25 febbraio 2011

MILLEPROROGHE: IL GOVERNO VERGONA DELLE TASSE INGIUSTE!

Il prevvedimento millerporoghe che possiamo rinominare millevergogne mette le mani nelle tasche degli italiani nell'anno record della pressione fiscale.

L'intervento di E. Letta. Video.



Qui dal sito nazionale del PD troverai tutti gli aumenti introdotti: IL MILLE PROROGHE PASSA SOLO CON LA FIDUCIA.

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BLOCCATO LO SPOT DEL FORUM NUCLEARE PERCHE' INGANNEVOLE!

Il Giurì dell'Autodisciplina Pubbliciataria ha bloccato lo spot del Forum Nucleare perchè ingannevole. Qui la nota di Salvatore Barbera Responsabile campagna Nucleare Greenpeace Italia. Teorema ne aveva già parlato qui e qui.

Nota del mattino del 25/02/'11.

A cura dell'Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. IL DRAMMA LIBICO FA SCOPRIRE ALL’ITALIA CHE “IL PENSO SOLO A ME” DELLA LEGA (E DELLA DESTRA) SI PAGA CARO NEL MOMENTO DEL BISOGNO.
La guerra civile in Libia, con migliaia di morti, centinaia di migliaia di profughi pronti a fuggire verso l’Europa e migliaia di europei bloccati sulle sabbie della sponda sud del Mediterraneo, fa inorridire il mondo e mette paura per le conseguenze umanitarie ed economiche che potrà avere.
Mentre il leader libico Gheddafi lancia messaggi forsennati via tv, su iniziativa del presidente Usa, Barack Obama, si sta addirittura pensando ad una iniziativa militare umanitaria.
Il dramma libico si sta rivelando anche un dramma tutto particolare per l’Italia. Chiusi nell’ideologia del “penso solo a me”, il Nord che non vuole sentir parlare di Sud, i benestanti che non vogliono sentir parlare dei poveri, gli italiani che non vogliono sentir parlare degli immigrati e l’Italia che va per conto suo rispetto all’Europa (e fa affari con Gheddafi, Putin, Lukashenko), il governo e la maggioranza della Lega e del Pdl hanno trascinato l’Italia nell’isolamento. Ora si rischia di pagare le conseguenze di questa miopia della destra. All’Italia che chiede aiuto e solidarietà di fronte alla possibilità di un immigrazione di massa dei profughi, i paesi europei del Nord hanno risposto mettendo sul tavolo qualche milione di euro, ma rifiutandosi di prestarsi allo smistamento degli immigrati sul loro territorio.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha accusato ieri i partner europei di mancanza di solidarietà. «Non c`è nessun flusso di rifugiati in questo momento. Per favore cerchiamo di non provocarlo continuando a parlarne», ha tagliato corto il tedesco Thomas de Maziere, in perfetta sintonia con il collega austriaco, con un atteggiamento che sembra una copia esatta di quello leghista nei confronti dei problemi del Sud. Il belga Melchior Wathelet ha parlato di «timori alimentati da cifre demenziali, ma non è il caso di giocare a spaventarci tra noi». Dulcis in fundo, lo svedese Tobias Billstrom ha tenuto a ricordare che il suo paese, 9 milioni di abitanti, nel 2010 ha «concesso asilo a 32.000 persone senza colpo ferire mentre l`Italia con 6o milioni di cittadini chiede aiuto dopo che sulle sue coste sono arrivati solo 5.000 tunisini». I commenti della svedese Cecilia Malstrom, commissario europeo agli Interni: «Per ora non abbiamo visto nessuno arrivare dalla Libia. Anzi abbiamo constatato una diminuzione degli arrivi dalla Tunisia».
L’Europa ha chiuso gli occhi insomma, ma nascondendosi dietro una posizione che sa bene rappresentare una specie di contrappasso per l’Italia.

