24 marzo 2011

Arcore impianto di Betonaggio: ASSOPARCHI con il comitato di cittadini.

L' AssoParchi (Associazione per i parchi del vimercatese) si schiera apertamente con il comitato dei cittadini di cittadini di Arcore mobilitato per esprimere contrarietà alla edificazione di un impianto di bitume sull'area posta tra le ultime case di Bernate e i terreni adiacenti a pedemontana.

Qui il post pubblicato 20 marzo da "il Vimercatese blog".

L'intervento dell'azienda, 11 marzo. Articolo del Cittadino.

Cittadini che firmano contro l'impianto
di cemento e asfalto ad Arcore.

Usmate Velate. Un esempio per tutti. Sì a "Custodia del territorio". Progetto di Legambiente.


I dati del consumo di territorio Lombardo sono più che allarmanti. Ogni giorno sono 13 gli ettari che la nostra regione perde in favore di capannoni, residenze e infrastrutture varie. In provincia di Monza e Brianza l'emergenza tutela e conservazione del territorio è obiettivo ancor più necessario, in considerazione del fatto che ormai più del 55% di questo bene limitato è gia irrimedibilmente perso perchè urbanizzato.

Fingere che non stia accedendo niente di particolarmente grave, e che sia necessario urgentemente porvi rimedio, è visione miope ed irresponsabile.

Purtroppo, in questo periodo di limitate risorse per le casse delle amministrazioni locali la possibilità di straordinarie ingenti entrate aggiuntive ai magri bilanci comunali è tentazione a cui pochi amministratori sanno resistere.

Per questa ragione, tutto ciò che va in direzione contraria e si oppone con forza a questa logica perversa e a questo grave problema merita di essere segnalato. Peccato che ancora ad oggi la questione sia affrontata da singole comunità e non collegialmente come invece sarebbe necessario.

Bene ha fatto l'amministrazione di Usmate Velate, primo comune in Italia, ad aderire a "Custodia del territorio" il progetto di Legambiente per valorizzare il territorio e limitare il consumo di suolo mettendo a disposizione Cassinetta Vega in attesa della risposta dei cittadini.

Il Sindaco Riva di Usmate Velate, comune che come Sulbiate perderà una parte cosiderevole di territorio a casusa del passaggio di Pedemontana, ha dato il buon esempio. L'auspicio è che il suo appello lanciato aderendo a questa proposta non sia solo compreso e partecipato dai suoi cittadini ma sia di esempio per i colleghi dei comuni vicini.

Per saperne di più, il progetto: www.custodiadelterritorio.it

post correlato: La provincia difende il territorio adiacente e Pedemotana.

Nota del mattino del 24 marzo 2011.


1. IL GOVERNO MOLTIPLICA I VOTI CON LE POLTRONE (IL CONTO LO PAGANO
GLI ITALIANI). E POI FA FINTA CHE LE TASSE SERVANO PER DARE I SOLDI ALLA CULTURA.

