1 aprile 2011

Il Presidente Napolitano procede ad una "ricognizione".


Il presidente Napolitano ha convocato ieri i capigruppo di PDL, PD e UDC. Oggi toccherà a Lega è IDV. E' una decisione che lascia intendere quanto sia aumentato al Colle la preoccupazione in ragione dei livelli che ha raggiunto lo scontro in Parlamento.

La situazione è senza precedenti, il punto è come uscirne, prima che la situazione precipiti.

Impossibile prevedere lo sbocco della "ricognizione". Probabilmente ci sarà un richiamo solenne rivolto ai protagonisti di questo pericolisissimo scontro politico istituzionale.


Dopo i gloriosi momenti appena trascorsi per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, la dolorosa realtà. L'Italia è un paese spaccato e diviso dalla prepotenza e dall'arroganza di questo non-governo di destra che al posto di occuparsi delle urgenze si preoccupa esclusivamente degli interessi di uno solo.
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I pendolari arrabbiati a Sulbiate accolgono l'Assessore Giordano PDL della provincia di MB.


Sulbiate 01/04/2011. Ieri sera una cinquantina di persone ha pacificamente manifestato, rabbia ed indignazione, per i disagi dovuti agli indiscriminati tagli dei trasporti pubblici, direttamente all'Assessore Francesco Giordano PDL della Provincia di MB che partecipava a Sulbiate, accompagnato dal tecnico arch Infosini all'incontro organizzato dal coordinamento locale PDL dal tema "La provincia di Monza e Brianza e la Pedemontana".

Se escludiamo gli addetti ai lavori i manifestanti, che non sono entrati ad ascoltare l'incontro, erano superiori alle persone presenti in sala.

Insieme al gruppo contestatore, il
Sindaco Colombo di Mezzago, il Sindaco Stucchi e l'Assessore Fassina di Sulbiate.

Giordano, brevemente, ha voluto precisare di essere convenuto a Sulbiate per parlare di Pedemontana.

I sindaci, Colombo e Stucchi, in piazza del mercato vicino all'auditorium, si sono confrontati a lungo con gli utenti dei trasporti pubblici molto arrabbiati.


All'esterno della sala in cui Giordano teneva l'incontro sono stati appesi alcuni striscioni.




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Nota del mattino del 04 aprle 2011.

1. GIUSTIZIA. VINCE LA TENACIA DEL PD. CAPORETTO DELLA DESTRA. E LA BATTAGLIA CONTINUA IN PARLAMENTO E NELLE PIAZZE. PROSSIMA SETTIMANA DECISIVA. BERLUSCONI RIPROVA A SVIARE L’ATTENZIONE DA PROCESSI E NORME CON IL TRUCCO CON UN ALTRO SHOW: A TUNISI.
La tenacia e la fermezza del Partito democratico, dentro e fuori al Parlamento, hanno permesso alle opposizioni di sconfiggere il tentativo di approvare in fretta e furia una leggina sulla prescrizione breve che avrebbe messo Silvio Berlusconi al riparo dalla condanna per corruzione nel processo Mills. Per la destra, che ha dimostrato incapacità tattica e di tenuta, i due giorni di dibattito alla Camera, con intemperanze, insulti e nervosismi, sono stati una Caporetto. Ma la partita non è finita. La prossima settimana riprende il dibattito sul processo breve (compresa la
prescrizione breve) e si dovrà votare anche per il conflitto di attribuzione, cioè per sollevare o no presso la Corte Costituzionale il problema di trasferire il processo per concussione e prostituzione minorile nei confronti di Berlusconi dal tribunale di Milano al tribunale dei ministri. Lunedì (giorno in cui il presidente del Consiglio aveva promesso che sarebbe tornato in tribunale per il processo per evasione fiscale Mediatrade) Berlusconi si recherà a Tunisi per parlare di immigrazione. Si prevede un altro show mediatico per coprire di fronte all’opinione pubblica i processi e la discussione parlamentare sulle leggi ad personam. La Repubblica: “Bersani indica la via della «piazza e del Parlamento». «Dobbiamo stare in tutti e due i luoghi. Combatteremo alla Camera anche martedì sul conflitto di attribuzione per il processo Ruby. Prepariamo le notti bianche 1`8 aprile su scuola e democrazia. A Napoli, Torino, Milano e Bologna». E Bersani spedisce una lettera a Casini e Di Pietro per un`azione comune della minoranza sui tg Rai: monitoraggio costante per denunciare omissioni e censure.
La replica dell` Udc e dell`Idv è positiva. «Aderiamo», dice il centrista Roberto Rao. L`opposizione prova a marciare unita”.
Rosy Bindi: “Il rinvio alla prossima settimana del processo breve è una sonora sconfitta dell'arroganza di questo governo e questa maggioranza. E' stata premiata la determinazione delle opposizioni e la fermezza della battaglia condotta dal Pd nell'aula di Montecitorio e con la mobilitazione dei cittadini in difesa della Costituzione e della legalità. La nostra battaglia continuerà, noi non ci fermiamo e non ci saranno più settimane ordinarie di lavori parlamentari”.
Unità. Intervista a Dario Franceschini, presidente del gruppo parlamentare del Pd alla Camera. “Una sconfitta totale della maggioranza, una resa incondizionata. Dopo due giorni di fuoco sono stati costretti a rinviare la prescrizione breve. Sono riusciti solo a dimostrare una volta di più qual è la loro vera priorità: Berlusconi e i suoi processi. I problemi del Paese vengono dopo». Dario Franceschini, presidente dei deputati Pd, risponde a l`Unità appena uscito dal Quirinale, dove è stato ricevuto dal presidente Napolitano insieme alla collega Anna Finocchiaro. Cosa insegna questa due giorni di battaglia parlamentare rispetto al come fare opposizione? E una fase che richiede un di più di intransigenza? «Non è una fase che richiede modalità diverse: un grande partito deve costantemente tenere insieme una
parte propositiva e una di contrasto duro quando si vedono abusi totali come quelli di questi giorni: di fronte a tali violazioni delle regole l`opposizione deve diventare intransigente, senza timore che questo annacqui il messaggio riformista. E questo produce risultati: dopo due giorni di "fuoco" da parte nostra, ieri hanno rinviato le norme sulla prescrizione di cui solo mercoledì era stato chiesta con un voto l`anticipazione. Hanno gettato il Parlamento nel caos, dando al Paese l`immagine di una maggioranza che in cima a tutto mette i processi di Berlusconi: dal conflitto di attribuzione sul caso Ruby fino alla prescrizione. Se c`è tempo poi
viene tutto il resto». Nel Pd si è chiuso il dibattito sull`Aventino, cioè l`idea di abbandonare i lavori del Parlamento? «È chiuso. Capisco che possa avere un effetto evocativo, ma di Aventino nella storia italiana ce n`è già stato uno, e mi pare che sia bastato. Da li è partito il Ventennio fascista. Questi due giorni hanno dimostrato che l`opposizione deve stare in aula, quando c`è lo scontro non si abbandonano i posti di combattimento. E se l`opposizione combatte tutta unita, dall`Idv fino a Fli, i risultati arrivano. Se ce ne fossimo andati, Pdl e Lega avrebbero approvato la prescrizione breve in un`ora e mezzo. Finché io sarò capogruppo, il Pd starà in aula a combattere, usando tutti gli strumenti previsti dal
regolamento». Esclude anche l`ipotesi di dimissioni di massa? «È un altro argomento evocativo, ma non abbiamo nessuna intenzione di lasciare campo libero a Berlusconi. Non scherziamo, e poi se ci dimettessimo subentrerebbero i non eletti. Siamo stati votati per fare opposizione, non bisogna farsi trascinare da ondate emotive. Di fronte ai rischi che corre la democrazia c`è bisogno sia del nostro lavoro in Aula sia di una mobilitazione civile e pacifica nel Paese. Non sono alternative, sono complementari». Oggi nel Pd è riaffiorata l`idea che con questi numeri il governo non finirà la legislatura...
«Lo diciamo dal 14 dicembre: hanno una maggioranza in grado di reggere solo sui "grandi eventi", e cioè voti di fiducia e leggi ad personam. Su tutto il resto non sono in grado di garantire la presenza in aula dei membri del governo. Così condannano il Parlamento alla paralisi, non hanno più i numeri per affrontare i problemi del Paese». Si è discusso spesso delle presenze in aula dell`opposizione. A volte le assenze hanno salvato il governo... «Il nostro gruppo ha il record delle presenze, con una media oltre il 95%. Poi ci sono le malattie, o gli eventi imprevedibili. Ma sono orgoglioso di come si comportano i miei deputati. Nella aggioranza invece hanno i nervi a fior di pelle perché hanno capito che non ce le fanno a governare: mercoledì il ministro della Difesa che insulta il presidente ella Camera e l`opposizione, ieri il ministro della Giustizia che scaglia il tesserino contro i banchi dell`opposizione...». Torna a tirare aria di elezioni? «Non dobbiamo ricominci are a parlare di alleanze. Per il momento basta che le opposizioni si muovano insieme in Parlamento e comincino a fare anche delle iniziative comuni nel Paese, coinvolgendo anche chi sta fuori dal Parlamento come Sel. A Cortona ho parlato di "Patto delle opposizioni": di fronte ai rischi corre la democrazia deve prevalere l`idea che siamo in emergenza democratica. Cosa deve succedere ancora prima che ce ne accorgiamo? Quali altri abusi? Di fronte a un`emergenza, anche degli avversari, che forse torneranno ad esserlo, devono costruire un percorso comune». Oggi pomeriggio (ieri, ndr) la Lega è sembrata andare per conto suo sull`ordine del giorno della Camera. Ha colto segni di "sganciamento" dal Pdl? «Nessuno sganciamento. Nelle vicende fondamentali si dimostrano sempre servitori fedeli del Capo. Erano tutti in aula, compreso Bossi, a votare per una legge che non influisce
solo sui processi di Berlusconi, ma sui reati comuni. Un incensurato che commette una rapina, un furto o una violenza carnale avrà uno "sconto" sulla prescrizione. Alla faccia della sicurezza di cui si riempiono la bocca...». Fine del dialogo sul federalismo fiscale? «Su quel tema continuerà il nostro lavoro di merito per migliorare i decreti o almeno contenere il danno. Sono regole che riguardano il futuro del sistema Paese, non ci possiamo sottrarre».

2. NAPOLITANO RICHIAMA IL PARLAMENTO. IL PDL VA IN FIBRILLAZIONE PER LE GUERRE INTERNE. BOSSI SCAMBIA IL SOSTEGNO ALLE LEGGI SALVA-BERLUSCONI CON LA POSSIBILITA’ DI METTERE LE MANI SU FINMECCANICA, ENEL & CO. E CASINI NON ESCLUDE CHE A GIUGNO…
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiamato i capigruppo parlamentari per sollecitare il ritorno a comportamenti più rigorosi in Parlamento.
Il Pdl intanto sta andando in fibrillazione. Il gruppo dei deputati e dei senatori vicini all’ex ministro Scajola è pronto a dare battaglia per far cadere il ministro Ignazio La Russa e scalzare le posizioni conquistate dagli ex An. I cosiddetti responsabili sono in tensione perché non hanno avuto tutto quello che speravano dal sostegno al governo. La situazione della maggio ranza non è stabile, al punto che Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, comincia a intravedere qualche crepa. Il Corriere della Sera. Intervista a Casini: «Sulla giustizia c`è una questione di serietà. Berlusconi aveva detto a tutti, compreso il capo dello Stato, che si sarebbe difeso nei processi, che avrebbe affrontato la riforma costituzionale, poi non passano dieci minuti e ritornano alla carica con le norme ad personam. C`è un disagio fortissimo di tutti su questo». Di tutti, in che senso? «Anche nello stesso partito di Berlusconi. Ormai, il Pdl è come il partito comunista polacco dopo la caduta del Muro di Berlino: non sanno vedere un nuovo equilibrio, ma non riescono più a difendere il vecchio». Lei dice che così non si può più andare avanti: ci sarebbero i tempi per sciogliere le Camere e andare a votare già prima dell`estate? «I tempi tecnici ci sono».
La Lega invece sta cercando di incassare dal sostegno alle leggi vergogna, più che la bandiera del federalismo, poltrone nelle aziende a partecipazione statale. Da Mf: ”...da parte lumbard è stata avanzata una richiesta che ha lasciato stupiti gli uomini del Tesoro. La domanda avrebbe riguardato la possibilità di cambiare gli statuti delle società sotto rinnovo, per aumentare il numero dei consiglieri e, soprattutto, le vicepresidenze….Il Senatur, come si diceva, vuole un amministratore delegato e ora che della partita non sembra più far parte Massimo Ponzellini, riconfermato nelle liste per il cda d`Impregilo, il cavallo su cui puntano i lumbard è Giuseppe Orsi, attuale ad di AgustaWestland, che il Carroccio vorrebbe alla guida della control lante Finmeccanica ….Per far digerire alla Lega una poltrona sì operativa, ma in condominio, potrebbero essere messa sul tavolo almeno una presidenza di peso, visto che gli amministratori delegati di Enel (Fulvio Conti), di Eni (Paolo Scaroni) e Tema (Flavio Cattaneo) verranno confermati in blocco. Il Carroccio ha una candidato per ognuna delle tre società, all`Enel corre l`ex sindaco di Busto Arsizio Gianfranco Tosi, che siede nel cda del gruppo elettrico dal 2002. Per l`Eni c`è in pista Andrea Colombo, già presidente del collegio sindacale, dal 2008 consigliere del Cane a sei zampe (come anche di Mediaset, Interbanca e Ceresio sim). Per Terna, invece, il candidato è l`attuale sottosegretario alle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli”.

3. DISASTRO IMMIGRAZIONE. DERAGLIA L’OPERAZIONE PAURA. MARONI NON RIESCE A GESTIRE L’EMERGENZA: COMANDA MA LE REGIONI SI IMPUNTANO E FANNO PIANI ALTERNATIVI.
L’incapacità del governo ad affrontare davvero l’emergenza immigrazione è vidente. “Quando ci fu la crisi del Kosovo arrivarono 30 mila immigrati e nessuno vide le scene terribili che stiamo vedendo in questi giorni” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Se vogliono fare sul serio, siamo disponibili a collaborare. Se al contrario vogliono fare solo
propaganda, il governo se la sbrighi da solo”. Il governo ha di fatto deciso senza consultarsi con le regioni la ripartizione di tutti gli immigrati (mentre l’accordo con i governatori riguardava solo i rifugiati). Un’operazione di imposizione e comando, più che di governo. Dalla Toscana è arrivato uno schiaffo morale e di dimostrazione di capacità organizzativa: “Pronti ad accogliere gli immigrati previsti, ma dove e come distribuirli lo decidiamo noi, certo non tutti concentrati dentro un campo con la doppia recinzione”.

4. TREMONTI FA RINASCERE LE PARTECIPAZIONI STATALI CON LA SCUSA DI SALVARE PARMALAT. PERO’ SULLA POLITICA INDUSTRIALE IL GOVERNO NON E’ IN GRADO DI DIRE UNA PAROLA.

Con la scusa di salvare Parmalat, il ministro dell’Economia mette in campo la Cassa Depositi e prestiti, controllata dal Tesoro e dalle fondazioni bancarie. Di fatto, si sta dando luogo a una riedizione dell’Iri, l’Istituto per la ricostruzione industriale, nato dalle crisi bancarie degli anni 30 e che è stato l’emblema delle partecipazioni statali per tutto il dopoguerra, fino alle privatizzazioni. Un modo sbagliato di affrontare il problema, da parte di un governo che non è in grado di avere una politica industriale.

5. PACCO BOMBA. UNA MALEDIZIONE ITALIANA: APPENA LA SITUAZIONE POLITICA SI RIMETTE IN MOVIMENTO, ARRIVANO GLI ATTENTATI.
Puntuale all’appuntamento con una fase di crisi politica è arrivato purtroppo l’ennesimo attentato. Ieri un pacco bomba ha ferito gravemente il capo di stato maggiore della Folgore, a Livorno. La rivendicazione è stata fatta dalla solita sigla anarchica.

6. L’INFLAZIONE MORDE. TASSI DI INTERESSE IN CRESCITA. E I BUCHI DELLE
BANCHE IRLANDESI RISCHIANO DI SCATENARE LA BUFERA.
L’inflazione ha toccato il 2,5 per cento in Italia su base annua. Anche nel resto dell’Europa i prezzi al consumo stanno crescendo. Questo significa che la banca centrale europea deciderà presto l’annunciato aumento dei tassi di interesse. Altre brutte notizie sono arrivate ieri.Le banche irlandesi hanno un buco di 24 miliardi di euro. L’Irlanda avrà bisogno di altri aiuti. Problemi che si vanno ad aggiungere a quelli di Portogallo, Grecia, Spagna. Dal Corriere della Sera: “Tutte queste incertezze non fanno che aumentare il nervosismo dei mercati intorno ai Paesi più fragili…Il rendimento dei titoli di Stato irlandesi ha toccato il 10,18%; quello dei titoli portoghesi l`8,149. Sono tassi a lunga scadenza insostenibili, secondo gli esperti. E c`è anche l`allarme che giunge dallo spread, la differenza di rendimento fra i bond decennali portoghesi e i Bund omologhi tedeschi: ormai supera il 5%. Lisbona ha annunciato che il suo deficit di bilancio tocca l`8,6% del Pil, oltre un punto in più del deficit previsto dal governo. Il quadro lo completano le agenzie di rating: Moody`s minaccia declassamenti a Dublino (oggi a quota Baa), Standard &Poor`s avverte che potrebbe togliere l`Irlanda dalla fascia «A». Forse è cominciata una primavera di tempeste”.

31 marzo 2011

In parlamento è guerriglia. Ileana Argentin in prima linea.


Anche questa mattina aula è stato il caos. Alla ripresa dei lavori troppe assenze tra i banchi della maggioranza. A nulla è valso il soccorso di alcuni ministri che hanno lasciato il loro consiglio per evitare il peggio. Mentre l'Europa è sconvolta dalla crisi Libica il ministro degli Esteri Frattini è costretto a rimanere in parlamento. Il governo va sotto. Si deve aprovare il processo verbale che doveva registrare lo scomposto il vaffa.... di ieri con cui è stato appellato il Presidente Fini dal Ministro La Russa in evidente crisi isterica. Il ministro Alfano, quello che aveva garantito l'imminiente riforma epocale della giustizia e che non si sarebbe affrontato il processo breve per evitare speculazioni, stizzito in disprezzo del parlamento getta il suo tesserino tra i banchi dell'opposizione.

Un giornale lanciato dai banchi della maggioranza colpisce il presidente Fini.

Non è mai accaduto niente di simile!

Siamo curiosi di vedere la cronaca edulcorata che ne faranno i telegiornali asserviti al padrone questa sera.

Il ministro La Russa con le escandescenze di ieri ha rubato la scena a Berlusconi sceso a Lampedusa con l'evidente intento di distrarre l'opinione pubblica grazie al nuovo miracolo mediatico della risurrezione dell'isola liberata dai migranti.

Il presidente del Consiglio con qualche regalo e generosa concessione è certo di nascondere la vergogna degli immigrati.

La battaglia dei nostri parlamentari per difendere la Giustizia continua. Il processo breve slitta .

La Deputata Argentin, interviene per dununciare un gravissimo attacco di un deputato della destra e mentre parla è insultata da un leghista con queste disprezzabili e vergognose parole: "falla stare zitta quella handicappata del c....":


Lega dura con i deboli, debole con in forti. Bersani e Franceschini pronti alla battaglia, dentro e fuori il parlamento.


Mentre Berlusconi ieri,recitava la parte del salvatore della patria e generoso dispensatore di miracoli, a Montecitorio i suoi servitori accelleravano l'iter del porcesso breve. In in quel momento la destra schierata compatta in tutti i suoi ranghi, ministri compresi per garantiere inumeri, accellerava l'iter per approvare "la madre di tutte le leggi ad personam", il processo breve, necessario per proteggere l'imputato, capo del governo Silvio Berlusconi, dai processi a suo carico in corso di svolgimento.
La Lega supinamente avalla questa forzatura.
La sua approvazione provocherà la liberazione di un grande numero di criminali. Un imputato di violenza carnale, se incensurato, avrà la prescrizione breve. La Lega, il partito della "sicurezza", delle "ronde", oggi si carica di un enorme responsabilità. Cosa racconterà ai suoi elettori?

Ieri: "fora dai ball", per i migranti, in cerca di fortuna in fuga da guerra e povertà.

Oggi: "fora dai processi" per i delinquenti ed un miliardario imputato. Il Partito democratico non ci sta. E' scontro aperto.


Dichiarazione di Dario Franceshini. "Vergogna, volete solo salvare Berlusconi !".



Pier Luigi Bersani "Stiamo combattendo dentro e fuori il parlamento. E' in atto un colpo di mano per salvare Berlusconi".

Mezzago: Il solare fotovoltaico sul tetto di casa.

Iniziativa patrocinata dal Comune di Mezzago nell'ambito delle attività connesse al "Patto dei Sindaci" per la sostenibilità ambientale.
Il nostro documento discusso recentemente con la nostra Amministrazione.

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C.A.I. Sulbiate: "Incontri informativi di avvicinamento alla Montagna"

C.A.I. Sulbiate
"Fabio Cavenago"

propone

INCONTRI INFORMATIVI di
AVVICINAMENTO alla MONTAGNA
aperti a tutti


1° appuntamento
Venerdi
1 Aprile 2011

Meteorologia
e Orientamento


ore 21
presso locale Gruppi e Associazioni

via Madre Laura 1, Sulbiate
(locale sotto la biblioteca)


ingresso libero


Apertura straordinaria sede CAI
via Don M. Ciceri 2
Mercoledi 6 e 13 Aprile
dalle ore 20.45 alle 22.30

fonte Sulbiatenews

La nota del mattino del 31 marzo 2011

1. LA REAZIONE DEL PD FRENA LA SPALLATA DELLA DESTRA CHE VOLEVA IN UN SOL GIORNO PRESCRIZIONE BREVE, SPARTIZIONE DELLE POLTRONE E RILANCIO DEL CAPO CON LO SHOW A LAMPEDUSA. BERSANI E BINDI ARRINGANO I MANIFESTANTI. LA RUSSA PRIMA PROVOCA E POI FA UN AUTOGOL. “E’ una vergogna. Faccio appello a tutte le forze dell’opposizione per fare fronte comune contro lo sfregio alla Costituzione italiana e alla democrazia”. In piedi su una scaletta e con un megafono in mano, il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha parlato ieri pomeriggio alla folla riunitasi di fronte a Montecitorio per protestare contro il tentativo della maggioranza di approvare in fretta e furia la prescrizione breve. Il sit in era stato convocato dallo stesso Pd in mattinata dopo che la maggioranza aveva votato l’inversione dell’ordine del giorno dei lavori della Camera per imporre l’immediata discussione sul cosiddetto processo breve. “E’ una vergogna -ha ripetuto ancora Bersani - che quelli della Lega che predicano rigore e moralità poi votino provvedimenti destinati a lasciare in libertà molti delinquenti. Andremo in tutti i luoghi del Nord per denunciare questo comportamento. Combatteremo fino alla fine con tutti gli strumenti parlamentari, faremo opposizione dentro e fuori il Parlamento”. La reazione del Pd, la passione e la determinazione della folla accorsa davanti a Montecitorio, la battaglia parlamentare hanno frenato ieri la spallata che la destra aveva studiato ogni particolare per chiudere la partita su più fronti. Ieri mattina, prima di partire per Lampedusa e prima che alla Camera la maggioranza chiedesse di mettere subito in discussione il processo breve, compresa la prescrizione breve, il capo del governo si è riunito con il ministro Giulio Tremonti, con il sottosegretario Gianni Letta e con il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, per mettere a punto la mappa delle nomine nelle aziende dove lo Stato ha ancora forti quote azionarie o è addirittura l’unico proprietario: Eni, Enel, Poste, Ferrovie, Terna, Finmeccanica. Fortissime le pressioni della Lega, intenzionata a mettere propri uomini in ogni posto disponibile. Poi, partenza per Lampedusa, dove Berlusconi ha preparato con cura il solito show, compreso l’acquisto di una casa (aveva fatto la stessa cosa dopo il terremoto in Abruzzo), le rassicurazioni sul superamento dei problemi in tre giorni, fino al punto da promettere la creazione di Casinò, campi da golf, scuole, perfino ripittura delle case sullo stile di Portofino. Lo show aveva lo scopo di rimettere Berlusconi in sintonia con la pancia del proprio elettorato e nello stesso tempo di coprire mediaticamente il blitz alla Camera per salvare il presidente dai processi. Ma la tempestività, la passione e il clamore delle proteste hanno rotto il giocattolo, svelato la posta in gioco e innervosito gli uomini della destra, tanto da spingerli a farsi un autogol. Ieri i manifestanti di fronte a Montecitorio sono stati lasciati avvicinare al portone principale della Camera, fatto davvero singolare (di solito la polizia non lascia oltrepassare lo sbarramento delle transenne). Il presidente del gruppo parlamentare democratico, Dario Franceschini, ne ha chiesto pubblicamente conto alle forze dell’ordine. Ignazio La Russa, ministro della Difesa, è uscito ostentatamente nel momento di maggior pressione della folla. Lo stesso hanno fatto Daniela Santanché e il leghista Gianluca Bonanno. E sono stati accolti con polemiche e lancio di monetine. La Russa è rientrato in aula per fare a sua volta uno show sui manifestanti e il centrosinistra, ma non è riuscito a controllarsi, ha urlato, inveito, ha perfino mandato a quel paese il presidente Gianfranco Fini. Un autogol. La seduta della Camera è stata sospesa. Tg e quotidiani sono pieni di articoli e servizi sulle proteste contro Berlusconi e sullo spettacolo indecente offerto da un ministro in aula. Il viaggio di Berlusconi a Lampedusa è stato capito per quello che era. E il governo ha continuato anche a perdere pezzi, perché il sottosegretario Mantovano si è dimesso in polemica con la gestione dell’emergenza immigrazione. 2. LA BATTAGLIA NON E’ FINITA. NOMINE ENTRO LUNEDI’. CI SARA’ LA FIDUCIA SULLA PRESCRIZIONE. IL 5 VOTO IN AULA SUL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE SU RUBY. DENTRO E FUORI LE AULE L’OPPOSIZIONE DURA DEL PD, MENTRE IL GOVERNO PERDE PEZZI E CROLLA NEI SONDAGGI. Il blitz è stato fermato. Ma la battaglia non è finita. Se Berlusconi non ottiene la prescrizione breve, ci sono molte possibilità che venga condannato nel processo Mills, che tra leggi e leggine finora è riuscito ad evitare: è accusato di aver corrotto con 600 mila dollari l’avvocato Mills per garantirsi l`impunità nei processi All Iberian e Gdf. Mills, già fino alla Cassazione, è stato riconosciuto colpevole di corruzione giudiziaria e condannato a risarcire 250 mila euro allo Stato, anche se prescritto. La posizione di Berlusconi è stata invece stralciata dapprima per l’intervento del Lodo Alfano. Poi, bocciato il Lodo Alfano dalla Corte Costituzionale, il processo è ripartito. Ma il Parlamento ha varato il provvedimento sul legittimo impedimento. Dopo nove mesi di stop forzato, sempre la Corte Costituzionale, due mesi fa, ha in parte riformato la legge. Da allora in aula per l`affaire Mills si è tornati solo per due udienze. Senza la prescrizione breve si arriverebbe alla conclusione del processo. Se la nuova norma sulla cosiddetta «prescrizione breve» dovesse passare il vaglio della Camera, al processo mancherebbe invece il tempo per arrivare alla conclusione. Come in altri casi, tutto cadrebbe in prescrizione. Per questo Berlusconi ha imposto la spallata. Sul processo breve e la prescrizione breve non è escluso che ora il governo e la maggioranza si apprestino a mettere il voto di fiducia. Ieri intanto, l’ufficio di presidenza della Camera ha stabilito che il 5 aprile (il giorno precedente alla prima udienza per il processo per concussione e prostituzione minorile nel caso Ruby) l’aula della Camera voti sulla richiesta di passare il processo dal tribunale di Milano al tribunale dei ministri con una motivazione incredibile: quando Berlusconi ha telefonato alla Questura di Milano credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Nel frattempo governo e maggioranza si apprestano a forzare la mano per le nomine nelle aziende a partecipazione statale e anche nella Rai. Insomma, la battaglia non è affatto finita. Il Pd di Roma ha deciso di mantenere davanti a Montecitorio un presidio permanente. E tutto il vertice del partito è impegnato a dare battaglia. La Repubblica. Intervista a Rosy Bindi. «Io dico che ci vuole una strategia coordinata e programmata di iniziative. In Parlamento e fuori dal Parlamento. Una organizzazione scientifica della nostra opposizione. Il momento è tale che non possiamo rispondere con i mezzi ordinari a una situazione straordinaria»… «…L`ho detto anche a Bersani. Prima di tutto sono d`accordo con il presidio permanente davanti a Montecitorio. La dittatura della maggioranza merita una risposta forte. Non c`è più rispetto per le regole e non c`è rispetto nemmeno per la realtà visto che il Parlamento si accinge a votare un testo che dice: sì, Ruby è la nipote di Mubarak». ..«… Vogliamo mettere in fila gli strappi di questa maggioranza? Il consiglio dei ministri ha impedito al Tesoro di costituirsi parte civile per l`evasione fiscale di Mediatrade. I1 5 aprile si vota sul conflitto di attribuzione: sarà un altro atto di disonore perla Camera. La situazione è insostenibile». Il Pd si prepara a una fase ancora più dura di opposizione, mentre governo e Berlusconi crollano nei sondaggi. L’ultimo studio è dell`Osservatorio Politico Nazionale Lorien, specializzato in analisi sociali e politiche. Tra il 21 e il 23 marzo un campione di mille cittadini rappresentativi della popolazione italiana è stato intervistato col classico metodo Cali sull`impatto delle tematiche più urgenti: come incidono Libia, Giappone e riforma della Giustizia sulla credibilità dell`esecutivo, per esempio. Il giudizio più pesante riguarda il premier, che dal 27,7% del 9 dicembre è sceso al 22,5 della fiducia. Male anche il Pdl, che passa dal 27,7% al 23,8; peggio ancora il governo che dal 24,2% plana al 21,9. 3. INFORMAZIONE. L’AUTORITA’ BACCHETTA TG1 E TG4 PER ECCESSO DI SBILANCIAMENTO. BLOCCATO L’ATTACCO AI TALK SHOW. MA CON LE NUOVE NOMINE IL GOVERNO TENTA L’AMPLEIN. E INTANTO MEDIASET FA AFFARI E LA RAI VA IN PROFONDO ROSSO. La Repubblica: “Il consiglio dell`Agcom ha adottato, a maggioranza, un «ordine a Tgl, Tg4 e a Studio Aperto di riequilibrio immediato tra tempo dedicato alla maggioranza e alla opposizione, evitando altresì la sproporzione della presenza del governo, specie in relazione alla campagna elettorale d`imminente inizio». Secondo i dati pubblicati dall`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra dicembre e febbraio il governo, il premier e i partiti di maggioranza hanno occupato il 57% del tempo di parola al Tgl, oltre il 72% al Tg4 e il 66% a Studio Aperto. Salvi, per ora, i talk show Rai nel periodo pre-elettorale. Non saranno equiparati alle Tribune elettorali e non dovranno rispettarne le regole. Gli emendamenti presentati in commissione di Vigilanza da Pdl, Lega e Responsabili alla bozza di regolamento per le Tribune politiche e le trasmissioni elettorali sono stati dichiarati «inammissibili»”. Il governo vuole procedere in tempi brevi a nuove nomine in Rai. Per il Tg2 già pronta Susanna Petruni. Mediaset intanto continua a fare affari. Dopo aver chiuso un bilancio d’oro nel 2010, si appresta ora a conquistare la società Dmt, che possiede e gestisce torri di trasmissione (anche nel digitale terrestre) in tutta Italia. L’obiettivo? Il Corriere della Sera lo descrive così: “Mettendo le sue torri insieme a quelle di Falciai Mediaset taglia la strada a potenziali competitor e si candida a polo aggregante in questo settore”. La Rai, invece, sotto il tallone di ferro del governo Berlusconi non solo è piegata dal punto di vista dell’orientamento politico, ma sta subendo anche un danno grave sul piano dei conti economici (che è, di fatto, anche un danno per le tasche degli italiani). Il Sole 24 Ore: “L`ultima stima sui conti 2010, fatta a dicembre, prevede una perdita di bilancio pari a 118 milioni di euro. Il budget 2011, invece, prevede una chiusura in attivo per venti milioni. Quest`anno, però, non ci sono Olimpiadi e Mondiali di calcio che generano costi supplementari per 130-150 milioni. Non si è raggiunto, insomma, alcun equilibrio strutturale, anzi. L’indebitamento finanziario crescerà dai circa 200 milioni del 2010 ai 320 di fine 2011, a causa soprattutto degli investimenti imposti dal digitale terrestre”. 4. FIAT. SARA’ L’ANNO DELLA VERITA’. La Repubblica. “Marchionne accelera ancora. «Entro il 31 dicembre 2011 - annuncia - arriveremo al 51 percento di Chrysler». Passaggio essenziale, spiega l`ad del Lingotto, «per arrivare alla quotazione che faremo concordandola con il fondo degli ex dipendenti Chrysler». Saranno infatti loro i beneficiari di un`operazione che, se andrà in porto, avrà salvato le loro pensioni. Dopo la conquista della maggioranza della società di Detroit, spiega ancora il manager della Fiat, si aprirà una fase in cui «saremo obbligati a consolidare Chrysler nel bilancio Fiat». Perché a quel punto la casa americana sarà una controllata di Torino. Ma sarà anche quotata alla Borsa americana e dunque, ha ripetuto ieri Marchionne, «questo porrà un problema di governance» perché si avrebbero due diverse società, quotate sulle due sponde dell`oceano, che hanno per oggetto la stessa attività economica. A quel punto si dovrà decidere se lasciar sopravvivere l`anomalia o superarla con la fusione”. 5. DEBITI E MERCATI. OGGI DALLE BANCHE IRLANDESI POTREBBERO ARRIVARE NUOVE TENSIONI. Dagli avvenimenti più lontani possono sempre arrivare sorprese che finiscono per interessare tutti da vicino. Oggi è la volta delle banche irlandesi. MF, giornale finanziario: ”Occhi puntati sull`Irlanda. Nel pomeriggio di oggi Dublino annuncerà i risultati degli stress test sulle banche dell`isola. Già da giorni corrono le voci più disparate sull`esito dell`esame. Ieri sera fonti ben informate hanno detto che Bank of Ireland, il più grande istituto di credito del Paese, avrà bisogno di un aumento di capitale di 5 miliardi di euro, Irish Lite & Permanent di 3 miliardi e Ebs Building Society di 1 miliardo”. Se le previsioni si riveleranno giuste, le ripercussioni si vedranno sicuramente sull’andamento dei mercati finanziari europei. 6. GHEDDAFI NON MOLLA IN LIBIA. ASSAD NON MOLLA IN SIRIA. Il colonnello Gheddafi perde pezzi del proprio governo, ma non molla e anzi lancia nuove offensive contro i ribelli. Il presidente Assad parla al paese e non apre alla democrazia. La primavera del Nord Africa e del Medio Oriente è ancora in bilico.

30 marzo 2011

Avviso NET: nuova corsa che transita da Sulbiate.

Questo è l'avviso pubblicato oggi da Net. Probabilmente sollecita da proteste e numerose contestazioni Net ha modificato una corsa che permetterà ad alcuni pendolari di riuscire a tornare a casa, anche a Sulbiate. Dispiace che tra questi non ci sarà l'autrice della testimonianza che abbiamo pubblicato questa mattina perchè alle 18.32 normalmente è ancora a Milano, e non per divertimento, ma stanca dopo una giornata di duro lavoro. Praticamente per gentile concessione, (che generosità!), Net farà transitare in Sulbiate un pullman che parte da Vimercate alle 18.32 e va a Trezzo.
E per gli altri che non riescono a prendere questa conicidenza?
Semplice...SI ARRANGINO!!! Fuori dalla polemica. L'informazione è utile. Non è la soluzione ma è già qualcosa!
ECCO L'AVVISO: