14 settembre 2019

Rapporto. Onu: in Libia la polizia vende i profughi ai trafficanti, ma l'Europa tace

Nello Scavo venerdì 13 settembre 2019 - Avvenire.it
Un meccanismo diabolico che produce guadagni illeciti, torture, stupri e sparizioni di massa senza che nessuno si senta in dovere di intervenire

L'Onu ha le prove: «La Guardia costiera libica trasferisce migranti in centri di detenzione non ufficiali», dove si ritiene che funzionari del governo «vendano i migranti ai trafficanti». Non prima di avere torturato, schiavizzato, stuprato. L’ultimo rapporto del segretario generale sulla Libia è già sul tavolo del procuratore del Tribunale internazionale dell’Aja. E non piacerà ai leader europei.

I crimini sono stati documentati e riassunti nelle 17 pagine che costituiscono un pesante atto d’accusa che Antonio Guterres ha messo nero su bianco, dopo avere raccolto le informazioni di tutte le agenzie Onu sul campo, coordinate dall’Unsmil, la missione delle Nazioni Unite a Tripoli. La sequenza di violazioni chiama in causa la responsabilità di quei Paesi, come l’Italia, che finanziano ed equipaggiano a fondo perduto le autorità libiche, senza mai riuscire a ottenere neanche il minimo impegno per il rispetto dei diritti fondamentali. Il 7 giugno l’Alto commissario per i diritti umani «ha invitato il governo di accordo nazionale - rivela Guterres - a lanciare immediatamente un’indagine indipendente per individuare le persone scomparse». Centinaia di migranti intercettati in mare, infatti, vengono regolarmente fatti sparire. Ma dell’inchiesta, nessuno sa nulla.

4 settembre 2019

GOVERNO CONTE BIS

Interno: Luciana Lamorgese (tecnica, 66 anni, lucana);
Economia e Finanze: Roberto Gualtieri (Pd, 53 anni, romano);
Affari Esteri e Cooperazione internazionale: Luigi Di Maio (M5S, 33 anni, campano);
Lavoro e Politiche Sociali: Nunzia Catalfo (M5S, 52 anni, siciliana);
Sviluppo Economico: Stefano Patuanelli (M5S, 45 anni, triestino);
Difesa: Lorenzo Guerini (Pd, 52 anni, lombardo);
Rapporti con il Parlamento: Federico D’Incà (M5S, 43 anni, veneto);
Innovazione: Paola Pisano (M5S, 42 anni, piemontese);
Pubblica Amministrazione: Fabiana Dadone (M5S, 35 anni, piemontese);
Affari regionali: Francesco Boccia (Pd, 51 anni,pugliese);
Sud: Giuseppe Provenzano (Pd, 37 anni, siciliano);
Pari Opportunità e Famiglia: Elena Bonetti (Pd, 45 anni, lombarda);
Affari europei: Vincenzo Amendola (Pd, 45 anni, campano);
Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S, 43 anni, siciliano);
Ambiente: Sergio Costa (M5S, 60 anni, campano);
Infrastrutture e Trasporti: Paola De Micheli (Pd, 46 anni, emiliana);
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Teresa Bellanova (Pd, 61 anni);
Istruzione, Università e Ricerca: Lorenzo Fioramonti (M5S, 42 anni, romano);
Beni e Attività Culturali e Turismo: Dario Franceschini (Pd, 60 anni, lombardo);
Salute: Roberto Speranza (Leu, 40 anni, lucano);
Sport e Politiche Giovanili: Vincenzo Spadafora (M5S, 45 anni, campano).
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Riccardo Fraccaro (M5S, 38 anni, veneto).

2 settembre 2019

Con Sassoli il Pd garantisce l’Italia in Europa

Sassoli presidente del Parlamento europeo. Indubbiamente una bella notizia e un grande successo del nostro Paese, con il Partito Democratico che ha garantito all’Italia una figura autorevole.

Il segretario Zingaretti dalle pagine del suo sito: “Condivido le parole del presidente Mattarella sull’orgoglio dell’Italia. Sulle nomine dei vertici Ue governo ha sbagliato tutto per tanti motivi: si è privilegiato il blocco, quello di Visegrad, prediligendo i suoi interessi e non degli italiani. Si è detto no a Timmermans per poi sostenere una candidatura caratterizzata dal rigore, dai conti che questo governo diceva di voler combattere. È un errore che l’Italia pagherà e credo che questa sia una grande responsabilità. Continuiamo a vivere nell’incertezza: l’entusiasmo della maggioranza per la procedura di infrazione evitata è fuori luogo perché i conti arriveranno a ottobre. Occorre dire la verità: il governo ha preso atto che i rilievi dell’Ue erano veri e ha fatto una manovra correttiva ma le manovre non creano lavoro e sviluppo. Intanto però nessuno si illuda perché i conti arriveranno ad ottobre. Noi vigileremo affinché nella manovra di ottobre non ci siano tagli a sanità,  scuola e welfare. Per fortuna il Pd sta giocando una sua partita in Europa.  Anche di questo parleremo nell’assemblea del 13 luglio che avrà come cuore la Costituente delle Idee”.

31 agosto 2019

C'è un'Italia più bella a cui vogliamo dare voce

Abbiamo espresso al Presidente della Repubblica il sostegno al tentativo di dare vita a un nuovo governo con una nuova maggioranza politica. Alla luce degli equilibri parlamentari, abbiamo riferito al Presidente di aver accettato la proposta del Movimento Cinque Stelle di indicare, in quanto partito di maggioranza relativa, il nome del Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo nome c'è stato indicato dal Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi.

Abbiamo altresì risolutamente confermato al Presidente Mattarella, in sintonia con quanto detto in occasione del nostro primo incontro, l'esigenza di costituire un governo di svolta e di discontinuità per questo Paese.



A seguito di un confronto tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, nei giorni scorsi abbiamo definito un primo comune contributo politico e di indirizzo da offrire al Presidente incaricato.

Deve essere chiaro che non c'è alcuna staffetta da proseguire e non c'è alcun testimone da raccogliere. C'è semmai una nuova sfida da cominciare. L'inizio per l'Italia di una nuova stagione politica, civile e sociale.

30 agosto 2019

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 255 del 28 agosto 2019


Mercoledì, 28 Agosto 2019

Capisco, non condivido, rifletto.

Capisco le ragioni che hanno spinto il PD, unito e compatto come non mai, a dare il via libera al Conte bis. Al netto degli interessi e delle ambizioni personali questa scelta ottiene alcuni indiscutibili risultati immediati, cui si aggiunge qualche possibile bonus futuro. Primo risultato, inimmaginabile fino a pochi giorni fa: aver mandato Salvini all’opposizione. Dove, nel tempo, potrebbe logorarsi. Mica poco. Secondo: aver garantito la tenuta del partito, o almeno dei suoi colonnelli (Calenda in fondo è sempre stato un ‘oriundo’). L’ovazione che oggi ha accompagnato la chiusura del discorso di Zingaretti ha accomunato tutte le anime interne. Ed anche quella del PD unito è una notiziona. Le certezze, per ora, finiscono qui. I bonus invece: la possibilità di riportare almeno un pezzo dei cinquestelle nell’alveo democratico, mettere in campo nuove politiche, tentare di salvare l’esito delle prossime regionali riproducendo lo schema giallorosso in Calabria, Umbria, forse persino Emilia e Toscana, determinare l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica (se arriveremo al 2022). Per questi occorrerà verificare se ne avremo la forza e le condizioni.

29 agosto 2019

Relazione di Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale PD del 21 agosto 2019

Carissimi
come sapete ieri è caduto il 65esimo Governo dell’Italia. Uno dei peggiori della storia della Repubblica.

Il progetto della maggioranza giallo/verde che doveva produrre un cambiamento, una rivoluzione, dopo 14 mesi di lavoro è fallito.

Sono stati per l’Italia mesi drammatici. Segnati da una perenne litigiosità delle forze di maggioranza e dall’incapacità di indicare al Paese una via, un orizzonte, una strada da seguire.

Il dibattito di ieri al Senato non è stato da meno. Il Governo ha terminato il suo percorso tra insulti e urla e con un tardivo racconto da parte del Presidente Conte dell’irresponsabilità istituzionale del principale protagonista del suo Esecutivo.

Per mesi noi, nelle sedi parlamentari e nel Paese, facendo opposizione e nel paese abbiamo lavorato insieme per denunciare molte delle cose che ieri sono riecheggiate nell’aula del Senato dalle parole dei leaders del Governo che si sono rinfacciati a vicenda le responsabilità.

In questo tempo hanno fatto più notizia i conflitti o i sorrisi tra gli esponenti della maggioranza che non la crudeltà contro gli esseri umani. E tutto questo mentre i problemi del Paese scivolavano sullo sfondo. La verità ora è emersa, denunciata come è giusto dagli esponenti delle opposizioni, anche ieri, e anche incredibilmente dalle accuse reciproche all’interno della maggioranza.

Per il Paese l’eredità di questo governo è drammatica.

Per i cittadini è drammatica.

25 agosto 2019

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 254 del 21 agosto 2019


Mercoledì, 21 Agosto 2019

Le consultazioni
La sveglia all’alba col mare ancora immobile e la spiaggia deserta, il treno da La Spezia per Roma, il tassista pentastellato (difficile trovarne uno che non lo sia a Roma) che quando gli chiedo di portarmi al Nazareno mi spiega di essere contrario all’accordo PD-M5S: così sono arrivato alla riunione della Direzione Nazionale del PD, fiducioso comunque che sarebbe stata una buona giornata.
Ieri del resto è caduto uno dei peggiori governi della nostra storia, cosa che fino all’ultimo temevo non potesse accadere e che già costituisce un successo.
Oggi si tratta di capire quali possano essere le prospettive future, e la premessa perchè esse siano positive è che il PD ritrovi una sua unità sotto la sola guida legittima, quella del segretario.
E questo almeno per il momento è avvenuto, con la votazione all’unanimità del documento che detta le condizioni per un’eventuale accordo di governo.
Una pregiudiziale che escludesse per principio qualsiasi intesa sarebbe stata sbagliata. Non solo perchè avrebbe finito col dare ragione a Salvini nella sua impulsiva corsa al voto, ma soprattutto perchè contraddicente un sistema parlamentare che richiede di verificare nelle Camere le maggioranze ed una legge elettorale di fatto proporzionale.