2. MILLEPROROGHE E FEDERALISMO FASULLO, LA DESTRA LASCIA L’IMPRONTA: CALANO LE TASSE PER LE RENDITE FINANZIARIE, AUMENTANO PER IMPRESE E CITTADINI. E DOPO I TAGLI ALL’UNIVERSITA’, SOLDI PER INSEGNARE IL FEDERALISMO.
Oggi la Camera dei Deputati vota la fiducia sul decreto milleproroghe, un pasticcio di tasse e favori. Se letto insieme al decreto di attuazione del federalismo municipale (un altro pasticcio che con il federalismo vero ha poco a che fare), si vede distintamente l’impronta della destra: con il milleproroghe il governo del condono ai ricchi evasori e della cancellazione dell’Ici per gli immobili di pregio ha ridotto le imposte sulle rendite finanziarie, sulle quali la pressione fiscale è già la metà di quella che riguarda dipendenti, autonomi e aziende, e ha previsto l’aumento della pressione fiscale (Imu, addizionali….il federalismo) per imprese e cittadini. Intanto si è scoperto (Sergio Rizzo su Il Corriere) che la stessa ministra Gelmini che ha tagliato i fondi all’Università ne ha stanziati di nuovi (dieci milioni di euro) per insegnare agli amministratori locali il federalismo.

3. CALCIOMERCATO IN PARLAMENTO E ATTACCO ALLA GIUSTIZIA, LE TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA DI BERLUSCONI AVVELENANO L’ITALIA.
Le tecniche di sopravvivenza al potere del presidente del Consiglio ormai sono chiare: Berlusconi ha avviato una campagna a tappeto per la riacquisizione almeno di una parte dei deputati persi con la crisi e sta preparando una spallata drammatica all’assetto del sistema giudiziario. L’obiettivo è duplice: da un lato evitare il voto, perché ha paura di essere sconfitto; dall’altro evitare di anche una sola volta di fronte ai magistrati per i quattro processi che deve subire, perché sa bene di rischiare una condanna, soprattutto nei procedimenti per corruzione.
Tre sono le notizie di ieri che possono far capire meglio che cosa sta avvenendo. La prima: Massimo Maria Berruti (da finanziere ha fatto parte del primo gruppo che ha avviato una indagine approfondita sulla Fininvest, poi è diventato un dirigente della Fininvest e infine è stato candidato ed eletto nelle liste del Pdl) è stato condannato 2 anni e 10 mesi per riciclaggio nell’ambito dello stesso processo che vede Silvio Berlusconi chiamato in causa per frode fiscale sulla compravendita di diritti tv. La seconda riguarda la giustizia. Liana Milella su La Repubblica: “Roma - Temono Napolitano su intercettazioni e processo breve, ma dopo il Rubygate e le scoperte sulla "cella" di Arcore che ha rivelato le 23 volte della ragazza marocchina dal Cavaliere, pensano a imporre una autorizzazione anche solo per rilevare proprio una cella telefonica. Vogliono incassare soprattutto la mini prescrizione, una Cirielli bis, per chiudere i processi Mills e Mediaset, ma sfidano il Colle sulla riforma della giustizia. Da via Arenula trapela, per mano dell`agenzia Ansa, una bozza shock in cui scompare l`azione penale obbligatoria, il Guardasigilli diventa il capo del Csm dei pubblici ministeri, i procuratori generali e i dirigenti delle procure vengono eletti dal popolo (è la condizione posta da Bossi per licenziare il ddl costituzionale), i togati del Csm, ridotti a un terzo, vengono sorteggiati, i laici si allargano ai due terzi, il Consiglio non può né dare pareri sulle leggi, né fare documenti di indirizzo politico. Peggio di qualsiasi possibile previsione. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, smentisce «in via assoluta» solo l`ipotesi di diventare capo di un Csm (in quello dei giudici resterebbe il presidente della Repubblica). Ma tace su tutto il resto”.
La terza, clamorosa notizia riguarda il calciomercato in Parlamento. La Repubblica: “Un bonifico di tutto rispetto:150mila euro. E la rielezione garantita. E’ l`offerta che il deputato Pd Gino Bucchino, 62 anni, medico residente in Canada, eletto nella circoscrizione Nord America, sostiene di aver ricevuto da un mediatore, un «giovane esponente di Rifondazione socialista» che ha indicato Denis Verdini quale garante dell`operazione. La contropartita richiesta? Il passaggio alla maggioranza, tra le file dei "Responsabili". Fatti, circostanze e contropartita vengono rivelati nel corso di una conferenza stampa che il parlamentare tiene a Montecitorio”….” Denuncia che apre un altro squarcio sinistro sul "calciomercato" che da settembre sta puntellando governo e maggioranza”. Pier Ferdinando Casini: “Ne posso citare venti di casi del genere”. Per salvare se stesso il presidente del Consiglio sta travolgendo tutte le regole, avvelenando la democrazia e la vita pubblica italiana.

