4 maggio 2021

Riconquistiamo il senso del lavoro

tratto da Pietro Piro di VITA

La perdita di senso che si accompagna alla condizione di non lavoro (ma anche a quella di lavoro sottopagato, sfruttato, alienato) è uno degli argomenti più censurati del nostro tempo. Se è vero che dobbiamo "tentare l'Esodo" dalla società del lavoro e dello sfruttamento, e altrettanto vero che dobbiamo capire come trovare un senso alla vita che sia svincolato dal lavoro e dalle sue mitologie. Altrimenti, rischiamo di rimanere schiacciati dalla logica dello scarto.

Smarrire il senso
La perdita di senso che si accompagna alla condizione di non lavoro (ma anche a quella di lavoro sottopagato, sfruttato, alienato) è uno degli argomenti più censurati del nostro tempo. Stona troppo con la narrazione di un mondo produttivo, scientifico e tecnologico in grado di regalare benessere diffuso. Eppure - e la mia è testimonianza diretta -- in questo mondo del cosiddetto "benessere" tanti, troppi, sono gli esclusi, gli scartati, gli abbandonati a sé stessi. Persone che private del lavoro sono abbandonate alla loro capacità di "trovare un senso" a giornate vuote e poverissime.

3 maggio 2021

 


Rivedere il modello dei centri vaccinali e potenziare il servizio nel Vimercatese

La lettera dei Sindaci sui centri vaccinale del Vimercatese
. "Fontana e Bertolaso ascoltino i Sindaci del territorio: è necessario rivedere il modello dei centri vaccinali e potenziare il servizio nella zona del Vimercatese."

Questa la dichiarazione degli esponenti del PD di Monza e Brianza a seguito della lettera che 15 Sindaci del centrosinistra e civici della zona est della Provincia hanno scritto ai vertici di Regione Lombardia chiedendo l'implementazione delle linee vaccinali presso l'ospedale di Vimercate e la creazione di un ulteriore centro.

"I cittadini ci riportano ogni giorno i racconti di disagi causati da ritardi e lunghe code" dichiara Pietro Virtuani, segretario provinciale PD. "La scelta di Regione di non puntare sui centri di prossimità sta mostrando i suoi effetti negativi e a pagarne le conseguenze sono purtroppo i nostri concittadini."

"I Comuni devono poter svolgere un ruolo più attivo - prosegue Virtuani - portando un contributo necessario in termini di risorse umane, capacità di tessere reti di partecipazione e conoscenza del territorio."

2 maggio 2021

La nostra Europa, il nostro futuro


Si svolgerà a Roma lunedì 3 maggio, nella sede del Partito Democratico, l’iniziativa organizzata da PD, PSE e gruppo S&D al Parlamento europeo dal titolo “La nostra Europa, il nostro futuro” in vista della Conferenza sul futuro dell’Europa, che prenderà l’avvio il 9 maggio.

I lavori si svolgeranno dalle 11,45 alle 14. Gli ospiti saranno in parte in presenza nella sede del Pd e in parte collegati.

Saranno presenti al Nazareno il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, i commissari Paolo Gentiloni, Frans Timmermans, Nicholas Schmit, la capogruppo S&D Iratxe Garcia e il presidente Pse Sergei Stanishev che apriranno i lavori.

Per i progressisti, italiani ed europei, il futuro dell’Europa sta nella transizione ecologica, nel lavoro, nella democrazia e nei diritti.

1 maggio 2021

Primo maggio 2021, festa dei lavoratori e delle lavoratrici

Primo maggio 2021, festa dei lavoratori e delle lavoratrici

Sabato primo maggio ricorre l'annuale Festa dei Lavoratori, giornata internazionale in ricordo di tutte le lotte per ottenere condizioni di lavoro migliori. 

In Italia, l'appuntamento rappresenta come sempre un importante momento di riflessione e solidarietà, e nonostante il Covid-19 impedisca ancora celebrazioni in grande stile, quest'anno si può ad esempio sorridere per il ritorno live del tradizionale "concertone" a Roma, che si terrà presso la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Ma qual è l'origine storica della Festa dei Lavoratori e perché è stata scelta proprio questa data? 

Gli scioperi in Illinois
L'episodio da cui prende spunto la Festa dei Lavoratori risale ad oltre un secolo fa. Il primo maggio 1886, negli Stati Uniti, la Federation of Organized Trades and Labour Unions proclamò uno sciopero generale per chiedere condizioni di lavoro più eque nelle fabbriche. La data aveva un forte valore simbolico: il primo maggio 1867, in Illinois era entrata in vigore la prima storica legge che riduceva la giornata lavorativa a 8 ore, una conquista che a distanza di vent'anni veniva rivendicata da tutti gli operai statunitensi.

27 aprile 2021

Piano nidi: più che quanti posti, conta dove

Redazione di VITA

Un servizio omogeneo sul territorio è la precondizione affinché l'asilo nido rivesta una funzione educativa e non solo sociale. Nord/sud e Centri urbani/comuni periferici sono le due principali linee di frattura odierne. Mancano almeno 100mila posti per arrivare al 33% di copertura, obiettivo che il PNRR promette di raggiungere entro il 2026. Ma il tema vero è un altro: «Se l'obiettivo del 33% verrà raggiunto potenziando solamente le aree del paese già più "infrastrutturate" significa che le risorse europee, nonostante il conseguimento del target, non saranno servite per abbattere le distanze esistenti», dice Con I Bambini

Diciotto posti e mezzo: è questa la misura del gap fra nord e sud del Paese, rispetto agli asili nido. A fronte di un Centro-Nord che ha 32 posti ogni 100 bambini con meno di 3 anni e quindi ha quasi centrato l'obiettivo europeo del 33% di copertura, nel Mezzogiorno i posti ogni 100 bambini sono solo 13,5. Concretamente, mentre a Bolzano ci sono quasi 7 posti ogni 10 bambini in età da nido, a Catania e Crotone i posti sono quasi 5 ma non su 10 bensì su 100 bambini. Forte anche la differenza tra comuni polo e comuni periferici e ultraperiferici: 13,8 punti. La prima provincia italiana per posto in asilo nido è Ravenna, con 46,8 posti ogni 100 bambini; ultima è Caltanissetta, con 6,2% posti. Tutti i 10 capoluoghi con meno posti rispetto all'utenza potenziale si trovano nel Mezzogiorno, e in particolare in Sicilia, Campania e Calabria. Tutti i 10 capoluoghi con più posti sono nell’Italia settentrionale, eccezion fatta per Sassari, al quinto posto, con 55,3 posti ogni 100 bambini under3.

22 aprile 2021

Giornata Mondiale della Terra. Bisogna cambiare strada

Una riflessione di Sarah Brizzolara, Attivista ambientale e Responsabile Ambiente e Transizione Ecologica dei Giovani Democratici lombardi.

Pedemontana ci preoccupa. Non solo come strada. È un modello passato che si ripropone. E per cambiare strada prima di tutto dobbiamo cambiare noi. Perché in una società ossessionata dall’io, servono sempre nuove strade.

A cinque anni dalla firma degli Accordi di Parigi e dall’Agenda ONU 2030 sullo Sviluppo Sostenibile, il Mondo è molto distante dal compiere un passaggio di rotta e una vera transizione ecologica che guardi anche alla giustizia sociale.
Dal 2015 ad oggi, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha continuato a salire, raggiungendo lo scorso 3 aprile la quota storica di 421,21 di parti per milione all’Osservatorio di Manua Loa alle Havaii. Un secolo e mezzo fa eravamo attorno alle 278 parti per milione. Dati che, nonostante la crisi economica portata dal Covid 19, dal 2019 a oggi sono comunque cresciuti.

Il dubbio è che la crisi climatica sia anche qualche cosa di più profondo, una crisi di modello antropologico, di un modello di sviluppo e di consumo e, in fondo, una crisi di egocentrismo.

Che mette in luce il nodo di fondo di questa economia capitalistica del consumo, globalizzata e forsennata.

19 aprile 2021

SettegiorniPD in Regione Lombardia

   La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Le due torri

Nella saga del Signore degli Anelli le torri sono simbolo di poteri contrapposti, in perenne lotta per la supremazia di una Terra di Mezzo che non trova mai pace, squassata da perenni tensioni e irrisolte diatribe tra bene e male. Anche nel cielo del potere lombardo si stagliano due torri.
In cima all’una, siede un sempre più evanescente e scosso presidente Fontana, che fatica a recuperare credibilità e autorevolezza dopo aver capito assai poco della pandemia e aver tentato, inutilmente, di proporsi come alfiere di una ripresa economica che tarda a manifestarsi.
In vetta all’altra, abita l’algida vicepresidente Moratti, chiamata tre mesi fa a dare la scossa alla regione e ora invischiata in percorsi che pagano lo scotto di divisioni, sottovalutazioni e incongruenze che hanno caratterizzato la gestione lombarda della pandemia.
Tra le due torri c’è la gran palude del centrodestra lombardo, piena di insidie e incognite.
I rampanti guerrieri della nazionalpopolare Meloni disertano le sedute di giunta per manifestare disagio per mancate valorizzazioni di loro protetti nel sempre aperto cantiere delle nomine regionali. Anche in questo campo le tensioni tra le due torri affiorano in modo evidente, lo dimostra il freddo commento della Moratti sull'avvicendamento al vertice del prestigioso Besta di Milano.
La mancata costituzione di parte civile della regione nel processo sulla Film Commission e gli imbarazzi su Aria Spa, oggetto di severi rilievi da parte della Corte dei Conti, sono altri pantani della palude regionale.
E così le torri, che dovrebbero essere rassicuranti segnali di un’autorità al servizio di cittadini, rimangono segni di un potere che vuole perpetuare se stesso e prova a spartirsi quanto resta dell’eccellenza lombarda.

21 aprile 21 Coltiviamo il futuro

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