Nonostante i dubbi del Quirinale, ieri il presidente del Consiglio ha proposto e ottenuto la nomina a ministro dell’Agricoltura di Saverio Romano, uno dei parlamentari “responsabili” che hanno consentito al governo di mantenere, sia pure per pochi voti, la maggioranza alla Camera. Per capire le perplessità di Napolitano basta leggere Giovanni Bianconi su Il Corriere della Sera: “Il pentito di mafia Francesco Campanella - quello che fabbricò la falsa carta d`identità con cui Bernardo Provenzano, da latitante, andò a farsi operare in Francia - ha raccontato che un giorno del 2001, a Roma, pranzò con il candidato alle elezioni politiche Saverio Romano. Campanella era un ex giovane dc divenuto vicepresidente del Consiglio comunale di Villabate, alle porte di Palermo. Intorno al tavolo c`erano pure Totò Cuffaro e altre persone. Una delle quali disse a Romano che Campanella non l`avrebbe votato. Scherzava, ma il candidato non la prese a ridere: «Si alzò e disse seriamente, rivolgendosi a me: "Tu mi devi votare, perché nuatri semo `ra stessa famigghía (siamo della stessa famiglia, ndr), vai a Villabate e t`informi", lasciando attoniti tutti i commensali». In effetti, ricorda il pentito, Nino Mandalà (condannato in primo grado per appartenenza alla famiglia mafiosa di Villabate) gli spiegò «che Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi in quel collegio, perché in quel collegio non c`è candidato che non è espressione di mafia». Le dichiarazioni di Campanella costituiscono il cuore dell`indagine per concorso in associazione mafiosa a carico del neoministro Romano. La Procura di Palermo ha ritenuto di non aver raccolto elementi sufficienti per sostenere l`imputazione (è il termine tecnico usato nel comunicato della presidenza della Repubblica, che vale anche per gli indagati come Romano) nonostante gli indizi di «contiguità» fra lui e Cosa nostra emersi dall`inchiesta.
Ma il giudice potrebbe ordinare ulteriori approfondimenti, perché dopo la richiesta di archiviazione (del novembre scorso) è accaduto un fatto nuovo, forse utile a una rilettura del quadro accusatorio nei confronti di Romano, che evidentemente non è sfuggito al Quirinale. La novità è la trasformazione in sentenza definitiva del verdetto d`appello che ha condannato Cuffaro a sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato all`associazione mafiosa. In quelle motivazioni ormai irrevocabili, e utilizzabili come «oggetto di prova» in un eventuale processo, il nome di Saverio Romano ricorre più volte. Accanto a quello di Cuffaro o da solo. Per esempio quando riassume le dichiarazioni di Campanella sulla candidatura di un tale Giuseppe Acanto in una delle liste di appoggio a Cuffaro, voluta da Mandalà: «Il Romano, competente per la formazione delle liste, aveva immediatamente assicurato l`inserimento di detto soggetto tra i candidati, chiedendogli di fargli avere al più presto i documenti e mandandogli i saluti per il Mandalà». E più avanti sottolinea come fosse «pacificamente emerso che sia Romano che Cuffaro erano stati informati in modo palese e chiaro da Campanella che la candidatura di Acanto era voluta dal gruppo di Villabate facente capo al Mandalà».
Ma perché Berlusconi ha così insistito? Lo si è capito ieri quando la maggioranza stava andando
sotto nella richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione sul caso Ruby, escamotage parlamentare per evitare che Berlusconi finisca di fronte ai magistrati milanesi per concussione e prostituzione minorile: appena si è saputo della nomina di Romano, due dei cosiddetti responsabili, Bruno Cesario e Elio Belcastro, che mancavano all’appello per le votazioni, sono entrati nell’aula della Giunta per le Autorizzazioni e hanno consentito così alla maggioranza di
avere i voti necessari per sollevare il problema.
Ma attenzione: è stato solo l’inizio. Mentre accadeva tutto questo, il Consiglio dei ministri ha
approvato un provvedimento con il quale ha aumentato le accise (imposta di fabbricazione) sui
carburanti. Motivo ufficiale: trovare i soldi per la cultura. Una scusa: bastava fare l’election day, cioè unire il voto per le amministrative e quello per i referendum, e per quest’anno non ci sarebbe stato bisogno d’altro. Ma in quello stesso provvedimento il governo ha dato anche il via
libera, a Roma e a Milano, alla moltiplicazione dei consiglieri e degli assessori comunali (senza
i 48 consiglieri e i 12 assessori in più il sindaco Alemanno non sarebbe in grado di trovare un
posto per tutti i pretendenti della sua maggioranza).
E non è finita ancora. Ieri sera il gruppo dei responsabili e degli altri parlamentari accorsi a puntellare la maggioranza dopo il 14 dicembre si sono riuniti con Berlusconi a Palazzo Grazioli.
Per soddisfare tutte le richieste, secondo molti quotidiani, Berlusconi ha promesso di completare presto il rimpasto di governo e di presentare un provvedimento per poter nominare anche altri dodici sottosegretari. Si tratterà di un disegno di legge, perché Napolitano ha già chiarito che non c’è l’urgenza necessaria per poter fare un decreto. Ci vorrà tempo per l’approvazione. I responsabili non si fidano molto. E così ieri hanno cominciato a mettere nel mirino poltrone a scadenza più ravvicinata: quelle nei consigli di amministrazioni di Enel, Eni, Terna, Poste, Finmeccanica….”E’ il governo delle tasse e delle poltrone” hanno commentato Davide Zoggia, responsabile degli enti locali nella segreteria nazionale del Pd, e Stefano Fassina, responsabile economia della segreteria Pd.

2. DOPO LA PRESCRIZIONE BREVE, IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PER
SALVARSI DA RUBY. MENTRE IL MONDO GUARDA LA LIBIA IN TV, LA DESTRA SMONTA LA GIUSTIZIA. E’ LA RIFORMA EPOCALE.
La decisione sul conflitto di attribuzione, votata ieri in commissione con l’approto dei cosiddetti
responsabili, è passata ora all’ufficio di presidenza della Camera. Gianfranco Fini con tutta probabilità deciderà di sottoporre la questione al voto dell’aula di Montecitorio. Dopo la prescrizione breve, lo sviamento del processo su Ruby. “Lo avevamo detto che la riforma epocale della giustizia sarebbe finita così” ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

3. LIBIA, IL PD SULLA LINEA DELLA COERENZA. BERLUSCONI LATITA E PENSA
GIA’ DI MEDIARE CON IL DITTATORE RISORTO.
Ieri dibattito in Senato sulla mozione che autorizza l’Italia a partecipare all’intervento in Libia
previsto dall’Onu. Oggi si passa alla Camera. Fin dalla prima mattina il Partito democratico ha
riunito il coordinamento e, poi, i gruppi parlamentari, per decidere quale posizione portare al dibattito al Senato. La decisione, largamente condivisa nel Pd, è stata di sostenere l’intervento
dell’Italia nell’ambito dei limiti strettamente indicati dall’Onu (evitare che i ribelli siano schiacciati con una carneficina da Gheddafi), secondo la decisione presa nei giorni scorsi in commissione. Una posizione lineare, che non prevede altre iniziative. La maggioranza ha presentato invece un documento contenente diverse imposizioni volute dalla Lega Nord. Nel corso del dibattito al Senato si è anche aperta la possibilità di confrontarsi su un testo comune. Ma la Lega ha imposto lo stop. E prima ancora che si andasse a votazioni separate sui diversi testi (come poi è avvenuto), mentre ancora la presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, indicava le condizioni che avrebbero dato luogo alla disponibilità del Pd a un voto comune, Berlusconi, assente in aula, faceva sapere alle agenzie che il voto negativo delle opposizioni sul documento della maggioranza era da criticare per vari motivi. Un fatto che ha
rivelato la strumentalità e la falsità della disponibilità del governo.
Berlusconi, a differenza di tutti gli altri capi di governo nel mondo, ieri non era in Parlamento
per presentare la mozione sull’intervento in Libia. Non solo perché aveva altro da fare (nominare Romano, parlare con gli altri responsabili alla ricerca di posti in cambio di voti), ma anche perché ha deciso non mettere la faccia sull’intervento in Libia. Come si capisce dalla lettura dei quotidiani che gli sono vicini, ha ancora l’idea che potrebbe fare da mediatore con il dittatore amico, se Gheddafi si salva. Oggi si replica alla Camera.

4. FEDERALISMO, OGGI IL VOTO PER LE REGIONI. MA ALL’APPELLO
MANCANO 425 MILIONI PER I TRASPORTI.
Una riunione dei gruppi parlamentari del Pd, stamattina, presieduta dal segretario Pier Luigi
Bersani, segnerà la sorte dello schema di decreto legislativo in materia di federalismo regionale,
che, alle 17, approderà nella commissione bicamerale per il voto finale. Le Regioni hanno chiesto il reintegro dei 425 milioni di euro tagliati da Tremonti e che servono per i trasporti. Il Pd ha già ottenuto molte modifiche migliorative del testo. Su questo punto chiede una clausola di salvaguardia, che renda certo il reintegro dei fondi, pena la sospensione delle norme. Oggi si vedrà la risposta del governo su questo e altri temi.

5. NUCLEARE, LA FINTA MORATORIA. SPETTACOLO, LA VITTORIA DEL PD.
Il Consiglio dei ministri ha confermato il programma nucleare, ma ne ha deciso la moratoria per
un anno. Una mossa pensata per depotenziare il referendum, ma che in realtà non apre alcuna
riflessione seria sul ricorso all’energia nucleare (e agli affari connessi alla costruzione delle centrali, dal movimento terra al cemento armato, fino alle turbine). Ben più seria, la cancelliera
tedesca Angela Merkel: “Dal nucleare prima ne usciamo meglio sarà”. Vittoria del Pd e delle battaglie delle maestranze: il governo è stato costretto a rimettere a disposizione i fondi per la cultura che il ministro Tremonti aveva tagliato.

6. IL CONSIGLIO D’EUROPA OGGI NON VOTA IL FONDO PER IL SALVATAGGIO
DEGLI STATI INDEBITATI. IL PORTOGALLO VA IN CRISI. E L’ITALIA, CON IL
PETROLIO RECORD, SI PREPARA A CRESCERE MENO.
Il Consiglio dei capi di Stato e di governo si riunisce oggi e domani a Bruxelles, ma non riuscirà ad approvare l’avvio del fondo strutturale per il salvataggio degli Stati in difficoltà con i conti pubblici. Le divisioni e i distinguo hanno imposto uno slittamento a maggio. Proprio oggi i capi di Stato e di governo si troveranno ad affrontare, però, l’ennesima crisi. Il governo del Portogallo si è dimesso. I mercati finanziari, temendo ripercussioni, hanno messo sotto pressione i titoli di debito di tutti i paesi più in difficoltà, dall’Irlanda allo stesso Portogallo, alla Grecia, alla Spagna.
Se la Bce dovesse procedere davvero all’aumento dei tassi di interesse nella sua prossima riunione di aprile, i problemi diventerebbero ancora più rilevanti.
L’Italia, che ha un debito pubblico particolarmente rilevante, non vive in una campana di vetro.
Questi problemi avranno ripercussioni anche su di noi, quantomeno in termini di maggior costo del debito, da ripartire sulle spalle dei cittadini. E non solo. Molto dipenderà anche dalle regole e dei tempi che alla fine l’Unione europea stabilirà per la riduzione del debito pubblico nei singoli Stati membri.
A complicare il futuro vi è inoltre il prezzo del petrolio. Ieri il Centro studi della Confindustria ha presentato una preoccupante stima sul futuro della crescita economica: con lo choc petrolifero, «il profilo della ripresa viene modificato, e a parità di condizioni la crescita del prodotto interno lordo italiano potrebbe risentirne per un totale di quasi un punto percentuale nel biennio 2011-2012, con l`impatto maggiore l`anno prossimo». Traduzione: rischiamo di non arrivare all’uno per cento di crescita economica. Con tutte le ripercussioni del caso sul reddito degli italiani, sull’occupazione, sulla tenuta delle imprese.

23 marzo 2011

Saverio Romano vince...Silvio Berlusconi, forse.


Saverio Romano, nonostante le perplessità espresse dal Presidente Napolitano entra nella squadra di Governo, assumendo l'incarico di Ministro dell'Agricoltura.

Romano, dei cosidetti "responsabili", è sottoposto ad un procedimento ancora in corso per gravi imputazioni.

Il Presidente Napolitano ha espresso riserve sull'opportunità politico-istituzionale della sua nomina. Berlusconi ha formalizzato oggi, comunque, la sua proposta.
Napolitano non ravvisando impedimenti giurico-formali tali da giustificare un diniego, lo ha nominato Ministro, auspicando che al più presto si chiarisca la sua posizione.

Nel 2003 Romano è stato indagato per a Palermo per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Accusa archiviata nel 2005.
Nel 2009 Ciancimino afferma di avergli pagato tangenti per circa 100.000 euro.
Sarà indagato per questo a Palermo insime a Cuffaro, Cintola, e Vizzini.


Perchè stupirsi?
Essere "uomini d'onore" o avere semplicemente amicizie in ambienti mafiosi, per il nostro primo ministro, sono buone credenziali da spendere nella vita politica, e per un Ministro ottime qualità da tollerare e non biasimare più di tanto.
Per il Presidente Napolitano, no.
Ecco cosa ne pensa il PD: clicca qui.

D'altra Berlusconi, parte quante volte ha pubblicamente dichiarato Mangano, lo stalliere di Arcore, un eroe?

Emergenza trasporti pubblici: domani interrogazione del PD in provincia.


I nuovi orari, le nuove linee della Net, in vigore da lunedì 21 marzo, hanno spiacevolmente sorpreso tutti i comuni coinvolti e creato molti disagi ai cittadini in particolare studenti e pendolari del Vimercatese. Per essere il più possibile efficace l'azione di protesta necessariamente dovrà essere il più coordinata e condivisa possibile.

Importante in ogni modo segnalare con uno scritto o con una e-mail la personale contestazione al Sindaco del proprio comune, indicando preferibilmente nei particolari le cause delle difficoltà.
L'indirizzo del sindaco Stucchi di Sulbiate è il seguente: sindaco@comune.sulbiate.mb.it .

Domani il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di MB presenterà un' interrogazione in merito.
Inoltre il gruppo del PD si farà promotore per convocare un' Assemblea dei Sindaci per discutere collegialmente di questo grave problema.
Secondo regolamento l'assemblea dei sindaci può essere richiesta se presentata da 13 consiglieri. Dieci sono del PD. Si confida nella condivisione e collaborazione dei consiglieri dell'IDV.

Di seguito alcuni recapiti che forse potrebbero essere utili:

 
MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO
Monza
Resp. Bianca Luongo
Riceve su appuntamento il venerdì pomeriggio dalle 16,00 alle 18,00 (previo contatto telefonico)
Sede operativa: Viale Libertà 33 c/o Circolo Liberta e c/o Legambiente Monza
20052 Monza
Tel: 039 9466098 Cell: 334 8483713
Fax 02 93665784
Sede Legale: Via Correggio 59 c/o Casa del Volontariato
20052 Monza
CODACONS
MILANO
SEDE NAZIONALE - Viale Abruzzi, 11 - 20131
Tel. 02.29419096 - 02.29408196
Orario ricev.: dal lun. al ven. dalle 15.00 alle 18.30
Unione Nazionale Consumatori
COMITATO REGIONALE LOMBARDO E PROVINCIALE DI MILANO
Via Ugo Foscolo 3 - 20121 Milano
Tel 02/86463134 - 02/72003439 Fax 02/72003439
 info@consumatorilombardia.it

post correlato: NET penalizza Sulbiate: nuovi orari. L'odissea dei nostri pendolari.
post correlato: Comunicati del comune di Sulbiate e di Mezzago.
post correalto: Poesia: "In provincia l'Assessore alla rinuncia". by Virus

Buccinasco, sindaco e assessore arrestati per tangenti.


Buccinasco: corruzione e falso in atto pubblico. Per il Sindaco Loris Cereda (PDL) e l'Assessore Marco Cattaneo (vicino a Comunione e Liberazione) ed altri quattro consiglieri, sono scattate le manette per presunte tangenti legate ad appalti pubblici.

Un cambio d'aria di verde pubblico trasformato in parcheggio per un centro commerciale e mazzette e favori guadagnati per il "dusturbo".



In foto il Sindaco Cereda.

Nucleare: il Governo ora teme il referendum. PD: la moratoria non basta ritiri il decreto.


Il Governo ora teme il verdetto del referendum sul nucleare. Oggi in consiglio dei ministri correrà immediatamente ai ripari.
I ministri Romani e Prestigiacomo proporranno una moratoria di un anno.

Ricorrere ad una moratoria di un anno è un chiaro tentativo di sminuire gli effetti della prossima mobilitazione referendaria. Gli ultimi sondaggi indicano circa il 70% degli italiani contrari al nucleare. Necessario disinnescare impopolarità e inevitabili malumori. Stop al decreto che avrebbe comunicato i luoghi in cui saranno edificate le nuove centrali.

L'IDV che ha raccolto le firme per la presentazione dei quesiti andrà avanti nella battaglia contro questa energia insicura, perché obsoleta, dannosa per la salute, utile al profitto di pochi.
Qui riflessioni del ministro Romani di alcuni giorni fa.
Anche secondo Fini la moratoria è una scelta saggia ed opportuna.

Dichiarazione di Stella Bianchi responsabile nazionale PD ambiente.

Lettera di una mamma di un bambino escluso dai Giochi della Gioventù.

In foto: giovani atleti aiutati da volontari.

Il ministro nomalmente abile Gelmini ha escluso i ragazzi diversamente abili dai Giochi della Gioventù.Una brutta storia, un clamorso passo indietro per l'integrazione dei disabili nel mondo della scuola.

Una nota ministeriale ha dichiarato che chi usa questi argomenti per criticare ministro, lo fa solo strumentalmente per ragioni di lotta politica. Non è vero, qui l'agone politico non c'entra.
C'entrano invece sempre e solo i soldi.

Per organizzare la partecipazione degli studenti atleti diversamente abili sono necessari, più accorgimenti, più persone, più ore di lavoro. I giochi studentesti dovrebbero favorire aggregazione e promuovere inclusione tra tutti gli studenti, ma non tutti, secondo il ministro possono godere dei medesimi diritti e di pari possibilità.

Gli studenti diveramente abili, sono una minoranza diversamente uguale.

Tutto ciò secondo noi, è fatto gravissimo, configura un atteggiamento palesemente discriminatorio, non ci può lasciare indifferenti.

Che il ministro dei questo Governo (forte con i deboli - debole con i forti) si scusi con le tutte le famiglie e con tutti gli italiani, riconosca l'errore, dovuto ad una grave disattenzione, e vi ponga immediato rimedio!
Non esiste altra soluzione.

Pubblichiamo, per vostra conoscenza e riflessione, la lettera della signora Valentina Rinaldi, mamma di un bambino cieco, escluso dai giochi studenteschi.


Caro ministro Gelmini, ieri mio figlio che ha 10 anni
mi ha chiesto di essere lasciato al portone e di poter salire al secondo piano per raggiungere la casa della nonna da solo. Cosa c’è di strano in questo? Nulla, ma di particolare c’è che mio figlio è cieco dalla nascita. È inutile dirle quale felicità abbia provato io nel vederlo, in assoluto silenzio, salire quelle scale, contando i gradini e mantenendo altissimo il livello di concentrazione. È inutile dirle quanto abbia sofferto nel non aiutarlo e nel dargli quella fiducia necessaria a compiere una straordinaria impresa. È inutile dirle che per questi bambini ogni azione che per gli altri è normale costituisce un traguardo, che con sforzo, dedizione e tanta fatica a volte si supera. È inutile dirle che per un genitore ogni conquista e ostacolo superato è soddisfazione e dolore. Mio figlio frequenta una scuola pubblica dove ogni giorno si confronta con bambini della sua età e ogni minuto rinnova la consapevolezza della sua diversa abilità, che diventa poi una risorsa quando riesce faticosamente a fare le cose insieme a loro. Ho sempre pensato che la sua diversa normalità non fosse un limite ma la capacità di fare le cose in altro modo, ho sempre creduto che il confronto con gli altri bambini fosse per entrambi fonte di arricchimento e di conoscenza. Ho sempre creduto che il sapere, il conoscere chi è diverso permette di sconfiggere l’ignoranza, il pregiudizio, l’emarginazione. Oggi scopro che gli studenti diversamente abili non possono correre, giocare e divertirsi ai Giochi della Gioventù, come tutti gli altri, ma devono restare a guardare, fare da spettatori di una vita normale che è degli altri e non la loro. Perchè non ci sono i fondi necessari a garantire la loro assistenza. Oggi apprendo che essere diversamente abile è un ostacolo non a se stessi, alle proprie capacità di fare le cose, ma agli altri, alla loro normalità e alla loro possibilità di arrivare primi o ultimi. Oggi scopro che mio figlio è meno studente, meno cittadino, meno importante degli altri. Non era questo il mondo che io ho immaginato per lui, non era questo il futuro che speravo per lui e le assicuro che pensare al domani di questi bambini non è fonte di tranquillità. Soprattutto quando la discriminazione arriva da chi dovrebbe prendersi cura di loro. Le auguro di divertirsi ai Giochi della Gioventù, ma le auguro anche che tutte le persone che rifiutano la discriminazione disertino questa manifestazione, lasciandola sola a guardare nel vuoto. Perché è questo, il vuoto, che lei ha lasciato dentro di me.

Valentina Rinaldi

Territorio, innovazione, sviluppo - Incontro pubblico del Circolo PD Bernareggio.

Segnaliamo questo evento, incontro del Circolo PD di Bernareggio.

Nota del mattino del 23 marzo 2011



1. LIBIA. OGGI VOTO IN PARLAMENTO. BERLUSCONI “QUAL PIUMA AL VENTO” HA NOSTALGIA DI GHEDDAFI. LA BARRA FERMA DEL PD.

Per descrivere l’atteggiamento e la ponderazione con la quale l’Italia ha preso le proprie decisioni sul tema della Libia Pier Luigi Battista, editorialista de Il Corriere della Sera, è stato costretto a ricorrere a un tono quasi poetico: “Cambi di alleanze. Giri di valzer. Cambi in corsa di casacche. Brucia sulla pelle di Berlusconi l`oltraggioso epiteto lanciato addosso dal Raìs non domato: «Traditore». Ora la tentazione del freno. La nostalgia. Le campagne di stampa dei giornali governativi contro Sarkozy «l`anti-italiano». Le alleanze che vacillano un`altra volta. I distinguo…”.
Come nella nota aria della “donna è mobile”, Berlusconi “qual piuma al vento” sta facendo fare all’Italia l’ennesima figura barbina. Addirittura ha lasciato trapelare la possibilità di far fare all’Italia un tentativo di mediazione con il dittatore libico che sta sparando missili sulla propria gente. E intanto, preoccupato solo della propria sopravvivenza e di seguire personalmente la battaglia per ottenere leggi ad apersonam, pressato dalla lega che spinge per chiudere le frontiere e ossessionato dai sondaggi secondo i quali molti italiani non vedono di buon occhio l’intervento in Libia, ha deciso di non partecipare personalmente alla discussione parlamentare sulla mozione che riguarda la Libia.
Come dire, l’Italia nella mani di una banderuola indecisa a tutto. Di fronte a questo stato confusionale, la segreteria nazionale del Pd ieri ha ribadito con forza la posizione del partito in una nota: “La segreteria nazionale del Partito democratico, riunitasi questa mattina a Roma, ha espresso forte preoccupazione per lo stato di incredibile confusione del governo italiano e della sua maggioranza nel pieno della crisi libica: da parte di membri del governo si susseguono contraddittorie e sconsiderate dichiarazioni che oscillano tra disimpegno, bellicismo o addirittura accenti di nostalgia per Gheddafi. Si assiste al risveglio improvviso sulla questione della catena di comando dopo un nostro totale mutismo al vertice di Parigi. Si ascoltano inoltre ministri che esprimono preoccupazioni sul terrorismo ed altri che li smentiscono. Si lascia marcire l’emergenza di Lampedusa in un paese che ha saputo affrontare, in modo ordinato e umano, ben altre emergenze, come quella dei Balcani. Si è preferito fino ad oggi agitare il problema piuttosto che operare per risolverlo con l’aiuto delle regioni italiane e quindi chiedere credibilmente e ottenere una giusta solidarietà europea. Nell’insieme il governo sta portando l’Italia in un’allarmante irrilevanza nelle sedi europee e internazionali, con una caduta di ruolo drammatica e senza precedenti. Il Pd chiede che il presidente del Consiglio venga in Parlamento e che in quella sede si ristabilisca una posizione italiana leggibile e solida, rigorosamente e univocamente riferita ai contenuti e ai limiti della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Una linea che il Partito democratico ha più volte precisato con coerenza e che ribadirà nel dibattito parlamentare”.
Nel dibattito parlamentare, che questa mattina sarà preceduto dalla riunione del coordinamento al vertice del Pd e poi dalla riunione dei gruppi parlamentari, questa sarà la linea: intervento rigidamente nell’ambito della decisione dell’Onu, volto a difendere i civili. Il resto appartiene all’iniziativa politica e alla diplomazia. Il passaggio alla Nato del coordinamento del comando per le iniziative in Libia viene considerato un fatto positivo. Ma niente pastrocchi sul tema dell’immigrazione, come vorrebbe la Lega.
Due interviste da leggere. Massimo D’Alema su Il Corriere della Sera e Dario Franceschini su Europa.
Franceschini nell’intervista affronta, partendo dall’intervento in Libia e del pacifismo, anche il tema della posizione e della condizione dei cattolici nel Pd. Domanda. Ma c`è disagio o no? Recentemente ci sono stati altri abbandoni...Risposta:” A me dispiace, ogni abbandono è un dolore... Ma sono sempre gli stessi casi che si contano sulle punte delle dita di una mano. Si vuole dare la sensazione che i cattolici ci stiano male, nel Pd. Ma da noi 100 parlamentari su 300 vengono dal cattolicesimo politico, di più di quanti ce ne siano in ogni altro partito. Direi che si è raggiunto un equilibrio: poi, certo, la situazione non è mai ottimale, ma se ad ogni difficoltà uno se ne va, alimentando un dibattito tutto mediatico, si sbaglia. E guardi che non è un problema che c`è con Bersani, nel Pd c`è stato da subito”. Domanda: Quindi è infondato l`allarme per una deriva a sinistra e simili? Risposta:” Non esiste. Ripeto, se ogni volta che perdi un congresso o non ti piace il segretario ti alzi e te ne vai commetti un errore. Il nostro è un caso unico al mondo. Area Democratica si ritrova a Cortona nel fine settimana”. Domanda: ”Per dire che? Risposta:” Per dare un contributo di idee al partito. AreaDem è la prova del mescolamento, abbiamo tutti provenienze diverse: dopo la scissione che abbiamo avuto, quella dei 75, noi non abbiamo rinunciato e non intendiamo rinunciare alle nostre idee ma le mettiamo al servizio di tutto il partito”.

2. IMMIGRAZIONE. DOPO DUE SETTIMANE IL GOVERNO INCONTRA LE REGIONI E TROVA L’ACCORDO.
A distanza di due settimane dalla disponibilità dichiarata dalla conferenza delle regioni, e dopo aver fatto gonfiare con l’immobilismo il problema degli immigrati a Lampedusa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha finalmente incontrato ieri i rappresentanti delle regioni, delle province e degli enti locali, raggiungendo un accordo per affrontare l’emergenza profughi. L’intesa prevede la gestione potenziale di un afflusso fino a 50 mila immigrati. “Le Regioni sono pronte a dire sì al piano di emergenza umanitaria” ha confermato il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle regioni, Vasco Errani, come aveva fatto già due settimane or sono: “E’ una forma di cooperazione interistituzionale che risponde all`appello del capo dello Stato”.

3. LA RIFORMA EPOCALE DELLA GIUSTIZIA E’ ARRIVATA: PRESCRIZIONE BREVE PER BERLUSCONI E CONFLITTO DI ATTRIB UZIONE SU RUBY PER EVITARE I MAGISTRATI DI MILANO.
La commedia sulla riforma epocale della giustizia è finita ieri, come previsto. I testi delle riforme costituzionali non sono nemmeno stati presentati dal governo. Gli avvocati-parlamentari di Berlusconi hanno impresso una fortissima accelerazione a tutte le iniziative di legge e di voto per salvare Berlusconi dalle condanne ed evitare che il presidente del Consiglio possa finire anche una sola volta a tu per tu con i magistrati di Milano. Ieri, in particolare, l’on. Paniz ha blindato la maggioranza in commissione ed ha ottenuto che passasse la cosiddetta prescrizione breve (per gli incensurati), norma studiata per far fermare quasi subito, per scadenza del tempo trascorso, il processo Mills (David Mills, il corrotto è stato condannato, di conseguenza Berlusconi, accusato di essere il corruttore, sarebbe sicuramente condannato). Nello stesso tempo è stata avviata la procedura per passare all’ufficio di presidenza della Camera, e subito dopo all’aula, del voto sul conflitto di attribuzione per chiedere che passi al tribunali dei ministri il processo Ruby. “Ecco la riforma epocale” ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Gli ha fatto eco il responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando: “Prescrizione
breve: ecco la riforma epocale della giustizia targata destra. Ancora una volta le esigenze del premier hanno prevalso su tutto il resto, con buona pace del confronto e dei tanto vantati toni dialoganti. Come è sempre accaduto in questi anni, alla fine hanno prevalso i falchi e non è stato possibile spostarsi dalle leggi ad personam. Il tentativo di passare ad una fase che almeno nella propaganda guardasse davvero ai temi della giustizia non solo è entrato subito in contraddizione con la pessima qualità della proposta presentata dal governo, ma oggi ha anche registrato l’impossibilità di andare oltre i problemi personali di Berlusconi. Mi auguro che chi ha tuonato contro indulti e amnistie, penso in particolare alla Lega di Bossi, Maroni e Calderoli, abbia oggi la coerenza di disapprovare anche questa amnistia di fatto”.
4. NUCLEARE. LA FURBA MORATORIA PER AGGIRARE IL REFERENDUM E LASCIARE IN PIEDI IL PIANO DEL BUSINESS.
La sindrome giapponese innescata sul rischio referendum ha trasformato l`idea di una «pausa di riflessione» sul nucleare annunciata l`altro giorno dal ministro Paolo Romani in una «moratoria di un anno». La deciderà oggi il Consiglio dei ministri che dovrebbe però escludere dal provvedimento le procedure per individuare il sito sullo stoccaggio delle scorie nucleari.
Dichiarazione di Stella Bianchi, responsabile ambiente della segreteria nazionale del Pd “Il governo sembra voler prendere tempo per salvare se stesso, spinto questa volta dalla preoccupazione che i cittadini possano far sentire la propria voce nel referendum del 12 giugno… Quello che serve al paese non è un disegno sbagliato di ritorno al nucleare né vuote parole di rassicurazione, ma piuttosto un piano energetico nazionale che ancora manca, una strategia per il futuro che metta al primo posto efficienza energetica e rinnovabili con l'impegno alla ricerca e alla salvaguardia dell'ambiente come il presidente della Repubblica Napolitano ha sottolineato con la saggezza e la lungimiranza che tutti gli italiani gli riconoscono”.

5. PARMALAT ADDIO. L’ITALIA E’ IL GIARDINO D’EUROPA E UNA TERRA DI CONQUISTA.
Il Corriere della Sera: “In poche ore è già stato coniato il termine Parmalait, amara sintesi del passaggio oltre le Alpi di quanto era stato faticosamente risanato dal disastro del crac di Calisto Tanzi: con Lactalis al 28,9% da ieri la Parmalat, al netto di possibili decreti odierni, è francese”. Dopo Bulgari, dopo Valentino, dopo tante altre imprese, anche Parmalat è stata conquistata. Come nel rinascimento la ricca, ma debole e divisa Italia, è solo un terreno di conquista. Allora per Francesco I e Carlo V. Oggi per Lactalis, Air France o Bollorè, quando no anche per i fondi sovrani dei paesi produttori di petrolio, come i fondi libici.

6. L’UNICREDIT SALVA LIGRESTI E SI RAFFORZA IN VISTA DEL RIASSSETTO DEL POTERE AI PIANI ALTA DELLA FINANZA ITALIANA.
L’Unicredit ha deciso di sostenere il salvataggio del gruppo assicurativo della famiglia Ligresti, indebitato in modo pesante. Alla fine dell’operazione l’Unicredit avrà in mano il 6 per cento del gruppo. Una posizione di maggior forza dalla quale affrontare le scosse di assestamento del potere ai piani alti della finanza italiana, dove è ormai fortissima la tensione tra i diversi gruppi che si contendono il predominio in
Mediobanca (dove l’Unicredit ha l’8,6 per cento e il gruppo Ligresti il 4 per cento) e nelle Generali (principale azionista è Mediobanca con il 13 per cento).

7. IL DECENNIO BERLUSCONIANO LASCIA SULL’ITALIA UNA PESANTE EREDITA’. IL FMI: ITALIA ULTIMA IN EUROPA.
L`Italia va lenta. Troppo lenta non solo rispetto ai paesi emergenti, che stanno facendo da locomotiva all`economia mondiale, ma anche rispetto al resto d`Europa. Secondo il World Economic Outlook che sarà presentato in aprile a il tasso di crescita italiano si fermerà nel 2011 all`1 per cento per poi salire ad un sempre modestissimo 1,3 il prossimo. L`Italia si colloca nel fondo della scala tra i principali paesi europei. Solo Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna cresceranno quest`anno meno di noi. Nello stesso periodo il Pil della Germania salirà del 2,2% e del 2%, quello francese dell` 1,6% e dell`1,8%, e quello Usa del 3,2% e del 2,7%. Il Fondo continua a puntare il dito contro i problemi di competitività di vecchia data che affliggono l`Italia e che «comprimono la crescita delle esportazioni».