4. IL TESTAMENTO BIOLOGICO ARRIVA IN PARLAMENTO.
Claudio Sardo, Il Messaggero: “Ai primi di marzo approderà nell`aula di Montecitorio la legge sul testamento biologico e già si annunciano battaglie cruente. L`impianto del testo è molto rigido e proclama l`obbligatorietà della nutrizione e dell`idratazione di un paziente in stato vegetativo (negando il valore di ogni sua precedente dichiarazione in senso contrario), La Chiesa sostiene la linea dura (che pure sta creando qualche dissenso nel centrodestra, tra cui spicca quello di Sandro Bondi) e i vertici del Pdl sembrano intenzionati a blindare il testo, proprio per allargare le fratture nel Pd tra cattolici e laici. L`altra sera Pierluigi Castagnetti ha riunito i cattolici del Pd per affrontare l`emergenza. L`impegno è di provare a far sintesi tra diritti personali di libertà (che comprende il sottrarsi a una cura indesiderata) e tutela della vita (che contiene il rifiuto
dell`eutanasia). L`obiettivo è definire emendamenti del Pd, che si muovano alla ricerca di una possibile sintesi”.

PETROLIO, PREZZI, TASSI: CRESCE LA PAURA DI UNA NUOVA FERMATA DELL’ECONOMIA, MA CON L’INFLAZIONE IN ASCESA (STAGFLAZIONE).
Maurizio Ricci, La Repubblica: “Dimenticate depressione, recessione, anche inflazione. Sono le paure di ieri. Adesso la paura, che evocano economisti e operatori, è la stagflazione, cioè la somma di tutti i mali possibili: produzione e redditi si fermano, ma i prezzi, invece di diminuire, come vorrebbe la teoria, continuano ad aumentare, strangolando progressivamente l`economia”.
L’Italia, anche senza crisi petrolifera, sta già in realtà con i consumi a crescita zero o quasi (lo ha comunicato ieri l’Istat sul 2010), mentre l’inflazione sta rapidamente crescendo, superando il due per cento l’anno. Ora si pone il problema delle ripercussioni eventuali del risveglio popolare nel Nord Africa e in Medio Oriente.
Il capo economista dell`Agenzia internazionale dell`energia, Fatih Birol, è stato chiaro su questo tema (Il Corriere della Sera): «Il motivo principale che fa salire i prezzi del petrolio non è tanto ciò che sta accadendo in Libia, quanto il pericolo che possa esserci una diffusione dei disordini in altri Paesi. Il prezzo che sale incorpora un premio proprio per questo rischio… La mia preoccupazione principale è che i prezzi alti siano un rischio per la ripresa economica, specialmente in un`Europa che è ancora molto fragile». Non è questione solo di approvvigionamento energetico, infatti. «Non scordiamoci degli impatti economici. All`inizio di quest`anno, quando il barile era a 90 dollari, avevo già detto che eravamo entrati in "zona pericolosa". Oggi che siamo a 115 dollari alcuni Paesi con elevata dipendenza stazionano in una zona ancora più pericolosa e, sfortunatamente, l`Italia è tra quelli». «L`Italia è più fragile di altri Paesi europei sotto il profilo della ripresa economica, e importa dall`estero quasi tutto il suo petrolio e gas. Abbiamo fatto dei calcoli che mostrano che se i prezzi si stabilizzassero sui 100 dollari al barile per il 2011 l`Italia dovrebbe pagare 50 miliardi di dollari di fattura petrolifera. È il 2,5% del prodotto interno lordo e mi sembra una percentuale importante. Se la si compara con il 2008, che è stato un anno cattivo per tutti noi, si vede che lo stesso rapporto fu del 2,3%. Ma non è finita qui: l`Italia importa anche grandi quantità di gas e il prezzo del petrolio ha un impatto anche su di esso. Secondo noi a quel 2,5% si dovrebbe aggiungere quindi un altro 1%, che porta al 3,5% del Pil l`impatto totale della bolletta petrolio e gas». «E così, e se si dovesse arrivare anche a un aggiustamento al rialzo dei tassi di interesse, che influiscono sul costo del debito, ci sarebbe sicuramente un impatto sulla ripresa economica. Per tutti, non solo per l`Italia».

LA DENUNCIA DI BUCCHINO. Video.



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Circolo PD di Bernareggio: lettera aperta, abbandono Baio.

Gli amici del Circolo PD di Bernareggio, in data 22/02 hanno pubblicato sul loro blog una lettera aperta, scritta il 21/02 indirizzata a tutti i democratici per commentare la scelta della Senatrice Emanuela Baio di lasciare il partito. Ricordiamo che Emanuela Baio è residente a Bernareggio e fino a pochi giorni fa era regolarmente iscritta al Circolo di questo paese coordinato dal democratico Daniele Zangheri. Qui il testo della lettera.

Il Circolo PD di Sulbiate si unisce agli amici di Bernareggio, sostiene il contenuto di questo documento, e condivide la necessità e l'urgenza di continuare insieme con ancora più forza, impegno e determinazione a lavorare per il progetto del Partito Democratico, rinnovando la volontà di concreta collaborazione.

Sulbiate, 25/02/'11
Maurizio Sarchielli

Immigrazione: giova al governo della paura.


Berlusconi esce dall'angolo, perchè i quotidiani devono finalmente parlare d'altro. Nonostante tutto appare più rilassato e sorridente. Cinicamente il caimano va all'incasso, e da scaltro opportunista, enfatizza il problema e per il dopo colonnello, evoca il pericolo di integralismo islamico.

Bossi invece molto concretamente, vede, fiuta l'aspetto positivo di questo grave probelma umanitario. Non esita ,secondo suo stile, a esternarlo senza pudore: "Gli immigrati? Portano voti!". L'emergenza immigrazione offre infatti al partito "padano" il solito paradigma della propaganda elettorale che finora ha sempre ben pagato: alimentare la paura del diverso e dello stranirero e proclamarsi strenuo difensore della sicurezza della nostra identità religiosa e culturale. Sono messaggi semplici che la gente ha già dimostrato di comprende facilmente. Non occorre inventare niente di nuovo. Parole che scaldano i cuori di tutti i "Lumbard".


di seguito l'intervento di Stefano Folli de Il Sole 24 ore:
Bisogna riconoscere a Umberto Bossi il merito di affermare a voce alta quello che tanti nella maggioranza pensano, ma non hanno voglia di dire. «Il rischio immigrazione aiuta Berlusconi e aiuta noi»: parole del leader leghista nel momento in cui la linea ufficiale del governo consiste nell’enfatizzare il pericolo, peraltro reale, dei clandestini in arrivo dalla Libia. Bossi sa bene quanto il tema susciti attenzione e apprensione presso l’elettorato leghista. Se poi lo si mescola alla paura che il fondamentalismo islamico s’installi a poche decine di miglia marine dalle nostre coste, ecco che la crisi libica può risolversi in un vantaggio, mediatico ed elettorale, del centrodestra. Spregiudicato e un po’ cinico, Bossi non ha perso tempo per sfruttare questa carta.
Ma nemmeno Berlusconi si è tirato indietro. I suoi richiami all’integralismo in grado di prendere campo nel dopo-Gheddafi non sono casuali. In effetti si tratta di una preoccupazione diffusa in molte cancellerie occidentali; ma nessun altro capo di governo vi ha fatto cenno in forme così esplicite. S’intuisce il motivo: evocare oggi il pericolo islamico, con la rivolta in corso e la sorte del dittatore in bilico, equivale a offrire una sponda, senza dubbio involontaria, a un regime impegnato in una feroce repressione.

Post correalto: Dichiarazioni di B. sull'amico Muammar. by Virus.





A.N.P.I. ARCORE. Per la festa della donna. DOMENICA 06/03 presente ROSY BINDI.


"La resistenza delle donne:1943-2011"

La sezione Anpi di Arcore in occasione della Festa della donna, domenica 6 marzo alle ore 9,00 presso l’auditorio della So. Ges. S. Srl, Area ex Gilera, in via Cesare Battisti (ingresso da via N. Sauro) la manifestazione: “La resistenza delle donne, 1943 - 2011”.
All’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comitato soci Coop di Arcore-Villasanta, in memoria di Antonia Maggioni, parteciperà l’on. Rosy Bindi, presidente del Pd e la presidente dell’”Internazionale socialista donne”, Pia Locatelli.

24 febbraio 2011

Bilancio Provinciale: la destra boccia tutti i miglioramenti proposti dal PD.


Allevi va contro il buonsenso, proprio quello che denunciava da consigliere comunale anti Faglia.

Capogruppo PD Domenico Guerriero: “Per ordine del Presidente Allevi la maggioranza sta andando contro il buon senso bocciando, senza neanche leggerle, proposte messe a punto dal Pd nell’interesse della Brianza. La maggioranza ha già bocciato l’istituzione dell’osservatorio sulle politiche sociali, proposte di progetto contro la dispersione scolastica e a sostegno delle famiglie numerose, sostenuti e rilanciati dai consiglieri PD Maria Fiorito e Paolo Pilotto, maggiori finanziamenti all’occupazione e alle crisi aziendali, preparati da Vittorio Arrigoni, maggiore sostegno alle fonti rinnovabili, sostenute dal consigliere Elio Ghioni, settore in cui le imprese brianzole hanno un ruolo di primo piano nel panorama nazionale...CONTINUA
FONTE SITO PD PROVINCIALE - in foto DOMENICO GUERRIERO.

€ 150.000 IL PREZZO PER COMPRARE UN DEPUTATO.


IL DEPUTATO PD BUCCHINO DENUNCIA UN TENTATIVO DI CORRUZIONE.

CASINI:" CONOSCO ALTRI 120 CASI".


ROMA
- Gli avrebbero garantito 150mila euro e la certa rielezione in cambio del salto della staccionata per passare tra i "responsabili" a sostegno della maggioranza. Gino Bucchino, 62 anni, medico, residente in Canada ed eletto nella circoscrizione Nord e Centro America nelle liste del Pd, denuncia il tentativo di corruzione subito in conferenza stampa a Montecitorio. Garante dell'operazione, nelle parole del deputato Pd, il coordinatore Pdl Denis Verdini, che subito dopo la rivelazione nega di aver mai conosciuto Bucchino. Primo, sarcastico commento di Pier Ferdinando Casini: "Perché vi stupite? Se volete vi porto altri 20 di questi esempi". Franceschini: "Bucchino è persona seria e rigorosa. Il suo è un atto di coraggio".


Bucchino rivela di avere ricevuto l'offerta da un giovane aderente a Rifondazione Socialista, che gli avrebbe fatto il nome del coordinatore Pdl Denis Verdini quale referente dell'operazione. Bucchino non fa il nome del latore della proposta, riservandosi di rivelarlo al magistrato in caso di convocazione. Racconta che il giovane lo ha contattato circa tre settimane fa, proponendogli un incontro per sottoporgli un "importante progetto".

"Ci siamo visti il giorno dopo, in piazza San Silvestro - prosegue Bucchino nel suo racconto -. Lui è andato subito al sodo, senza perdersi in troppi giri di parole: 'questo Paese è in difficoltà e, piaccia o meno, può andare avanti solo sotto la guida di Berlusconi. Nel gruppo dei Responsabili c'è bisogno di gente di sinistra, proprio come te, che mantengano le proprie idee e la loro impostazione politica".

Per piegare la sua resistenza morale, il sedicente esponente di Rifondazione Socialista gli avrebbe detto: "Non devi rinunciare alle tue idee. Ma tu nel Pd non hai incarichi particolari... Con noi puoi far sentire la tua voce... Poi ci sarà una distribuzione di incarichi...". A seguire, i 150mila euro come contributo per le spese e l'assicurazione della rielezione. "E chi me lo garantisce?" avrebbe chiesto Bucchino. E l'altro: "Denis Verdini. Ne ho parlato con lui fino alle due di questa notte".

"Io - puntualizza Bucchino - ho ascoltato e non ho detto nulla. Lui allora mi ha chiesto di pensarci su e di dargli una risposta entro 24-48 ore. Di questa faccenda poi ne ho parlato con i miei collaboratori, ho messo al corrente i miei amici e alla fine ho mandato un sms a questo esponente di Rifondazione socialista, dicendogli che non ero interessato. L'ho ringraziato e la cosa è finita lì".

Il parlamentare democratico ha deciso di non rivolgersi all'autorità giudiziaria e di aver preferito una conferenza stampa "per fare una denuncia politica. Non ho intenzione di rivelare il nome della persona che mi ha contattato. Non ho grande esperienza di queste faccende ma se venissi convocato rivelerei l'identità della persona in questione. Finora non ho voluto raccontare questa storia per un importantissimo motivo: mio padre era molto malato e avevo altro a cui pensare. Ora che purtroppo è deceduto ho denunciato l'accaduto".

Denis Verdini replica alle accuse negando di conoscere Bucchino o che qualcuno lo abbia mai contattato a suo nome. "Ancora una volta - afferma il coordinatore Pdl in una nota - si cerca di trasformare quello che dal 14 dicembre scorso è un problema politico per l'opposizione in un inesistente caso di compravendita di parlamentari. Prima ha tentato Fini, seguito a ruota dalla sinistra, oggi l'on. Gino Bucchino, cui ha subito fatto seguito Casini. Ebbene: io non so chi sia l'on. Bucchino, non so quindi chi possa averlo contattato e avvicinato a mio nome. Di certo la notizia di denaro offerto in cambio di adesioni a gruppi che sostengono la maggioranza di governo è totalmente destituita di fondamento. E avverto fin d'ora che denuncerò chiunque propaghi certe menzogne. Quanto all'on. Casini, faccia i 20 nomi che dice. Sono qui che aspetto di leggerli".

Pronta la controreplica del leader Udc. "Se Verdini intende polemizzare su una battuta fatta in Transatlantico - dice Casini - liberissimo di farlo. Per quanto mi riguarda, per costume personale ho sempre usato le armi della politica e di un'etica pubblica che l'onorevole Verdini farebbe bene a rispettare. La denuncia, assai grave, l'ha fatta l'onorevole Bucchino e a lui si rivolgano gli amici del Pdl se hanno qualcosa da dire".

Cadono dalle nuvole anche quelli di Rifondazione Socialista, il movimento politico fondato da Filippo Fiandrotti, ex deputato lombardiano torinese. Ed è proprio Fiandrotti a smentisce categoricamente. "Diffido chiunque dall'usare il nome di Rifondazione Socialista - dice, interpellato al telefono -. Bucchino? ma chi è 'sto pazzo... Quel che dice questo signore è impossibile. Rifondazione Socialista l'ho fondata io e, a onor del vero, non esiste neppure più. Siamo confluiti nel Pd come componente culturale, con Fassino e Valdo Spini". Ma allora cos'è avvenuto? "Probabilmente qualcuno usa il nostro nome per fare i comodi suoi".

Ed ecco Mario Pepe, il deputato Pdl che, per la maggioranza, ha 'orchestrato' in Transatlantico la nascita dei Responsabili: "Bucchino non è mai stato nell'elenco" di quei "malpancisti" dell'opposizione da contattare. "Non so chi è - dice Pepe -, non so dove è stato eletto, non so nemmeno che faccia ha. E poi, perché proprio ora che la maggioranza si è già rafforzata? Che senso ha?".

Anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, accorre in soccorso di Verdini. "Non conoscevo questo Bucchino e penso che dica cose assolutamente false - dichiara Gasparri -. Non fa nomi e fa delle affermazioni un po' strane".

A garantire sulla credibilità di Gino Bucchino interviene il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini. "E' una persona seria e rigorosa. La sua denuncia è un atto di coraggio e fornisce la prova della vergognosa campagna messa in atto per ricostruire numericamente una maggioranza che la politica ha già demolito".

(24 febbraio 2011)

"OLTRE". Il nuovo slogan del PD.


La nuova campagna di comunicazione
del Partito Denicratico.
Dopo esserci "rombaccati le maniche"....
è giunto il momento
di guardare

OLTRE...

i nuovi manifesti: