3 novembre 2011

Sulbiate: incendio in Convento.

A Sulbiate ieri pomeriggio è andato a fuoco parte del sottetetto del Convento e Casa Madre delle suore della Famiglia del Sacro cuore di Gesù. Fortunatamente i danni sono stati solo materiali. Oltre ai vigili del fuoco era presente anche un ambulanza che non ha dovuto soccorrere nessuno. Sono state necessarie più di quattro ore per domare le fiamme. Purtroppo sembrerebbe sia andato in fumo l'archivio storico.

Qui la notizia pubblicata da MB NEWS.
Qui la notizia pubblicata da il Cittadino MB on line.
Qui la notizia pubblicata da il Giorno.

Foto by Max Spinolo

Il paese è in pericolo. Il Governo è nel caos, aumentano i dissidenti.

L' Italia al passaggio più difficile dal dopoguerra, ma ce la farà.

Ieri Bersani in attesa dell'incontro al Quirinale ha ribadito l'esigenza assoluta ed urgente di un colpo di reni, di una scossa nella politica e nei contenuti per una risposta credibile alla situazione e sottolinea il mutismo e disorientamento del governo invitando tutti a partecipare sabato alla manifestazione "Ricostruzione. In nome del Popolo Italiano".

La dichiarazione di Bersani dopo il vertice con i capigruppo prima di incontrare il Presidente.




Dopo la giornata di ieri l'impressione è che la legislatura terminerà all'inizio del 2012. Obiettivo: arrivare fino a Natale per gestire da Palazzo Chigi le elezioni anticipate. Le consultazioni del Presidente Napolitano, con le delegazioni di UDC e PD, hanno chiaramente dato l'immagine di una situazione di imminente crisi.
Aumenta il numero di parlamentari che si defilano dalla maggioranza del Governo. L'ultimo ad essersi defilato è Paniz.
Le opposizioni sono unite: aiuto al Governo solo in caso di dimissioni di Berlusconi.
Le risposte di Umberto Bossi fatte di pernacchie e di alzate di dito medio sono l'immagine più che eloquente di un Governo allo sbando ormai consapevole di assistere impotente all'epilogo della parabola berlusconiana.

Inziativa Pro Loco e Biblioteca di Sulbiate.

Pro Loco Sulbiate – Biblioteca Sulbiate

organizzano


DOMENICA 6 novembre 2011

VISITA GUIDATA
AL CIMITERO MONUMENTALE
DI MILANO

e' il luogo più visitato di Milano dopo il Cenacolo, racchiude un’interessante spaccato di scultura fra 1800 e 1900, nonché le tombe delle famiglie più famose di Milano. Si effettuerà una passeggiata fra le tombe più belle o quelle dei personaggi più famosi.

COSTO BIGLIETTO:

costo unitario adulto residente: 9 euro
pacchetto famiglie residenti: (padre, madre, figli a carico)
7 euro genitori
5 euro primo figlio
3 euro secondo figlio

costo unitario adulto non residente*: 10 euro
pacchetto famiglie non residenti: (padre, madre,figli a carico)*:
genitori
7 euro per ciascun partecipante

*i non residenti vengono inseriti in un modulo iscrizioni differente, viene data priorita' alle iscrizioni dei residenti


RITROVO: piazza del Mercato alle ore 9


TRASPORTO: con pullman numero massimo di 30 partecipanti

PERCORSO: si svolgerà a piedi con l’utilizzo degli auricolari

ISCRIZIONI: in Biblioteca entro il 27 ottobre 2011
(pagamento all'iscrizione,
non rimborsabile)

La nota del mattino del 3 novembre 2011


1. PD. DECOLLA MANIFESTAZIONE 5 NOVEMBRE A ROMA GIA’ PRONTI 14 TRENI SPECIALI, DUE NAVI, 700 PULLMAN. BERSANI: TUTTI IN PIAZZA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PER LA RICOSTRUZIONE DEL PAESE. PARLERANNO ANCHE HOLLANDE E GABRIEL. CONCERTI DI VECCHIONI E MARLENE KUNTZ.
La manifestazione nazionale indetta dal partito democratico per sabato 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma si annuncia come un gradissimo appuntamento popolare. Già prenotati 14 treni, due navi, oltre 700 pullman. Il Pd sta predisponendo tutto perché la manifestazione sia una festa della democrazia, aperta a tutti, per lanciare le proposte dell’alternativa alla destra e per avviare la ricostruzione democratica, sociale ed economica del paese. Sarà anche l’occasione per ridare a piazza San Giovanni il posto che merita nella storia dell’Italia repubblicana, come luogo simbolo delle grandi manifestazioni democratiche. Insieme al segretario Pier Luigi Bersani, sul palco saranno il candidato alle presidenziali francesi Francois Hollande e il presidente della Spd tedesca Sigmar Gabriel a testimoniare anche concretamente il comune cammino dei progressisti europei in vista delle elezioni che impegneranno diversi paesi e che potranno riportare l’Europa fuori dalle secche dove è stata condotta dai governi delle destre. In piazza San Giovanni vi saranno, tra gli altri, i concerti di Roberto Vecchioni e dei Marlene Kuntz. “Il nostro intento – dichiara Bersani - è di riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese per avviare insieme una ricostruzione democratica, sociale ed economica dell’Italia. Il nostro è un grande paese. Gli italiani sono un grande popolo. Abbiamo le risorse per riprendere il cammino che ci spetta, per riconquistare la dignità che meritiamo, per riprenderci il nostro futuro di donne e uomini, di persone libere, serie, capaci. Per realizzare questo obiettivo c’è bisogno di uno sforzo corale. Per questo chiediamo a tutti di venire in piazza con noi, alle diverse associazioni impegnate nella società, ai movimenti civili, a coloro che hanno a cuore il futuro degli italiani. L’appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni, luogo simbolo della democrazia nelle storia repubblicana, sarà una festa di popolo, aperta alle donne e agli uomini che desiderano manifestare il proprio impegno. Le donne italiane, come sta accadendo anche in altre aree del mondo, a cominciare dalla sponda Sud del Mediterraneo, hanno mostrato chiaramente, con la propria mobilitazione, di essere uno dei pilastri fondamentali del cambiamento della società. A loro si rivolge il Pd e così pure a tutti gli uomini che hanno a cuore il futuro nazionale”.

2. MERCATI IN TEMPESTA E SPREAD ANCORA RECORD PER I TITOLI ITALIANI. A CANNES SI GIOCA SUI DESTINI DEL MONDO. MERKEL E SARKOZY METTONO SOTTO PRESSIONE LA GRECIA. OGGI TOCCA A ITALIA E SPAGNA.
Nuovo record per lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi questa mattina. Mercati finanziari in tempesta in attesa delle conclusioni della riunione del G20 a Cannes e delle decisioni che prenderà oggi il governo greco sul referendum per scegliere se restare o no nell’euro.
Da Il Corriere della Sera. Dall’articolo di Luigi Offeddu: “A notte fonda e in un luogo quasi surreale, il Palazzo dei Festival di Cannes, Francia e Germania presentano il loro conto alla Grecia, con l`assenso dell`Unione Europea: niente più aiuti, decine di miliardi congelati e soprattutto congelati quelli in arrivo a metà novembre, se il piano di riforme già concordato con l`Ue dovrà passare all`ulteriore vaglio di un referendum popolare, come annunciato l`altro ieri dal premier George Papandreou.
Non è solo rabbia, per una mossa greca che è parsa rimettere in discussione gli accordi presi. È soprattutto paura, per le sorti di tutta l`Eurozona tenute in bilico dal suo Paese più indebitato. Perciò il vertice G20 che inizia oggi a Cannes ha avuto nella notte questo prologo straordinario, perciò Papandreou - leader di un Paese che del G20 non fa parte - è stato lo stesso convocato d`urgenza (ma oggi saranno «a rapporto» anche due Paesi membri del G20, Italia e Spagna). E se davvero Atene vuole insistere nel ricorrere a quello che considera uno «strumento di democrazia», c`è una sola via d`uscita, dicono ancora i capi di Francia e Germania, della Ue e del Fondo monetario internazionale: che il referendum si svolga non sulle riforme ma sulla permanenza della Grecia nel sistema dell`euro; e che sia convocato al più presto, entro metà dicembre, così da ridurre i tempi dell`incertezza. Forse già il 4 o il 5 dicembre..”.
Da Il Corriere della Sera. Dall’articolo di Federico Fubini. “…Nato dopo il collasso del 2008, il G20 a questo punto avrebbe dovuto concentrarsi sull`architettura dell`economia globale nel ventunesimo secolo: la lotta alla fame nel mondo incidendo sul mercato dei future del grano, il ciclo di negoziati commerciali di Doha, il coordinamento nel mettere il guinzaglio alla grande finanza speculativa. Ma per tutto questo, stanotte gli «sherpa» e da oggi i leader non avranno tempo. Le loro energie saranno in gran parte dedicate a un unico obiettivo che per orali divide: come poter annunciare, alla fine del vertice, che il Fondo monetario internazionale disporrà di almeno mille miliardi di dollari. Quella cifra, mille miliardi dell`Fmi pronti per i Paesi europei appesi a un filo - oggi, Italia e Spagna - è il nuovo totem attorno a cui i grandi del pianeta si di euro li eserciteranno…”.
Oggi si riunisce il vertice della Banca centrale europea presieduto da Mario Draghi. Al centro della riunione, oltre all’esame della situazione economica, il tema dei tassi di interesse.

3. ADESSO SI SCOPRE CHE E’ VERO CIO’ CHE IL PD AFFERMA DA TEMPO: IL GOVERNO DELLE DESTRE NON E’ IN GRADO DI FAR USCIRE L’ITALIA DALLA PALUDE.
Decreti, maxiemendamenti, altre misure: i quotidiani oggi continuano ad illustrare con paginate e paginate per l’ennesima volta misure inesistenti e vuote prese dal governo. Questa notte il Consiglio dei ministri è riuscito a decidere poco o niente, mentre Berlusconi e Tremonti si scontravano all’arma bianca,. Quel poco che ha deciso, come le liberalizzazioni per le professioni, rappresenta di fatto il ritorno al decreto Bersani
del 2006: l’ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Pd aveva ragione da vendere quando già oltre un anno or sono denunciava non solo che il governo della destra non è in grado di far uscire l’Italia dalla palude, ma anche che Berlusconi ha bruciato per insipienza (con il battimani di una classe dirigente che oggi vorrebbe vederlo andare via e che però non fa nemmeno un accenno di autocritica) tutte le risorse (abolizione dell’Ici per i ricchi, scudo per gli esportatori dei capitali, cancellazione dell’accordo con Air France e salvataggio di Alitalia e Air One, abolizione delle liberalizzazioni di Bersani e delle misure anti evasione di Visco) che nel 2008 potevano essere utilizzare per dare almeno una spinta alla crescita.

4. PD, IDV E TERZO POLO: SOLO L’USCITA DI SCENA DI BERLUSCONI PUO’ DARE ALL’ITALIA UNA VIA D’USCITA.
Da L’Unità. Dall’articolo di Simone Collini. “Finché rimane Berlusconi, si potranno approvare tutte le misure possibili ma non avremo la credibilità sufficiente per uscire dalla crisi. È su questa posizione che sono saliti al Quirinale Pier Luigi Bersani con una delegazione del Pd e Pier Ferdinando Casini con una del Terzo polo. Di fronte a un passo indietro da parte del premier, hanno detto a Giorgio Napolitano sia il primo che il secondo, sono disponibili ad assumersi ogni responsabilità per affrontare l`emergenza economica.
Ovvero, a sostenere un governo di transizione che segni una netta discontinuità politica e che sia guidato da una personalità che goda di credibilità in Italia e all`estero. «Senza un gesto chiaro di discontinuità politica ogni provvedimento potrà risultare inutile»,ha ribadito Bersani confermando al Presidente della Repubblica che il Pd è «pronto, con le sue proposte, a corrispondere alle esigenze segnalate dall`Unione europea». E Casini rimane convinto che si rischia di chiedere all`Italia «sacrifici del tutto inutili» perché «non si risolve il problema dell`Italia senza risolvere il problema di credibilità, ormai azzerata, del nostro presidente del Consiglio».

5. ANCHE NEL CENTRODESTRA SI SONO SVEGLIATI. TRA LE POSSIBILITA’ ANCHE IL VOTO A GENNAIO.
Da La Stampa. Dall’articolo di Ugo Magri. “E’ possibile che si vada molto rapidamente ad elezioni. Non a marco-aprile dell’anno prossimo, ma addirittura a gennaio. In altissimo loco, tra Roma e Francoforte, prende corpo l`idea che uno scioglimento delle Camere sarebbe il male minore nel caso in cui Berlusconi dovesse crollare. Ipotesi, quest`ultima, che sta crescendo a sua volta, perché in queste ore si moltiplicano i deputati Pdl col maldipancia. La differenza rispetto al passato è che una decina di loro sembrerebbero decisi a spingersi fino in fondo votando, contro il governo. Basterebbero ad affondarlo. Si rincorrono voci di incontri carbonari, pranzi e cene ad alto rischio di trigliceridi. Oltre ad Antonione, tra i capi della «congiura» spicca la Bertolini che un tempo inondava le redazioni con comunicati inneggiati a Re Silvio, ma da un po` di tempo tace. Gli epicentri del terremoto sono localizzati in Veneto e in Toscana. Per tutti quanti Casini avrebbe pronto un contenitore, la Costituente dei moderati; casomai le elezioni precipitassero e non si facesse in tempo a battezzare un nuovo partito, verrebbero aperte le porte dell`Udc. Altri cercherebbero posto in un`ipotetica lista Montezemolo, qualora l`ex presidente di Confindustria decidesse di scendere in campo nel Terzo Polo: così sussurra ai dissidenti (tra i quali si nasconde, come accadeva nella Russia sovietica, qualche infiltrato berlusconiano) quel
«pensionato della politica» in servizio permanente che è l`ex ministro andreottiano Cirino Pomicino. Prevede sornione che «qualcuno verrà allo scoperto oggi, altri domani, altri ancora dopodomani».
In via dell`Umiltà, sede del Pdl, l`«uomo del pallottoliere» Verdini è nervoso. La resa dei conti sarà all`inizio della prossima settimana, quando a Montecitorio tornerà il Rendiconto dello Stato”.

2 novembre 2011

Decolla la manifestazione del 5 novembre a Roma: "Già pronti 14 treni speciali, due navi, 700 pullman".

Bersani:"Tutti in piazza in nome del popolo italiano per la ricostruzione del paese". Parleranno anche Hollande e Gabriel. Concerti di Vecchioni e Marlene Kuntz.



La manifestazione nazionale indetta dal partito democratico per sabato 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma si annuncia come un gradissimo appuntamento popolare. Già prenotati 14 treni, due navi, oltre 700 pullman. Il Pd sta predisponendo tutto affinché la manifestazione sia una festa della democrazia, aperta a tutti, per lanciare le proposte dell’alternativa alla destra e per avviare la ricostruzione democratica, sociale ed economica del paese.

Sarà anche l’occasione per ridare a piazza San Giovanni il posto che merita nella storia dell’Italia repubblicana, come luogo simbolo delle grandi manifestazioni democratiche.

Insieme al segretario Pier Luigi Bersani, sul palco ci saranno il candidato alle presidenziali francesi François Hollande e il presidente della Spd tedesca Sigmar Gabriel a testimoniare anche concretamente il comune cammino dei progressisti europei in vista delle elezioni che impegneranno diversi paesi e che potranno riportare l’Europa fuori dalle secche dove è stata condotta dai governi delle destre.

In piazza San Giovanni vi saranno, tra gli altri, i concerti di Roberto Vecchioni e dei Marlene Kuntz. “Il nostro intento – dichiara Bersani - è di riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese per avviare insieme una ricostruzione democratica, sociale ed economica dell’Italia. Il nostro è un grande paese. Gli italiani sono un grande popolo. Abbiamo le risorse per riprendere il cammino che ci spetta, per riconquistare la dignità che meritiamo, per riprenderci il nostro futuro di donne e uomini, di persone libere, serie, capaci. Per realizzare questo obiettivo c’è bisogno di uno sforzo corale. Per questo chiediamo a tutti di venire in piazza con noi, alle diverse associazioni impegnate nella società, ai movimenti civili, a coloro che hanno a cuore il futuro degli italiani. L’appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni, luogo simbolo della democrazia nelle storia repubblicana, sarà una festa di popolo, aperta alle donne e agli uomini che desiderano manifestare il proprio impegno. Le donne italiane, come sta accadendo anche in altre aree del mondo, a cominciare dalla sponda Sud del Mediterraneo, hanno mostrato chiaramente, con la propria mobilitazione, di essere uno dei pilastri fondamentali del cambiamento della società. A loro si rivolge il Pd e così pure a tutti gli uomini che hanno a cuore il futuro nazionale”.

Attanasio tacchino vanesio. By Virus

Commento alle ultime dichiarazioni
dello Stucchi al Giornale di Vimercate.


In questi drammatici momenti che gravano sul nostro paese e sul futuro di tutti noi, può sembrare fuori luogo un nuovo intervento ironico di Virus.

Ma, non possiamo astenerci dalla sua pubblicazione perchè alle gravi dichiarazioni del Sindaco di Sulbiate, pubblicate nell'ultimo numero del Giornale di Vimercate, si può solo rispondere con intelligenza e simpatica ironia.


Buona lettura.


Tra le tante stupidaggini virgolettate che l’articolo del “Giornale di Vimercate” riporta come proferite dallo Stucchi una sola merita qualche parola: “Il partito democratico non sa cosa fare perché ha paura di andare alle elezioni con me o senza di me, la nostra lista civica sarà molto difficile da sconfiggere poiché nessuno di loro ha capacità amministrative e persone in grado di contrastare gli attuali amministratori.”


Io, Virus:

  • Dopo aver verificato la sconfitta personale del sindaco sulla questione della galleria e quanto le sue promesse si siano rilevate campate per aria anche per l’inconsistenza della sua capacità di influenzare decisioni prese senza una sua consultazione.
  • Dopo aver verificato il disinteresse del sindaco per il nostro territorio andando persino a considerare la possibilità di realizzare un Outlet.
  • Dopo aver verificato l’incapacità del sindaco ad un rapporto dialettico e democratico concretizzato con l’estromissione dei consiglieri del PD dal gruppo di maggioranza.
  • Dopo essere stati scandalizzati dal suo oltre misura insistente tentativo di convincere tutti i consiglieri della bontà per Sulbiate del piano viabilistico di Andromeda relativo all’accesso al paese.
  • Dopo aver toccato con mano, come non ci siano stati scrupoli nel non dire “tutta la verità” durante un consiglio comunale nel tentativo di condizionare il risultato di una votazione.
  • Dopo aver costatato come l’attuale amministrazione di Sulbiate sia “isolata” e non “ben vista” dalla amministrazioni dei paesi del territorio.
  • Dopo aver osservato come il Piano d’Azione per l’ Energia Sostenibile sia stato raffazzonato all’ultimo istante.
  • Dopo aver giudicato che nulla è stato fatto per porre un sollievo ai gravi disagi che la crisi internazionale sta avendo sui cittadini.

e ben consapevole della mancanza di esperienza amministrativa, vi garantisco (perché anche io ci bazzico al circolo) che il circolo PD può fare solo di meglio, e questo in verità è un obbiettivo molto molto facile, addirittura banale da ottenere e alla portata di molti.

Virus è fiero che il PD abbia contribuito a impedire alcuni dei disastri ricordati. E’pure orgoglioso che il circolo abbia coinvolto i cittadini su questioni come Pedemontana e Beni comuni.

Sicuramente democrazia, ambientalismo, attenzione ai problemi sociali e del lavoro sono questioni profondamente impresse e care in tutti i miei amici del PD.

Le competenze tecniche, dal Sindaco chiamate “capacità amministrativa” sono la cosa più banale da colmare sia con le professionalità presenti sia perché alle spalle abbiamo un solido e organizzato partito.

Figurarsi se il PD ha timore delle elezioni, è l’unico partito che con le primarie se le fa anche in casa. Secondo me si tratta di valutare il momento più opportuno ed efficace per agire.

Ora, caro Sindaco, pensa a lavorare in accordo al programma invece di fantasticare polemiche inutili e di gonfiarti con i giornalisti come un tacchino.... la settimana prima di Natale.



by Virus



post correlato

post correlato: La lettera che non c'è.

post correlato: Quelli di Cremona di Sulbiate. By Virus.

Napolitano: "Subito decisioni condivise".


"In un momento così critico improrogabile l'assunzione di decisioni efficaci".

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dinanzi all'ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata, considera ormai improrogabile l'assunzione di decisioni efficaci nell'ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee. Il Presidente del Consiglio gli ha confermato il proprio intendimento di procedere in tal senso. Dal canto loro, diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione gli hanno manifestato la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all'aggravarsi della crisi. Nell'attuale, così critico momento il paese può contare su un
ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l'Europa, l'opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall'Italia. Il Capo dello Stato ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva.

Fonte sito Presidenza della Repubblica.

E. Letta: "Non c'è più tempo. Governo d'emergenza adesso subito".


Intervista a E. Letta dell'Unità di M. Zagarelli.


“A nome del partito lancio un appello: non c`è più tempo, oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata una giornata drammatica per l’Italia e non per cause esterne, stavolta. Berlusconi deve fare un passo indietro, dobbiamo dare vita a un governo di emergenza, adesso, subito”. Enrico Letta, vicesegretario del Nazareno parla soprattutto al Pdl, “alle persone serie che ci sono in quel partito”, perché “o si fa un nuovo esecutivo o il Paese non riuscirà più a sollevarsi”.

Letta, i mercati non si fidano della lettera di Berlusconi, voi tornate a chiedere le dimissioni del premier. Tutto come un mese fa. Siamo sempre allo stesso punto?

“No, non siamo allo stesso punto. Il record negativo registrato oggi è doppiamente negativo: è la terza volta che viene raggiunto in tre mesi. Con una differenza: finora era dovuto a eventi esterni – come la bocciatura del debito pubblico da parte di Standard & Poor`s e Moody`s – stavolta invece avviene 48 dopo che il governo ha scritto all`Europa cose che avrebbero dovuto tranquillizzare. La risposta del mondo economico e dell’Europa stessa è stata che non si fidano più”.

Ma i governi cadono in Parlamento.

“Lo so bene, ma qui siamo di fronte a una situazione di una tale gravità che la maggioranza non può fare finta di niente. Credo che mercoledì, un governo di emergenza e dare la disponibili a sostenere un esecutivo di transizione. Dobbiamo parlare chiaramente con quanti nel centrodestra sono ormai convinti che la situazione non si tiene più. La speculazione ormai colpisce non soltanto i titoli di Stato a lungo termine ma anche quelli a breve termine”.

Vale a dire che le due manovre d’estate sono andate in fumo?

“È esattamente così. Il costo della sopravvivenza di Berlusconi a Palazzo Chigi ha già mangiato buona parte delle manovre fatte fino ad ora”.

L’Italia registra uno dei livelli più bassi di occupazione in Europa e il tasso di disoccupazione giovanile è schizzato al 29%. Non è che siamo già con un piede nel precipizio?

“Questi sono i due problemi che un governo di emergenza deve affrontare concentrandosi su due grandi obiettivi: abbattimento del debito pubblico e lavoro per i giovani. I dati di oggi (ieri per chi legge, ndr) sui mercati e sulla disoccupazione, che è cresciuta di due punti netti, ci indicano con chiarezza che non possiamo permetterci la risposta che dà questo governo. Non possiamo sentirci dire che sono crollate tutte le borse, perché il crollo dello spread è solo italiano, così come l`aumento della disoccupazione”.

E qui arriviamo alla riforma del mercato del lavoro. Ichino rilancia la sua proposta. Il governo la cita come fonte di ispirazione da adottare, il Pd risponde che la sua posizione è un`altra. Letta, lei come la pensa?

“Io penso che negli ultimi tre mesi sono avvenuti tali e tanti cambiamenti che le priorità oggi sono molto più drammatiche di quando abbiamo adottato delle decisioni durante le tre Assemblee nazionali, lavoro di cui io vado molto fiero, ma che oggi va rivisto”.

Ne va fiero ma le conclusioni non vanno più bene?

“Vanno aggiornate alla luce delle priorità di oggi”.

E quali sono le priorità?

“Sicuramente non è una priorità agevolare i licenziamenti, tanto per essere chiari. L`agenda che aiutino a far partire l’occupazione soprattutto giovanile. La crisi ha cambiato le priorità e la ricetta di questo governo non è quella giusta, per questo abbiamo bisogno di un nuovo governo che faccia interventi a tutto campo.

Letta, parla ai frondisti del Pdl?

“Non solo gli parlo, gli lancio un appello: basta tentennare, il Paese ha bisogno di un esecutivo di emergenza forte, altrimenti affonda. Dobbiamo rispondere al drammatico avvitamento della crisi, perché questi dati economici costano alle famiglie italiane, agli imprenditori e ai lavoratori”.

Che mi dice della lettera di Montezemolo e le sua proposta di un esecutivo di salute pubblica?

“Penso che sia un fatto molto positivo, che avrà conseguenze anche nel centrodestra. E una iniziativa di grande responsabilità”.

Passiamo al Pd e alla Leopolda di Matteo Renzi. Lei, vicesegretario, spesso viene indicato come uno dei suoi sostenitori. E vero? Vorrebbe il sindaco di Firenze alla guida del Paese?

Sono convinto del fatto che oggi la nostra agenda e i nostri obiettivi devono essere quelli di allargarci e non restringerci, ce lo dicono i sondaggi. Dobbiamo riuscire a coprire un vasto campo. Il Pd è un partito di centrosinistra che deve essere competitivo a sinistra con Vendola e al centro con il Terzo Polo e con il Pdl stesso. Credo che l`apporto di Matteo per questo obiettivo sia molto importante. Detto questo però non bisogna mai dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca e quindi se qualcuno piccona si può affondare.

Però Renzi qualche picconata l`ha data in questi giorni. O no?

“Ripeto: si deve contribuire alla crescita del Pd, non si può picconare la barca, perché soprattutto adesso sotto elezioni non è che se ne ricostruisce un’altra. Ci vuole buon senso per aiutare il segretario a tenere insieme tutto il partito e prepararci per vincere la sfida. Sabato ci sarà una grande manifestazione, sarà un momento di unità nazionale, europeo e internazionale perché verranno leader tedeschi, francesi e cileni che sono e saranno sempre più il nostro riferimento per dire al mondo che c’è un’Italia di cui ci si può fidare”

Il rischio non è che qui, in Italia, non veniate vissuti come un’alternativa credibile? Il Pd in questi giorni è stato descritto come un partito diviso in decine di correnti, che litiga a distanza e si spacca ogni giorno un po’ di più.

“Il Pd è un partito che discute al suo interno anche se certa stampa preferisce raccontare di divisioni e spaccature”.

Vuole forse dire che non è vero?

“Dico che raccontarci come un partito spaccato è lo sport nazionale. Colgo l’occasione di questa intervista per annunciare che a dicembre faremo un`iniziativa che vedrà protagonisti i giovani che si sono incontrati a l’Aquila, Bologna e Firenze. Saranno ‘i tre giorni della ricostruzione’, useremo come modello una città con la piazza principale e i suoi quartieri. Nella piazza principale ci saranno i discorsi di presentazione del programma, ogni quartiere sarà legato ad una parola e in ogni quartiere si svolgeranno iniziative con dirigenti di partito, amministratori e tanti “esterni” per declinare i contenuti della parola”.

1 novembre 2011

Bersani:"Il 5 novembre manifestazione nazionale aperta a tutti".


“Care italiane, cari italiani,

sabato 5 novembre il Partito democratico terrà una manifestazione nazionale in piazza San Giovanni a Roma. Il nostro intento è di riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese per avviare insieme una ricostruzione democratica, sociale ed economica dell’Italia. Il nostro è un grande paese. Gli italiani sono un grande popolo. Abbiamo le risorse per riprendere il cammino che ci spetta, per riconquistare la dignità che meritiamo, per riprenderci il nostro futuro di donne e uomini, di persone libere, serie, capaci.

Per realizzare questo obiettivo c’è bisogno di uno sforzo corale. Per questo chiediamo a tutti di venire in piazza con noi, alle diverse associazioni impegnate nella società, ai movimenti civili, a coloro che hanno a cuore il futuro degli italiani.
L’appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni, luogo simbolo della democrazia nelle storia repubblicana, sarà una festa di popolo, aperta alle donne e agli uomini che desiderano manifestare il proprio impegno.

Le donne italiane, come sta accadendo anche in altre aree del mondo, a cominciare dalla sponda Sud del Mediterraneo, hanno mostrato chiaramente, con la propria mobilitazione, di essere uno dei pilastri fondamentali del cambiamento della società. A loro si rivolge il Pd e così pure a tutti gli uomini che hanno a cuore il futuro nazionale.

Moltissimi saranno in piazza San Giovanni i militanti del Pd. Ma l’invito è per tutti. Venite con la bandiera tricolore. Portate con voi la Costituzione italiana, la più bella del mondo. E tutti insieme diremo al mondo, all’Europa e al nostro Paese, “in nome del popolo italiano”, che tutti insieme ci impegniamo per cominciare un’altra storia, che l’Italia riprende il proprio cammino, che vogliamo ricostruire la società che meritiamo”.


Pier Lugi Bersani


Attività in Provincia di Monza e Brianza n. 33 del 2011.

Settimana dal 24 al 29 ottobre.

A cura del Consilgiere Vittorio Arrigoni.

1) Lunedì 24 ottobre ’11 in Commissione 5 l’assessore G. Colombo ci ha illustrato il POF 2012/’13 che è stato predisposto coordinandolo con la formazione professionale ed articolandolo per ambiti territoriali.

I criteri adottati per la definizione del POF sono stati la stabilità del numero delle aule disponibili, la riduzione della mobilità sul territorio, l’evitare i doppioni con le scuole vicine, l’eliminare i corsi non richiesti dalle famiglie ed il tenere conto delle richieste delle scuole e degli enti locali .

Nell’ambito del Vimercatese sono stati riconosciuti i seguenti indirizzi ed articolazioni: servizi informativi aziendali, edile e territorio ( IPIA Floriani), automazione e biotecnologie ambientali (ITI Einstein). Sono stati eliminati i seguenti corsi IFP autorizzati negli anni precedenti e che non hanno avuto iscrizioni adeguate per due anni di seguito: operatore elettrico e operatore dei sistemi e dei servizi (IPIA Floriani).

Nella discussione ho osservato come gli indirizzi o le articolazioni nuove sono tutte richieste dagli istituti tecnici perchè cercano di modulare il loro POF alle mutevoli esigenze delle aziende che stanno affrontando una crisi pesante che richiede modifiche strutturali e produttive profonde.

Infatti i licei non hanno fatto richieste di nuovi indirizzi e viene autorizzato in tutta la provincia di MB un solo liceo musicale. Ho chiesto di verificare la distribuzione delle aule in tutta la provincia, perché a mio avviso il Vimercatese è sottodotato di aule rispetto alla media provinciale.

Ho sollecitato l’assessorato a chiedere alla GP di completare la costruzione dei nuovi istituti di Limbiate ( in corso), di Brugherio (appaltato) e di Arcore (da appaltare), da troppo tempo in discussione, per far fronte alle esigenze formative del territorio.

La parte di POF della formazione professionale verrà in commissione prossimamente.

Il POF provinciale per l’a.s. 2012/’13 andrà trasmesso in Regione Lombardia entro il 20.11 p.v. e la Regione delibererà entro i primi quindici giorni di dicembre ’11.

2) Martedì 25 ottobre ’11 in Commissione 8 l’assessore Meroni ci ha aggiornato sulla situazione dei lavori del nuovo istituto di Brugherio, dove, a due anni dalla posa della prima pietra, i lavori non sono ancora incominciati.

Nel 2010 l’assessorato aveva definito un nuovo progetto e previsto due milioni in più di finanziamento che, nella fase della definizione del bilancio, sono stai tagliati dalle spese di investimento. Il costo attuale dell’opera ( primo lotto) è di circa 6,950 milioni di euro di cui 4,7 milioni sono già disponibili (mutuo acceso dalla provincia di MI).

Si è deciso di finanziare la scuola di Brugherio con il mutuo previsto per l’ampliamento dell’istituto Porta di Monza, non più necessario (2,250 milioni). Nella primavera di questo anno è stato chiesto alla provincia di MI di chiedere all’istituto di credito irlandese, presso cui si è acceso il mutuo, di spostarlo su Brugherio. Operazione ancora non è ancora conclusa.

La provincia di MB sta sollecitando MI, dice Meroni.

Ho lamentato i ritardi e le inconcludenze delle province di MB e di MI , che pur avendo organizzazioni elefantiache non risolvono tempestivamente i problemi.

Questo dimostra anche che tra le due province non c’è una collaborazione proficua, ma che ognuno pensa solo a se stessa, alla faccia della provincia “amica” ( stessa maggioranza PdL e LN).

Per fortuna che la Provincia di Milano ha avviato la progettazione e/o la costruzione degli istituti di Limbiate, Brugherio ed Arcore, perché la nuova provincia di MB non ha definito alcun ulteriore progetto scolastico, nonostante le diverse esigenze emerse ( ISA Monza, Meda, ecc.).

3) In Commissione 9 il dott. Viscardi ci ha illustrato la normativa che regola il patto di stabilità per gli enti locali, con particolare riferimento alla provincia di MB che dovrà rispettarlo a partire dal bilancio di previsione del 2012.

Scopo del patto di stabilità è quello di limitare la capacità di spesa dell’ente che, per la provincia di MB, nel bilancio 2012, sarà di 8,2 milioni di euro, pari al 10,7% delle spese correnti del 2010.

A ciò si dovrà aggiungere una ulteriore riduzione di entrate a causa dei tagli stabiliti a carico delle province nella manovra finanziaria di fine luglio ’11, paria a complessivi 700 milioni di euro.

La stessa manovra prevede di classificare gli enti locali in quattro fasce di virtuosità al fine di ridurre ed eliminare i vincoli di spesa del patto di stabilità per gli enti che hanno i conti in regola.

Tali criteri dovrebbero valere per le province dal 2012 e per i comuni dal 2013.

Ma ad oggi il decreto di attuazione di questa norma non è ancora stato approntato e questo costituisce un grave elemento di incertezza per la predisposizione del bilancio.

Il dibattito che si è sviluppato in commissione ha messo in risalto il fallimento di ogni politica federalista , sbandierata dalla Lega Nord, perché gli enti locali virtuosi non vengono non solo premiati, ma neppure riconosciuti per la loro politica finanziaria responsabile.

La provincia di MB nel 2012, dovrà rendere ancora allo Stato 15,3 milioni di euro, non avrà alcun trasferimento dalla provincia di MI per la suddivisione del patrimonio , dovrà rispettare l’obiettivo del patto di stabilità (- 8,2 milioni di euro) e far fronte ad una ulteriore riduzione delle entrate trasferendole allo Stato, come quota parte dei 700 milioni di tagli previsti per le province.

Una situazione difficile ed incresciosa.

Dobbiamo premere su ANCI per fare in modo che i criteri di virtuosità vengano definiti dal Governo al più presto.

4) Giovedì 27 ottobre ’11, in apertura del consiglio provinciale il presidente del Consiglio provinciale Angelo De Biasio ha comunicato all’assemblea di avere ricevuto nei giorni scorsi un avviso di garanzia per abuso di potere in attività di controllo sulla strada che avrebbe commesso quando era assessore nel Comune di Biassono.

Un carabiniere lo ha denunciato perché De Biasio avrebbe svolto attività di polizia urbana senza averne le prerogative. Il presidente ha negato l’addebito ed ha dichiarato di aver svolto un’attività di coordinamento della polizia locale, come permesso dalla la legge. De Biasio ha chiesto poi al consiglio provinciale di pronunciarsi circa l’opportunità delle sue dimissioni dalla presidenza del consiglio medesimo. In una apposita lunga riunione i capigruppo non hanno rilevato questa opportunità; quindi Di Biasio resta presidente del consiglio provinciale di MB.

Il PD ha fatto però rilevare il comportamento scorretto di De Biasio e della Lega Nord che per Ponti, Arrigoni e Pozzati, senza che questi fossero raggiunti da alcun avviso di garanzia per la vicenda Serravalle perché totalmente estranei, la LN e De Biasio hanno chiesto le loro dimissioni, mentre per De Biasio, con avviso di garanzia del magistrato, la LN ha minimizzato la vicenda e difeso il suo uomo.

5) Allego il testo di una mia nota sulla vicenda Serravalle ASAM con l’obiettivo di confutare la tesi dei danni che sarebbe stati arrecati alla provincia di MB con la costituzione di ASAM e con l’acquisto dal gruppo Gavio del pacchetto azionario di maggioranza da parte della provincia di MI.

Vimercate, 31 ottobre 2011

AV


NOTA SULL’OPERAZIONE SERRAVALLE - ASAM

Voglio qui esprimere alcune considerazioni sugli ipotizzati danni, come sostenuto dall’odg presentato in consiglio provinciale di MB il 22 settembre ‘11 dalla LN, derivanti dall’operazione di acquisto del pacchetto di maggioranza della Milano-Serravalle e dalla costituzione di ASAM.

Per questi motivi l’odg chiedeva, tra l’altro, le dimissioni dal consiglio provinciale di Gigi Ponti, Vittorio Arrigoni e Vittorio Pozzati, colpevoli di avere sostenuto queste scelte nel consiglio provinciale di Milano.

I danni ipotizzati possono essere:

- l’inutilità ed l’onerosità dell’operazione di acquisto del pacchetto azionario di maggioranza;

- la riduzione dei dividendi delle società partecipate a favore della provincia di MB;

- l’esclusione della provincia di MB dalla governance delle singole società partecipate,

principalmente SEA e Serravalle, con la costituzione della holding ASAM.

1) Per una risposta compiuta alla prima ipotesi di danno bisogna risalire agli anni 2004/’05 quando la soc. Serravalle era bloccata dai conflitti tra la presidente Colli ed il direttore generale di Serravalle, nonché dai litigi tra Colli ed il sindaco di Milano Alberini, peraltro appartenenti allo stesso schieramento politico.

L’operatività della soc. Serravalle era al lumicino e gli investimenti praticamente bloccati.

Il sistema autostradale metropolitano era bloccato dai veti reciproci e dalle opposizioni dei comuni.

In vista delle elezioni provinciali del 2004 l’ alleanza di centro sinistra ritenne importante mantenere il controllo pubblico della società per utilizzarla come motore degli interventi necessari a potenziare la viabilità dell’area metropolitana con la Pedemontana e la TEM.

Successivamente alle elezioni provinciali vinte dal centro sinistra, l’opposizione del sindaco di Milano, Albertini, ed il pericolo di una vendita della quota comunale di Serravalle ai privati convinse la giunta Penati ad intervenire in modo autonomo e deciso acquistando una quota di azioni da Gavio (15%) per 243 milioni di euro.

Era una scelta in contro tendenza quella di aumentare la quota pubblica ( al 53%) in una importante società, mentre altri enti cedevano ai privati le loro partecipazioni strategiche, scelta dettata dalla volontà di recuperare il ritardo infrastrutturale dell’ area metropolitana milanese.

Il ritardo fu recuperato con l’iniziativa di Terragni, nuovo presidente di Pedemontana ( soc. di Serravalle) che, impostando un rapporto più aperto alle esigenze dei comuni, riuscì a sbloccare la definizione dei progetto dell’autostrada.

Per TEM l’azione di Penati portò alla definizione di un Accordo di programma tra Provincia di MI, Regione Lombardia, Ministero per le Infrastrutture ed i Comuni del melzese per la realizzazione del percorso autostradale sostenuto dal quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Treviglio ed il prolungamento delle line metropolitane M2 a Vimercate e M3 a Paullo.

La realizzazione pratica di queste infrastrutture sta incontrando diverse difficoltà anche perché il governo Berlusconi ha preferito finanziare opere di dubbia utilità come il ponte sullo stretto di Messina, invece di sostenere le nostre opere stradali e ferroviarie.

La congruità del prezzo pagato per l’acquisto del pacchetto azionario da Gavio era sostenuta, anche secondo diversi autorevoli economisti e commentatori economici, con il fatto che questo pacchetto permetteva alla provincia di MI di acquisire la maggioranza assoluta delle azioni e di aumentare il valore della società.

La scelta di acquistare il 15% delle azioni del gruppo Gavio fu sicuramente una scelta controversa e molto discussa dal mondo politico ed economico, ma fu condivisa dalla maggioranza che governava la provincia di MI, sulla base di ragioni forti orientate soltanto all’interesse pubblico.

La notevole spesa sostenuta per l’acquisto del pacchetto di maggioranza ha permesso di sbloccare investimenti per circa 7/8 miliardi di euro in opere infrastrutturali. E questo è un danno per MB?

2) Circa l’ipotizzata riduzione di dividendi delle società partecipate ricordiamo che il bilancio della provincia di MB del 2010 ha beneficiato di una entrata straordinaria costituita dal dividendo di 4,3 milioni di euro, distribuito da ASAM alle due province.

Per il bilancio provinciale del 2011, i 5,7 milioni di euro di dividendi previsti da SEA/ASAM non sono stati distribuiti alla Provincia di MB , non perché ASAM era impegnata a pagare il debito, come ha detto il Presidente Allevi ai giornali, ma soprattutto per la mancata quotazione in borsa di SEA e la conseguente impossibilità per il Comune di MI, per la Provincia di MI e di MB di attingere al fondo riserve di 160 milioni di euro di SEA.

Questo fatto ci induce a sottolineare che non si possono finanziare le spese correnti con dividendi societari che sono per loro natura non costanti negli anni. Questa è stata una mossa azzardata che non ha funzionato.

La responsabilità di questa operazione fallita è anche per colpa del sindaco Moratti che per far quadrare il bilancio 2011 di Milano ha previsto complicati giri finanziari sul destino di SEA che non si potevano concretizzare in tempi brevi ed in una congiuntura finanziaria così negativa.

Ha danneggiato di più SEA la costituzione di ASAM o l’abbandono di Malpensa da parte dell’Alitalia a favore di Fiumicino, per una scelta improvvida del governo di destra?

Certo ASAM deve pagare il debito alla banca che ha finanziato l’operazione, ma è in grado di distribuire dividendi congrui, avendo in portafoglio azioni di società importanti e strategiche come SEA e Serravalle. E questo è un danno per MB?

3)La terza ipotesi di danno è derivata dalla costituzione di ASAM che avrebbe tolto o ridotto la capacità operativa della provincia di MB nella governance delle singole società partecipate dalla provincia stessa.

In proposito risulta evidente che senza ASAM la provincia di MB sarebbe entrata in possesso del 20% del pacchetto azionario (35%) della provincia di MI in Serravalle, e cioè pari a 7%.

Inoltre avrebbe avuto il 20% del pacchetto azionario (18%) della provincia di MI in SEA, e cioè pari al 3,6%.

Ora con ASAM la provincia di MB ha il 20% delle azioni della holding, una quota azionaria ben maggiore, seppure sempre minoritaria. Come minoritarie sarebbero state le partecipazioni di MB nelle singole società.

Certo il 7% delle azioni per MB avrebbero pesato di più in una compagine azionaria di Serravalle molto frantumata e ancora priva di una guida sicura.

Ma alla provincia di MB conveniva una Serravalle ingovernabile o bloccata nella sua operatività?

ASAM è stato lo strumento aziendale necessario a MI per esercitare un forte governo del sistema infrastrutturale metropolitano.

Le realizzazioni di Pedemontana e TEM in fase di avvio sono a vantaggio di tutta l’area metropolitana, Brianza compresa. E questo è un danno per la Brianza?

Se ASAM non serve a Milano perché non viene sciolta? Se ASAM è dannosa per MB perché la provincia non esce da ASAM?

Quale strategia gestionale ed industriale ha oggi la provincia di MB per ASAM ?

La provincia di MB conosce la strategia gestionale di MI per ASAM? Si riconosce in essa o non la condivide?

In realtà non abbiamo mai sentito la GP o la maggioranza della provincia di MB esprimere una strategia industriale da proporre per MB in ASAM.

Nel consiglio provinciale non abbiamo mai incontrato il rappresentante della provincia di MB nel cda di ASAM, anche se compete al consiglio provinciale dare indirizzi e svolgere controlli sulle partecipate.

Ricordiamo che il rappresentante di MB in ASAM ricopre la carica di vice presidente, non svolge un ruolo qualunque e quindi ci dobbiamo aspettare una partecipazione alla governance più incisiva di quella a noi nota attraverso le sue lamentele comunicate agli organi di stampa.

E che dire delle difficoltà a convivere in ASAM con i soci milanesi se ricordiamo che questo soci sono l’espressione di una giunta “amica” dello stesso colore politico, ovvero PdL e LN.

Questa amicizia non si è tramutata in concordia operosa, come promesso in campagna elettorale dal PdL e LN, ma in aspre contese, come per la mancata suddivisione del patrimonio tra le due province di MI e MB.

E queste manchevolezze non provocano danni? Queste difficoltà a dialogare per cercare soluzioni condivise non creano ritardi e diseconomie per MB?

Chi si deve dimettere?

Vimercate, 10 ottobre 2011

AV