzo per le minoranze si fa più grande e minaccioso e la civile convivenza tra diversi nel nostro Paese diventa più improbabile. Dialoga con i fascisti, si presenta ai convegni dei tradizionalisti che insorgono contro i diritti civili e la libertà della donna, viola i principi su cui si basa la nostra Costituzione che ha giurato solennemente di rispettare. Se c’è uno che va processato è lui. Se c’è uno che ha invaso la nostra vita è lui. Se c’è uno che va arrestato è lui.
Di fronte al mondo civile mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di avere un Ministro dell’Interno che si chiama Matteo Salvini. Uno che ha trasformato il Viminale, che dovrebbe essere la casa sicura di tutti, in un’agenzia di pubblicità al servizio di un partito, uno che dovrebbe garantire il rispetto della legge e invece non fa altro che violarla.
Non è il Ministro della sicurezza, è il ministro della guerra civile: trattiene impunemente gente inerme in ostaggio, si sostituisce ai magistrati nell’indicare reati, celebra processi sommari pronunciando a mezzo stampa sentenze che prevedono il carcere per chi non condivide la sua disumanità. Salvini è un pericolo per la nostra democrazia e continuare a sottovalutarne la natura eversiva è una responsabilità che non voglio condividere.
Ogni giorno che passa il suo disprezzo per le minoranze si fa più grande e minaccioso e la civile convivenza tra diversi nel nostro Paese diventa più improbabile. Dialoga con i fascisti, si presenta ai convegni dei tradizionalisti che insorgono contro i diritti civili e la libertà della donna, viola i principi su cui si basa la nostra Costituzione che ha giurato solennemente di rispettare. Se c’è uno che va processato è lui. Se c’è uno che ha invaso la nostra vita è lui. Se c’è uno che va arrestato è lui.
6 aprile 2019
L’oltraggio al pane di Torre Maura
Il magnifico articolo sui fatti di Torre Maura (periferia di Roma, ma simbolo di tutte le periferie, anche di Brescia, Milano, Bari...) dell'antropologo Marino Niola, su Repubblica.
Calpestare il pane significa calpestare l’umanità. Ed è proprio quel che è accaduto martedì nel quartiere romano di Torre Maura dove una folla inferocita ha distrutto i panini destinati ai rom, ospiti indesiderati nel centro di accoglienza del Comune. Se è vero che ogni protesta legittima è possibile, questo gesto è intollerabile. Addirittura sacrilego. Perché fa scempio di quello che dagli albori della civiltà occidentale, ai cui valori si richiamano molti dei manifestanti, è il simbolo stesso dell’umano. Alimento ordinario dell’uomo civilizzato lo definiscono i dizionari. Come dire che chi oltraggia il pane si chiama automaticamente fuori dal consorzio civile. Non solo perché mal tollera che quegli “zingari”, temuti ed esecrati, sostino su quello che considera un territorio di sua esclusiva proprietà dimenticando che uno spazio pubblico è di tutti e non solo degli abitanti del quartiere. Ma soprattutto perché i trecento giustizieri, a quelle donne, a quegli uomini, a quei bambini non hanno riconosciuto lo statuto di persone. Li hanno trattati come residui ingombranti da smaltire con le buone o le cattive.
Calpestare il pane significa calpestare l’umanità. Ed è proprio quel che è accaduto martedì nel quartiere romano di Torre Maura dove una folla inferocita ha distrutto i panini destinati ai rom, ospiti indesiderati nel centro di accoglienza del Comune. Se è vero che ogni protesta legittima è possibile, questo gesto è intollerabile. Addirittura sacrilego. Perché fa scempio di quello che dagli albori della civiltà occidentale, ai cui valori si richiamano molti dei manifestanti, è il simbolo stesso dell’umano. Alimento ordinario dell’uomo civilizzato lo definiscono i dizionari. Come dire che chi oltraggia il pane si chiama automaticamente fuori dal consorzio civile. Non solo perché mal tollera che quegli “zingari”, temuti ed esecrati, sostino su quello che considera un territorio di sua esclusiva proprietà dimenticando che uno spazio pubblico è di tutti e non solo degli abitanti del quartiere. Ma soprattutto perché i trecento giustizieri, a quelle donne, a quegli uomini, a quei bambini non hanno riconosciuto lo statuto di persone. Li hanno trattati come residui ingombranti da smaltire con le buone o le cattive.
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